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Perché la meccanica conserva ancora dei "vantaggi" sulla liquida?


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1 ora fa, Mighty Quinn ha scritto:

Parlare di ammazzagiganti, riferito all' rme, è un po' come dire che siccome Salieri era più ricco di Mozart allora era anche più bravo come compositore.

Sarebbe come dire che quell' incapace di Mozart non può essere considerato un "ammazzagiganti" in quanto è poveraccio e quindi incapace a comporre buona musica.

Ma de che.

Ridicolo.

Le cose non sono correlate.

Il portafoglio del compositore con la sua abilità a comporre musica.

Il costo del DAC con la sua abilità a suonare musica.

Il problema non è la non esistenza degli ammazzagiganti 

Il problema è se esistono i giganti 

Chi è troppo intriso di retorica hiend tipo recensioni agiografiche of yore fa fatica a capire questo concetto.

Aiutiamoli.

 

L'aiend esoterico è prima di tutto classificato come bene di lusso. Ha quindi un markup pazzesco. È targetizzato a quel pubblico quindi se costa troppo poco non va bene. L'RME è destinato al professionale (markup ridotto). Il problema ora è che l'ADI-2 lo vendono sempre più in mano agli audiofili e quindi si stanno buttando a fare trasformatori lineari anche loro. Chiamali scemi. :classic_biggrin:

  • Haha 2
18 ore fa, rpezzane ha scritto:

Perdonai ma tu che ne sai che il colpevole di quel suono, per giunta in una sala di una fiera, fosse proprio il cd ? Giusto per curiosità e !

Rispondo volentieri, così spiego meglio anche all’amico @Turandot.

In genere vado a Monaco insieme ad un mio amico ingegnere e progettista di una nota azienda, che abitualmente espone all’Hotel Marriot. Quindi in generale per preparare la stanza con l’impianto dimostrativo si parte con un Van il lunedì..

A Monaco il mio amico coglie l’occasione per andare a “tarare” a casa di un paio di clienti amplificazioni o diffusori di propria produzione.

In una di queste case il proprietario aveva come sorgente il Player Spectral 4000 SV.

Durante il viaggio, con il mio amico, ricordavo quando, negli anni ‘90, a Firenze avevamo ascoltato insieme ad una Fiera un impianto audio straordinario, impianto che  aveva come CD Player proprio uno Spectral, così come Spectral erano il pre e il finale, con due diffusori mastodontici, dal suono bellissimo, di cui poi non si è più sentito parlare un granché, gli australiani Duntech (il modello Sovereign o il corrispettivo di allora). E di come insieme a lui, da ragazzi che seguivamo insieme già da anni il mondo dell'Audio, eravamo rimasti meravigliati del suono naturale che usciva dal CD (appena uscito) con la voce di Benigni che interpretava Pierino e il Lupo di Prokofiev, diretto da Abbado. 
Con queste aspettative poi abbiamo ascoltato il nuovo Spectral 4000 SV, su un impianto che per il resto io conosco abbastanza e lui invece molto bene perché…è il progettista! 
Ecco… posso dire che ascrivo alla sorgente Spectral le mie impressioni sonore non positivissime?

Non so.. di certo non ho ascoltato quel player a casa mia, quindi non ho ascoltato in condizioni controllate…ad iniziare dalla saletta di ascolto, che tanto influenza il risultato finale.

Però ecco.. mi aspettavo meraviglie e invece la mia impressione (dopo anni di ascolto su Accuphase, nel frattempo…dopo il 1991 dico..) non è stata di sorpresa positiva.

Del resto se si va a controllare il sito Spectral si evince facilmente che molte recisioni positive sono tutte degli anni ‘90… e la più recente è di 20 anni fa! Venti! Ecco.. non è che nel frattempo Spectral ha perso per strada un po’ di “magia”? Wè, la mia è solo una impressione … IMHO….

Posso dire, invece di aver ascoltato in condizioni “controllate”, cioè con la stessa cuffia elettrostatica Stax e lo stesso ampli cuffia a valvole che ho a casa, il CD Player Kalista.

 image.thumb.jpeg.d74de2a6a924ca4c79e8d944e02ca66e.jpeg

Anche qui mi pare che il prezzo di listino si aggiri su quelle cifre…

In questo caso però la meccanica è estremamente curata e con un isolamento eccellente per le vibrazioni (se ne parlava poco sopra ..).

Ecco… bel suono…. Ma anche questa super macchina… con il CD in oggetto (la sinfonia Linz di Mozart diretta da Bernstein) mi ha fatto ascoltare il “solito artefatto digitale” sugli archi dei Wiener (ripeto, basta ascoltare i primi 3 minuti di quel CD per capire..).

L’artefatto digitale di una delle prime registrazioni DDD a 16/44 si stempera parecchio se ascoltato sul DAC Mola Mola (c forse perché ha una architettura interna tipo DSD?) e diventa una registrazione godibile, che non “perfora” i timpani ..

 😉

P.S. Sono comunque ascolti fugaci, e nel caso dello Spectral con un “Gap” conoscitivo non da poco… quindi se siete Fan o, peggio mi sento, proprietari dei suddetti costosi apparecchi, non me ne vogliate se ho dato un parere personale che non vuole essere definitivo o inappellabile, ma un parere dato “pour parler” durante una chiacchierata informale…

6 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

L’artefatto digitale di una delle prime registrazioni DDD a 16/44 si stempera parecchio se ascoltato sul DAC Mola Mola (c forse perché ha una architettura interna tipo DSD?) e diventa una registrazione godibile, che non “perfora” i timpani ..

Azz. Anche @SimoTocca sè n'è accorto........eppoi il DSD distorce, suona male, è un'invenzione del marketing......

  • Melius 1
Mighty Quinn
1 minuto fa, TetsuSan ha scritto:

accorto........eppoi il DSD distorce, suona male, è un'invenzione del marketing......

Distorce: di brutto, ma il digitale consente magie, fattelo spiegare dal misuratore 

Suona male:  nessuno l' ha mai detto che io sappia 

Invenzione del marketing: bravo, ci hai azzeccato!

 

@antonew @PietroPDP Da sempre ho una grande stima dei DAC francesi TotalDAC, ascoltati molti anni fa all’esordio con suo primo e unico modello… costava intorno a 5.900 euro e suonava fantasticamente bene. 
Tanto che avevo contattato il CEO e progettista Vincent Brient per acquistarne uno…

Poi nel frattempo sono dovuto stare via da casa per lavoro per lungo tempo e al mio ritorno in Italia ho trovato il catalogo TotalDAC completamente cambiato, con DAC anche da 40.000 euro e passa (ma sempre col solito vestitino, il case esterno, di quello iniziale da 5.000).

Questo mi ha un po’ “spiazzato” e fatto riflettere, tanto che poi ho rinunciato a prendere il TotalDAC e ho preso il Mola Mola (un solo modello, fatto bene… uno e uno solo..! Molto più rassicurante..).

Rimane il fatto che i DAC TotalDAC, tutti R2R, suonano davvero molto bene….

Perché i DAC non suonano tutti uguali… in larga misura perché hanno architetture di decodifica diverse (un Chip, oppure R2R, oppure DSD based…), seppure le differenze non appaiono mai così abissali al primo ascolto… ma col tempo, con l’assiduità di ascolto, ecco che la,differenza della sorgente viene fuori e conta parecchio.. in alcuni casi e su impianti “buoni” ..almeno..

In linea teorica, scegliere un dac dovrebbe essere la cosa più semplice del mondo. 

Un dac deve trasformare numeri in suono, senza aggiungere niente di suo, quindi, passatemi il termine, non deve suonare ma essere trasparente.

Quello che misura  meglio, di morma è quello più trasparente.

Dopo si apre il mondo dei gusti personali, e dac iniziano a suonare.

  • Melius 2
53 minuti fa, TetsuSan ha scritto:

accorto........eppoi

Mai pensato che il DSD distorca o suoni male! Ho avuto l’onore di conoscere, quando ero ancora poco più di un ragazzo, l’inventore del DSD per la Sony… che poi ha “aperto” una ditta in proprio famosa che produce eccellenti DAC…Playback Design..ovviamente DSD!

Il DSD è stato criticato all’inizio dai (tecnici e ingegneri) sostenitori del PCM, che trovavano eccessiva distorsione del segnale audio.

In seguito, tuttavia,  altri teorici digitali, hanno dato dimostrazioni matematiche che smentivano la dimostrazione di eccessiva distorsione del segnale audio.

E però.. e però.. all’ascolto il DSD, 64 o 128 che sia, a me piace molto di più del PCM 16/44. Lo trovo molto più naturale. Forse per i filtri digitali che si deve applicare al formato 16/44 per la decodifica in analogico, se ne parlava poco sopra… fatto sta che l’impressione di artefatto digitale con il DSD scompare..

Poi però è arrivato il PCM HiRes, e a 24/96 (o giù di lì) si applicano filtri digitali che adesso fanno suonare il PCM bello come l’analogico..e più “preciso” del DSD…almeno in molti casi (non in tutti certo)

Ho confrontato di recente una registrazione mitica di Pollini, gli Etudes di Chopin, in una versione PCM nativo 24/96 ufficiale DG) e una versione DSD 64 (remaster Esoteric). Un bel combattimento, un bel match… forse “vinto ai punti” dal PCM…(e non mi dite che uno era un maschio vestito da donna perché se no abbandono la discussione…😂😆😉).

Ma di sicuro, confrontati entrambi, al file liquido rippato da CD, file a 16/44, entrambi parecchio superiori per “naturalezza”, per verosimiglianza del suono del pianoforte ad un vero Steinway, per maggior ricchezza di “armoniche” (con il 16/44 si ascoltano più le corde, con il DSD e il 24/96 si ascolta anche la “cassa” di legno e metallo del pianoforte grancoda…).

in linea di massima penso che si abbia una maggiore fedeltà all'audio originale tramite la codifica PCM, parametro oggettivo, misurabile e confrontabile, mentre il DSD tende “a misurare peggio” …ma dare grande soddisfazione all’ascolto… almeno di strumenti naturali e di musica classica..

image.jpeg.3251c4ecdbcd8302d186e5d4eb5ba5d3.jpegVersus image.jpeg.2ce0747a338f66e0ed4aa9b93167bd7d.jpeg

  • Melius 1

@SimoTocca ci mancherebbe, nessuno si offende quando si conserva in questo modo civile. Proverò ad ascoltare il cd in questione con il mio spectral e ti farò sapere come “rendono” i violini. 
In ogni caso si, da un po’ di anni Spectral si fa poco viva sul panorama hi-fi mondiale, più che altro considerata l’età dei proprietari direi che è fisiologico…

ho ascoltato giusto quest’anno un impianto Spectral con diffusori duntech sovereign ed era ancora un bel sentire. 

@Turandot Certamente d’accordo con te… Tieni conto che spesso, per necessità di sintesi, si scrivono giudizi “sparati” che sono in realtá eccessivi..ma fanno “ascolti”! 
Trovo, come spiegavo, che sia una limitazione del formato 16/44, e si badi non in registrazione (acquisizione cioè in digitale) ma in riproduzione, come se per trasformare le giuste acquisizioni in digitale della teoria (teorema, invero) di Nyquist, occorressero filtri che però …fanno rimanere un sottofondo di “artificiale”.

Ecco..per adesso, la mia impressione, con tutte le macchine gira CD che ho ascoltato, rimane questa, detta in parole povere ed inesatte, ma questa: un certo sapore digitale … un po’ come la Coca Cola Zero rispetto alla Coca Cola originale (sono quasi dipendente dalla Coca Cola.. specie in estate! Ma nelle bottiglie di plastica..cambia sapore! Meglio in lattina.. o..il top.. in vetro! Ma anche qui.. sarà una impressione soggettiva… una specie di suggestione delle mie papille gustative se vedo versare la dolce bevanda da una bottiglia di plastica…mi pare peggiore!) 

P.S. I due ragazzi di famiglia, ventenni e con papille intatte, preferiscono la Coca Zero!! A me pare una eresia… ma de gustibus non disputandum…😉

P.S. 2 Ma anche ai due ventenni, che pure preferiscono là Zero,  sembra che la Coca Zero sia più buona in lattina che nelle bottiglie di plastica… !! Quindi..boh?? 🤷‍♀️😆😉

32 minutes ago, SimoTocca said:

Mai pensato che il DSD distorca o suoni male! Ho avuto l’onore di conoscere, quando ero ancora poco più di un ragazzo, l’inventore del DSD per la Sony… che poi ha “aperto” una ditta in proprio famosa che produce eccellenti DAC…Playback Design..ovviamente DSD!

Il DSD è stato criticato all’inizio dai (tecnici e ingegneri) sostenitori del PCM, che trovavano eccessiva distorsione del segnale audio.

E però.. e però.. all’ascolto il DSD, 64 o 128 che sia, a me piace molto di più del PCM 16/44. Lo trovo molto più naturale. Forse per i filtri digitali che si deve applicare al formato 16/44 per la decodifica in analogico, se ne parlava poco sopra… fatto sta che l’impressione di artefatto digitale con il DSD scompare..

Poi però è arrivato il PCM HiRes, e a 24/96 (o giù di lì) si applicano filtri digitali che adesso fanno suonare il PCM bello come l’analogico..e più “preciso” del DSD…almeno in molti casi (non in tutti certo)

Ho confrontato di recente una registrazione mitica di Pollini, gli Etudes di Chopin, in una versione PCM nativo 24/96 ufficiale DG) e una versione DSD 64 (remaster Esoteric). Un bel combattimento, un bel match… forse “vinto ai punti” dal PCM…(e non mi dite che uno era un maschio vestito da donna perché se no abbandono la discussione…😂😆😉).

Ma di sicuro, confrontati entrambi, al file liquido rippato da CD, file a 16/44, entrambi parecchio superiori per “naturalezza”, per verosimiglianza del suono del pianoforte ad un vero Steinway, per maggior ricchezza di “armoniche” (con il 16/44 si ascoltano più le corde, con il DSD e il 24/96 si ascolta anche la “cassa” di legno e metallo del pianoforte grancoda…).

in linea di massima penso che si abbia una maggiore fedeltà all'audio originale tramite la codifica PCM, parametro oggettivo, misurabile e confrontabile, mentre il DSD tende “a misurare peggio” …ma dare grande soddisfazione all’ascolto… almeno di strumenti naturali e di musica classica..

image.jpeg.3251c4ecdbcd8302d186e5d4eb5ba5d3.jpegVersus image.jpeg.2ce0747a338f66e0ed4aa9b93167bd7d.jpeg

non direi salendo da 256 in su se la gioca alla pari tecnicamente ,calcola che hanno un post filter analogico a 50khz di solito...

Screenshot at 2024-08-17 11-59-02.png

56 minuti fa, Mighty Quinn ha scritto:

Distorce: di brutto, ma il digitale consente magie, fattelo spiegare dal misuratore 

Suona male:  nessuno l' ha mai detto che io sappia 

Invenzione del marketing: bravo, ci hai azzeccato!

Effetti della finestra di Overton : evidentemente qualcuno ha deciso di sdoganare il dsd (troppo spesso confuso col sacd).

Relativamente alle invenzioni : anche se migliorano la vita, di fatto fottono qualcuno. Al marketing il compito di farle digerire e diventare uno standard. Se di opinione contraria (giustissimo) citare casi pratici nei quali l'invenzione non abbia fottuto direttamente o indirettamente nessuno. Il tutto rigorosamente IMHO.

1 ora fa, antonew ha scritto:

Ebbene , in quel sistema,  ho ascoltato  un suono  dal respiro naturale

con qualsiasi parametro a posto che mi ha letteralmente rapito.

Se posso, come era composto il resto della catena?

Il prossimo anno vorrei davvero partecipare a questo evento.

@Gustavino Ripeto: ci sono fior di ingegneri e teorici che hanno dato dimostrazioni in un senso e in un altro, tutti usando misure e calcoli matematici, non prove di ascolto! Se ne trovano ampie documentazioni nelle pubblicazioni scientifiche della società internazionale AES…e nella bibliografia scientifica … basta cercare…

La prima obiezione al DSD fu addirittura che un file PCM a 8 bit, non 16 ma 8!!, era più fedele del DSD 64.

Con la potenzialità di calcolo e di memoria dei computer attuali si può usare anche il DSD 256, così come il for,auto PCM 24/384 (e perché non 32 bit.. visto che si siamo..).

Dal mio punto di vista posso dire che sopra il formato 24/96, cioè anche il 24/192, a casa mia non mostra alcun vantaggio all’orecchio (almeno al mio dico..). E così lo stesso, dal DSD 64 al 128 e peggio mi sento ancora formati superiori: nessuna differenza udibile da parte mia ..

 

17 minuti fa, mla ha scritto:

Se posso, come era composto il resto della catena?

Poi risponde anche Anton… ma ti posso dire: la catena TotalDAC a Monaco era tutta “proprietaria”, compresi gli ampli e i diffusori com Mid-Tweeter a tromba (Vincent Brient ha un “debole” per le trombe ).

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Purtuttavia da sempre a Monaco i TotalDAC sono spesso usati per ampli e diffusori di gran prestigio e spesso con risultati eccellenti (ricordo un impianto con i diffusori Magico che suonava uno splendore..anno scorso..

image.jpeg.0f68180928a780416e8abfd56358d146.jpeg

Ma anche queste tombe giganti Tune Audio con i TotalDAC bianchi al centro… suonavano meglio di “altri tromboni” con i giradischi…😉

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Addirittura c’è stato un anno, il 2019 se non ricordo male, in cui TotalDAC era il DAC (modelli diversi magari) usato in almeno sei o sette sale diverse…

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