Vai al contenuto
Melius Club

Ai confini del Jazz


damiano

Messaggi raccomandati

Inviato

@Gaetanoalberto credo, sia più interessante capire se Live Evil, sia stato l'atteso successore di BB, oppure no. Imho BB non avrà mai un "BB 2".

A quel tempo per Miles era un "casino"... Critiche feroci dal "conservatorismo jazz", ma dall'altro lato apprezzamenti incondizionati dal mondo prog/rock (e dal pubblico che lo premia con vendite record). La Columbia premeva per proseguire ovviamente su "quella scia", ma Miles da genio che era, stava avanti all'etichetta e voleva andare "oltre". Ecco perché anche Big Fun e get up with It sono sostanzialmente raccolte di registrazioni effettuate in tempi diversi e non lavori "organici". Infatti Miles non condivideva la loro pubblicazione.

Insomma un guazzabuglio artistico/commerciale che nasce dalle "differenti velocità" di cambiamento che non faceva coincidere tempi di creatività e tempi di confezionamento e vendita del prodotto "disco". 

Live Evil si inserisce come ennesimo "esperimento", "fondendo" in studio il materiale registrato live al Cellar Door Club.

Che periodo...

  • Melius 2
Gaetanoalberto
Inviato
2 ore fa, one4seven ha scritto:

il, sia stato l'atteso successore di BB

Sul punto la risposta maggioritaria è no. Cosa che percepisci all'ascolto. Non entro nel merito del migliore o del "più bello", ma sicuramente ogni nota esprime ricerca di un "oltre". Che poi l'oltre fosse un prima od un poi poco importa.

  • Thanks 1
Inviato

@damiano Perfettamente d'accordo.

Vorrei mettere in risalto un passaggio fondamentale, imho il punto cardine artistico e tecnico di questa evoluzione.

«Bitches Brew» aveva introdotto nel jazz anche il concetto di «studio come strumento»: il produttore Teo Macero trattò il suono con loop, attacchi ritardati, camere di riverbero ed effetti eco. Il mondo del jazz era cambiato nella forma e nella sostanza...
 

 

  • Melius 1
Inviato

Immaginate cosa avrebbe potuto fare oggi una mente come quella di Davis, con i potenti strumenti odierni di modellazione del suono... 

  • Melius 1
Gaetanoalberto
Inviato

Si, lo so, adesso mi storcerete un po' la bocca, perchè va bene confini, ma non è che andiamo nel funky, insomma in una marmellata nella quale non si distingue il bandolo ?

Però che ci posso fare, questo Stanley Clarke omonimo del 1974, al basso acustico ed elettrico e pure al piano, con la sua compagnia cantante, anzi, suonante, composta da Jan Hammer alle svariate tastiere utilizzate, Tony Williams, batterista davisiano che riempie di ritmo la prima facciata, Bill Connors alle chitarre, un'affacciata nel jazz credo la faccia, senza staccarsi troppo da venature rock.

Mi piace molto, se pure non particolarmente cervellotico.

IMG_4231.jpg.7e86cbc7cdd6e4a47abb917ddef7033b.jpg 

  • Melius 2
Inviato
2 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Si, lo so, adesso mi storcerete un po' la bocca


Ma per nulla, io sono un fan di Stanley Clark! :classic_biggrin:
Come si può resistere all'attaco di Silly Putty, sparato a tutto volume sullo stereo?

 

 

  • Melius 1
  • Thanks 1
Inviato

Tornando un attimo indietro... Ma Ve lo immaginate l'appassionato di jazz duro e puro tutto acustico, nei '70, già "provato" da alcuni ascolti "free" che cmq mal che vada resta acustico... cala la puntina sul doppio Live Evil appena comprato e gli parte l'attacco di "Sivad".

Coccolone assicurato :classic_biggrin: 

Oggi ci viene da ridere (e c'è ancora chi non se ne capacita), ma cercate di immaginare allora... Non era facile capire. 

.

Ps. Consiglio l'ascolto, impegnativo sicuramente, dell'intera session al Cellar Door, da cui è tratto Live Evil. Uscì in ben 6 CD nel 2005. Naturalmente disponibile in streaming. https://www.qobuz.com/us-en/album/the-cellar-door-sessions-1970-miles-davis/0827969361429

.

 

 

0827969361429_600.jpg

  • Melius 1
  • Thanks 1
Inviato
17 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Stanley Clarke


A proposito di Stanley Clarke (probabilmente secondo solo a Jaco Pastorius), andrebbe ricordato il "supergruppo" che mise in piedi Creed Taylor (CTI Records) nell'80, di cui faceva parte anche il nostro. I "Fuse One". 3 dischi prodotti, di cui 2 sicuramente notabili, il primo omonimo "Fuse One", ed il secondo, Silk.

 


image.png.b0094d7dd8e2e9f3edb784222f0c1caf.png 

image.png.ea0150fb43097009754ca6c90b805c11.png

  • Melius 1
  • Thanks 1
Gaetanoalberto
Inviato
2 ore fa, one4seven ha scritto:

Tornando un attimo indietro... Ma Ve lo immaginate l'appassionato di jazz duro e puro tutto acustico, nei '70, già "provato" da alcuni ascolti "free" che cmq mal che vada resta acustico... cala la puntina sul doppio Live Evil appena comprato e gli parte l'attacco di "Sivad".

Coccolone assicurato :classic_biggrin: 

Oggi ci viene da ridere (e c'è ancora chi non se ne capacita), ma cercate di immaginare allora... Non era facile capire. 

.

Ps. Consiglio l'ascolto, impegnativo sicuramente, dell'intera session al Cellar Door, da cui è tratto Live Evil. Uscì in ben 6 CD nel 2005. Naturalmente disponibile in streaming. https://www.qobuz.com/us-en/album/the-cellar-door-sessions-1970-miles-davis/0827969361429

.

 

0827969361429_600.jpg

 

Procedo alla maratona...

Inviato
22 ore fa, one4seven ha scritto:

all'attaco di Silly Putty, sparato a tutto volume sullo stereo?

Journey to Love è un gran disco, nel suo genere. A me piace molto la traccia che chiude l'elleppi "Concerto for Jazz/Rock Orchestra"

 

Ciao

D.

 

  • Melius 2

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora



×
×
  • Crea Nuovo...