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blues66

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Roon-Jazz Album con Johan Lindvall Trio, dal Titolo "End"...END è il terzo album del Johan Lindvall Trio per Jazzland Recordings, che segue gli acclamati "No City, No Tree, No Lake" (2019) e "This Is Not About You" (2021). I titoli dei brani sono come spunti di riflessione, suggerimenti per un'azione. L'album conserva la profonda ricchezza e le qualità introspettive dei lavori precedenti, mentre si ritrovano anche atmosfere ampie e oniriche, e malinconiche, sebbene forse più cupe e contemplative. Non mancano momenti allegri, come in "Dance", che fonde un'atmosfera alla Vince Guaraldi con il minimalismo reichiano; al contrario, un brano come "Chance" prende l'estetica minimalista e crea una tempesta sonora frenetica che si gonfia e si affievolisce, quasi ipnoticamente. Le melodie sono onnipresenti, ma spesso si intrecciano e si nascondono tra progressioni di accordi incerte, mimetizzandosi in un momento per poi balzare fuori dall'oscurità in quello successivo. Ogni brano è caratterizzato da una brevità che varia da poco più di 30 secondi a poco meno di 5 minuti, a dimostrazione di come il trio riesca a comunicare in modo conciso, senza ricorrere a lunghe dimostrazioni tecniche. Ogni traccia possiede una dualità: da un lato, è perfettamente composta e curata nei minimi dettagli, dall'altro, è assolutamente spontanea, come se fosse nata nell'istante stesso della registrazione. L'interazione dinamica e la maestria musicale del trio sono interamente al servizio della musica, spaziando dalla sottigliezza e dalla suggestione fino a una declamazione misurata. "END" segna un'ulteriore crescita e maturità del trio, mettendo in mostra la loro crescente capacità di catturare l'ascoltatore e l'espansione del territorio musicale che conducono attraverso il pubblico. 

Cuffia Raal SR1a con Cavo in Argento, Sorgente Roon-Tidal Qobuz Master, Streamer Auralic Aries Femto+SBooster External Power,   DAC & Ampli Cuffie Schiit JOT-R. 

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Gian Balance

Herbert - Bodily Functions (!K7, 2001)

Capolavoro del talentuoso produttore Matthew Herbert, Bodily Functions è un disco di musica elettronica dove ogni suono è prodotto da uno strumento musicale o da un oggetto, mentre sono completamente banditi drum-machine e altri dispositivi con set sonori preconfezionati.

Matthew è un vero virtuoso del campionamento e processando i suoni da lui stesso campionati crea in questo disco una perfetta miscela tra house music e jazz. 

Sulle complesse basi sonore così prodotte poggia la voce di Dani Siciliano, ex moglie di Herbert, davvero raffinata e sensuale.

Uno dei miei dischi di musica elettronica preferiti di sempre, che consiglio a tutti di ascoltare almeno una volta.

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BOB MINTZER BIG BAND - INCREDIBLE JOURNEY

 

Mintzer uno dei pionieri negli anni '80 della rivoluzione del Jazz per Big band

Una formazione la sua che comprendeva tra i migliori jazzisti della Grande Mela (New York)

 

Primo esprimento questo al quale seguiranno altri numerosi album nel corso del tempo registrati da TOM JUNG con la sua etichetta la DMP DIGITAL uno dei primi ad inizio anni '80 ad introdurre la registrazione in completa forma digitale (DDD). Questo album è stato uno dei precursori di questa tendenza. Inoltre la Big Band ha registrato l'album con un metodo praticamente nuovo ovvero tutti i musicisti che suonano i fiati raccolti in cerchio intorno ad un innovativo sistema di microfoni posti al centro della zona di registrazione.....

Il risultato un sound e la sua spazialità sorprendenti. 

 

L'ultima traccia SLO FUNK è una vera chicca. Forse tra le più complesse per un batterista qui eseguita e performata da uno dei batteristi maggiormente conosciuti e un vero talento mondiale: PETER ERSKINE che ha segnato il periodo d'oro dei Weather Report

 

Per vedere la diffisoltà percussiva vi allego un video di un bravissimo batterista italiano che sulla base del brano suona in proprio la batteria. 

 

 

 

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Roon-Jazz Album con Michel Camilo, dal Titolo "Spain Forever"  (2016), Latin Grammy® Winner for Best Instrumental Album!... Michel Camilo e Tomatito si incontrano da oltre 30 anni, quasi in modo predestinato. Il loro primo incontro risale al 1984, negli spogliatoi del Palazzetto dello Sport di Madrid, durante il Festival Jazz della città. Michel era il pianista del Quintetto di Paquito D'Rivera, mentre Tomatito era ospite del percussionista portoricano Ray Barretto. Si incontrarono per caso, ma non iniziarono a frequentarsi. Si ritrovarono poi nel 1990, quando Michel stava producendo l'album di Ketama "Pa'gente con alma" (Philips, 1991). All'epoca lavoravano a progetti diversi, ma Tomatito ricorda di essere rimasto profondamente colpito dai suoni che provenivano dallo studio di registrazione adiacente. Ispirati dalle rispettive performance, dalla ricerca di spazi sonori e dalla comune delicatezza nel costruire armonie, hanno deciso di registrare "Spain" selezionando il repertorio migliore, che si è rivelato il perfetto indizio per la direzione artistica che avrebbero preso il loro progetto successivo: sonorità latine, jazz, flamenco e cinema sono stati i quattro pilastri di questo disco fondamentale.

Cuffia Raal SR1a con Cavo in Argento, Sorgente Roon-Tidal Qobuz Master, Streamer Auralic Aries Femto+SBooster External Power,   DAC & Ampli Cuffie Schiit JOT-R. 

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Spadaccino1

Rita Payès e Elisabeth Roma.

Como la Piel

Gran bell'album della trombonista jazz, nata nella Joan Chamorro Sant'Andreu Jazz Band, prestata alla bossa. Voce interessante e a volte cavernosa.

Ottimamente accompagnata dalla chitarra. 

L'ho conosciuta leggendo il forum.Screenshot_2026-09-06-19-29-38-16_05744ec5f290d57c8d661ef31c5cf064.thumb.jpg.b4b97feeebcb760dcbf9d3bc96b1f7b6.jpg

Easy and cool.

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Roon-Jazz Album dal Titolo 'MIKI' con Miki Yamanaka... Miki Yamanaka è una pianista di Kobe, in Giappone, residente a New York. Si è trasferita a New York nel 2012 e ha studiato pianoforte con Jason Lindner, Jeb Patton e Fred Hersch, e organo con Sam Yahel e Larry Goldings. Nel 2015 è stata una delle tre pianiste selezionate per partecipare a "Betty Carter's Jazz Ahead", un'intensa residenza di composizione presso il Kennedy Center.

La pianista Miki Yamanaka, nota per le sue residenze nei club gemelli newyorkesi Smalls e Mezzrow, esordisce con un ensemble stellare in "Miki", il suo debutto come leader su Cellar Live. Eseguendo i suoi intricati e raffinati brani originali, Yamanaka si dimostra sicura e creativa, interagendo con il vibrafonista Steve Nelson, il bassista Orlando Le Fleming e il batterista Bill Stewart.  

 

Cuffia Raal SR1a con Cavo in Argento, Sorgente Roon-Tidal Qobuz Master, Streamer Auralic Aries Femto+SBooster External Power,   DAC & Ampli Cuffie Schiit JOT-R. 


 

 

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Noccio1967

Secondo e purtroppo ultimo episodio per questo quartetto inglese. Rock Blues distorto e aspro come già nella prima uscita, progenitore dello Stoner e dello sludge, in fondo solo nomi commerciali per designare e soprattutto vendere. Assoli lancinanti e adrenalici, voce rabbiosa e roca probabilmente per una vita non proprio da salutista. Una grandissima band 😀😍

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Roon-Jazz Album dal Titolo "Human Dust Suite"...con Miki Yamanaka, Orlando le Fleming, Jochen Rueckert, Anthony Orji... Il focus di questo album è una suite in 5 parti, ispirata alla fotografia di Agnes Denes. Quando ho visto la sua foto di cremazione umana, ho pensato che tutti avrebbero avuto lo stesso aspetto dopo la nostra morte. Inoltre, ci sono altre 5 composizioni originali e il mio arrangiamento di "Berkshire Blues", di Randy Weston. L'album presenta la mia band di lavoro (Jochen Rueckert, batteria; Orlando le Fleming, basso; Anthony Orji, sassofono contralto).

Si potrebbe dire che il fulcro di questo album della musicista e compositrice newyorkese  Miki Yamanaka sia basato su un soggetto piuttosto strano e inquietante, ma d'altronde, probabilmente anche voi avete avuto la vostra esperienza di vagare per un museo d'arte, rimanendo completamente sbalorditi da una particolare opera. Qui Yamanaka trasforma una fotografia sconvolgente in musica meravigliosa.
Human Dust Suite  prende il nome e l'ispirazione dalla   straordinaria fotografia " Human Dust " dell'artista concettuale ungherese-americana Agnes Denes . Realizzata nel 1969, la fotografia di Denes è, a prima vista, sconvolgente: un cumulo di resti umani dopo la cremazione. Quando Yamanaka vide per la prima volta l'opera esposta all'Art  Institute di Chicago , si rese conto di qualcosa di ovvio, eppure profondamente significativo: "alla fine, finiamo tutti allo stesso modo". Questo la ispirò a comporre una suite di cinque movimenti, ognuno dei quali rappresenta una diversa parte del corpo. Ogni titolo simboleggia qualcosa di più grande che conduce alla felicità, come il Movimento III, "Pancia", ispirato all'amore per il cibo e il nutrimento, e il IV, "I piedi si rovinano per primi", perché, come dice Yamanaka nelle sue note di copertina, "quanto è meraviglioso poter camminare e correre". Questa meditazione introspettiva sull'umanità parla della forza e dell'unità degli esseri umani, in risposta alla scena di fragilità umana che l'opera di Denes sembra evocare.

Cuffia Raal SR1a con Cavo in Argento, Sorgente Roon-Tidal Qobuz Master, Streamer Auralic Aries Femto+SBooster External Power,   DAC & Ampli Cuffie Schiit JOT-R. 

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best_music
Adesso, best56 ha scritto:

"Human Dust Suite"...(omissis) Il focus di questo album è una suite in 5 parti, ispirata alla fotografia di Agnes Denes.

Ringraziando per la segnalazione vorrei tranquillizzare i potenziali ascoltatori sulla scarsa traccia lasciata dal "memento mori" fotografico che l' ha ispirata, come del resto evidenziato già nella nota introduttiva.

 

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