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Yunchan Lim al Verbier Festival 2024


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Grancolauro

Ha fatto scalpore, non solo tra gli addetti ai lavori, il recital del giovane pianista Yunchan Lim a Verbier il 20 luglio scorso. Sulla rete sono comparse varie recensioni, tutte entusiastiche, del concerto. Tra queste, molto interessanti e azzeccati gli interventi di Luca Ciammarughi, che consiglio senz'altro di andarsi a leggere.

A tutto ciò aggiungo solo, banalmente, che con questo concerto Lim sembra aver voluto rispondere a una critica ricorrente rivolta ai pianisti asiatici, giudicati da molti come dei "virtuosi senz'anima", incapaci di cogliere il senso profondo della cultura  musicale occidentale, di rimanere sulla superficie delle opere che interpretano, di sopperire alla loro "vuoto espressivo" con una tecnica strabiliante fine a se stessa.

Bene, l'altro giorno Lim ha zittito tutti. E lo ha fatto presentando un programma che non ti aspetti: 2 Romanze senza parole di Mendelsshon, le Stagioni di Tchaikowsky, e i Quadri di un'esposizione di Mussorgkij. Una collezione di miniature dove la "dimensione espressiva" dell'interpretazione musicale, in tutta la sua complessità, la fa da padrona.

E questo è stato il risultato:

 

 

Volendo, molto ci sarebbe da dire e discutere a partire da questa interpretazione. Voi cosa ne pensate?

   

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@Grancolauro Innanzitutto mi fa molto piacere che Yunchan Lim sia tornato in forma: al momento nell'elenco delle sue prossime esibizioni (che arriva fino a giugno 2025) non ci sono date italiane, ma spero che potrà recuperare quella di Milano saltata lo scorso aprile.

 

Detto questo, sto ascoltando il recital di Verbier: Lim si conferma come uno dei più interessanti giovani pianisti!

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Grancolauro

@G.Carlo sono d'accordo. Confesso che a me la sua registrazione degli Studi di Chopin non aveva convinto fino in fondo. A volte troppo affrettata, a tratti poco chiara, anche se con dei momenti di eccellenza straordinari (lo studio n. 2 dell'op. 10, ad esempio). Ma qui siamo su un altro livello. Il ragazzo sembra imparare in fretta. Dà l'impressione di aver ascoltato molto, i grandi interpreti intendo, e di assorbire tutto generando un sintesi originale, con elementi di forte personalità.

Sarà interessante sentirlo alla prova della "grandi narrazioni" pianistiche: le sonate di Beethoven, Schubert, Chopin e Brahms, ad esempio. Osservando la sua traiettoria artistica, penso che non esiterà a farlo.

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Grancolauro
56 minuti fa, G.Carlo ha scritto:

Il video è stato rimosso per problemi di copyrigh

Azz, peccato... Comunque si può vedere il video su Medici.tv. Basta fare l'iscrizione gratuita. Nella sezione dedicata al festival di Verbier 2024 ci sono molti altri video interessanti, tra l'altro. La terza di Mahler diretta di Rattle, ad esempio. Da ascoltare!

 

https://www.medici.tv/

 

Se poi qualcuno desidera ascoltare il recital di Lim direttamente da file, basta che mi contatti.

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  • 4 weeks later...

@Grancolauro indipendentemente da Lim, mi è venuta una riflessione ispirata da un mondo in sé lontano, il basket NBA. Vari esperti e commentatori dicono, a ragione, che non si è mai visto tanto talento come oggi: abilità al tiro da 2 o 3 impressionante, atletismo estremo, versatilità nei ruoli, longevità agonistica sono requisiti sempre più comuni, sempre più appannaggio di un numero crescente di giocatori. Così anche nell’arte pianistica: si notano sempre più pianisti tecnicamente formidabili, completi, non solo per gli aspetti meccanici, ma anche per il controllo strumentale in senso lato. Vedo tanti pianisti dall’arsenale molto fornito. Poi il passaggio a grandi interpreti non è automatismo, ma tantissimo talento in giro…

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@mozarteum Era uno di quelli che avevo in mente parlando del ‘tanto talento’ in circolazione. Non l’ho mai sentito dal vivo, ma da video e registrazioni mi stupisce moltissimo la capacità di mantenere la delicatezza in momenti fitti di note, di gestire i pianissimi e i sottovoce. Non mi stupisce che si trovi a suo agio in Debussy…

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Come dice pero’ Grancolauro, la prova del nove sono sempre i calibri romantici e classici della mitteleuropa.

a proposito ho trovato bellissima l’ultima integrale di LVB di Buchibinder in cd pianista che non ho mai messo fra i miei favoriti.

E’ stupenda e registrata alla perfezione nella sala a cui ho dedicato il mio nick (dove suonano anche le poltrone)

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4 ore fa, Lolparpit ha scritto:

tantissimo talento in giro…

Sì, sembra anche a me. Ci sono tanti ragazzi bravi anche in Italia in questo momento e, nel complesso, la qualità è alta un po' dappertutto. Sarebbe interessante riflettere sulle ragioni di tutto ciò. Rispetto al passato, sicuramente la preparazione è più accurata sotto il profilo artistico, tecnico e psicologico: c'è meno improvvisazione o attesa del "genio" caduto dal cielo, e più organizzazione. I coereani hanno fatto scuola in questo, che piaccia o meno.

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3 ore fa, mozarteum ha scritto:

Seong come vi sembra?

Non l'ho mai ascoltato dal vivo, purtroppo. Su disco, il suo Debussy mi sembra molto curato ed elegante. Dopo tutto Seong-Jim ha studiato con Michel Beroff a Parigi, quindi la cosa non sorprende. Tuttavia il suo modo di suonare non mi emoziona, non so bene perché. E' stato così anche quando Seong-Jin vinse il concorso Chopin a Varsavia anni fa: tutto eseguito molto bene ma senza generare quel coinvolgimento estremo che, almeno per me, è la prova provata che sto ascoltando un grande musicista.

Ad ogni modo, il suono di Debussy lo si giudica dal vivo, difficile fare altrimenti.

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All'eleganza e alla compostezza del Debussy di Seong-Jin preferisco il piglio narrativo e la libertà di fraseggio di Maria Joao Pires, che non è una specialista di Debussy ma che sa comunque interpretarlo meravigliosamente. Eccone un esempio:

 

 

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2 ore fa, mozarteum ha scritto:

a proposito ho trovato bellissima l’ultima integrale di LVB di Buchibinder in cd pianista che non ho mai messo fra i miei favoriti.

E’ stupenda e registrata alla perfezione nella sala a cui ho dedicato il mio nick (dove suonano anche le poltrone)

Da quanto ascoltato sul tubo è piaciuta moltissimo anche a me; ero incerto se prendere i cd (l'ennesima integrale in CD-teca, forse la ventesima, mi pareva superflua) ma a questo punto visto il tuo autorevole consiglio mi sa che la prendo.

Buchbinder magari non è stilisticamente bellissimo da vedere, con il fisico e le mani da boscaiolo, ma è un signor pianista, che sembra fortemente migliorato con gli anni.

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@Grancolauro Ero rimasto incantato dopo averlo ascoltato dal vivo e spulciando i servizi di streaming avevo trovato una sua registrazione del quinto concerto di Beethoven.

Ne ero rimasto incantato, anche dalla registrazione, di nuovo .. e lo avevo segnalato nel Thread “Le nuove uscite di classica in HiRes” (il post si può facilmente trovare usando la lente di ricerca) usando parole entusiastiche.

Al tempo della mia segnalazione Lim non lo conosceva ancora quasi nessuno….

Di Lim avevo segnalato la profondità interpretativa che davvero “non ti aspetti” da un giovane pianista nato in Asia… eppure…eppure così è!

Se vi capita ascoltatela questa registrazione .. potrebbe sorprendervi..(anche l’orchestra e il direttore mai sentito nominare Mr. Hong se la cavano alla grande…ma Lim è spettacolare!)

image.jpeg.60b52710468d88f24804aa5e890a1830.jpeg

P.S. Si era parlato con te della registrazione chopininana degli Etudes… e dicevo anch’io che c’era qualcosa…c’era qualcosa che non mi convinceva a fondo… del resto poi mi era venuta gana di ascoltare dopo il Pollini… e quindi Lim era stato in qualche maniera un po’ “maltrattato”… ma alcuni spunti interessanti e personali c’erano anche nella sua interpretazione degli studi..

P.S. 2 Potrebbe uscire a breve per la Decca la registrazione del quinto a Londra (con Pappano?)…

 

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Occhio quando cercate per “cognome” Lim… perché in Asia deve essere un cognome tipo Rossi in Italia! Trovate una marea di omonimi (anche abbastanza famosi) fra giovani pianisti/pianiste e un direttore che ha registrato anche una integrale di Bruckner per la Decca!

Che siano tutti parenti……? 😆😂😉

Di Seong Jin-Cho mi è piaciuto molto il suo Mozart, con l’onnipresente Nezèt-Seguin e anche i due concerti di Chopin con il nostro Noseda sul podio.

Per Debussy.. in genere si deve “crescere” e diventare quasi vecchi per capirlo (un po’ come Bruckner per i direttori)… 😉😆

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7 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Si era parlato con te della registrazione chopininana degli Etudes… e dicevo anch’io che c’era qualcosa…c’era qualcosa che non mi convinceva a fondo… del resto poi mi era venuta gana di ascoltare dopo il Pollini… e quindi Lim era stato in qualche maniera un po’ “maltrattato”… ma alcuni spunti interessanti e personali c’erano anche nella sua interpretazione degli studi..

Sì hai ragione, ricordo quella discussione. Mi viene tuttavia da pensare che il confronto tra Lim e Pollini con riguardo agli Studi di Chopin sia per certi versi improponibile, "fuori luogo" per così dire. Epoche diverse, mondi musicali diversi. La registrazione di Pollini fece scalpore perché era rivoluzionaria, rompeva con la tradizione interpretativa precedente: leggeva per la prima volta Chopin in chiave razionalista, in sintonia con le avanguardie del tempo. Lim colpisce per la padronanza dello strumento, il virtuosismo trascendentale e la capacità asservirlo a scelte espressive interessanti ma mai di rottura, davvero innovative. Tuttavia il mondo è cambiato: sarebbe oggi probabilmente assurdo aspettarsi da un pianista pur straordinario come Lim quello che allora fece Pollini o hanno fatto altri grandi rivoluzionari della tastiera. Non è più il tempo, non più il luogo. O forse no?

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@Grancolauro ..anche no.. a mio avviso le interpretazioni-capolavoro a mio avviso non hanno tempo e..non temono le ingiurie degli anni!

Lim su Chopin, o almeno sugli Studi, non mi ha “conquistato”. Nel quinto di Beethoven invece sì.

Comunque è davvero molto giovane… staremo a vedere cosa ci/gli riserva il futuro..

 

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1 ora fa, SimoTocca ha scritto:

le interpretazioni-capolavoro a mio avviso non hanno tempo e..non temono le ingiurie degli anni!

Uhmm, non so, io non ne sono tanto sicuro. Restando tra i pianisti, pensa al caso di Sviatoslav Richter. Per decenni è stato considerato uno dei più grandi pianisti di sempre. Oggi non se lo fila più nessuno.È diventato all’improvviso un pianista mediocre? Non credo. Forse, semplicemente, il suo stile e la sua poetica hanno fatto il loro tempo. Temo possa succedere anche col Beethoven e con lo Chopin di Pollini prima o poi…

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