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Multiculturalismo: me lo spiegate?


dariob
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Di primo acchito direi che e' impossibile: dovrebbero integrarsi pur mantenendo la loro cultura (es. matrimoni combinati, donne sottomesse ecc.)

Oppure dovrebbero abbandonare la loro cultura per sottomettersi alla nostra, abbandonando il loro modo di pensare.

Nel primo caso la nostra cultura sarebbe pesantemente attaccata, col rischio di cedimenti e giustificazioni  in nome della parita'

di dignita' di tutte le culture.

Nel secondo la loro sarebbe soffocata ed eliminata dalla nostra.

-

Il multiculturalismo a parole e' una bellissima cosa (arricchimento, incontri, ponti stesi verso l'"altro" ecc.), ma in realta'

si e' sempre, nella storia, risolto in uno scontro, con vincitori e vinti.

-

Detto questo, che e' solo la mia opinione, limitata e parziale, mi piacerebbe che qualcuno me lo spiegasse in maniera

diversa.

Pls.senza decapitarmi sul posto:classic_biggrin:

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Il multiculturalismo è una necessaria fase di assestamento verso un sistema di pacifica convivenza sotto l'egida della nostra cultura.

No?

Provoco, ma solo un pochino... Vi lascio la palla.

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Partiamo già da dei vantaggi notevoli: il cous-cous è già ampiamente presente in varie forme nella nostra cucina nazionale da secoli.

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7 minuti fa, Velvet ha scritto:

Partiamo già da dei vantaggi notevoli: il cous-cous è già ampiamente presente in varie forme nella nostra cucina nazionale da secoli.

Nun t'allargá il cous cous lo trovi prevalentemente in Sicilia, in particolare nella zona di Mazzara del vallo (TP)

La Sicilia a lungo è stata proprietà araba e quindi multiculturale, ma al contrario...

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Oste onesto

Il nome di mio nonno è scritto su una targa ad Ellis Island, è stato rinchiuso li non so per quanti giorni, ma erano le regole di un paese che lo stava accogliendo nel bisogno, e non si è mai sognato di contestarle o di imporne di sue proprie.

Dall'altro lato c'era la "mano nera" che, pur arrivando nello stesso modo, ha cercato di imporre un suo modo di vivere anche in America, specialmente tra i più deboli (tra cui anche mio nonno che dopo anni di lavoro e probabili taglieggiamenti se n'è tornato in Italia su una sedia a rotelle (anzi senza rotelle visto che allora non se ne trovavano).

Questo mi insegna che non è sempre corretto farne una questione di popoli o di etnie, quanto di singoli, onesti e delinquenti, buoni e malvagi, saggi e pazzi.

Nelle minoranze i difetti emergono più dei pregi.

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Membro_0014

Non è “sottomettersi” ma accettare le regole e gli usi e costumi del paese che gentilmente ti ospita e ti da un lavoro, famiglia, servizi ed opportunità; questo in teoria, in pratica ognuno fa che c@@@o glie pare….almeno qui da noi….

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extermination

Nella multinazionale in cui lavoro una integrazione multietnica  organica  su valori condivisi funziona alla grande ..dunque non vedo perché non dovrebbe funzionare anche fuori. tra persone civili s'intende!

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8 minuti fa, kauko ha scritto:

Nun t'allargá il cous cous lo trovi prevalentemente in Sicilia,

La fregola sarda non è cosa poi così diversa, nome a parte.

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Membro_0014

Ci sono diritti e doveri, piaceri e regole da rispettare; da noi ad esempio le spose bambine ed i matrimoni combinati sono contrari alle nostre leggi e soprattutto al vivere civile, così come la pratica dell’utero in affitto ed altre simili amenità…

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briandinazareth

è un percorso non facile, non tanto per i giovani che, se non troppo rifiutati e ghettizzati (non dovremmo fare questo errore che invece mi sembra molto reale...), non ci pensano neppure a riproporre certi schemi tribali o simili. 

anzi, i giovani sono il chiavistello anche nei confronti dei genitori. 

c'è un punto secondo me fondamentale e nella mia esperienza, lavorando col multiculturalismo da anni e con gente di tutti i tipi e provenienze e avendo vissuto in tanti  luoghi diversi, penso ineludibile: 

non essere chiusi e provinciali... messa così pare una fesseria ma è la chiave di tutto, in una realtà come la nostra dove questi atteggiamenti riusciamo averli tra nord e sud, tra noi e "loro" (chiunque siano) e addirittura tra paesino e paesino. 

l'idea sciocca di essere "il meglio" spesso ci impedisce di imparare dalle altre culture, e invece abbiamo tutti tantissimo da imparare, anche da quelle che molti di noi considerano "inferiori", che sotto diversi aspetti invece possono essere  "superiori".

a scanso di equivoci, non significa accettare qualunque cosa e neppure avere l'atteggiamento di scusare certi comportamenti con fare paternalista, ma essere capaci di uscire dalla nostra zona di confort e fare la fatica di rifuggire dal luogo comune e dalla semplificazione da slogan. 

per esempio, il rispetto delle leggi è ineludibile e non trovo accettabili giustificazioni culturali o simili (neppure per gli italiani, vedi gli evasori, ma non voglio scantonare 🙂 ), allo stesso tempo trovo orribile e idiota che si guardi qualcuno in cagnesco perché veste diversamente, crede ad un dio diverso, mangia diverso o vede diversamente la vita.
 

insomma, non me ne vogliano quelli che citano solo l'800 😉 
 

Non avrai altro Dio all'infuori di me
Spesso mi ha fatto pensare
Genti diverse venute dall'est
Dicevan che in fondo era uguale

Credevano a un altro diverso da te
E non mi hanno fatto del male

anche perché, che ci piaccia o no, il mondo è questo ed è sempre più mescolato ed interconnesso, siamo obbligati a  trovare il modo migliore di convivere e di tollerarsi.

 si, di tollerarsi, anche se nell'epoca della suscettibilità e del tribalismo sembra una bestemmia. 

PS  adesso spariglio, è vero che la cucina italiana è buonissima, ma tante altre non sono inferiori e meno varie e se vi capita di essere invitati a cena in qualche casa indiana, non troverete un atteggiamento diverso da quello classico pugliese, tranne che per le spezie 😉 
 

27 minuti fa, Velvet ha scritto:

La fregola sarda non è cosa poi così diversa, nome a parte.

 

è vero e in sardegna si trova anche il cous cous propriamente detto... visto che nell'isola ci sono passati proprio tutti 😉

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briandinazareth
10 minuti fa, ivantaggi78 ha scritto:

da noi ad esempio le spose bambine ed i matrimoni combinati sono contrari alle nostre leggi e soprattutto al vivere civile

 

le spose bambine sono contrari alle leggi di quasi tutto il pianeta... fenomeno fortunatamente sempre più marginale e avversato da tutti. 

un'altra cosa che non ho scritto prima è anche questa: dovremmo evitare di giudicare interi popoli, culture e nazioni da fenomeni rari ed estremi. 
quando lo fanno con noi ne siamo giustamente offesi e quando accade sappiamo di avere di fronte qualcuno che ignora completamente quello di cui parla.

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30 minuti fa, mozarteum ha scritto:

quando una malmostosa italiana che si pensa sharon stone avra’ il sorriso di una indonesiana

Il che potrebbe accadere al cospetto dello hammerklavier del camerunense... e il cerchio si chiude. 

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Il cous-cous stavo per nominarlo io...per dire: che bello, l'incontro fra culture diverse porta all'arricchimento di 

ciascuno, non dobbiamo costruire muri, ma ponti, ecc.ecc. ecc.

-

Ma il sottinteso a questo e' la parita' di dignita' di tutte le culture!

Anche quelle il cui fondamento e' l'oppressione di meta' della popolazione (femminile) da parte dell'altra meta' (maschile).

Pertanto sarebbero da rispettarne gli usi e costumi (infibulazione, matrimoni obbligati ecc.) e le leggi (sharia)

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briandinazareth
4 minuti fa, dariob ha scritto:

Anche quelle il cui fondamento e' l'oppressione di meta' della popolazione (femminile) da parte dell'altra meta' (maschile).

Pertanto sarebbero da rispettarne gli usi e costumi (infibulazione, matrimoni obbligati ecc.) e le leggi (sharia)

 

ma proprio no, innanzitutto perché sono fenomeni marginali e non di tutta la cultura, secondo perché i valori della democrazia liberale sono universali perché gli unici che consentono la libertà e l'autodeterminazione delle persone.

ripeto questo concetto in grassetto perché fondamentale in un'epoca dove la democrazia è sotto attacco:

i valori della democrazia liberale sono universali perché gli unici che consentono la libertà e l'autodeterminazione delle persone. 


non ci rendiamo conto dell'enorme bagaglio positivo di non avere uno stato etico, autoritario, non avere una religione, una sessualità, un percorso di vita ecc, predeterminato da altri, tradizioni o consuetudini.

quindi trovo totalmente inaccettabile qualunque tentativo di addomesticare le persone e la società in nome di un dio, una tradizione, una consuetudine ecc. vale per noi e vale per gli altri.



 

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Credo che il punto nodale sia il distinguere tra le tradizioni che sono accoglibili, per es il modo di vestire, le religioni etc, tutte cose che vanno accolte e gli aspetti irricevibili come il frequente mancato rispetto delle donne.

Ma è nella forza delle cose che le generazioni native in Italia supereranno brillantemente questo ostacolo, il difficile  ovviamente è gestire i primi arrivati.

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Schelefetris

@dariob gli arabi e Federico II

Nel rispetto delle regole del luogo sei libero di coltivare le tue ideologie.

Ovviamente ci sono sempre "ideologie dominanti", quelle del luogo che ospita.

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extermination
7 minuti fa, dariob ha scritto:

sottinteso a questo e' la parita' di dignita' di tutte le culture!

Treccani: dignità s. f. [dal lat. dignĭtas -atis, der. di dignus «degno»; nel sign. 3, il termine ricalca il gr. ἀξίωμα, che aveva entrambi i sign., di «dignità» e di «assioma»]. – 1. a. Condizione di nobiltà morale in cui l’uomo è posto dal suo grado, dalle sue intrinseche qualità, dalla sua stessa natura di uomo, e insieme il rispetto che per tale condizione gli è dovuto e ch’egli deve a sé stesso: 

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Guest
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