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Concerti di musica classica: stagioni, date e impressioni


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1 ora fa, garmax1 ha scritto:

Devo dire che in platea c'erano addetti alla biglietteria che comunicavano proprio negli ultimi minuti i posti ancora liberi e vendevano immediatamente il biglietto. Alla fine tutto pieno! Moltissimi wünderbar, súperb e wonderful ma anche straordinario ed emozionante. 

 

 

E lo so.., ma per me troppa caciara e non capisco perchè prima danno il tutto esautito, me possino cecà, e poi spuntano biglietti per posti che potrebbero non piacerti.., quasi 5 ore di permanenza in sala sono tanti per starci scomodamente... Mi accontenterò di seguire la Walkiari dal canale 5 seduto in casa comodamente. 

Adesso, garmax1 ha scritto:

Minkovsky ha fatto poche settimane fa a Firenze con orchestra del Maggio le Stagioni di Haydn favolose! 

 

 

Ed è lui e quelli come lui che ci vogliono per questi repertoti... per una volta che si danno, che siano affidati agli "specialisti". 

@mozarteum Vero ne avevo letto, confondevo le località.
Ma essendo un oratorio - opera sotto sotto mentite spoglie come quasi tutti gli oratori di Handel -  verrà eseguito in forma scenica, suppongo, mi chiedevo in che modo se non vi è "sceneggiatura"/ libretto? Quali le particolarità di tale allestimento g che gioca fuori casa? 

1 ora fa, garmax1 ha scritto:

Comunque a proposito di Valchiria /Roma, verrà trasmessa su Rai 5 il 30 ottobre alle 22,30! 

Orario perfetto per non disturbare e raccogliere pochissimi spettatori... No comment 

 

 

Ops.., mi era sfuggito l'orario.., finirebbe verso le tre del mattino... anvediquesti. :classic_ninja:

  • 3 settimane dopo...

Ieri sera si son sentiti concerti "grossi", mica robetta, nella sala Sinopoli dell'Auditorium romano per la stagione da Camera santaceciliana. 

 

Si parla dei 6 Concerti Grossi op. 3 di G.F.Handel che il compositore sassone trapiantato a Londa realizzò trovando - nuovamente -  ispirazione dalla musica italiana, specialmente dalle omonime forme musicali dell'inestimabile compositore e virtuoso violonista che aveva per nome Arcangelo (di nome e di musica) Corelli.
Concerto Grosso perchè rispetto ai concertati "normali" d'epoca barocca veniva utilizzato un numero maggiore di musicisti per rendere musicalmente, strumentalmente e quindi sonoramente più ricco e vario il piatto musicale nel quale veniva servito il gruppo dei solisti, alle prese con i diversi strumenti di spicco, in armonioso contrasto con il "ripieno", ovvero con tutta l'orchestra. Ascoltare la musica dal vivo è come fare l'amore senza il profilattico: ogni volta che copulo con l'arte dei suoni in una delle sue case concertistiche mi ripeto 'sta cosa stupito come se fosse la prima volta.
Dico questo questo perchè solamente all'ascolto live di tali perle concertistiche, tante volte ascoltate da disco, mi sono accorto, concentrato solo sulla musica, presupposto che nel suono naturale vi sia  una meta-sonorità assente nel suono riprodotto, che Handel partendo dal "paradigma" corelliano espandendo in modo significativo il respiro compositivo e acustico-sonoro del Concerto Grosso lo "modernizza" proiettandolo nel futuro (non che in Corelli non vi fosse analoga potenzialità) tant'è che in molti passaggi mi è sembrato di intrasentire l'eco di un Haydn ancora di là da venire (il grande "sfortunato" Haydn che dovette verdersela con la "concorrenza di Mozart" che "distrasse" un po' gli ascoltatori dell'epoca dalla assoluta genialità del più maturo collega e grande amico paterno. Il quale Haydn a sua volta prese molto dall'amatissimo  Handel non solo per i suoi Oratori, anche per la cameristica, la sinfonica e certa musica sacra. Nulla nasce dal nulla.
Per tornare al concerto.., dopo un inizio un poco di "rodaggio".., raggiunto il motore la giusta temperatura in breve tempo... 

... po' imbolsito fisicamente l'autorevole ed "istrionico" direttore Marc Minkowski si rivela agile come una libellula quando si tratta di dirigere i suoi superbi musicisti de' Les Musiciens du Louvre alle prese con un reportorio barocco aperto a molteplici possibilità interpretative tanto sia "libera" pur nel rigore formale la scrittura. Il direttore, ogni strumentista solista o continuista, di spicco o meno, alle prese con i loro meravigliosi strumenti d'epoca, tutti indistintamente hanno dato prova  di squisita, contagiosa, virtuosa musicalità priva di virtuosismi di risulta. 

Calorosi applausi del pubblico che è letteralmente esploso in un boato alla fine del bis suonato da Dio che proponeva l'ineffabile Entrée de Polymnie, des Muses, Zéphirs, Saisons, Heures et Arts della suite orchestrale da “Les Boréades”, una tragedia lirica in cinque atti di Rameau riscoperta negli anni '80 ed eseguita integralmente da Gardiner in prima mondiale assoluta. 

Bellissima questa versione, ma ieri sera... le stelle hanno abbansonato il cielo per entrare nella sala ad ascoltare la muaica scritta in terra ma degna del cosmo. 

 

 

  • Melius 1
  • Thanks 1

A proposito di Wagner e Currentzis, mi permetto umilmente di consigliare le prossime tappe del "Ring senza parole" che ho visto l'altro ieri ad Antwerp.

In una sola parola: Maestoso, come la formazione XXL dell'Utopia Orchestra schierata per l'occasione, a occhio sicuramente piu' di 120 elementi.

Currentzis continua a stupirmi per la sua incredibile capacità di amplificare le emozioni delle partiture che esegue, anche seguendo il concerto ad occhi chiusi per non farsi trasportare dalla sua gestualità e dal prorompente entusiasmo degli orchestrali.

Peccato solo per l'acustica della sala blu del De Singel, a mio avviso un po' troppo riflettente, ma alla fine che importa.

 

 

3 ore fa, analogico_09 ha scritto:

solamente all'ascolto live di tali perle concertistiche, tante volte ascoltate da disco, mi sono accorto, concentrato solo sulla musica, presupposto che nel suono naturale vi sia  una meta-sonorità assente nel suono riprodotto

Infatti, l'ascolto dal vivo è un'esperienza cinestesica, quasi tattile, vibrazionale (mi si passi il termine).

 

3 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Haydn che dovette verdersela con la "concorrenza di Mozart" che "distrasse" un po' gli ascoltatori dell'epoca dalla assoluta genialità del più maturo collega

Quanto è vero, però il suo genio è stato giustamente rivalutato col passare degli anni. Impossibile non riconoscere i suoi meriti e la sua grandezza...

  • Thanks 1
43 minuti fa, dec ha scritto:

proposito di Wagner e Currentzis, mi permetto umilmente di consigliare le prossime tappe del "Ring senza parole" che ho visto l'altro ieri ad Antwerp.

Mi pare che Currentzis /Utopia non farà quel programma quando verrà a Roma. 

Invece Currentzis con MusicAeterna in febbraio a Firenze verrà con lo stesso programma. 

Come ti è sembrato Mengoli e il pezzo del compositore finlandese? 

 

 

Vabbè, Cuttentzis, Ring, orchestre faraoniche... 120 orchestrali quasi una legione romana... meraviglioso ma insomma...  sempre a parlare degli stessi nomi, stessi repertori... campi ristretti... apriamoci anche alle "novità", per così dire..,a tante altre grandi opere della storia della musica occidentale che sono alla base portante di tutto ciò che sia venuto dopo, fino ai nostri giorni che sul piano della creatività compositiva vivono purtroppo di passato ragione per la quale cresce il culto del "direttore d'orchestra" la frenetica ricerca del direttore di "riferimento".., dimenticando che prima di ogni cosa ci sono le musiche delle quali si parlasempre meno, il direttore che sappioa far filare bene l'orchestra, poi sul piano interpretativo.., vai a scavare è spesso - non sempre... - un'anarchia, ciascuno porta la musica a livello del proprio narciso/ombelico). 


Una cosa che volevo dire, al concerto di ieri sera per un programma così raro, meraviglioso e molto "comunicativo",  c'era poca gente. Ma è la norma con questi repertori in queste rinomate istiotuzioni musicali lòegate ancore alle "accademie" popst-romantiche.  Incredibile in una caput mundi come Roma. A Londra,  Parigi, Madrid, Amsterdam, Basilea, e Germania, Austria, paesi dell'Est.., etc, queste tristezze, lasciatemelo dire, non si dan da vedere. Questo da' il segno del (de)grado di educazione musicale, che riguarda anche gli alti ambiti della cultura, dell'intellettualità, delle classi sociali più agiate, che regna nel Belpaese.

 

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