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La cucina italiana non esiste


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Inviato
11 minuti fa, Panurge ha scritto:

Suggerisci grazie,ho

Ottime le corna d'alce al grasso di foca.

spersanti276
Inviato
1 minuto fa, appecundria ha scritto:

Ottime le corna d'alce al grasso di foca.

Fi fi, dicono non sia male :classic_biggrin:.

Scusate, m'è scappata.

Inviato
2 minuti fa, appecundria ha scritto:

Ottime le corna d'alce al grasso di foca.

 Gli insaccati di balena e alce li ha già assaggiati e graditi, ma è stata svezzata con la bagna cauda e i peperoni al forno.

Inviato

Io della Norvegia, dove ho fatto le camminate più lunghe della mia vita, ricordo la bellezza sconvolgente della natura (ci muovevamo di notte per gustare la luce del crepuscolo infinito). Ma la solitudine del vasetto di sottaceti nei supermercati era insopportabile. Oslo e le altre (relativamente) grandi città me le ricordo come tanto nord Europa: posti magnifici dove mangiare greco, italiano, indiano, arabo… In Norvegia ci tornerei (subito) per i silenzi del Nordkinn… persino sulla qualità del salmone perdono quattro a zero rispetto agli scozzesi (e ho detto tutto).

Inviato

@campaz Non me ne parlare!!

Quando vado a Belfast per poter vedere il mio nipotino e mio figlio mi devo sorbire le pacchiane ed untuose pietanze servite in pub e/o simil-ristoranti.

Anche il loro pesce fritto è stranamente insapore ed accompagnato ad estratti collosi e color m...a, come pure le semplici patate lesse!!!

Inviato

@ferrocsm però c'è del vero. La cucina è quella francese per ragioni che ben sappiamo. Le élite collegate con la Francia erano a Napoli (la regina era la sorella di Maria Antonietta), in secondo luogo Torino, qualcosa Palermo. La regina fece venire cuochi dalla Francia e l'alta nobiltà subito copiò. Erano i monsù, messieur. Si cominciò migliorando ciò che facevano in Francia: il babà, il gattò, il ragù, il sartù. Non a caso tutti nomi francesi napoletanizzati.

Inviato

Come ebbi a dire, la settimana scorsa assistei alla spesa di due gnocchissime turiste norvegesi, era la cena che avrebbero consumato nella stanza-cucina dell'ostello: Una cioccolata al latte con nocciole da 300grammi, un'anguria e un vaso di sottaceti. Le fette biscottate in monoporzione da 2 le metteva l'ostello....

briandinazareth
Inviato
1 ora fa, Velvet ha scritto:

Ho sentito parlare l'autore: un inanellamento di banalità scontate

 

Per moltissimi non lo sono, probabilmente per la maggioranza direi. 

Ed in genere sono quelli più integralisti.

Basta fare il test della carbonara, oppure quello dei già citati pachino o mille altre cose (anche della cucina napoletana 😂)

 

L'idea che la cucina tradizionale italiana sia molto più tradizionale e antica di come è in realtà è diffusa capillarmente e provoca risentimenti profondi 😁

 

 

Inviato

 

Alberto Grandi professore associato di Storia del cibo all’Università di Parma è l'autore di questa tesi. Si trovano sul web diverse conferenze. 

 

Inviato
3 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

(anche della cucina napoletana 😂)

Come membro nobile ti spetta il privilegio della decapitazione 😅

  • Haha 1
briandinazareth
Inviato

@Martin

 

Ci sono paesi dove, anche per questioni climatiche, la socialità non passa dal mangiare assieme. 

 

Questo si riflette soprattutto sulla varietà.

 

Le grandi cucine hanno questo in comune, cinese, indiana, italiana ecc.

Inviato
21 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

fare il test della carbonara

Non c'è cucina antica a Roma, solo  cibo da pecorai e vaccari. Negli ultimi 50 anni quegli stessi piatti si sono evoluti.

La cucina più antica è quella portata dagli arabi in Sicilia poi in Francia, poi a Napoli, poi in tutta Italia a metà 800. Ovviamente non ha cessato di mutare. Il sartù di oggi non è quello di mia madre che non era quello di sua madre. Non per questo non è Cucina tipica.

Inviato
1 ora fa, Panurge ha scritto:

Suggerisci grazie,ho una figlia in ostaggio la fino a dicembre.

Salmone in tutte le sue declinazioni, stoccafisso, aringhe, io ho trovato buono l'agnello ma tutto preparato e servito nei ristoranti (e pure un'ottima zuppa di pesce nonchè spezzatino di renna) ; abbiamo fallito la bistecca di balena perchè il ristorante era tutto prenotato (2 turni) ; buonissimo il pane, prevalentemente di segale e con semi vari all'interno;

I piatti sembrano costosi rispetto all'italia, se ne sarà già accorta, ma come usanza all'estero se paghi 40€ questo è compreso di abbondante contorno e non paghi il coperto (aggiungi 1€ di pane se lo chiedi, ma devi essere affamato per finire tutto), per cui i 30€ per lo stesso piatto in italia + 7€ di contorno + 3€ di coperto alla fine paghi uguale .

In quei pochi supermercati visitati (per l'acqua minerale) c'è poca scelta di frutta e verdura, ovviamente cara perchè importata.

se mangia fuori opzioni economiche non ce ne sono, si parte dai 20€ a salire per pizza (mi han consigliato da evitare, ma non c'era bisogno che me lo dicessero) ed hamburger; a Trondheim ne ho preso uno di fretta tra un volo e l'altro e la carne era buona.

Sontuosi i buffet delle colazioni in hotel

https://www.visitnorway.it/dove-dormire/hotel/migliori-colazioni-in-norvegia/

posso confermare il Thon Hotel Lofoten, la miglior colazione mai provata finora.

P.S. in Norvegia la colazione è il pasto principale della giornata, si trova poco dolce (i norvegesi evitano lo zucchero ed il sale); a pranzo un leggero spuntino ed infine una cena leggera.

A tutti quelli che 'eh ma in italia la pasta, la pizza, la pummarola...' sono stato 8 giorni senza pasta né pizza e sono sopravvissuto, anzi tornerei indietro di corsa.

E come in tutti i posti (tranne quelli sfacciatamente turistici tipici delle zone mediterranee del sud-europa, italia in primis) difficile prendere fregature quando mangi fuori ma non credo sia il caso di tua figlia.

Inviato
15 minuti fa, piergiorgio ha scritto:

stato 8 giorni

Addirittura 8 giorni!

  • Haha 1
Inviato
44 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

moltissimi non lo sono, probabilmente per la maggioranza direi. 

Si ogni tanto dimentico che siamo nell'epoca dei caduti dal pero con tutto lo scibile a portata di dita ma gli arti anchilosati e la mente sgombra da curiosità personali. 




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