musicante Inviato 28 Gennaio 2024 Inviato 28 Gennaio 2024 1 minuto fa, Gaetanoalberto ha scritto: Non ci piove… mi servono gli omini verdi…dove li trovo ? Clicca col tasto destro del mouse sull'omino verde e salva l'immagine col nome, ciao. 1
Noccio1967 Inviato 28 Gennaio 2024 Inviato 28 Gennaio 2024 Opera della discografia “minore” di Zimmerman, ingiustamente poco considerata. Più o meno del periodo di Blood on tracks, ma poco simile. Lontano dalla cupezza mantiene un registro rock folk con uso di chitarre anche elettriche. Forever Young e One night like this le più famose, ma è tutto un gran disco 2
minollo63 Inviato 28 Gennaio 2024 Inviato 28 Gennaio 2024 2 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto: mi servono gli omini verdi Questi ??? Ciao ☮️ Stefano R. 2
azn131 Inviato 29 Gennaio 2024 Inviato 29 Gennaio 2024 @minollo63 per caso possiedi il CD originale del '93 di questo live album? Se sì, come suona?
minollo63 Inviato 29 Gennaio 2024 Inviato 29 Gennaio 2024 @azn131 mi spiace ma non ce l'ho quel disco e non posso esserti d'aiuto. Ciao ☮️ Stefano R. 1
azn131 Inviato 29 Gennaio 2024 Inviato 29 Gennaio 2024 @minollo63 è un peccato che abbiano semplicemente trasportato i brani di Songs Of Faith and Devotion in versione live su un altro CD e non l'intero concerto (rilasciato su VHS e poi ripubblicato in formato DVD nel 2004)... 1
dariob Inviato 29 Gennaio 2024 Inviato 29 Gennaio 2024 15 ore fa, gnagna1967 ha scritto: Opera della discografia “minore” di Zimmerman, ingiustamente poco considerata. Vero. Ma, come hai detto tu Planet Waves è meraviglioso. Per me invece su tutte "Wedding Song". Tutto il disco sembra scritto di getto, in un unico rapido 'parto' artistco. 1
Questo è un messaggio popolare. fastdoc Inviato 29 Gennaio 2024 Questo è un messaggio popolare. Inviato 29 Gennaio 2024 E' il sesto album in studio (2002) del gruppo svedese Kaipa; arriva dopo vent'anni dal precedente LP e vede il ritorno del chitarrista Roine Stolt (Flower Kings, Transatlantic). Consigliato agli amanti del prog anni 70 3
Questo è un messaggio popolare. minollo63 Inviato 29 Gennaio 2024 Questo è un messaggio popolare. Inviato 29 Gennaio 2024 Ci sono dischi dal vivo che nascono più per esigenze di contratto, perchè “bisogna farlo” per chiudere un rapporto ormai deteriorato con la casa discografica, ma anche live che vengono trasportati su audio perchè si deve “completare l’opera” e si deve dimostrare che si vale qualcosa anche fuori da uno studio di registrazione. Io, in questo specifico caso, la vedo così. “Under A Blood Red Sky” ha questa funzione fondamentale: mettere un punto fermo, una linea di demarcazione, dopo la trilogia iniziale di lavori in studio, nella carriera allora agli albori degli U2. La band ci aveva proposto tre dischi vivi, sentiti, fisici e nello stesso tempo spirituali, album che hanno segnato il passaggio dall’infanzia all’età adulta (in senso metaforico) per loro ma anche per noi che a quei tempi eravamo molto giovani e avevamo da poco passato l'adolescenza con tutti i suoi problemi mentre ci apprestavamo ad affrontare la vita da adulti. E’ il momento di guardarsi allo specchio e di vedere quale volto e quali cicatrici ha lasciato questo trittico meraviglioso, sia in loro come musicisti sulla via del successo, sia in noi come ascoltatori pronti a fare il grande salto nel mondo reale. Questo mini-album, solo 8 pezzi per 35 minuti di musica uscito nel lontano 1983, incarna perfettamente la visione appena descritta per quanto riguardava il sottoscritto, appena ventenne e appena uscito con un diploma dal liceo (scientifico... niente classico !!! ). E nel caso degli U2 che sono cresciuti anche quei 4 musicisti irlandesi che ora hanno fiato, forza e personalità per gridare a pieni polmoni la loro musica, il loro rock di fronte al pubblico che li acclama. In questo disco troviamo i punti più conosciuti di quei primi lavori, la potenza di “Gloria” e “Sunday Bloody Sunday”, la trascinante “I Will Follow”, la splendida “The Electric Co” esplosione post-punk/wave che canalizza rabbia e potenza, l'iconica “New Year’s Day”, prendendosi anche qualche rischio proponendo una perla come “Party Girl” e “11 O’Clock Tick Tock” uscite entrambe come singoli, per chiudere con la toccante e morbida “40” con il pubblico che intona la melodia finale e ogni volta si presentano i brividi sulla schiena, anche a 40 anni dall'uscita di questo piccolo capolavoro a livello di live e ormai a 60 compiuti per me ! Sotto un cielo rosso sangue... per sempre. Ciao ☮️ Stefano R. 4 1
Questo è un messaggio popolare. musicante Inviato 29 Gennaio 2024 Questo è un messaggio popolare. Inviato 29 Gennaio 2024 3
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