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Le nuove uscite di classica e di lirica in HiRes


SimoTocca
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1 ora fa, SimoTocca ha scritto:

Ora immaginati un po’ se la DG registra in 16/44 e ti vende il Master pari pari della registrazione fatta... 

Suvvia! Basta rifletterci due minuti per capire che questo non potrebbe mai essere accaduto.

 

No purtroppo non basta. 

Negli affari tecnologici le cose pure bisogna saperle. 

 

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@SimoTocca

17 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

la “filigrana trasparente”

è diventato una peculiarità, quasi un marchio di fabbrica di Currentzis.

Apprezzato nella Patetica e nella Sesta di Mahler

  • Melius 1
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@Aless

Certamente d’accordo con te! Teodor perfettamente assecondato dalla “sua” orchestra , intendendo il sua più in senso affettivo, come creatura che ha fatto nascere, che in senso di possesso.

Bellissime entrambe, in particolare “stranamente” ancora più bella la sesta di Mahler di quella di Tchaikovsky, autore che della “trasparenza” forse di avvantaggia meno...

Un album strepitoso comunque...

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10 ore fa, SimoTocca ha scritto:

e questo è il motivo per cui non si trova, almeno non fino ad ora, alcuna registrazione classica DDD, degli anni ‘80 e ‘90, in formato 24/96 o 24/192... Fateci caso....


Ricordo male o la registrazione DG di West Side Story diretta da Bernstein è in Hires? Dovrebbe essere un DDD del 1984 se non ricordo male

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Ricordi benissimo, è una registrazione del 1984 DDD, ed è attualmente disponibile in formato 24/96. Infatti questa è un’eccezione che conferma la regola, ma dietro probabilmente c’è la realizzazione dell’album in uno studio di registrazione newyorkese all’avanguadia, con un Master acquisito in formato ancora più avanzato (nel primo cofanetto DG dedicato a Bernstein c’è anche il DVD della registrazione in quello studio, un documentario interessantissimo da guardare e riguardare, anche perché contiene la famosa canzone Somewhere, che nell’album originale Lenny riserva alla grande Marilyn Horne, cantata da Kiri Te Kanawa!

Sono andato appositamente stamani a controllare nel cofanetto se ci fossero ulteriori indicazioni tecniche, ma non ne ho trovate.

Il cofanettone DG commemorativo è davvero bello...

 

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E dentro ci sono tesori incalcolabili... mi è venuta un po’ di nostalgia quando lo ho aperto...

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E chi ce l’ha può vedere il CD Video che nominavo, questo in basso a destra..

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Comunque sia, vedendo l’interesse che suscita questo tema, ho provveduto ad aprire un apposito Thread, per non occupare “spazio prezioso” su questa discussione dedicata alla nuoce uscite, anche rimasterizzazioni  in dimvecchie registrazioni, ma nuove uscite comunque!

Visto che c’ero ho riascoltato qualche brano da CD, e poi ho “messo su” da Qobuz l’album HiRes: non c’è competizione! Le voci acquistano una chiarezza e una definizione assente all’ascolto da CD, i legni e gli ottoni della piccola orchestra sono posizionati ben fermi al centro-destra, gli archi  diventano dolci e suadenti... e sopratutto le percussioni “escono” letteralmente fuori, diventano “giustamente impattanti” e tridimensionali...

Bella registrazione.... di questo che per me rimane il capolavoro “lirico” insuperato della seconda metà del novecento...

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  • Melius 1
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Uno dei miei primi concerti classici ...accanto a mio nonno... in un teatro bellissimo e lontano lontano da casa... 

Ne conservo un ricordo confuso e mitizzato, come sono quelli della primissima infanzia...

Era il grande baritono Dietrich Fischer-Diskau che cantava il ciclo di leader Winterreise di Schubert “accompagnato” al pianoforte nientemeno che da un giovane Maurizio Pollini...!!

Da allora, per la “magia dell’apprendimento infantile”, questo ciclo mi è rimasto dentro come nessun altro ciclo liederistico...

Seppure le tematiche siano “adulte”, la melodia inventata da Schubert per “Il viaggio d’inverno”  è così sognante, quasi infantile, nel senso migliore del termine cioè immediata s spontanea.

Il Winterreise, seppure pensato per baritono e pianoforte, è stato spesso eseguito anche da mezzosoprano e nel mio immaginario la migliore esecuzione in assoluto, anche più bella di quella di Diskau, è quella di Christa Ludwig con il direttore James Levine al pianoforte.

Anche questa nuova uscita, della Warner, prevede un grande giovane direttore al piano, Nezèt-Seguin, è una grande voce femminile, quella di Joyce Di Donato.

Pur non riuscendo a “scalzare” dal podio la mia preferita, sopra ricordata, ecco che questa edizione mi è parsa davvero bella e notevole....quindi ve la segnalo... 

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  • Melius 2
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Una riflessione che facevo stamani, proprio tenendo in mano il cofanetto DG, il primo volume, con le registrazioni di Lenny.

Fra le nuove uscite il nome Deutsche Grammophon compare sempre meno spesso, o almeno io lo cito abbastanza poco.

Perché? Perché in effetti negli ultimi 12 mesi le nuove uscite DG si sono decisamente diradate, sono poche cioè!

Se appunto si pensa alla “massa” di nuove uscite negli anni ‘80 e ‘90 della DG, davvero ci si pone qualche domanda. Che dico: basta pensare ai cofanetti integrali di Abbado, di Karajan e Bernstein, senza considerare tutte le uscite di Pollini, della Argerich, di Zimerman, e. compagnia cantando: perlomeno 5 o 6 titoli “pesanti” ogni mese, più le vecchie rimasterizzazioni in CD di registrazioni analogiche, da Bohm a Jochum, da Gilels a Richter.

Ecco...questo è un fatto che mi fa riflettere.

In altri termini: non è che la DG, da sempre pionieristica sul fronte delle innovazioni, si “sta preparando” a qualcosa di nuovo e diverso? Diverso dal “semplice” pubblicare un album? Forse sono io che mi faccio troppi “problemi”, ma da qualche mese ho questa impressione, rafforzata da un cambio radicale del sito DG....

Cosa bolle in pentola? 😋😉

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11 ore fa, SimoTocca ha scritto:

impressione, rafforzata da un cambio radicale del sito DG....

Cosa bolle in pentola? 😋😉

Stanno cambiando genere musicale? 

Ecco questo potrebbe andare nel thread rock hi res? Oppure nel jazz? 

Comunque è una bellissima ma non catalogabile musica 

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Hehe 😆.. ci sta che “allarghino” il repertorio... ma non penso sia solo questo..😉

Anzi... repertorio più largo=uscite discografiche più frequenti... non l’inverso! 😤

Detto questo.... mi pare siano iniziate le “celebrazioni” per Stravinsky ...

Ecco Le Sacre del “giovane” Pablo Heras-Casado...bella.. con una notevole Orchestra de Paris... 

Mi aspettavo un po’ più di “fuoco”... ma bell’ascolto...

Alla Sacre è accoppiato il concerto per violino Alhambra di Eòtvos, dedicato a Isabelle Faust (e a Casado...).

Bell’album celebrativo...ma Abbado e Boulez mi sembrano ancora (una volta) di un altro pianeta...

 

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Il 9/4/2021 at 13:23, SimoTocca ha scritto:

Ed eccoci al buon Teodor.... e alla sua attesa Settima di Beethoven!

anche sulla quinta hai scritto una recensione roboante, che non mi ha trovato per nulla d'accordo...e non ero il solo se non ricordo male...

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32 minuti fa, aggelos ha scritto:

anche sulla quinta hai scritto una recensione roboante

... “avevo scritto”... una consecutio temporum più appropriata ... dal momento che è andato tutto perduto...

Non essere d’accordo, su Currentzis, capita non solo a te e a me, ma anche ai migliori critici del mondo... quindi non me ne darei troppo pensiero...

Io trovo questo Beethoven di Currentzis semplicemente meraviglioso...per la prima volta una grandissima esecuzione dopo oltre venti anni ...dopo Abbado dico...

Intendiamoci: per adesso ... magari Teo mi deluderà sulla terza o sulla sesta... o magari sulla nona...più facile...  

A proposito: anche Antonini ha diretto un Beethoven straordinario per novità e bellezza e ha concluso il suo ciclo integrale con una nona superlativa.. e anche lì, se  ricordo bene, ho usato aggettivi roboanti...😉

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non l'ho ancora ascoltata...non posso esprimermi...

sto ascoltando l'olandese  diretto da minkowsky...

cast poco noto ( almeno a me) ma e un bel sentire, in hi res..

non posso mai ricordare se questo album sia stato gia segnalato.. ad ogni buon conto...

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 Antonini? è uno dei miei preferiti! sfondi una porta aperta..

chissa perche del suo beethoven solo la nona è in hires

 

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Membro_0013

Segnalo una splendida integrale in corso d'opera dei concerti per piano di Beethoven, a cura della Freiburger Barockorchester diretta da Pablo Heras-Casado con il fortepiano di Kristian Bezuidenhout.

Nel corso dello scorso anno sono già usciti i Concerti n.ro 2, 4 e 5, nonché il Triplo Concerto, per cui aspettiamo con "golosità" l'arrivo dei rimanenti 2. 

Ho già ascoltato il Quarto ed il Quinto, e trovo che queste interpretazioni superino di slancio la qualità di altre ottime integrali già realizzate con strumenti originali, come quelle di Brautigam e Schoonderwoerd. Il fraseggio di Bezuidenhout è molto libero e "a fior di pelle", a tal punto da ricordarmi lo Schnabel degli anni '30, ed è soprattutto privo di quella ritrosia nei confronti degli slanci romantici che costituisce la principale idiosincrasia del Beethoven interpretato sul fortepiano. Straordinaria poi la prestazione dell'orchestra friburghese. Il tutto è "servito" con un eccellente resa sonora. 

 

 

 

 

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il disco è, a mio gusto, molto molto bello... non una classica di quelle che scivolano via semplici da ascoltare ma per questo, sempre a mio gusto, anche meglio... l'incisione/ripresa, ascoltata in cuffia, è spettacolare

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@lupoal L’ascolterò volentieri! Nel mare di nuove uscite a volte (anzi... spesso) si annaspa...! 🏊🏻‍♂️

Segnalo di nuovo, anche premiato con il Grammy Award di quest’anno, questa integrale delle sinfonie di Ives.

Dudamel no fa l’analisi “logica” approfondita di Tilson-Thomas a queste sinfonie, nè l’europeizzante lettura di Donnanhy, ma ne fa emergere il canto, il lirismo... fin dalla prima Sinfonia... così simile ad alcune sinfonie  di Dvòrak....

 

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  • Melius 1
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