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Ultimo disco (in vinile) acquistato


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Sarnik68
Il 12/03/2026 at 08:25, Spadaccino1 ha scritto:

@Sarnik68 👍 soprattutto il Giulini/Beethoven, eccellente registrazione, eccezionale esecuzione.

In particolare, trovo Petroushka straordinario. Io non mi ero accorto subito che è a 45 giri. Avendo l'originale (versione digitale), mi sembrava troppo lenta come tempi. Cambiando i giri, è veramente spettacolare, uno dei migliori OS. 

 

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  • 5 settimane dopo...

Per colpa di Giorgio (quell'altro) che mi tira fuori la Mutter di punto in bianco, ho deciso di completare una certo progetto rimasto in sospeso da anni. Sono partito quindi con The Violiniststsss, sempre accidenti all'Inglese, preso su Discogs; dischi alla menta.
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Per chi non lo sapesse alla fine degli anni ‘90 Speakers Corner, mai troppo lodata, pubblicò quattro lussuosi cofanetti AAA, sotto l'insegna di The Colour Of Classics, contenenti ognuno tre Lp dedicati alla più famosa etichetta di musica classica. Io già possedevo 100 Years Deutsche Grammophon, acquistato anni fa ad una cifra scandalosa (21 Euro sigillato e spedito):
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Include la Quinta di Beethoven con Kleiber ed i Wiener, Ein Heldenleben di Strauss, con Karajan ed i Berliner (non è da credere quant’è bello, e suona pure bene), ed infine un disco di musiche di Chopin, Brahms, Liszt, Ravel e Prokofieff con Martha Argerich al pianoforte.
Avendo pagato soltanto 60 Euro The Violinistsstssst, acquistato per colpa di Giorgio-GioSim ripeto, ed avendo ben presente quanto costano le nuove uscite Original Source di Deutsche Grammophon (bontà loro…), visto che c’ero mi sono messo alla ricerca degli altri due cofanetti. Su Discogs, a 44 Euro, ho trovato The Conductors, sempre alla menta:
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Qua abbiamo un altro Beethoven-Kleiber, poi Tchaikovsky-Fricsay ed infine Strauss-Fournier.
Per completare l’opera, ancora su Discogs ho trovato The Pianists, a 42 Euro, alla menta che più alla menta non si può:
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Questo è addirittura epico e include gli Studi di Chopin eseguiti da Maurizio Pollini, Benedetti Michelangeli con Giulini (‘azz…) e la Argerich con Abbado.
La prima cosa da dire è che il Beethoven di Karajan, per carità, non si discute, ma se devo scegliere…Kleiber tutta la vita.
La seconda è che Nathan Milstein, violinista che non conoscevo, è una macchina da guerra ed il suo Tchaikovsky arriva quasi al livello del mio preferito, ovvero il Tchaikovsky di Heifetz, registrato per la RCA-Living Stereo, capolavoro inarrivabile ed obbligatorio (qui nella ristampa Classic Records che suona una cosa da non credere):
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Il lavoro di trasferimento fatto da Speakers Corner all’epoca è inappuntabile ed esente da critiche. Permane un senso di bidimensionalità tipico della Deutsche, soprattutto se si paragona il suono con quello dei magnifici Decca ed RCA, tuttavia il confronto con l’unico DG originale d'epoca che possiedo è umiliante per questi ultimo. Il Pollini d’epoca, rispetto alla ristampa Speakers Corner, pare uscire da una radiolina anni ’70, di quelle che si portavano in gita la domenica per seguire il campionato di calcio. In realtà non sembra neppure di ascoltare lo stesso pianista e nemmeno lo stesso disco.
Chi possiede gli Studi polliniani nella versione originale (praticamente tutti gli appassionati di musica Classica), può star certo che è come se non li avesse mai ascoltati.
Il Karajan/Strauss è parimenti irriconoscibile, nel senso che tutto sembra tranne che il solito  Karajan registrato (male) su DG. Se tutti i DG offrissero la qualità di queste ristampe Speakers Corner non sarei così critico con l’etichetta tedesca.
La frase sopra l’ho lasciata, perché l’avevo scritta prima di aver ascoltato il disco con Martha Argerich e Claudio Abbado, alle prese col 3° Concerto Per Pianoforte e Orchestra di Prokofiev ed il concerto in G di Ravel. Dopo averlo ascoltato ho finalmente ritrovato la mia cara vecchia Deutsche Grammophone, bidimensionale, con metà delle frequenze latitanti, un’immagine stereofonica evanescente e priva di reale dinamica. Meno male, ero in pensiero.
Per convincermi fino in fondo ho confrontato la registrazione, data 1967, con quella a seguire, datata 1962. Ristampa AAA Speakers Corner inclusa in un cofanetto ligneo di cinque splendidi dischi Mercury Living Presence, registrati a Mosca nell’Ottobre 1961 e nel Giugno 1962:
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Sì lo so , sono cattivo.
I vinile Pallas hanno avuto tutti bisogno di una lavata, benché all’esame visivo fossero alla menta, come dichiarato dai venditori. Dopo il lavaggio il rumore di fondo si è attestato ad un livello accettabile, paragonabile a quello dei nuovi DG Original Source (che non sono silenziosissimi), oppure è sparito del tutto.
La giovane Mutter è brava, ma i due leoni Milstein e Perlman sono un'altra cosa. Si può capire, Anne Sophie Mutter all’epoca aveva soltanto 15 anni.
Il concerto di Alban Berg è stato una scoperta, bellissimo anche se moderno, non lo avevo mai ascoltato. Stravinsky come al solito, trascinante.
Il concerto di Beethoven con la coppia Giulini/Benedetti Michelangeli (dal vivo) è un riferimento discografico. Carlo Maria Giulini si conferma il grandissimo direttore d’orchestra che ho sempre pensavo sia e Benedetti Michelangeli è la perfezione assoluta.
Nove nuovi Deutsche Grammophon in collezione al costo di 17 Euro l’uno, praticamente il costo di un cidile, con buona pace della Original Source (stampata alla Optimal…con quello che costano su Marte dovevate stamparli!).
Alberto.

 

 

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  • 2 settimane dopo...

Questo é il mio ultimo acquisto vinilico, e per "ultimo" intendo proprio "ultimo". Ho infatti deciso di non comprare più vinili, visto che ne ho anche troppi, e che l'offerta ormai non é più all'altezza, sia di qualità, che prezzo. Da vecchio appassionato, ho fatto un'eccezione per gli amati (ok, sempre quelli, ma sono un boomer :classic_rolleyes: ), Pink Floyd (+ Steven Wilson).

 

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