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Le nuove uscite di classica e di lirica in HiRes


SimoTocca
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giorgiocana82

@cele infatti, almeno nelle mie intenzioni, non vi è quello di dire che è mediocre, anzi, intendevo dire proprio il contrario: grazie a queste nuove rimasterizzazioni ho scoperto un direttore che avevo sempre associato, per mia ignoranza, principalmente al concerto per violoncello di Elgar, e che invece meriti proprio di essere riscoperto e credo che la Warner stia facendo un ottimo lavoro in questo senso.

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SimoTocca

@cele È legittimo per ciascuno di noi avere i suoi direttori “di riferimento”, ci mancherebbe! E ciascuno ha le sue legittime “idiosincrasie”.

Con la qualità audio migliorata Barbirolli “ha il suo perché”, mi associo a quanto scritto da @giorgiobg82!

Ma ecco, non trovo mai, nelle sue direzioni, un battito d’ala che le trasporti nell’Empireo, o almeno una spanna sopra quelle degli altri. 

D’altra parte il nostro fisico Enrico Fermi era tutt’altro che un mediocre, ma trovando sulla sua strada un tizio di nome Albert Einstein...beh...ecco... mi sono spiegato? 😉

Detto questo, nel vecchio Forum avevo segnalato la splendida Butterfly diretta da Barbirolli (che però, appunto, davanti a quelle di Karajan con la Callas prima e con la Freni poi, o a quella di Sinopoli con la Freni, ecco... a parte la meravigliosa Scotto tutto il resto viene “rimesso al suo posto” cioè in seconda fila, e non in prima...😉).

Non conosco la Tosca con la Callas e se @mantace la indica con più precisione corro ad ascoltarla, anche non in HiRes! 😃

Chiudo questa digressione segnalandovi un bellissimo album, appena uscito per i tipi della BIS, con le musiche per pianoforte e orchestra di Weber.

È un album che fa ben capire quello che succede, ai concerti per piano, nel periodo cronologico compreso  fra i capolavori di Beethoven e quelli di Brahms, e “giustifica” le modalità di scrittura musicale di quelli di Mendelssohn, nel senso che li contestualizza (e questo vale in parte anche per quelli d Chopin, assai più simili, per stile a questi di Weber o a quelli di Mendelssohn...).

Un album da ascoltare quindi, anche perché il pianista è uno dei migliori in circolazione, forse il numero uno attuale al fortepiano come strumento originale, Ronald Brautigam.

Bellissima la registrazione BIS in formato 24/96, una delizia anche “in punta d’archetto”, cioè sugli estremi acuti, ascoltata con la cuffia Stax L700....

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Alpine71

Ammetto che l'album weberiano mi attirerebbe moltissimo.

Ammetto anche che, per il solo fatto che è eseguito al fortepiano, l'interessa tracolla.

Alzo le mani, sparatemi, ma proprio quel suono non riesco a farmelo piacere, a digerire, nemmeno a mandar giù....

E' un mio limite, lo ammetto; non riesco però a "guarire"

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SimoTocca

@Alpine71 Il fortepiano suonato da Brautigam è molto simile, per sonorità, ai moderni pianoforti ad onor del vero....e d’altra parte si tratta pur sempre di uno strumento coevo a Mendelssohn e Chopin, con certo i primi fortepiano costruiti ai tempi di Bach....

E per capire quello che dico, cioè dell’evoluzione tecnica dello strumento “pianoforte” fino agli attuali “tank” Steinway, suggerisco l’ascolto del nuovissimo splendido album della Harmonia Mundi: il programma del concerto organizzato da Proust all’Hotel Ritz nella Parigi di inzio ‘900.

Bellissmo il programma che comprende brani poco noti e brani famosissimi di Chopin e Debussy.

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Il programma del concerto prevede un violino e un pianoforte.... e mentre il violino è uno Stradivari Davidoff, il pianoforte è uno splendido Erárd ....

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La fantastica registrazione HiRes 24/96 consente di cogliere anche le minime sfumature di suono...e si sente bene la differenza di questo pianoforte ottocentesco rispetto ad un moderno Steinway...

 

  • Melius 1
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3 ore fa, SimoTocca ha scritto:

 È legittimo per ciascuno di noi avere i suoi direttori “di riferimento”, ci mancherebbe! E ciascuno ha le sue legittime “idiosincrasie”.

Comunque è vero, a me ad esempio Karajan e Muti, per citare due mostri sacri, non mi sconvolgono le viscere...

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7 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Non conosco la Tosca con la Callas

Certo, perché era la Butterfly, mi sono confuso. La Tosca era quella di Serafin.

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4 ore fa, cele ha scritto:

Karajan e Muti, per citare due mostri sacri, non mi sconvolgono le viscere

Concordo. Grandi per carità, ma non i miei preferiti. Hanno in comune in certo amore per la fama, no?

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6 ore fa, SimoTocca ha scritto:

si tratta pur sempre di uno strumento coevo a Mendelssohn e Chopin

Si, ma ascolta un Playel, distantissimo dai nostri.

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SimoTocca

@Dima83 Troppo buono... grazie!

il periodo è un “impegnato” dal lavoro... ma un po’ di tempo per costruire di nuovo un Thread che sia utile ed interessante per tutti noi ...ecco cerco di trovarlo! 

E allora approfitto di questo “nuovo corso”, per segnalare un album di chitarra solista.

Tre valide ragioni per ascoltarlo.

La prima è la figura femminile di Emilia Giuliani, figlia illegittima (poi legittimata) del famoso Mauro Giuliani. Le donne così spesso ostacolate anche nel comporre musica.... basta leggere le belle note di retrocopertina per capire il perché fino a poco tempo fa trovare una donna compositrice era fatto più unico che raro.

La seconda è la chitarrista Federica Artuso, una musicista a “tutto tondo”, in grado di eseguire magistralmente queste “piccole gemme” per chitarra.

La terza ragione è quella di “festeggiare” che la piccola etichetta italiana Tactus sia finalmente approdata ai servizi di streaming, e spesso anche in HiRes come in questo caso....

La registrazione poi è bellissima e naturale... quindi ascoltare diventa un piacere grande....

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SimoTocca

Prendendo spunto dal recente breve dibattito sul Sibelius di Barbirolli, segnalato con nuovissima uscita in HiRes, mi sono riascoltato la seconda sinfonia delle numerose integrali “sinfoniche sibeliussiane” (😂😂 ma si può dire così??) e ho voluto spiegare, prima di tutto a me stesso, il perché ritengo alcuni direttori “soltanto grandi” e quei pochi per me invece sono “veramente geniali”.

In realtà per capirlo bastano la manciata di minuti iniziali del primo movimento, ma è bene ascoltare tutti e quattro i movimenti per capire veramente.

Prendiamo Barbirolli: e diciamo anche subito che non è “aiutato” dalla sua orchestra Hallè, non a livello stratosferico, perché una “grande orchestra” può certamente fare la differenza! La Hallè ha legni e ottoni non proprio di gran classe. Barbirolli ci lavora bene, non c’è dubbio, e riesce a far eseguire le sue idee musicali, molto tradizionali ma anche very “british” anziché ”very finnish”....

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Le idee musicali di Maazel non sono “superiori” per qualità artistica e profondità a quelle di Barbirolli, lo dicevo già nel mio post iniziale, ma la morbidezza degli archi dei Wiener, la perfetta intonazione dei legni e quell’inconfondibile colore brunito degli ottoni dei Wiener aiutano non poco il direttore libanese naturalizzato americano. E... beh anche la registrazione Decca degli anni ‘60 lo aiuta...😉

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Un altro grande direttore “sibeliussiano” è sempre stato ritenuto il buon Colin Davis... che infatti ha registrato (come Maazel) più integrali....

Anche Davis si attiene a tempi molto “rilassati” e fa grande attenzione ai colori orchestrali.... la London Symphony fa una buona figura in queste registrazioni... e Davis dimostra di essere un “signor direttore”...

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Anche se a dire il vero di Colin Davis preferisco il suo ciclo con la Boston Symphony... forse anche per il suono caldo e avvolgente di quell’orchestra americana che io amo molto (e a questo proposito basta ascoltare la secondo nella registrazione di Andris Nelsons per apprezzare tutta la bellezza del suono bostoniano...)

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SimoTocca

Ma lasciamo stare Nelsons, che non ha “firmato” (ancora almeno) integrali sinfoniche di Sibelius e torniamo a parlare di quelle che si trovano attualmente disponibili in formato HiRes.

Qui sul Thread avevo segnalato l’integrale “parigina” di Paavo Järvi, perché mi era sembrata di gran livello ... anche per l’affinitá “nordica” dei natali di Järvi.... fatto che gioca un suo ruolo, nella musica di Sibelius, così importante e così “costitutiva” della allora nascente “Nazione Finlandia”, e nel delineare la sua peculiarità culturale rispetto alla Russia di cui allora era una provincia...

Belle interpretazioni, perché anche Järvi è un signor direttore... i colori orchestrali sono assai particolari... forse anche per il suono molto “parigino” e francese della sua orchestra ...buona certo...ma non di livello supremo..

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E le stesse considerazioni fatte per Järvi valgono per Osmo Vanska e la sua orchestra del Minnesota (stato più freddo della stessa Finlandia a volte... ci ho vissuto alcuni mesi a Minneapolis... brrrr...). Buone idee, bel suono, ascolto sempre piacevole... ma fra Minneapolis e Berlino o Vienna ci corre una differenza troppo troppo grande per non essere notata... al primo sguardo.... oooops al primo ascolto...😉 

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SimoTocca

Si diceva sopra dell’importanza dell’orchestra... e non c’è dubbio che i Berliner siano un’orchestra importante...😉

Il punto di forza dell’integrale di Rattle è proprio il suono che i Berliner riescono a tirare fuori, la precisione “teutonica” con cui mettono in pratica le letture molto “moderne” di Rattle, ma forse “attualizzare” troppo Sibelius non è detto che sia l’idea vincente... affascinante sì, perché diversa, ma non vincente... anche se Rattle è di certo un gran direttore..

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SimoTocca

Ma allora mi chiederete: quali sono le tue interpretazioni di riferimento in Sibelius e perché lo sono?

Mi pare di averlo già detto, ma voglio spiegarmi meglio proponendo appunto l’ascolto comparativo della Seconda Sinfonia di Sibelius.

Fra essere un grande uomo/ una grande donna e essere una persona di “genio assoluto” ci corre un “quid” non sempre ben esprimibile se si parla di artisti e musicisti, ma un quid che è pur sempre apprezzabile dalla maggior parte del pubblico e degli addetti ai lavori.

Ma ascoltare Karajan in Sibelius lo fa cogliere subito quel “quid”. Che sia Karajan con i suoi Berliner oppure il Karajan più giovane con la Philharmonia (e poi che orchestra fenomenale anche questa londinese, diretta da Furtwängler, Klemperer, Giulini... mica pizza e fichi!) la fluidità del suono, grandioso ma mai “statico”, il sottile gioco di canto e controcanto fra i legni, l’assoluta unità degli archi, il gentile richiamo degli ottoni  ... apre una prospettiva nuova all’ascolto di Sibelius...

E poi, che qualità audio in questa registrazione EMI di quei lontanissimi anni postbellici...

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i più pignoli di voi mi ricorderanno che fra EMI e Deutsche Grammophon Karajan ha “mancato” l’integrale per un soffio.... (manca la terza...).

Non l’ha mancata, in America, lo storico “rivale” Lenny Bernstein, ma l’ha mancata a Vienna, le sue ultime interpretazioni che io amo per il loro essere diversissime, lente, dolenti... eppure “tese come una corda d’arco“...

Il Lenny dei Wiener purtroppo ancora non è in HiRes (quello con la New York Philharmonic sì, ma sono vecchie rimasterizzazioni in 24/44... si attende di meglio a breve! E si spera anche dalla DG...!! Suvvia...!!), ma merita ascoltare la sua seconda... per la bellezza mozzafiato dei passaggi “sospesi” nella nebbia e nelle brume nordiche...

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SimoTocca

Il cerchio iniziato dalla segnalazione della recente uscita di Barbirolli si deve chiudere con la segnalazione di una uscita recente, e mi appresto a farlo.

Non prima di segnalarvi, tuttavia, un’integrale che amo molto, e dove l’affezione del direttore per la musica di Sibelius sopperisce la “mancanza di genio” (si fa per dire...intendiamoci..l).

Otto Kamu e la sua orchestra “di casa”  regalano un Sibelius pressoché perfetto, per misura, atmosfera, bellezza di suono, afflato interpretativo...

insomma è la mia integrale di riferimento in HiRes.

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E a questo punto posso “chiudere il cerchio” segnalando una Seconda Sinfonia uscita da poco e già lodata qui sul Thread “diprimadeldisastroatomico” e forse qualcuno di voi lo ricorderà...

Il giovane direttore finlandese Santtu-Matias Rouvali è un “fenomeno” emergente nell’attuale panorama, e per questo da me segnalato anche nel Thread “Le nuove stelle e stelline della classica: i giovani interpreti” (già, andrà riaperto anche questo..!).

E in questo caso, oltre alla vicinanza nazionale-culturale di nascita con Sibelius, c’è quel quid che contraddistingue il genio...

E l’Orchestra di Göteborg sotto la sua bacchetta risplende e fa scintille...(non a caso il “ragazzo” è stato nominato anche a capo della Philharmonia di Londra.... !).

Bellissima interpretazione, bellissima registrazione come qualità audio: la seconda di una integrale in divenire.... 

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Il 25/3/2021 at 17:45, SimoTocca ha scritto:

Minnesota (stato più freddo della stessa Finlandia a volte... ci ho vissuto alcuni mesi a Minneapolis... brrrr...)

Ora capisco perché le Magnepan! :classic_smile:

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SimoTocca

@bibo01 Certo! E anche Audio Research.... a poche miglia... 😉

No, non è un caso.... 😃

Oggi è uscita una “valanga inattesa di novità (inattesa perché in genere  la “valanga” è ad inizio mese e non alla fine... ma forse perché dalla settimana prossima si entra nel periodo pasquale ...). Sto già ascoltando... e quindi a breve scriverò qualche impressione qui sopra degli album più notevoli secondo me....

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giorgiocana82

@SimoTocca Ciao, 

restando in tema Sibelius, che ne pensi della seconda diretta da Mariss Jansons con l'orchestra sinfonica della radio Bavarese? è in 48/24. 

Assieme alla seconda trovi anche Finlandia e la suite Karelia. 

Io ho sempre trovato Jansons un grandissimo direttore, l'ho apprezzato molto in Mahler con il Concertgebouw di Amsterdam. 

A presto

Giorgio

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SimoTocca
49 minuti fa, giorgiobg82 ha scritto:

ho sempre trovato Jansons un grandissimo direttore,

Indubbiamente Jansons è un grande direttore anche secondo me... e non a caso Claudio Abbado lo scelse come “sostituito” di emergenza per la tournée dei Berliner in Giappone nel 2000, subito dopo l’intervento allo stomaco. Poi per fortuna Abbado fu in grado di dirigere in quasi tutte le date programmate, ma la sua scelta di Jansons come “sostituto” è altamente indicativa.

Detto questo, per Jansons vale quanto ho detto prima per alcuni grandi della bacchetta, da Rattle a Nelsons, da Davis a P. Järvi: grandi, o anche grandissimi direttori...anzi,  “ad avercene”! Si dice così a Firenze... 😉

Per la Seconda Sinfonia di Sibelius diretta da Jansons: non ho volutamente citato edizioni delle singole sinfonie, ma ho parlato di “integrali”.

Trovo quell’album da te menzionato molto bello, e del resto Jansons è “nordico” per nascita, anche se “russo” per studi e formazione musicale, ed è stato il “direttore-coach” artefice della attuale grandezza artistica dell’orchestra di Oslo, cresciuta in maniera impressionante per qualità sotto la sua direzione (un po’ come l’orchestra di Birmingham sotto Simon Rattle o quella di Liverpool sotto Vasily Petrenko).

Se si parla di “singole sinfonie” di Sibelius ce ne sono diverse “notevoli” da citare, ma non volevo appunto aprire anche “questo fronte”, per non appesantire la  discussione..ma ecco, sono d’accordo con te sulla bellezza dell’interpretazione di Jansons...

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SimoTocca

Fresco di stampa digitale (hehehe... no, a stringerlo fra le mani non macchia d’inchiostro...😆) ecco quest’ennesima registrazione dei Concerti Brandenburghesi di Bach, una delle composizioni più registrate ed eseguite di tutta la discografia classica. Ma, a differenza di molti critici musicali che “storcono il naso” dicendo che “no, ancora! ce ne sono già troppe di buone edizioni!”, io do sempre il benvenuto ad una nuova registrazione di capolavori musicali come questi di Bach! Perché? Prima di tutto perché esiste sempre una strada alternativa e personale nell’interpretare la musica “scritta”, e ogni nuova registrazione può portare contributi nuovi ed interessanti. Senza considerare che c’è poi la questione “qualità audio”, e cioè a volte vecchie registrazioni sono qualitativamente eccellenti, altre volte assai meno...

Quindi benvenuta questa nuova interpretazione dell’Ensemble Gusto Barocco diretto dal clavicembalo da Jörg Halubeck.

No, non vi fate ingannare dal nome italiano: si tratta di un gruppo musicale tedesco, della stessa città dell’auto con la stella a tre punte.

 E, beh sì, è un album da segnalare perché è una bella interpretazione filologica, bella perché assai simile per impostazione a quella da me prediletta della Musica Antiqua Köln, una registrazione ormai di quasi quarant’anni fa! Sembra ieri ma....

La “spigliatezza” con cui i musicisti del Gusto Barocco affrontano la partitura di Bach rende giustizia al nome italiano, perché c’è molto Vivaldi in questo Bach, nei tempi appunto, ma anche nel gioco strumentale delle voci, con netta prevalenza e attenzione al cembalo e archi.

Bello davvero... da ascoltare.... in qualità 24/96.... ça va sans dire...

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SimoTocca

E a proposito di Vivaldi..... ecco appena uscito quest’album straordinario di Enrico Onofri alla sua prima collaborazione con l’Ensemble Academia Montis Regalis.

Perché straordinario? Giustamente qualcuno potrebbe contestarmi l’uso frequente dei superlativi su questo Thread, perché l’uso frequente del superlativo lo fa diventare “normale routine”....

Quante volte ho rimproverato i giornalisti per l’uso eccessivo del superlativo assoluto? Troppe...per poi cadere nella stessa trappola!

Nel mio caso straordinario si riferisce infatti al significato etimologico del,termine: fuori dall’ordinario.

Perché i “Concerti ripieni” sono opere assai poco frequenti nel catalogo pur oceanico di Vivaldi, eppure sono così importanti per capire davvero tutte le potenzialità della scrittura vivaldiana. Una scrittura complessa e in grado di essere profetica da quanto moderna appare, a momenti.... un po’ come gli ultimi quartetti di Beethoven....

Un album da ascoltare con attenzione anche per la bella esecuzione filologica e per la bella registrazione in formato addirittura 24/192! 

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Il 21/3/2021 at 11:45, gabel ha scritto:

Certo che a fantasia nelle copertine quelli dell’etichetta LSO lasciano molto a desiderare... ☹️

Leggermente psichedeliche. 😄

 

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