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Melius Club

Stellantis ahi, ahi


hal999

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Inviato
14 minuti fa, senek65 ha scritto:

nonno facesse diversamente 

Il nonno per noi italiani era meglio per il semplice motivo che tutti i suoi interessi e aziende erano essenzialmente in Italia e di conseguenza nei periodi "buoni" ha generato lavoro e reddito in Italia grazie al suo manufacturing, il nipote mi risulta che investa in Italia nella "sanità privata" con buona pace di .... 

Inviato

@indifd Dunque, dove eravamo rimasti.

Quando c'erano vacche grasse, c'erano per tutti. Quando c'erano vacche magre, c'era cig sulla collettività. Oggi c'è solo cig  indipendentemente dallo stato di salute della vacca, quindi era meglio allora, quando c'era lui. L'avvocato intendo...

Inviato
1 minuto fa, LeoCleo ha scritto:

Oggi c'è solo cig 

Oggi non c'è più futuro per gli stabilimenti in Italia (Elkann/Stellantis), in passato il governo italiano ha finanziato pesantemente la Fiat che ha generato lavoro, reddito e speranza in un futuro per averne ancora superate le crisi cicliche con relativi costi scaricati sullo stato (pratica diffusa per grandi e protetti vedi Alitalia NB)

Era il paradiso prima: no poco ma sicuro

E' meglio ora o prima: per me con tutti i limiti problemi e rischi era meglio prima sia per:

a) dipendenti FIAT/Stellantis

b) indotto FIAT/Stellantis

c) Italia (prospettive economiche, occupazione ecc.)

 

  • Melius 2
Inviato
11 ore fa, indifd ha scritto:

E' meglio ora o prima

Il prima, aver regalato miliardi di lire senza aver ottenuto in cambio azioni Fiat (impensabile, Agnelli era in parlamento per controllarli i parlamentari), ha causato i problemi di oggi. Non abbiamo azioni Stellantis, contrariamente allo stato Francese che i miliardi li ha dati ma si è preso le azioni in cambio, e infatti adesso comanda. Ci fosse dentro anche lo Stato italiano, forse sarebbe un po' diverso. 

  • Melius 1
Inviato

@tomminno i parlamentari italiani non hanno mai fatto, da quando esistono, gli interessi della nazione, ma solo i propri. Figuriamoci se tendevano a salvaguardare lo Stato italiano quando i soldi che regalavano agli Agnelli erano i nostri e non i loro. Non aggiungo altro, basta riguardarsi il caso Mani Pulite (non c’entra direttamente con gli Agnelli, ma l’andazzo era quello). I francesi, probabilmente per una fortuita combinazione astrale, ebbero l’illuminazione per salvaguardarsi… rimane il fatto che Stellantis, oggi come ieri, bussa alle porte dello Stato italiano con il solito tran tran trito e ritrito dello spettro della disoccupazione per migliaia di persone. Che poi, anche con i soldi nostri, gli stabilimenti li hanno chiusi eccome. Spero che lo Stato non abbocchi ma, considerando la qualità media dei nostri parlamentari, ci credo meno di zero. A me dispiace solo che in questo tritacarne sono finiti, come al solito, i lavoratori che nessuno difende.

Inviato
13 ore fa, tomminno ha scritto:

Ci fosse dentro anche lo Stato italiano, forse sarebbe un po' diverso. 

SI probabilmente Fiat avrebbe chiuso anche prima.

  • Haha 1
Inviato

da noi con lo stato dentro sarebbe finita come con alitalia, solo 100 volte più grande.

Inviato
Il 3/1/2025 at 11:37, audio2 ha scritto:

da noi con lo stato dentro sarebbe finita come con alitalia, solo 100 volte più grande.

Lo stato gestisce anche Eni,Enel,Leonardo non tutti vanno male. Incredibilmente anche il carrozzone poste è campione di utili...
Poi vuoi mettere le Alfa Romeo prodotte dallo Stato Italiano contro quelle Fiat?

Inviato
6 ore fa, tomminno ha scritto:

Poi vuoi mettere le Alfa Romeo prodotte dallo Stato Italiano

Come l'Arna quando l'Alfa Romeo era dell'IRI... :classic_biggrin:

Inviato
16 ore fa, qzndq3 ha scritto:

Come l'Arna quando l'Alfa Romeo era dell'IRI... :classic_biggrin: 

E tutte le altre dal 1933 in poi?

Inviato
23 ore fa, tomminno ha scritto:

Incredibilmente anche il carrozzone poste è campione di utili...

Non è tanto incredibile. Considerato che i nostri anziani (i più affezionati frequentatori delle poste) sono piuttosto abitudinari, l'operazione di trasformazione delle Poste in una pseudo-banca ha non solo creato una pletora di affezionatissimi clienti, ma ha anche risolto molti dei problemi dei possessori dei libretti al risparmio o dei buoni fruttiferi. Non ho mai visto, di contro, un giovane dentro le Poste...

Inviato
1 minuto fa, ediate ha scritto:

Non è tanto incredibile.

Era per dire che nell'immaginario collettivo le poste sono un carrozzone inefficiente e invece fanno utili. Non tutto lo Stato è gestito come Alitalia. 

Inviato
45 minuti fa, ediate ha scritto:

Non ho mai visto, di contro, un giovane dentro le Poste...

Il carrozzone poste macina utili alla grandissima vendendo una pletora di servizi (senza che il personale sembri avere le competenze per farlo) agli affezionati clienti di vecchia data.

Ne è un esempio mia madre ottantenne che oltre a conto e libretto, con le poste ha anche utenza telefonica ed energia elettrica.

 

Alla mia domanda insistente: ma quanto paghi per il telefono e la corrente di casa?

Risposta: ah non lo so, l'impiegata mia ha assicurato che le tariffe sono le più convenienti del mercato.

 

Siamo ai limiti della circonvenzione.

 

Personalmente in posta da anni ci vado solo quando mi arrivano raccomandate e già lì mi salgono i nervi a vedere come lavorano e quanto tempo impiegano male. 

Inviato
3 ore fa, tomminno ha scritto:

E tutte le altre dal 1933 in poi?

Ad essere precisi già dal 1921 con l'acquisizione della Banca d'Italia l'Alfa Romeo finì sotto il controllo dello Stato italiano. Ma ne converrai che è preistoria. Come preistoria sono 8C e 6C volute da Jano e Gabbato negli anni '30, Jano tra l'altro era già presente in Alfa prima dell'acquisizione formale da parte dello Stato italiano che ne evitò il fallimento.

Il vero impulso venne dato da Luraghi che prima come presidente Finmeccanica (controllata da IRI) e poi come presidente della stessa Alfa fu l'artefice di modelli di successo (1900, Giulietta, Giulia, Giulietta, Alfetta, Alfasud) a partire dagli anni '50. Ma dagli anni '70, ed arriviamo ai tempi recenti a cui io ho fatto riferimento, con i conti in forte perdita e modelli come l'Alfa 6 e l'Arna ad inizio anni'80 che furono un flop commerciale e modelli che costavano tra il doppio ed il triplo del prezzo di vendita come la 75 e la 90,  il destino fu per niente roseo e portò alla cessione a Fiat evitando nuovamente il fallimento. Credo si salvasse la sola 33.

Del periodo Fiat sono i modelli recenti di innegabile successo quali 155, 164, 145, 156, 147, Brera, 4C, Giulietta, Giulia, Stelvio.

Inviato
4 ore fa, qzndq3 ha scritto:

cessione a Fiat evitando nuovamente il fallimento.

Regalo a prezzo simbolico. 

Quando gli americani di Ford, che poi finiranno per acquistare Jaguar al posto di Alfa, erano disposti a pagare fior di bei dollaroni sonanti per avere un piede nel mercato delle berline sportive europee.

Ma sua maestà Gianni 1° pose il veto alla politicanza italiana.

4 ore fa, qzndq3 ha scritto:

Credo si salvasse la sola 33.

Un pesante restyling dell'alfasud. Come 75 era un pesante restyling di Giulietta e 90 un pesante restyling di Alfetta.

Le casse non consentivano neanche di pensare lontanamente a modelli nuovi.

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