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L’oro italiano a Fort Knox, ce lo riprendiamo?


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Possiamo tranquillamente lasciare il nostro oro negli Stati Uniti, anche perché i costi di spedizione sarebbero ingenti. Piuttosto, volendo creare un'importante riserva aurea sul suolo nazionale, i nostri patrioti potrebbero iniziare a donare i propri ori allo stato.

3 minuti fa, Guru ha scritto:

donare i propri ori allo stato.

Anche i rolex cassa oro ? Ci sarebbero anche ricadute occupazionali interessanti, lo shtato potrebbe assumere incaricati con la qualifica di polsatore allo scopo di mantenerli carichi e marcianti.  (Ci sarebbe una piccola technicality da risolvere, ovvero garantire che questi polsatori facciano qul minimo di movimenti necesari alla mansione, ma ci si può lavorare ad esempio con apposite indennità di funzione....) 

cactus_atomo

attenzione che non vorrei che a trum venisse in mente di farci agare le spese di deposito e custodia del nostro oro nei loro forzieri, 5% l'anno (tanto ormai il 5% è una costante universale come quella di planck e il monte dei pegni ti chede ben di più per cstodire le pelliccie) e in 20 anni il contenzioso è risolto

2 minuti fa, cactus_atomo ha scritto:

attenzione che non vorrei che a trum venisse in mente di farci agare le spese di deposito e custodia del nostro oro nei loro forzieri, 5% l'anno

Cosa non del tutto remota, se qualcuno glielo farà presente. Comunque, sicuramente qualcosa lo stato Italiano pregherà. 

Ed ecco che l’AI ci smentisce:

 

L'Italia non paga direttamente gli Stati Uniti per detenere le riserve auree italiane negli USA. La custodia dell'oro italiano presso la Federal Reserve di New York e Fort Knox è regolata da accordi bilaterali tra Banca d'Italia e la Federal Reserve, e non comporta pagamenti diretti per la custodia stessa. L'Italia, come molti altri paesi, ha scelto di detenere una parte delle sue riserve auree all'estero, inclusi gli Stati Uniti, per ragioni di diversificazione e sicurezza. 

In dettaglio: 

Custodia e sicurezza:

La decisione di detenere parte dell'oro all'estero è una pratica comune tra le banche centrali per ragioni di sicurezza e diversificazione geografica delle riserve. 

Accordi bilaterali:

La Banca d'Italia e la Federal Reserve hanno accordi specifici che regolano la custodia dell'oro italiano. Questi accordi non prevedono pagamenti diretti per la custodia. 

Nessun costo diretto:

L'Italia non paga una tariffa specifica agli Stati Uniti per la custodia dell'oro, anche se ci possono essere costi associati alla gestione e alla logistica delle riserve auree, che sono inclusi nel bilancio della Banca d'Italia. 

Valore delle riserve:

L'oro italiano custodito negli Stati Uniti ha un valore elevato, che nel 2024 era di circa 85 miliardi di euro, corrispondente a 1.100 tonnellate.

 

Un’assicurazione? 




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