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A Complete Unknown


giorgiovinyl

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Vorrei parlassero i fatti, la musica stessa, il testi musicati. Facciamo parlare i fatti. La storia e le memorie ancora abbastanza vicine di chi ha vissuto quegli eventi in quegli anni. Giracchiavo nel web, mi frullavano in mente dei lontani ricordi... Chiedo a chi abbia visto il film A Complete Unknown, che prima o poi vedrò, non di svelarmi il nome dell'assassino... :classic_biggrin:, bensì se per caso affronta e in che modo queste seguenti faccende...

 



Testo tradotto

Sono qui fuori a mille miglia da casa mia Cammino su una strada percorsa da altri uomini Vedo il tuo mondo di persone e cose I tuoi poveri e contadini e principi e re Ehi, ehi Woody Guthrie, ti ho scritto una canzone Su un mondo buffo e vecchio che sta arrivando Sembra malato e affamato, è stanco e lacerato Sembra che stia morendo e che sia appena nato Ehi, Woody Guthrie, ma so che tu sai Tutte le cose che sto dicendo e molte altre ancora Ti sto cantando la canzone, ma non riesco a cantarla abbastanza Perché non ci sono molti uomini che hanno fatto le cose che hai fatto tu Ecco a Cisco e Sonny e Leadbelly anche E a tutte le brave persone che hanno viaggiato con te Ecco ai cuori e alle mani degli uomini Che vengo con la polvere e se ne vado col vento Me ne vado domani, ma potrei partire oggi Da qualche parte lungo la strada un giorno L'ultima cosa che vorrei fare È dire che ho fatto anche un viaggio duro

 

e poi c'è quest'altro

 

 

 

 

 

Non trovo la traduzione del "poema", forse non c'è nel web?, vado su Wiki e trovo questo a proposito di Ultimi pensieri su Woody Guthrie https://en.wikipedia.org/wiki/Last_Thoughts_on_Woody_Guthrie ed traduco quanto scritto


" Ultimi pensieri su Woody Guthrie " è una poesia del cantautore statunitense Bob Dylan , scritta in onore del suo idolo Woody Guthrie , che all'epoca stava morendo per la malattia di Huntington . Fu recitata dal vivo durante la sua esibizione del 12 aprile 1963 al Town Hall di New York City [ 1 ] e fu pubblicata ufficialmente nel 1991 su The Bootleg Series Volumes 1-3 (Rare & Unreleased) 1961-1991 dopo essere circolata su versioni bootleg per anni.


La poesia è essenzialmente un'analisi della speranza. Dylan imposta la scena descrivendo gli stress della vita quotidiana e la miriade di scelte difficili che dobbiamo fare. Questi stimoli possono farci sentire soli, persi e senza direzione. Dylan spiega quindi la funzione della speranza e come abbiamo bisogno di qualcosa che dia un senso alla nostra vita. Conclude suggerendo che, per lui, Woody Guthrie è una fonte di speranza e bellezza nel mondo tanto quanto Dio o la religione. [ 2 ] Lo stile sinuoso e in flusso di coscienza della poesia è stato paragonato alla Nobel Lecture di Dylan del 2016. [ 3 ] [ 4 ]
L'esibizione di Dylan al Town Hall il 12 aprile fu anche utilizzata per presentare diverse nuove composizioni, come " Tomorrow Is a Long Time ", "Dusty Old Fairgrounds", "Ramblin' Down Thru the World" e "Bob Dylan's New Orleans Rag". [ 5 ] Tuttavia, alla fine del concerto, Dylan tornò sul palco per recitare una delle sue poesie in pubblico, "Last Thoughts on Woody Guthrie", cosa che non ha mai più fatto da allora. [ 1 ] Nella sua introduzione, Dylan spiegò di aver scritto il pezzo dopo che gli era stato chiesto di "scrivere qualcosa su Woody... cosa significa per te Woody Guthrie in venticinque parole" nell'imminente uscita di un libro su Guthrie. [ 5 ] Poi spiegò che "non poteva farlo - ho scritto cinque pagine e... ce l'ho qui... Ce l'ho qui per caso, in realtà..."

 

 

E' anche per la differenza di età, tre i due, che trova in Woody una maturità esperenziale e "anagrafica" che non avrebbe potuto possedere per motivi anche "anagrafici" il più giovane Bob, che si verifica il travaso battesimale tra il maestro e il consenziente allievo che a sua volta, come è normale che sia, come succede in tutte le storie musicali, prenderà le sue varie strade per diventare a sua volta maestro, suppongo (anche se a me non piace, ma non fa testo).


 

 

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37 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

Ma non c'eravamo già strasoffermati su queste cose. Non ti capisco Giorgio, prima parli di distanze generazionale, quindi nessun rapporto o influenze possibili tra i due che citi, poi ritratti, ora riconfermi...

Anche questo lo abbiamo già detto, quante volte avrò scritto che si, che poi Dylan prende altre strade senza smarrire la prima..., quella del "battesimo" di Woody e poi la svolta eletrica e poi  c'è il periodo rosa e quello azzurro.., etc etc, nessuno ha negato lo spint di Dylan, geniale, anche se a ame non piace pma questo non fa teso, posso chiederti perchè ci ritorni su?

Dai.., non mi costringere a fare i quote "probatori" delle cose scritte e riscritte. Mi costringi a scriverne di nuove... :classic_cool:

Semplicemente scrivo quello che più aggrada… almeno io ho visto il film conosco i dischi di Dylan… tu vuoi semplicemente provocare pur non avendo capito nulla di Dylan… non per niente continui a citare roba scritta da altri…

  • Melius 1
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1 ora fa, giorgiovinyl ha scritto:

Semplicemente scrivo quello che più aggrada… almeno io ho visto il film conosco i dischi di Dylan… tu vuoi semplicemente provocare pur non avendo capito nulla di Dylan… non per niente continui a citare roba scritta da altri…

 

Perbacco... e pensare che avevo anche "abbreviato" il post che quoti senza aver visto la tua replica... 

Certo, tutti scriviamo ciò che più ci aggrada, ma facevo solo notare che non serve ripetere le stesse cose all'infinito. Detto ciò, libero di scrivere quello che vuoi, ma se ti presti al confronto poi non dovresti lamentarti se ti si fa notare che durante questi confronti disorienti l'interlocutore con i tui continui "ripensamenti" che alla lunga potrebbero diventare un poco  fastidiosi perchè non pewrmette un confronto più coerente. Insistenze che mio avviso sono innecessarie, anche se sei libero di scriverle, ci mancherebbe, è' la mia opinione alrtrettanto legittima. Dove sarebbe la mia provocazione? forse per il fatto che non ti si dia sempre ragione? Indicami dove avrei provocato. Che io non abbia capito nulla di Dylan mentre neghi contro ogni evidenza le sue origini, gli inizi, le influenze, beh... non comment.... Questa mi sembra una provocazione; idem il fatto che contro ogni evidenza sostieni che io cito solo le cose scritte da altri, mentre invece ho portato le mie riflessioni personali in primis avvalorandole, come si fa spesso tutti, con le fonti critiche, letterarie che condivido e che ne sanno più di me, postando inoltre i video musicali dei musisicti di cui si parla e commentando gli stessi con parole ed opinioni mie. Libero di non leggere ma dovresti evitare di attribuirmi certe assurdità. T
ra l'altro non ho scritto una sola parola sul film in questione perchè non l'ho visto, perchè mi è propria l'onestà intelletuale, ho semplicemente preso spunto dagli altri interventi su Dylan,a prescindere da come viene raccontato nel film che non ho visto,  per scrivere le mie legittime e motivate opinioni, giuste sbagliate sul Dylan non cinematografico. Se non sei d'accordo basta confrontarsi con le idee non con inutili accuse che vanno oltre il seminato.  Ho anche scritto un commento sull'altro film su Dylan che invece ho visto, osservazioni modeste ma come sempre farina del mio sacco e se pensassi che non lo fosse libero di dimostrare il contrario. Dai molta importanza a come il film presenta Dylan, perfetto, non devo dirlo io che sia lberondin farlo,  ma se poi proponi la narrazione filmica come punto di riferimento principale, come se fosse inconfutabile, ed io non lo confuto, non ho visto il film, dovrei forse  pensare che riportandole non sarebbero riflessioni tue? Non mi tange, vado oltre queste sciocchezze.

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11 ore fa, UpTo11 ha scritto:

Sì, persiste ancora la figura del menestrello del folk paladino dei diritti civili. Colpa soprattutto dei media spesso ignoranti, quelli italiani poi non ne parliamo proprio, che una volta che ti appiccicano un'etichetta addosso non te le levano più. Credo abbia passato il resto della vita cercando di strapparsela di dosso.

Non che non ci sia (stato) anche quello nella sua poliedrica figura, ma è solo una parte, nemmeno preponderante.

Condivido tutto. Persiste ancora quest'idea del Dylan traditore del movimento folk invece puro.

Ma lo può sostenere solo chi non conosce e/o non ha capito Dylan.

  • Melius 1
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16 minuti fa, giorgiovinyl ha scritto:

Ma lo può sostenere solo chi non conosce e/o non ha capito Dylan.

Che ahimè corrisponde al 90% di coloro che, in tivvu' o sui grandi giornaloni nazional popolari parlano di Dylan: il menestrello di Duluth, mister tamburino e vai col tango...

quando Bob Dylan fu ricoverato d'urgenza per infezione cardiaca, poi passata l' emergenza gli chiesero: com' è andata?

Risposta:

" Credevo veramente che avrei rivisto Elvis"

Strano che non ha detto credevo veramente che avrei rivisto i menestrelli folk di protesta, strano...

Per non parlare di:

"se vuoi cantare una canzone, quella è la montagna che devi scalare"

A chi si riferiva?

A Frank Sinatra 

Ecc...

Questo non per sminuire il profondo legame con il folk del village, assolutamente.

Solo per dire che definisce al massimo uno spicchio di Bob Dylan 

E quello che è venuto dopo non è venuto sulla scia della scena village 

Piuttosto come reazione 

Loro erano lì fermi a lagnarsi e protestare 

Lui già volava oltre

Basta il titolo del disco 

"another side"

Perché già era passato oltre 

Faticavano a capirlo allora 

Faticano oggi 

Allora per ideologia

Oggi per inerzia, scarsa informazione, conformismo alla vulgata nazional popolare 

 

  • Melius 2
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Vedo che i grandi esperti di Dylan non parlano di Dylan, bensì di se stessi, di quanto sarebbero esperti, molto meno e superficialmente della musica di Bob, senza dare così la possibilità di sapere anche a chi secondo loro vivrebbe nell'ignoranza.
Si faccia pure del divo oggetto di tifoseria acritica, scrivendo di cose fantasiose, di gossip ed altre amene autoreferenzialità, mentre si accusano altri, non è dato sapere chi, solita operazione "sparare sul mucchio", di aver parlato di "tradimento" dell'ex menestrello dei suoi trascorsi country, o folk , etc.  Banalalità senza costrutto, tanto per distrarre dal proprio atteggiamernto negazionista su altre faccende reali e ben più cogenti. Nessuno mi pare, fino a prova contraria, abbia mai scritto una cosa del genere nel corso della discussione, men che meno il sottoscritto nel caso in cui, hai visto mai..., fosse a lui od anche a lui rivolto. Ho sempre asserito e se vogliamo riconosciuto che Dylan, dopo il perido country, con tutti gli annessi e connessi, dopo ANCHE il forte imprinting vissuto con colui che lo stesso Dylan riconosce come maestro - il profeta del nuovo folk americano con forti influernze in blues,  Woody Guthrie - sia partito verso nuove strade e nuovi orizzonti musicali che non entrano naturalmente in conflitto con gli esiti degli inizi, per i quali anche è conosciuto, apprezzato, molto amato.

Pero.., la disussione non va avanti, ferma alle solite cose dette e stradette, e che bisogna ripetere visto che si insiste con i negazionismi e con altre accuse indebite lanciate a vuoto.

 

 

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1 ora fa, giorgiovinyl ha scritto:
13 ore fa, UpTo11 ha scritto:

Sì, persiste ancora la figura del menestrello del folk paladino dei diritti civili. Colpa soprattutto dei media spesso ignoranti, quelli italiani poi non ne parliamo proprio, che una volta che ti appiccicano un'etichetta addosso non te le levano più. Credo abbia passato il resto della vita cercando di strapparsela di dosso.

Non che non ci sia (stato) anche quello nella sua poliedrica figura, ma è solo una parte, nemmeno preponderante.

Condivido tutto. Persiste ancora quest'idea del Dylan traditore del movimento folk invece puro.

Ma lo può sostenere solo chi non conosce e/o non ha capito Dylan.

 

Verosimile ma senza troppo generalizzare che parte del pubblico e dei media (ignoranti o meno.., non siamo neppure noi dopotutto degli scienziati) sia rimasta ad un'idea fossilizzata di Dylan, e che non riconosca quanto e cosa abbia realizzato in seguito, dopo gli inizi country o folk (sono solo etichette). Ma, per converso, credo altresi che, a mio modesto avviso, non dovrebbe essere ritenuta meno preponderante tout-court, sottovalutando, come taluni fanno,  la "prima parte" di Dylan la quale è ancora presente in una certa misdura, alle "seconde".

L'importanza - chiamiamola pure preponderanza è solo una parola - della prima fase sta nel fatto che già da/in essa Dylan ottenne grande notorietà e grande seguito di pubblico, di critica e stampa (prima così si chiamavano i media) segno di una maturazione artistica già avvenuta, fattuale, riconosciuta a livello mondiale, dove le prime esperienze  creative e fondamentali, non fallimentari o modeste, banali, insignificanti, restano per sempre nel bagaglio estetico, valoriale, psichico e poetico dell'artista. Ovviamente aggiornate.
Infatti, nonostante le trasformazioni, pur cambiando stile, forma musicale, indirizzi testuali e quant'altro, il  legame con l'aspetto "contestatario" e "morale","predicatorio" degli inizi, resta nella sostanza, fungendo da background, riconoscibile anche nelle successive edizioni dylaniane.

La preponderanza,  sta anche nel fatto che perfino le "semplici" cover dei primi dischi Columbia-CBS di Dylan siano diventati iconici, oggetto di "culto", presenti nella memoria, negli immaginari di più generazioni  di ascoltarori, di fan, ammiratori, estimatori, se non anche presenti nelle loro librerie ancora ascoltati e riascoltati (non io ma non faccio testo, cerco solo di rappresentare senza pregiudizi e tifoserie ciò che credo corrisponda al vero). 

Nessuno ha parlato di "tradimento" di Dylan "traditore" dei suoi inizi "folk". Fantasie.

 

  • Melius 1
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4 ore fa, Mighty Quinn ha scritto:

" Credevo veramente che avrei rivisto Elvis"

Strano che non ha detto credevo veramente che avrei rivisto i menestrelli folk di protesta, strano...

Per non parlare di:

"se vuoi cantare una canzone, quella è la montagna che devi scalare"

A chi si riferiva?

A Frank Sinatra 

Ecc...

 

 

Perché già era passato oltre 

Faticavano a capirlo allora 

Faticano oggi 

Allora per ideologia

Oggi per inerzia, scarsa informazione, conformismo alla vulgata nazional popolare 

 

 

Nel gossip sarebbe racchiusa la tua conoscenda di Dylan, il tuo modo di tracciarne il profilo personale e musicale? 

Ti poni come snob che critica le mediocrità degli altri, il conformismo ma da quale pulpito. Anche questo modo sprezzante di parlare dei menestrelli folk di protesta negandone il valore musicale e storico, sociale, di civiltà, è priva di acume e di veridicità, c'è lo stesso limite di chi pensa che Dylan abbia tradito con la svolta elettrica la sua tappa folk. 

Non solo di Sinatra, in quel caso dicendo bene secondo me... Dylan disse pure che la carriera di Jimy Hendrix fosse sbagliata, o inutile.., figuriamoci se sia possibile prendere questi siparietti da fanzine per definire una personalità così creativa e pure molto controversa come quella di Dylan. Ti poni come l'esegeta e conoscitore massimo di Dylan ma non vai ai fatti concreti,  non commenti mai un suo brano musicale, dal punto di vista della msica, della vocalità, delle interpretazioni, sempre fermo alle lettarature... Spesso quando parlo di un disco, di un musicista di una musica cerco di entrare nel merito estetico e formale, riuscendoci o meno, ma ci provo, non solo delle aneddotiche cose simili. A me pare che le tue uscite siano di natura ideologica. .

 

Da ignorante sarei felice di apprendere parte della tua scienza di cui ti vanti di avere.

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@dariob quello che sappiamo è che il disco di Bob Dylan preferito da Bob Dylan è shot of love 

Disco ovviamente considerato tra i minori, dai più 

Ma che contiene alcuni capolavori immortali 

E soprattutto non contiene un super capolavoro come Series of Dreams 

Una canzone immortale 

Che potrebbe essere il massimo del massimo per chiunque altro 

Per bob Dylan poteva tranquillamente rimanere fuori dal disco 

Se ne è favoleggiato per decenni, per fortuna ci ha pensato la bootleg series 

Destino simile per blind willie mctell su infidels 

  • Melius 1
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4 ore fa, spersanti276 ha scritto:

Tutto quello che volete, ma quando ascolto questo mi sembra di essere posseduto dai ricordi, dai sogni, dalle speranze dei miei anni di ragazzo che era solo all'inizio di quel tortuoso viottolo che è l'esistenza.

Un disco incredibile, magnifico, enorme. Mi pare impossibile che chi è di quella generazione non lo percepisca così.

 

 

Quell'inizio di Dylan che rappartiene al "primo" Dylan la cui importanza, il cui lascito, la cui grandezza (che io  riconsosco, nonostante non sia la mia tazza di the preferita della musica "pop", in generale) qualcuno vorrebbe far passare come meno preponderante o caratterizzante o significativo della lunga parabola creativa del nostro, rispetto alle successive produzioni, fino ad oggi
Non riesco a capire, nessuno fino ad ora ho motivato, spiegato perchè non sarebbe tale, nonostate abbia espressamente chiesto a chi ne sapesse più di me la cortesia di farlo motivando l'opinione al netto delle battute, mentre seguito a leggere espressioni di sufficienza quasi di sprezzo per una stagione musicale folk i  cui testi sono anche a forte contenuto sociale, di contestazione, di ribellione verso gli establishment di potere moralisti, autoritari, razzisti, fascisti. 

A parte questo tuo messaggio col quale hai saputo significare con parole semplici ma sentite e condivise la bellezza, il valore estetico, poetico e sociale di queste "pime" ballate che hanno fatto la storia del "genere", di Bob Dylan, degli altri "sodali", "iniziati" in larga misura dal riconosciuto mentore Woody Guthrie, le quali, come tu anche tu testimoni, sono sedimentate nell'immaginario musicale plurigenerazionale universale e vastissimo che ancora si identifica con nostalgia e graditudine con esse.

  • Melius 1
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