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Prezzi di listino vs scontati


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Inviato

A me pare un più un suk di serie b, questo mercato dell'altà fedeltà.

Inviato
12 ore fa, Jack Torrance ha scritto:

A proposito di distributori, leggete questo articolo di ieri...

https://www.afdigitale.it/ce-ancora-bisogno-dei-distributori

:classic_smile:

Eh si, si parla proprio di me. 😊

Ho deciso di raccontare la mia esperienza ad AF Digitale, che l' ha tramutata in un articolo. 

Molto spesso siamo critici verso i distributori, ma quando questi creano importante valore aggiunto come e' successo nel mio caso, beh allora credo ne valga davvero la pena.  

 

  • Melius 1
  • Thanks 1
Inviato

Dynaudio 10-15% in base ai modelli. 
Nagra 20-25% in base ai modelli. 
Almeno dalle ultime notizie. 

Inviato

Se il trumpone mette i dazi sulla hifi, che saranno poi reciproci, compreremo tutto italiano, qui abbiamo tutto, proprio tutto ciò che ci serve, dall’entry fino al high end più estremo..

in più una cultura per il bello e il suono che oltreoceano si sognano.

  • Melius 2
Inviato

In molti ambiti gli sconti dipendono dalle abitudini degli acquirenti. Ci sono nazioni dove le persone si aspettano un 5-10% e quindi se parti con un prezzo superiore non ti considerano proprio, altri in cui se non ottengono almeno il 40% di sconto non comprano.

 

Stessa cosa vale nelle stesse nazioni in ambiti diversi: pensiamo alla scontistica che chiediamo quando andiamo a comprare un elettrodomestico, un gioiello ed impiantistica hi-fi. Ora pensiamo agli stessi acquisti fatti online. Cambia ancora.

 

Chiaramente avere dello sconto é un ottimo metodo per: dare l’impressione di acquistare qualcosa di valore superiore, poter offrire di più sull’usato quindi legare il cliente, magari applicare ancora un piccolo sconto ulteriore per dargli la sensazione di “vicinanza”.

 

Il budget lo definisce sempre l’acquirente, se alcuni metodi permettono di comprare con più soddisfazione, a mio parere ben venga!

Inviato
Il 31/01/2025 at 11:44, salvatore66 ha scritto:

Sapete perché i listini del HiFi sono in genere gonfiati e poi vi fanno un bellissimo sconto? Perché nel momento che il cliente porta in permuta l'usato chiaramente non si fa sconto e ci rientra il prezzo della quotazione dell usato. E questo mi sembra una strategia che si attua solo nel nostro settore. O sbaglio? Contraddicetemi pure ne sarò felice

Mi è capitato di avere una valutazione del mio usato di 3.300€ e sconto sul nuovo del 30%. Poi avendo visto in giro scontistiche maggiori sull'oggetto nuovo che mi interessava, ho chiesto al primo rivenditore se poteva adeguare la scontistica a quella presente sul mercato se non gli avessi dato dentro l'usato. Ha rifiutato, penso sia indice di correttezza da parte sua. Ho invece avuto su un altro oggetto, uno sconto su un ex demo del 47% compresa spedizione, senza dare dentro alcun usato.

Inviato

Tutti a parlare male del sistema italiano, ma posso garantire che sui pezzi importanti, pure all‘’estero, con poche eccezioni, ci sono scontistiche significative. E ampio margine di trattativa sul nuovo, considerato che i distributori, hanno, purtroppo, dei margini sempre più alti e gonfi per invogliarli a impegnarsi di brutto… in un settore difficile, sempre più d’élite.

perche chi spende un Million e oltre per un sistema audio, di solito è un business man ben scafato, addestrato nell arte della trattativa, che ci gode a trattare pesantemente. È così pure in Germania, ma sopratutto negli usa e non parliamo dell‘ oriente… 

 

  • Melius 1
Inviato
4 minuti fa, alexis ha scritto:

non parliamo dell‘ oriente…

Dove l'arte di contrattare fa spesso parte della cultura e accettare il primo prezzo proposto viene quasi visto come un'offesa.

Inviato

 

Gli sconti significativi si applicano principalmente a prodotti di fascia alta o altissima, come è giusto che sia, poiché la marginalità del rivenditore si aggira mediamente intorno al 45-50% del prezzo di listino, e può essere anche maggiore su articoli come cavi e accessori. È evidente che, se si acquista un amplificatore da 50/100.000 euro, un margine di 5000/10.000 euro per il rivenditore non è certo da disprezzare, soprattutto se ottenuto come spesso accade semplicemente alzando il telefono o inviando una email per effettuare l’ordine al distributore.

È altrettanto vero che oggetti del genere non si vendono tutti i giorni per cui in parte “il colpaccio” ci potrebbe pure stare.
Spesso poi, grazie a questi sconti, i prezzi tengono a parificarsi o quasi a quelli del paese in cui i prodotti sono fabbricati e venduti nel mercato interno, rendendo la cosa a noi  più accettabile.

Del resto, da sempre i prodotti importati da certi paesi costano di più del listino interno, la filiera si allunga.
È altrettanto chiaro che per articoli dal valore economico 5/ 10 volte più basso lo sconto sia meno importante.

Se poi parliamo di certi prodotti asiatici a basso prezzo, 500/800/1000 euro come qualcuno ha scritto, va beh.. Che sconto volete che ci sia.. “Per il caffè?”

 

 

Inviato

Il distributore ha senso per marchi non europei e se fa magazzino, altrimenti a che serve? Fra l'altro se l'azienda distribuisce direttamente ai negozi ha e garantisce più margine al negoziante che sarà invogliato a vendere. Immagino.

 

Inviato

@newton non è così perché ci sono diverse altre ragioni per cui un produttore si affida a un distributore anche per il mercato nazionale: in ogni caso anche se lo facesse in proprio non sarebbe un'attività gratuita e ciò si rifletterebbe comunque sul prezzo.

A ciascuno il suo mestiere: il produttore produce, il distributore si occupa del marketing e della distribuzione alla rete di vendita (a volte facendo magazzino, ma non sempre) e il negoziante vende al cliente finale.

Inviato
1 ora fa, Tronio ha scritto:

A ciascuno il suo mestiere: il produttore produce, il distributore si occupa del marketing e della distribuzione alla rete di vendita (a volte facendo magazzino, ma non sempre) e il negoziante vende al cliente finale.

 

Sono d'accordo e sinceramente  non riesco a comprendere per  quale motivo nel settore dei Servizi ( in senso stretto ... bancari, finanziari,  assicurativi, immobiliari )  si tende sempre più   spesso ad acquistare  eliminando  radicalmente  dalla filera  il "negoziante"  che vende al cliente finale  (cioè dal produttore al consumatore senza intermediario aggiunto) 

Inviato

@Maurjmusic Il servizio è immateriale, non lo devi trasportare, assicurare, fare magazzino. dappertutto si tnde ad eliminare la forza lavoro, ai supermercati ci sono casse automatiche, idem in aitostrada ma non è un modello applicabile a tutto

  • Melius 1

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