appecundria Inviato 30 Ottobre 2024 Autore Inviato 30 Ottobre 2024 Guarda @bambulotto me ne fu regalata una bottiglia qualche anno fa, da allora non me lo faccio mancare. Il produttore è una distilleria storica, parte dagli introiti vanno alla Reggia. Come gusto mi ricorda il Lucano. 1
garmax1 Inviato 30 Ottobre 2024 Inviato 30 Ottobre 2024 Ci sarebbe anche il Kambusa One l'amaricante e il Don Bairo che rispetto a quelli che avete elencato sono ad un altro livello, si riesce a sentire pure l'odore di pelo di volpe bagnata quando si bevono
maverick Inviato 30 Ottobre 2024 Inviato 30 Ottobre 2024 2 ore fa, garmax1 ha scritto: il Don Bairo l'uvamaro !! col frate priore, d'uve e d'erbe eccelso intenditore!... una botta di gioventù... 1
Martin Inviato 31 Ottobre 2024 Inviato 31 Ottobre 2024 5 ore fa, garmax1 ha scritto: l'odore di pelo di volpe bagnata quando si bevono Le mitiche foxy note dei degustatori professionisti ! 1
CarloCa Inviato 31 Ottobre 2024 Inviato 31 Ottobre 2024 15 ore fa, eruzione ha scritto: Invece del cent'erbe toro (abruzzese) che mi dite. È il meglio 1
KIKO Inviato 31 Ottobre 2024 Inviato 31 Ottobre 2024 @Guru Il latte di suocera non è un amaro, ma un liquore di 90°, non so se esiste ancora. 1
Martin Inviato 31 Ottobre 2024 Inviato 31 Ottobre 2024 3 ore fa, Guru ha scritto: Il Latte di suocera è un amaro? Esiste ancora? E' un amaro di tipo "centerbe", a forte gradazione alcolica. Il brand è delle distillerie Zanin, che lo usano anche per un'intera linea di prodotti dal packaging particolarmente grafico e giovanile: Rum, Cordiale, Liquore alla canapa, etc.
CarloCa Inviato 31 Ottobre 2024 Inviato 31 Ottobre 2024 18 minuti fa, Martin ha scritto: Cordiale Esiste ancora? Lo davano nelle bustine di plastica a militare ma che roba è brandy?
homesick Inviato 31 Ottobre 2024 Inviato 31 Ottobre 2024 3 ore fa, CarloCa ha scritto: È il meglio Vanno considerati nella categoria dei liquori anche se il gusto secco è forte li accomuna agli amari amari , se piace il gusto del centerbe consiglio sempre tra gli "abruzzesi" la Genziana anche se costicchia , io di solito quando torno nella Terra di Mezzo assaggio sempre quelle fatte in casa. 1
piergiorgio Inviato 31 Ottobre 2024 Inviato 31 Ottobre 2024 Non sono tanto per amari (sto scoprendo i gin, presi un paio locali in Danimarca e Norvegia mica male) però ultimamente ho riscoperto Taneda e Braulio riserva (dalla Valtellina), Amara (Sicilia) e un'altro di cui non ricordo il nome, preso da mio figlio in una delle sue visite per degustazioni di vino in giro per il centro/nord italia...ho buttato la bottiglia ma era molto buono a mio gusto
piergiorgio Inviato 31 Ottobre 2024 Inviato 31 Ottobre 2024 4 minuti fa, homesick ha scritto: la Genziana quando mi capita di trovare la radice in qualche negozio la prendo e l'aggiungo alla grappa (ovviamente non di alta qualità, ne basta una 'normale' da supermercato)
Martin Inviato 31 Ottobre 2024 Inviato 31 Ottobre 2024 56 minuti fa, CarloCa ha scritto: Esiste ancora? Lo davano nelle bustine di plastica a militare ma che roba è brandy? Il "cordiale" è un liquore di infusione, degli aromi vengono messi in alcool quindi questo viene portato alla gradazione desiderata e addolcito. In pratica è una soluzione idroalcolica aromatizzata. Il brandy è invece un distillato di vino. Anche questo nasce con titolo alcoolico elevato, subisce un processo di invecchiamento/stagionatura e infine viene diluito al titolo alcoolico desiderati prima dell'imbottigliamento. No ha (o almeno non dovrebbe avere) aggiunte di aromi se non quelli conferiti dalle botti di invecchiamento. Sono andato a vedere il sito della distilleria: Dei vari "latte di suocera" presenti hanno in vendita solo quello definito "originale" a 70° e una formulazione "lady" a 30°. Una variante rispetto allo stile "centerbe" è in entrambi i casi la presenza del mallo di noce, il liquore dovrebbe quindi avere una marcata colorazione. Nota sulla formulazione "lady": In un quadro generale di contrazione dei consumi pro capite di alcoolici, l'unico segmento in controtendenza pare essere quello del pubblico femminile giovane. I liquoristi e i distillatori hanno quindi (in media) "tarato" il gusto dei prodotti per andare incontro al segmento di mercato che meglio risponde: Una grappa considerata eccellente da mio nonno, oggi sarebbe ritenuta buona al più per pulire i vetri. I maschietti invece sono più sensibili alle mitologie costruite attorno ai prodotti, perciò anche le distillerie locate in squallidi capannoni industriali vantano "antiche tradizioni", o qualche bisnonno di antica sapienza che aveva cominciato col carrettino ambulante, etc. etc. Nelle denominazioni si sprecheranno quindi aggettivi del tipo "riserva" "originale" "classica" "centenario" etc. etc.
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