one4seven Inviato 7 Dicembre 2024 Condividi Inviato 7 Dicembre 2024 Beccatevi l'ultimo pezzo di Paolo Fresu, appena uscito. Credo ne segua un album a breve... . 2 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/28/#findComment-1372994 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
ascoltoebasta Inviato 7 Dicembre 2024 Condividi Inviato 7 Dicembre 2024 Ho acquistato il nuovo CD di Beledo dal titolo "Flotando en vacio",conoscevo già bene questo talentuoso polistrumentista che si dedica maggiormente alla chitarra,nel nuovo lavoro sforna un Jazz,jazzrock di ottima fattura,la sua origine Uruguayana porta con sè la dote di riuscire a donare una certa vena melodica anche in esecuzioni non certo main stream,qui è coadiuvato da strumentisti d'alta caratura e il risultato lo trovo eccellente. 1 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/28/#findComment-1373071 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. damiano Inviato 7 Dicembre 2024 Autore Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 7 Dicembre 2024 9 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto: dintorni del cambiamento, E John Surmam è sicuramente uno dei musicisti più significativi dei vari filoni che si sono sviluppati a partire dalla fine degli anni 60. Ha suonato sempre seguendo il suo istinto di grande musicista, includendo nella sua musica gli spunti più eterogenei, dal free, alla musica folk, dalla fusion propriamente detta alla musica contemporanea (le sessioni prodotte da solo con l'uso delle sovra incisioni). E, ripeto ancora una volta il mio mantra, ha sviluppato la sua storia di musicista partendo da una solida preparazione jazz. Extrapolation del 1969 intestato a John McLaughlin è, forse, il disco di musica jazz più bello inciso al di qua dell'oceano e John Surmam esprime, al massimo livello, le sue capacità di polistrumentista ben radicato nel linguaggio jazz. Già nel seguito putativo "Where Fortune Smiles", sempre intestato a John McLaughlin e questa volta inciso dalla parte giusta dell'oceano, inizia il viaggio lungo il confine. Lascio il mio contributo, estratto dal capolavoro di Miro Vitous (altro protagonista assoluto di quanto stiamo trattando) Journey' End con John Taylor al piano e John Christensen alla batteria edito da ECM nel 1982: la meravigliosa "Windfall" di John Taylor. Io definisco l'esposizione della melodia con assolo concatenato di Surmam al soprano come "Sturm und Drang"....con tracce evidenti di classicismo fino all'inclusione del canone inverso. Ciao D. 3 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/28/#findComment-1373234 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
damiano Inviato 11 Dicembre 2024 Autore Condividi Inviato 11 Dicembre 2024 Wolfgang Dauner è un brillante pianista tedesco scomparso nel 2020. È stato uno dei musicisti europei più attivi nel ricercare nuove strade musicali partendo dalla grande casa del jazz. Non voglio scrivere troppo, chi ha interesse potrà andare a caccia, però ci tengo a scrivere che nel 75 ebbe l'ambizione di formare "United Jazz and Rock Ensemble", riunendo musicisti di jazz e rock progressivo. Tra gli altri il chitarrista Volker Kriegel (meritevole di capitolo a parte), il trombettista Ack Van Rooyen, il trombonista Albert Mangelsdorff, il sassofonista Charlie Mariano, la flautista Barbara Thompson, il trombettista dei Nucleus Ian Carr, il bassista Eberhard Weber e il batterista dei Colosseum Jon Hiseman. I loro album si sono classificati tra i più venduti del jazz tedesco, alcuni titoli degli inizi: Live im Schutzenhaus (1977), Teamwork (1978), The Break Even Point (1979), con il trombettista Kenny Wheeler. L'attività del gruppo è andata avanti fino agli inizi degli anni 90. Un live dell'indice sarà facile riconoscere alcuni dei musicisti citati Ciao D. 1 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/28/#findComment-1376013 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
one4seven Inviato 11 Dicembre 2024 Condividi Inviato 11 Dicembre 2024 3 ore fa, damiano ha scritto: andare a caccia La figata si farebbe con questo > https://www.discogs.com/release/2587106-The-United-Jazz-Rock-Ensemble-10-Jahre-The-United-Jazz-Rock-Ensemble 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/28/#findComment-1376173 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
damiano Inviato 11 Dicembre 2024 Autore Condividi Inviato 11 Dicembre 2024 2 ore fa, one4seven ha scritto: figata si farebbe con questo Essi, sarebbe bella caccia e non costa il solito rene 🙂 Ciao D. Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/28/#findComment-1376254 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
ascoltoebasta Inviato 11 Dicembre 2024 Condividi Inviato 11 Dicembre 2024 Oggi ho inserito nel lettore il,per me,ottimo lavoro del 2018 dei Soft Machine "Hidden Details",ritrovatisi qui con buona parte dei vecchi (realmente vecchi) e gloriosi componenti e sfornando un prezioso disco di musica sufficientemente intricata, ma mai eccessivamente,grandi musicisti al servizio della buona musica. 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/28/#findComment-1376401 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
senek65 Inviato 12 Dicembre 2024 Condividi Inviato 12 Dicembre 2024 Il 4/12/2024 at 21:55, Gaetanoalberto ha scritto: Stanley Clarke MI hai fatto ricordare che lo vidi al Blue Note di Milano agli inizi degli anni 2000 ( non ricordo bene). Mi fece l'impressione di un bassista che avrebbe voluto essere un chitarrista visto che era una sorta di assolo continuo, tant'è che aveva un secondo bassista che faceva "il bassista" Grazie per avermi sbloccato il ricordo. 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/28/#findComment-1376530 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
senek65 Inviato 12 Dicembre 2024 Condividi Inviato 12 Dicembre 2024 Io avrei voluto essere al Village Vanguard in quel 24 febbraio 1973 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/28/#findComment-1376531 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
damiano Inviato 12 Dicembre 2024 Autore Condividi Inviato 12 Dicembre 2024 2 ore fa, senek65 ha scritto: Village Vanguard in quel 24 febbraio 1973 Ma qui siamo nella "Storia della Musica" con S ed M maiuscole 🙂...Fort Yawuh è, senza dubbio alcuno, che vuol dire per me, l'opera migliore del quartetto americano di Jarrett, avvicinato (forse) da Survivor's Suite. FY è un perfetto lavoro di gruppo dove i solisti suonano in perfetta armonia per conseguire un fine comune. Ed è il disco che propongo sempre a chi mi dice: "Jarrett suona come Bill Evans". Perché i "pianisti" evolvono, come tutte le cose terrene, e da Powell a Mehldau, passando attraverso Bill Evans, McCoy Tyner, Monk, Jarrett il modo di suonare il piano si è evoluto a dismisura. Ed è il 73, uno degli anni magici del secolo scorso, da altre parti suonavano, tra le altre cose, The dark side of the Moon, Selling England by the Pound, Birds of Fire.... Ciao D. 2 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/28/#findComment-1376605 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
senek65 Inviato 12 Dicembre 2024 Condividi Inviato 12 Dicembre 2024 @damiano è un disco di una libertà assoluta. Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/28/#findComment-1376614 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
one4seven Inviato 12 Dicembre 2024 Condividi Inviato 12 Dicembre 2024 @damiano @senek65 a titolo informativo, Fort Yawuh è una delle tante registrazioni dei 70 che nascono "immersive", ossia quadrifoniche. Ma nessuno, almeno fino ad oggi, ha riportato alla luce il mix quad di questo disco. Tanta roba è ancora nei cassetti... 2 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/28/#findComment-1376740 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
one4seven Inviato 12 Dicembre 2024 Condividi Inviato 12 Dicembre 2024 7 ore fa, senek65 ha scritto: @damiano è un disco di una libertà assoluta. Ci si concentra, giustamente, sul pianista, ma è anche, a mio avviso, un disco con dei "giri" di basso fenomenali. E la registrazione, o almeno il 24/192 rimasterizzato, non lesina certo nel sottolinearli. Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/28/#findComment-1376965 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
senek65 Inviato 12 Dicembre 2024 Condividi Inviato 12 Dicembre 2024 @one4seven pure il sassofono non scherza. Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/28/#findComment-1377030 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
one4seven Inviato 12 Dicembre 2024 Condividi Inviato 12 Dicembre 2024 Le linee di confine sono un crocevia di passaggio, ed è proprio al confine che si possono scegliere diverse direzioni, a volte convergenti, a volte opposte. Vi segnalo due lavori molto interessanti del 2024, di giovani emergenti, che si muovono proprio nei pressi dei confini, fanno della "fusione" un totem, ma prendono direzioni estremamente diverse tra loro. . . 1 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/28/#findComment-1377064 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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