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Le nuove uscite di classica e di lirica in HiRes


SimoTocca
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Il 25/3/2021 at 17:45, SimoTocca ha scritto:

Minnesota (stato più freddo della stessa Finlandia a volte... ci ho vissuto alcuni mesi a Minneapolis... brrrr...)

Ora capisco perché le Magnepan! :classic_smile:

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@bibo01 Certo! E anche Audio Research.... a poche miglia... 😉

No, non è un caso.... 😃

Oggi è uscita una “valanga inattesa di novità (inattesa perché in genere  la “valanga” è ad inizio mese e non alla fine... ma forse perché dalla settimana prossima si entra nel periodo pasquale ...). Sto già ascoltando... e quindi a breve scriverò qualche impressione qui sopra degli album più notevoli secondo me....

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giorgiocana82

@SimoTocca Ciao, 

restando in tema Sibelius, che ne pensi della seconda diretta da Mariss Jansons con l'orchestra sinfonica della radio Bavarese? è in 48/24. 

Assieme alla seconda trovi anche Finlandia e la suite Karelia. 

Io ho sempre trovato Jansons un grandissimo direttore, l'ho apprezzato molto in Mahler con il Concertgebouw di Amsterdam. 

A presto

Giorgio

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49 minuti fa, giorgiobg82 ha scritto:

ho sempre trovato Jansons un grandissimo direttore,

Indubbiamente Jansons è un grande direttore anche secondo me... e non a caso Claudio Abbado lo scelse come “sostituito” di emergenza per la tournée dei Berliner in Giappone nel 2000, subito dopo l’intervento allo stomaco. Poi per fortuna Abbado fu in grado di dirigere in quasi tutte le date programmate, ma la sua scelta di Jansons come “sostituto” è altamente indicativa.

Detto questo, per Jansons vale quanto ho detto prima per alcuni grandi della bacchetta, da Rattle a Nelsons, da Davis a P. Järvi: grandi, o anche grandissimi direttori...anzi,  “ad avercene”! Si dice così a Firenze... 😉

Per la Seconda Sinfonia di Sibelius diretta da Jansons: non ho volutamente citato edizioni delle singole sinfonie, ma ho parlato di “integrali”.

Trovo quell’album da te menzionato molto bello, e del resto Jansons è “nordico” per nascita, anche se “russo” per studi e formazione musicale, ed è stato il “direttore-coach” artefice della attuale grandezza artistica dell’orchestra di Oslo, cresciuta in maniera impressionante per qualità sotto la sua direzione (un po’ come l’orchestra di Birmingham sotto Simon Rattle o quella di Liverpool sotto Vasily Petrenko).

Se si parla di “singole sinfonie” di Sibelius ce ne sono diverse “notevoli” da citare, ma non volevo appunto aprire anche “questo fronte”, per non appesantire la  discussione..ma ecco, sono d’accordo con te sulla bellezza dell’interpretazione di Jansons...

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Fresco di stampa digitale (hehehe... no, a stringerlo fra le mani non macchia d’inchiostro...😆) ecco quest’ennesima registrazione dei Concerti Brandenburghesi di Bach, una delle composizioni più registrate ed eseguite di tutta la discografia classica. Ma, a differenza di molti critici musicali che “storcono il naso” dicendo che “no, ancora! ce ne sono già troppe di buone edizioni!”, io do sempre il benvenuto ad una nuova registrazione di capolavori musicali come questi di Bach! Perché? Prima di tutto perché esiste sempre una strada alternativa e personale nell’interpretare la musica “scritta”, e ogni nuova registrazione può portare contributi nuovi ed interessanti. Senza considerare che c’è poi la questione “qualità audio”, e cioè a volte vecchie registrazioni sono qualitativamente eccellenti, altre volte assai meno...

Quindi benvenuta questa nuova interpretazione dell’Ensemble Gusto Barocco diretto dal clavicembalo da Jörg Halubeck.

No, non vi fate ingannare dal nome italiano: si tratta di un gruppo musicale tedesco, della stessa città dell’auto con la stella a tre punte.

 E, beh sì, è un album da segnalare perché è una bella interpretazione filologica, bella perché assai simile per impostazione a quella da me prediletta della Musica Antiqua Köln, una registrazione ormai di quasi quarant’anni fa! Sembra ieri ma....

La “spigliatezza” con cui i musicisti del Gusto Barocco affrontano la partitura di Bach rende giustizia al nome italiano, perché c’è molto Vivaldi in questo Bach, nei tempi appunto, ma anche nel gioco strumentale delle voci, con netta prevalenza e attenzione al cembalo e archi.

Bello davvero... da ascoltare.... in qualità 24/96.... ça va sans dire...

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E a proposito di Vivaldi..... ecco appena uscito quest’album straordinario di Enrico Onofri alla sua prima collaborazione con l’Ensemble Academia Montis Regalis.

Perché straordinario? Giustamente qualcuno potrebbe contestarmi l’uso frequente dei superlativi su questo Thread, perché l’uso frequente del superlativo lo fa diventare “normale routine”....

Quante volte ho rimproverato i giornalisti per l’uso eccessivo del superlativo assoluto? Troppe...per poi cadere nella stessa trappola!

Nel mio caso straordinario si riferisce infatti al significato etimologico del,termine: fuori dall’ordinario.

Perché i “Concerti ripieni” sono opere assai poco frequenti nel catalogo pur oceanico di Vivaldi, eppure sono così importanti per capire davvero tutte le potenzialità della scrittura vivaldiana. Una scrittura complessa e in grado di essere profetica da quanto moderna appare, a momenti.... un po’ come gli ultimi quartetti di Beethoven....

Un album da ascoltare con attenzione anche per la bella esecuzione filologica e per la bella registrazione in formato addirittura 24/192! 

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Il 21/3/2021 at 11:45, gabel ha scritto:

Certo che a fantasia nelle copertine quelli dell’etichetta LSO lasciano molto a desiderare... ☹️

Leggermente psichedeliche. 😄

 

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giorgiocana82

@SimoTocca grazie per queste segnalazioni: sono sempre utili ad approfondire ulteriormente autori che amo nel profondo. 

Vivaldi in particolare è uno degli autori a cui sono affezionato in quanto me lo fece conoscere mio papà da bambino: aveva un vinile delle quattro stagioni dirette da Claudio Scimone e i solisti veneti.

Certo che starti dietro con le segnalazioni è complicato 😇

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Dopo varie uscite discografiche del “nuovo direttore” dei Berliner, Kirill Petrenko, ero rimasto un po’ deluso. Interpretazioni interessanti, certo, ma non all’altezza delle mie aspettative.... parlo segnatamente della Sesta sinfonia di Tchaikovsky, la Patetica, e la Nona di Beethoven.

Ho finito invece di ascoltare adesso una Sesta di Mahler che mi ha convinto su tutti i fronti. Un po’ per la somiglianza di questa sua interpretazione con quella di Abbado proprio con i Berliner (e già questo la dice lunga), ma sopratutto per la grande cura nei minimi dettagli dell’orchestrazione mahleriana e per il conseguente straordinario, ma anche personalissimo, timbro orchestrale in ciascun passaggio (questo timbro invece è assai diverso da quello abbadiano, e qui va un plauso alla personalità di Petrenko).

Una Sesta giustamente “marziale”, fin dall’inIzio (ma la musica militare, o meglio la sua parodia, è il Leit Motiv della produzione mahleriana), ma una marcia più  spigliata che aggressiva o solenne. Il tragico, cioè, non sta nei tempi, in questo caso, ma nella parodia grottesca della vita e della morte, con un tentativo di eroismo prima di soccombere certo... ma già col presentimento della sconfitta fin dalla prima nota del quarto movimento.

Che poi, questo “grondare tragicità” di questa Sinfonia scritta da Mahler nel periodo più felice della sua vita, perfetto dal punto di vista lavorativo e affettivo insomma, è sempre stato il “grattacapo” per moltissimi musicologi.

Eppure la profonda sensibilità di Mahler non era rivolta solo alla sua personale autobiografia, ma sentiva,  anzi presentiva, “annusava” l’aria di tempesta che si stava addensando sulla Storia, tempesta che si concretizzerà nella Prima e poi nella Seconda Guerra Mondiale.

È anche per questo che amo profondamente Mahler, per questo suo essere profetico ...l.

E che bella registrazione live è questa dei Berliner in 24/96.

Sì, adesso lo posso dire: i Berliner hanno scelto bene il successore di Abbado! Proprio bravo il nostro Kirill...👏👏👏

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2 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

parlo segnatamente della Sesta sinfonia di Tchaikovsky, la Patetica, e la Nona di Beethoven.

quando l'ho scritto...mi hanno messo alla gogna..  sia la patetica che la V di lbv 

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Probabilmente la paternitá di questi pezzi non é esclusiva di Mozart data la prematura morte. Comunque molto godibili, in una bella registrazione.

 

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A proposito di musica “poco nota”, mi sono molto piaciuti questi concerti per clarinetto e orchestra di compositori .... mai sentiti prima!

Musica bella ed interessante... album piacevolissimo e ben registrato...

 

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Per abitudine professionale, che devo sempre compilare la “disclosure form”, la dichiarazione di assenza di conflitto di interessi prima di ogni conferenza o docenza... ebbene lo dico subito: conosco personalmente il flautista e il direttore di questo album!

Ma non ve lo segnalo per “piaggeria” e men che meno per “tornaconto personale”, ci mancherebbe! Ma solo perché è interessante e particolare.

Dopo ricerche musicologiche approfondite Roberto Fabbriciani ha scoperto composizioni di Respighi mai eseguite prima .... e queste musiche mi paiono così belle che sarebbe stato un peccato non poterle ascoltare!

L’album è completato dalla suite “Gli Uccelli”, per piccola orchestra...

insomma una impaginazione interessantissima di questo album tutto dedicato a Respighi... un compositore del gruppo italiano degli “‘80”, che viene poco eseguito...ma ingiustamente!

A Firenze il nostro giovane Daniele Rustioni ha dedicato spesso parte dei suoi concerti alla riscoperta di compositori italiani del primo novecento, come appunto Respighi, o Casella o Wolf-Ferrari o Castelnuovo-Tedesco...

 

Quest’album è comunque piacevole e interessante ed è una registrazione tutta italiana, della Tactus, finalmente in formato HiRes (24/48)!

Se vi capita ascoltatela... il flauto, almeno con la cuffia RAAL, viene fuori con un tono realmente “soffiato” ed argentato... e gli archi sono davvero belli ...

Certo l’orchestra dell’Abruzzo non è proprio come i Wiener o i Berliner Philharmoniker... ma si sente che hanno provato a lungo e hanno la “musica di Respighi” sotto pelle...e con questo “compensano”...😉

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Beh... avevo iniziato ad ascoltare l’album dedicato a Ravel con l’orchestra dei Paesi Baschi diretta da Robert Trevino, per la casa discografica Ondine, ma il primo movimento di Rapsodie Espagnole mi ha deluso...(forse il suono “striminzito” per il formato 24/44... forse l’orchestra non all’altezza... boh?).

Mi sono subito cercato una alternativa recentemente uscita e mi sono ricordato di aver ascoltato ma non averne parlato qui sopra il bellissimo album “tutto francese” della London Symphony Orchestra diretta dal suo nuovo Direttore Ospite Principale (François-Xavier Roth). 

In attesa poi di ascoltare il prossimo direttore principale, Pappano che prenderà a breve il posto di Rattle lasciando Santa Cecilia, mi sono messo a risentire questo album e... sì, proprio bellissimo! Quindi da segnalare qui sopra senza esitazione!

Di sicuro perché Roth ha “nel sangue” la musica di Ravel e di Debussy, e anche un po’ perché è un grande direttore “emergente” da tenere d’occhio... ma di sicuro anche perché la LSO è un’orchestra splendida!

E forse Debussy è eseguito, se possibile, ancor meglio di Ravel!

Insomma in attesa delle rimasterizzazioni in HiRes delle mitiche esecuzioni di Ravel di Abbado, proprio con la London, o di quelle di Boulez con i Berliner (sì, lo so, c’è già un album in formato 24/44 ma è una vecchia uscita con un suono non all’altezza dello standard HiRes attuale ... suvvia Deutsche Grammophon!)..ecco questo è un bellissimo album da ascoltare...

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Il 2/4/2021 at 11:50, SimoTocca ha scritto:

Pappano che prenderà a breve il posto di Rattle lasciando Santa Cecilia

Non lo sapevo, mi dispiace moltissimo, dai pochi concerti ascoltati su Rai 5 mi sembra che abbia fatto un bellissimo lavoro 

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Il 2/4/2021 at 11:50, SimoTocca ha scritto:

diretta dal suo nuovo Direttore Ospite Principale (François-Xavier Roth). 

Roth è un direttore molto interessante a mio avviso, anche con la “sua” orchestra (“Les Siecles”), con cui suona prevalentemente repertorio classico-romantico, senza però disdegnare il novecento (oltre ai francesi del disco segnalato, anche Mahler).

Io lo seguo da un po’ di tempo... 😄

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