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blues66

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Dorthia Cottrell arriva dalla Virginia, East Coast, non è molto conosciuta ma è la voce, molto apprezzata, della band doom Windhand.
Ora torna a proporsi nella veste più insolita, da solista, con “Death Folk Country”.

Un album che ti scalda dentro, nel cuore, andando a toccare quelle corde da troppo tempo nascoste e soffocate da un frastuono esistenziale divenuto ormai insopportabile. Un album intimista, che guarda ai nostri sentimenti più nascosti, mirando a riconciliarci con la vita, obiettivo raggiungibile solo attraverso le sofferenze quotidiane, ben rappresentate dalle parole e dalle sonorità di questo disco.

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Ciao ☮️ 

Stefano R.

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"To Pagham And Beyond", secondo LP (1970) degli Skin Alley, gradevole connubio di jazz, blues e prog.

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  • Melius 1
Inviato

Il suono degli australiani Last Quokka nel loro recente lavoro “Red Dirt” è quello di un post-punk rock più corposo rispetto alle prove precedenti, non solo messo meglio a fuoco, ma che rende perfettamente l’idea di come la band, che viene da Perth la “città più isolata del pianeta”, voglia rappresentare la coscienza critica di un paese meraviglioso ma anche pieno di contraddizioni.

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Ciao ☮️ 

Stefano R.

Inviato

L'ultimo lavoro del Trio, secondo me non ne sbagliano uno 😃

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  • Melius 2
Inviato

Mi piace moltissimo Ray Brown in trio, questo che mi è arrivato oggi ancora non lo conoscevo: live bellissimo.:classic_happy:

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  • Melius 1
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Me And That Man - 2017 - Songs of Love and Death

 

 

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Subsonica - 2019 - Microchip Temporale 

 

 

  • Melius 2
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Terry Allen and the Panhandle Mystery Band - 2020 - Just Like Moby Dick

 

 

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Timoria - 1997 - 2020 Speedball (25th Anniversary Edition)

 

 

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Wheel - 2021 - Resident Human

 

 

  • Melius 1
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Il “Suono in un tempo trasfigurato” che Francesca Bono e Vittoria Burattini ci fanno ascoltare nel disco d’esordio di questo loro progetto a due è onirico, spaziale, cinematografico. Un suono senza tempo e senza forma, libero da ogni canone e da ogni estetica.
Le due musiciste bolognesi sono già radicate nella musica sperimentale italiana con esperienze importanti: la prima come voce degli Ofeliadorme, mentre la seconda come affermata percussionista nei Massimo Volume.
L’album nel suo insieme è minimale, suonato solo con un vecchio sintetizzatore Roland Juno 60 risalente ai primi anni ‘80 e con un fitto tappeto di percussioni. Null’altro a distogliere l’attenzione dell’ascolto, ma dietro a questo minimalismo si cela una musica pienissima e coinvolgente.

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Ciao ☮️ 

Stefano R.

  • Melius 1

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