Jump to content

Le nuove uscite di classica e di lirica in HiRes


SimoTocca
 Share

Recommended Posts

2 ore fa, alleroy ha scritto:

Mi permetto solo di chiedere un'altra informazione tecnica, vista la tua competenza a riguardo, poi prometto di mettermi in rispettoso silenzio e di non disturbare più il thread: come valuti, se mai li hai provati, Primephonic e Idagio,

Chiedere è sempre lecito e rispondere è cortesia (cit. mia nonna Giulia). Nessun problema per le tue domande. Posso dire di aver provato tutti e due i servizi di streaming, ormai quasi due anni fa, e allora non mi pareva offrissero album in HiRes, allora... poi è tutto in così rapida evoluzione che probabilmente adesso sarà come dici tu, cioè offriranno anche lo streaming in HiRes.

Il mio problema, sia con Amazon HD, sia con Idagio che con Primephonic, è che nessuno dei tre servizi è compatibile con il player che uso, cioè Audirvana! E senza il mio player la qualità audio (usando direttamente le App per il Mac Mini) è un pizzico più bassa ... La mia scelta di Qobuz, Tidal e HRA è anche legata al player Audirvana che uso... Poi magari con altri player,  come Roon per esempio o come Amarra, magari compatibili con i due servizi citati, potrei riprovarli....

Per adesso mantengo l’abbonamento a Qobuz e HRA.... ho sospeso Tidal perché mi aspettavo che uscissero in qualità MQA tutti gli album DDD degli anni ‘80 e ‘90, ma per adesso non è così....quindi...se cambia qualcosa cambierò servizi di streaming... se no mi tengo questi che ho...😉

  • Thanks 1
Link to comment
Share on other sites

analogico_09
Il 20/3/2021 at 16:22, SimoTocca ha scritto:

E ricominciare da zero può dare il senso di “novità” che l’abitudine spesso cancella.... ma a volte il senso della vita sta proprio nella “novità”, nella Primavera che si rinnova ....quindi forza e coraggio!

 

 

Su questo però Simo debbo dire che di "novità" non ne sto vedendo.., ok che è ancora presto.., ma di novità, insieme alla norma, alle abitudini che mi pare si stiano ripetendo (tutto cambia affinchè nulla cambi), eravamo già ricchi prima.., ed erano certe, insieme alle cose meno "memorabili", quindi sta bene andare avanti ma personalmente non vedo la necessità, se non la "costrizione" fatale, di ricominciare da zero. Voglio dire che non siamo in posizione avvantaggiata.., e in ogni caso il "lutto" va elaborato fino in fondo.

Ma il tuo ottimismo è tuttavia apprezzabile e come vedi anche io cerco di contribuire ancora in questo preciso "presente", però.., hai voglia se non ce n'è ancora da "metabolizzare" l'assurdo disastro, fatale ma non troppo... 😉

 

 

Link to comment
Share on other sites

8 ore fa, giorgiobg82 ha scritto:

personalmente ho sempre valutato come te Barbirolli, l'ho sempre conosciuto per il concerto per Violoncello di Elgar con la Duprè. 

Stavo cercando di dare anche io un collocamento a queste sinfonie di Sibelius, e mi ritrovo perfettamente nella tua descrizione.

 

9 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Specie in Sibelius (era l'interprete favorito dallo stesso compositore!) dove il colore orchestrale è fondamentale, ecco che Barbirolli mi pare dica la sua con autorevolezza.

Beh, mica solo in Sibelius! Sono da ascoltare anche le sue interpretazioni mahleriane (la sua nona è una delle più tese e dolenti che abbia mai ascoltato, peccato che ancora non si trovi ancora in HD). Poi gli autori inglesi (lui, di origine italiana): oltre al già citato Elgar, Vaughan Williams, Delius, ecc... (a chi piacciono). Il suo catalogo mi pare però ancora abbastanza limitato, speriamo che presto esca altro materiale, così da consentire di (ri)scoprire questo che è stato certamente non un fuoriclasse della bacchetta, ma certamente un ottimo direttore. 

Link to comment
Share on other sites

Non mi toccate Barbirolli.... mediocre???? non scherziamo.... Sibelius, Mahler, Elgar di riferimento assoluto, una delle migliori Butterfly mai registrate.... benedetto sia lo streaming in HRez, finalmente disponibile (pure in 192/24 !!!) una delle più grandi integrali brahmsiane registrate (con i Wiener....) ingiustamente negletta, con una capacità di canto senza eguali... provate ad ascoltarla.... è gratis.... scusate se mi accaloro un pò... mi avete pungolato su uno dei miei direttori preferiti....😡😁 

Link to comment
Share on other sites

giorgiocana82

@cele infatti, almeno nelle mie intenzioni, non vi è quello di dire che è mediocre, anzi, intendevo dire proprio il contrario: grazie a queste nuove rimasterizzazioni ho scoperto un direttore che avevo sempre associato, per mia ignoranza, principalmente al concerto per violoncello di Elgar, e che invece meriti proprio di essere riscoperto e credo che la Warner stia facendo un ottimo lavoro in questo senso.

Link to comment
Share on other sites

@cele È legittimo per ciascuno di noi avere i suoi direttori “di riferimento”, ci mancherebbe! E ciascuno ha le sue legittime “idiosincrasie”.

Con la qualità audio migliorata Barbirolli “ha il suo perché”, mi associo a quanto scritto da @giorgiobg82!

Ma ecco, non trovo mai, nelle sue direzioni, un battito d’ala che le trasporti nell’Empireo, o almeno una spanna sopra quelle degli altri. 

D’altra parte il nostro fisico Enrico Fermi era tutt’altro che un mediocre, ma trovando sulla sua strada un tizio di nome Albert Einstein...beh...ecco... mi sono spiegato? 😉

Detto questo, nel vecchio Forum avevo segnalato la splendida Butterfly diretta da Barbirolli (che però, appunto, davanti a quelle di Karajan con la Callas prima e con la Freni poi, o a quella di Sinopoli con la Freni, ecco... a parte la meravigliosa Scotto tutto il resto viene “rimesso al suo posto” cioè in seconda fila, e non in prima...😉).

Non conosco la Tosca con la Callas e se @mantace la indica con più precisione corro ad ascoltarla, anche non in HiRes! 😃

Chiudo questa digressione segnalandovi un bellissimo album, appena uscito per i tipi della BIS, con le musiche per pianoforte e orchestra di Weber.

È un album che fa ben capire quello che succede, ai concerti per piano, nel periodo cronologico compreso  fra i capolavori di Beethoven e quelli di Brahms, e “giustifica” le modalità di scrittura musicale di quelli di Mendelssohn, nel senso che li contestualizza (e questo vale in parte anche per quelli d Chopin, assai più simili, per stile a questi di Weber o a quelli di Mendelssohn...).

Un album da ascoltare quindi, anche perché il pianista è uno dei migliori in circolazione, forse il numero uno attuale al fortepiano come strumento originale, Ronald Brautigam.

Bellissima la registrazione BIS in formato 24/96, una delizia anche “in punta d’archetto”, cioè sugli estremi acuti, ascoltata con la cuffia Stax L700....

spacer.png

 

Link to comment
Share on other sites

Ammetto che l'album weberiano mi attirerebbe moltissimo.

Ammetto anche che, per il solo fatto che è eseguito al fortepiano, l'interessa tracolla.

Alzo le mani, sparatemi, ma proprio quel suono non riesco a farmelo piacere, a digerire, nemmeno a mandar giù....

E' un mio limite, lo ammetto; non riesco però a "guarire"

Link to comment
Share on other sites

@Alpine71 Il fortepiano suonato da Brautigam è molto simile, per sonorità, ai moderni pianoforti ad onor del vero....e d’altra parte si tratta pur sempre di uno strumento coevo a Mendelssohn e Chopin, con certo i primi fortepiano costruiti ai tempi di Bach....

E per capire quello che dico, cioè dell’evoluzione tecnica dello strumento “pianoforte” fino agli attuali “tank” Steinway, suggerisco l’ascolto del nuovissimo splendido album della Harmonia Mundi: il programma del concerto organizzato da Proust all’Hotel Ritz nella Parigi di inzio ‘900.

Bellissmo il programma che comprende brani poco noti e brani famosissimi di Chopin e Debussy.

spacer.png

Il programma del concerto prevede un violino e un pianoforte.... e mentre il violino è uno Stradivari Davidoff, il pianoforte è uno splendido Erárd ....

spacer.png

La fantastica registrazione HiRes 24/96 consente di cogliere anche le minime sfumature di suono...e si sente bene la differenza di questo pianoforte ottocentesco rispetto ad un moderno Steinway...

 

  • Melius 1
Link to comment
Share on other sites

3 ore fa, SimoTocca ha scritto:

 È legittimo per ciascuno di noi avere i suoi direttori “di riferimento”, ci mancherebbe! E ciascuno ha le sue legittime “idiosincrasie”.

Comunque è vero, a me ad esempio Karajan e Muti, per citare due mostri sacri, non mi sconvolgono le viscere...

Link to comment
Share on other sites

7 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Non conosco la Tosca con la Callas

Certo, perché era la Butterfly, mi sono confuso. La Tosca era quella di Serafin.

Link to comment
Share on other sites

4 ore fa, cele ha scritto:

Karajan e Muti, per citare due mostri sacri, non mi sconvolgono le viscere

Concordo. Grandi per carità, ma non i miei preferiti. Hanno in comune in certo amore per la fama, no?

Link to comment
Share on other sites

6 ore fa, SimoTocca ha scritto:

si tratta pur sempre di uno strumento coevo a Mendelssohn e Chopin

Si, ma ascolta un Playel, distantissimo dai nostri.

Link to comment
Share on other sites

@Dima83 Troppo buono... grazie!

il periodo è un “impegnato” dal lavoro... ma un po’ di tempo per costruire di nuovo un Thread che sia utile ed interessante per tutti noi ...ecco cerco di trovarlo! 

E allora approfitto di questo “nuovo corso”, per segnalare un album di chitarra solista.

Tre valide ragioni per ascoltarlo.

La prima è la figura femminile di Emilia Giuliani, figlia illegittima (poi legittimata) del famoso Mauro Giuliani. Le donne così spesso ostacolate anche nel comporre musica.... basta leggere le belle note di retrocopertina per capire il perché fino a poco tempo fa trovare una donna compositrice era fatto più unico che raro.

La seconda è la chitarrista Federica Artuso, una musicista a “tutto tondo”, in grado di eseguire magistralmente queste “piccole gemme” per chitarra.

La terza ragione è quella di “festeggiare” che la piccola etichetta italiana Tactus sia finalmente approdata ai servizi di streaming, e spesso anche in HiRes come in questo caso....

La registrazione poi è bellissima e naturale... quindi ascoltare diventa un piacere grande....

spacer.png

Link to comment
Share on other sites

Prendendo spunto dal recente breve dibattito sul Sibelius di Barbirolli, segnalato con nuovissima uscita in HiRes, mi sono riascoltato la seconda sinfonia delle numerose integrali “sinfoniche sibeliussiane” (😂😂 ma si può dire così??) e ho voluto spiegare, prima di tutto a me stesso, il perché ritengo alcuni direttori “soltanto grandi” e quei pochi per me invece sono “veramente geniali”.

In realtà per capirlo bastano la manciata di minuti iniziali del primo movimento, ma è bene ascoltare tutti e quattro i movimenti per capire veramente.

Prendiamo Barbirolli: e diciamo anche subito che non è “aiutato” dalla sua orchestra Hallè, non a livello stratosferico, perché una “grande orchestra” può certamente fare la differenza! La Hallè ha legni e ottoni non proprio di gran classe. Barbirolli ci lavora bene, non c’è dubbio, e riesce a far eseguire le sue idee musicali, molto tradizionali ma anche very “british” anziché ”very finnish”....

spacer.png 

Le idee musicali di Maazel non sono “superiori” per qualità artistica e profondità a quelle di Barbirolli, lo dicevo già nel mio post iniziale, ma la morbidezza degli archi dei Wiener, la perfetta intonazione dei legni e quell’inconfondibile colore brunito degli ottoni dei Wiener aiutano non poco il direttore libanese naturalizzato americano. E... beh anche la registrazione Decca degli anni ‘60 lo aiuta...😉

spacer.png

Un altro grande direttore “sibeliussiano” è sempre stato ritenuto il buon Colin Davis... che infatti ha registrato (come Maazel) più integrali....

Anche Davis si attiene a tempi molto “rilassati” e fa grande attenzione ai colori orchestrali.... la London Symphony fa una buona figura in queste registrazioni... e Davis dimostra di essere un “signor direttore”...

spacer.png

Anche se a dire il vero di Colin Davis preferisco il suo ciclo con la Boston Symphony... forse anche per il suono caldo e avvolgente di quell’orchestra americana che io amo molto (e a questo proposito basta ascoltare la secondo nella registrazione di Andris Nelsons per apprezzare tutta la bellezza del suono bostoniano...)

spacer.png

 

 

 

Link to comment
Share on other sites

Ma lasciamo stare Nelsons, che non ha “firmato” (ancora almeno) integrali sinfoniche di Sibelius e torniamo a parlare di quelle che si trovano attualmente disponibili in formato HiRes.

Qui sul Thread avevo segnalato l’integrale “parigina” di Paavo Järvi, perché mi era sembrata di gran livello ... anche per l’affinitá “nordica” dei natali di Järvi.... fatto che gioca un suo ruolo, nella musica di Sibelius, così importante e così “costitutiva” della allora nascente “Nazione Finlandia”, e nel delineare la sua peculiarità culturale rispetto alla Russia di cui allora era una provincia...

Belle interpretazioni, perché anche Järvi è un signor direttore... i colori orchestrali sono assai particolari... forse anche per il suono molto “parigino” e francese della sua orchestra ...buona certo...ma non di livello supremo..

spacer.png

E le stesse considerazioni fatte per Järvi valgono per Osmo Vanska e la sua orchestra del Minnesota (stato più freddo della stessa Finlandia a volte... ci ho vissuto alcuni mesi a Minneapolis... brrrr...). Buone idee, bel suono, ascolto sempre piacevole... ma fra Minneapolis e Berlino o Vienna ci corre una differenza troppo troppo grande per non essere notata... al primo sguardo.... oooops al primo ascolto...😉 

spacer.png

 

 

Link to comment
Share on other sites

Si diceva sopra dell’importanza dell’orchestra... e non c’è dubbio che i Berliner siano un’orchestra importante...😉

Il punto di forza dell’integrale di Rattle è proprio il suono che i Berliner riescono a tirare fuori, la precisione “teutonica” con cui mettono in pratica le letture molto “moderne” di Rattle, ma forse “attualizzare” troppo Sibelius non è detto che sia l’idea vincente... affascinante sì, perché diversa, ma non vincente... anche se Rattle è di certo un gran direttore..

spacer.png

 

Link to comment
Share on other sites

Ma allora mi chiederete: quali sono le tue interpretazioni di riferimento in Sibelius e perché lo sono?

Mi pare di averlo già detto, ma voglio spiegarmi meglio proponendo appunto l’ascolto comparativo della Seconda Sinfonia di Sibelius.

Fra essere un grande uomo/ una grande donna e essere una persona di “genio assoluto” ci corre un “quid” non sempre ben esprimibile se si parla di artisti e musicisti, ma un quid che è pur sempre apprezzabile dalla maggior parte del pubblico e degli addetti ai lavori.

Ma ascoltare Karajan in Sibelius lo fa cogliere subito quel “quid”. Che sia Karajan con i suoi Berliner oppure il Karajan più giovane con la Philharmonia (e poi che orchestra fenomenale anche questa londinese, diretta da Furtwängler, Klemperer, Giulini... mica pizza e fichi!) la fluidità del suono, grandioso ma mai “statico”, il sottile gioco di canto e controcanto fra i legni, l’assoluta unità degli archi, il gentile richiamo degli ottoni  ... apre una prospettiva nuova all’ascolto di Sibelius...

E poi, che qualità audio in questa registrazione EMI di quei lontanissimi anni postbellici...

spacer.png

i più pignoli di voi mi ricorderanno che fra EMI e Deutsche Grammophon Karajan ha “mancato” l’integrale per un soffio.... (manca la terza...).

Non l’ha mancata, in America, lo storico “rivale” Lenny Bernstein, ma l’ha mancata a Vienna, le sue ultime interpretazioni che io amo per il loro essere diversissime, lente, dolenti... eppure “tese come una corda d’arco“...

Il Lenny dei Wiener purtroppo ancora non è in HiRes (quello con la New York Philharmonic sì, ma sono vecchie rimasterizzazioni in 24/44... si attende di meglio a breve! E si spera anche dalla DG...!! Suvvia...!!), ma merita ascoltare la sua seconda... per la bellezza mozzafiato dei passaggi “sospesi” nella nebbia e nelle brume nordiche...

spacer.png

 

Link to comment
Share on other sites

Il cerchio iniziato dalla segnalazione della recente uscita di Barbirolli si deve chiudere con la segnalazione di una uscita recente, e mi appresto a farlo.

Non prima di segnalarvi, tuttavia, un’integrale che amo molto, e dove l’affezione del direttore per la musica di Sibelius sopperisce la “mancanza di genio” (si fa per dire...intendiamoci..l).

Otto Kamu e la sua orchestra “di casa”  regalano un Sibelius pressoché perfetto, per misura, atmosfera, bellezza di suono, afflato interpretativo...

insomma è la mia integrale di riferimento in HiRes.

spacer.png

E a questo punto posso “chiudere il cerchio” segnalando una Seconda Sinfonia uscita da poco e già lodata qui sul Thread “diprimadeldisastroatomico” e forse qualcuno di voi lo ricorderà...

Il giovane direttore finlandese Santtu-Matias Rouvali è un “fenomeno” emergente nell’attuale panorama, e per questo da me segnalato anche nel Thread “Le nuove stelle e stelline della classica: i giovani interpreti” (già, andrà riaperto anche questo..!).

E in questo caso, oltre alla vicinanza nazionale-culturale di nascita con Sibelius, c’è quel quid che contraddistingue il genio...

E l’Orchestra di Göteborg sotto la sua bacchetta risplende e fa scintille...(non a caso il “ragazzo” è stato nominato anche a capo della Philharmonia di Londra.... !).

Bellissima interpretazione, bellissima registrazione come qualità audio: la seconda di una integrale in divenire.... 

spacer.png

 

Link to comment
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
 Share




×
×
  • Create New...