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Un impianto di riproduzione audio "ben attrezzato" può riprodurre verosimilmente un evento confinato ad un pianoforte?


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jackreacher
1 ora fa, ilmisuratore ha scritto:

sul segnale diretto microfono e orecchio fanno patta

Quello a cui ti riferisci riguarda il segnale riflesso e la relativa percezione dell'uomo rispetto ciò che cattura un microfono

Il microfono acquisisce le grandezze reali di segnale diretto e segnale riflesso

Il sistema di percezione umano a fronte di queste grandezze applica un "filtraggio" (piuttosto noto)

Sta nella bravura dell'operatore che registra saper dosare gli ingredienti affinchè registrazione ed evento si assomiglino il piu possibile

Perfetto!!

Ma tanto è inutile che ci diamo da fare e che ripetiamo che si può registrare qualunque cosa alla perfezione (con giusti microfoni e competenze), e che può essere riprodotta ottimamente a casa, tanto molti ripeteranno sempre le stesse cose.... :classic_biggrin:

jackreacher
1 ora fa, grisulea ha scritto:
1 ora fa, SimoTocca ha scritto:

Tornando a noi, ribadisco che secondo me il pianoforte è uno degli strumenti più difficili da riprodurre,

Se ti aspetti il suono vero forse ma trattasi di strumento a percussione e come tale tra i più facili da riprodurre. Mai sentito un piano solo suonare male su nessun impianto. Mai.

Vedo che siete molto in linea :classic_biggrin::classic_laugh:

 

.

Comunque sostanzialmente concordo con @grisulea :classic_wink:

5 minuti fa, jackreacher ha scritto:

Vedo che siete molto in linea

Questa è una cosa più che normale specialmente quando si tratta di un'analisi della propria percezione sonora riguardante un segnale sonoro complesso.

Il giudizio viene fatto esclusivamente sulla base dell'esperienze e conoscenze personali e queste sono decisamente molto diverse da persona a persona. Chi conosce o analizza una cosa più profondamente si costruisce più esigenze. Non importa se queste sono basate da fattori più oggettivi, le esigenze sono più particolari e questo fatto può condurre, in molti casi lo fa, ad una critica più intensa. Chi conosce un'altro strumento molto meglio del pianoforte dirà con grande probabilità che questo è più difficile da riprodurre rispetto al pianoforte. 

  • Thanks 1

Ehi… ma qui si continua a sottostimare l’apporto di elettroniche e diffusori, soprattutto, la parte più imprecisa del sistema audio.

ma parlare di qualità al posto di quantità qui è diventato del tutto impossibile con i soliti due tre paracarri-tutta-misura che presidiano militarmente la discussione, gli unici depositari della verità rivelata in terra, per cui, visto che piace citare Kant e Heidegger che con l’audio c’entrano un bel fico secco, non ci rimante che citare Wittgenstein con la famosa chiosa del tractatus logico filosofico, che termina più o meno così:

worüber man nicht reden kann, soll man schweigen

ovvero si taccia di cose di cui non si può parlare a senso compiuto.

un sorriso..😀 

  • Thanks 1
jackreacher
24 minuti fa, alexis ha scritto:

worüber man nicht reden kann, soll man schweigen

ovvero si taccia di cose di cui non di può parlare a senso compiuto.

un sorriso..😀 

Comincia tu :classic_biggrin: :classic_laugh:

Con un super sorriso :classic_tongue:

ilmisuratore
1 ora fa, alexis ha scritto:

Ehi… ma qui si continua a sottostimare l’apporto di elettroniche e diffusori, soprattutto, la parte più imprecisa del sistema audio.

ma parlare di qualità al posto di quantità

La parte più "imprecisa" del sistema non riguarda il mezzo di riproduzione, che ha la sua importanza (deve avere sia qualità che quantità) ma potenzialmente inquinato da ciò che ingenuamente non consideri 

Qualità e quantità del mezzo di riproduzione sono misurabili...quindi vanno scelti secondo questo criterio, di contro la parte più imprecisa andrebbe curata in modo specifico in modo che la qualità e la quantità del mezzo di riproduzione possano trovare "campo libero" piuttosto che un campo minato 

3 ore fa, grisulea ha scritto:

Si ma lo farà sia ascoltando dal vivo che riprodotto, fondamentale quindi che la registrazione catturi il segnale nel modo più consono a non alterarne la linearità, l'individuo in questo modo tenderà a sentire la stessa cosa.

E' la stessa obiezione, apparentemente logica, che in una vecchia discussione hai utilizzato per spiegarmi che se in un x modo sentiamo l'originale, nello stesso modo dobbiamo aspirare ad ascoltare la riproduzione, da cui la necessità, in riproduzione,  di curve piatte in modo da permettere elaborazioni fortemente alterate, ma comunque fedeli alla modalità per originale.

Da cui,  alcune conseguenti considerazioni:

 

Errore storico in base alla presunta naturalezza e pertanto correttezza della sensazione originaria, il ricorso al loudness, applicato immediatamente dopo la scoperta della non linearità del sistema percettivo e la conseguente rappresentazione grafica delle curve isofoniche

Errata, quindi,  l'interpretazione della non linearità percettiva come un deficit fisiologico, in quel modo sentiamo ed in quel modo si dovrà sentire per poter definire fedele una riproduzione.

Errata, per logica conseguenza l'applicazione di interventi compensativi di qualsiasi genere, in quanto tenderebbero oggettivamente a snaturare la presunta correttezza del modo di sentire originario.

 

 

 

 

  • Thanks 1
ilmisuratore
22 minuti fa, leonida ha scritto:

E' la stessa obiezione, apparentemente logica, che in una vecchia discussione hai utilizzato per spiegarmi che se in un x modo sentiamo l'originale, nello stesso modo dobbiamo aspirare ad ascoltare la riproduzione, da cui la necessità, in riproduzione,  di curve piatte in modo da permettere elaborazioni fortemente alterate, ma comunque fedeli alla modalità per originale.

Da cui,  alcune conseguenti considerazioni:

Errore storico in base alla presunta naturalezza e pertanto correttezza della sensazione originaria, il ricorso al loudness, applicato immediatamente dopo la scoperta della non linearità del sistema percettivo e la conseguente rappresentazione grafica delle curve isofoniche

Errata, quindi,  l'interpretazione della non linearità percettiva come un deficit fisiologico, in quel modo sentiamo ed in quel modo si dovrà sentire per poter definire fedele una riproduzione.

Errata, per logica conseguenza l'applicazione di interventi compensativi di qualsiasi genere, in quanto tenderebbero oggettivamente a snaturare la presunta correttezza del modo di sentire originario.

Stai mischiando la parte fisiologica (curve isofoniche) con la qualità della registrazione/riproduzione

E' auspicabile (visto che la parte fisiologica rimarrà tale) che un evento registrato lo si ascolti circa allo stesso volume del riprodotto

Molte volte lo si avverte anche nella registrazione stessa, ovvero è la registrazione che richiede un determinato volume di ascolto affinchè ci sia una parvenza di realismo

26 minuti fa, leonida ha scritto:

rrata, quindi,  l'interpretazione della non linearità percettiva come un deficit fisiologico, in quel modo sentiamo ed in quel modo si dovrà sentire per poter definire fedele una riproduzione.

Ma davvero non sai cosa vuol dire che un diffusore sia a risposta lineare?

Davvero credi che riprodurra appocundria lineare?

4 ore fa, grisulea ha scritto:

Se ti aspetti il suono vero forse ma trattasi di strumento a percussione e come tale tra i più facili da riprodurre. Mai sentito un piano solo suonare male su nessun impianto. Mai

Da più parti il piano  sembra essere considerato lo strumenti più difficile da riprodurre, da te invece uno tra i più facili, dichiarazione suffragata dalla tua esperienza, ovvero il non aver sentito mai,e sottolineando addirittura  il mai,  un piano solo suonare male su nessun impianto.

Decisamente agli antipodi la mia convinzione, più di quanto tu possa razionalmente pensare, considero addirittura non corretto e perfino mal suonante il suono originale di qualsiasi piano in qualsiasi condizione, logica conseguenza della non accettazione della tua teoria,tradotta in:

"Cosi (male) sentiamo, cosi (male) dobbiamo riprodurre.

Stranamente dopo la scoperta di Fletcher e Munson negli anni 30, la non linearità acustica  del sistema percettivo umano, ancor oggi universalmente attribuita a ad una sua fisiologica caratteristica, a differenza di chi si occupava e si occupa tutt'ora di riproduzione, in nessun caso e neanche lontanamente  è stata presa e/o tenuta in considerazione per quanto riguarda l'ascolto musicale e vocale in teatri, auditorium come anche in qualsiasi altro ambiente d'ascolto.

14 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Stai mischiando la parte fisiologica (curve isofoniche) con la qualità della registrazione/riproduzione

Io mischio sempre,  che vuoi farci ho sempre necessità che qualcuno mi spieghi e mi corregga

  • Haha 1
ilmisuratore
6 minuti fa, leonida ha scritto:

Io mischio sempre,  che vuoi farci ho sempre necessità che qualcuno mi spieghi e mi corregga

...è piuttosto semplice Giuseppe: se ascolti dal vivo la nota piu bassa del pianoforte (27,5 hz) affinchè possa essere percepita sufficientemente, necessità di un determinato livello di pressione

Lo stesso accade nel momento in cui tale frequenza verrà riprodotta dall'impianto

La condizione fisiologica è la medesima, non cambia, in quanto siamo scarsamente sensibili e selettivi alle frequenze ultrabasse

Per questo ti dicevo che sarebbe auspicabile riprodurre lo stesso livello di pressione prodotto da un vero pianoforte

Questo è il motivo per il quale tutta una serie di diffusori(ni) non si presta a riprodurre specifici strumenti che richiedono particolare fisicità nel segnale acustico

1 ora fa, ilmisuratore ha scritto:

La condizione fisiologica è la medesima, non cambia, in quanto siamo scarsamente sensibili e selettivi alle frequenze ultrabasse

Per questo ti dicevo che sarebbe auspicabile riprodurre lo stesso livello di pressione prodotto da un vero pianoforte

Noto che non sono stato chiaro a sufficienza.

Quello che hai spiegato è quello che si sa.

e che tutti probabilmente sanno.

La questione è la seguente:

1)La non linearità in generale, a maggior ragione se  di elevata o elevatissima entità, viene abitualmente considerata inequivocabile sinonimo di non correttezza e quindi di cattivo ascolto.

.

2) Il sistema percettivo umano elabora le informazioni acustiche con un'abissale deviazione dalla linearità, ossia fra 50 e 2 khz, nell'ordine di 30 db di dislivello a medio volume d'ascolto.

Teoricamente, dopo la scoperta di Fletcher e Munson, l'ascolto dovrebbe essere considerato pessimo in ogni caso e condizione, riprodotto e non.

Chi si occupava di riproduzione, affrontò il problema con una compensazione introdotta sulle apparecchiature (bass contour, loudness, controllo fisiologico etc...), presumendo la caratteristica peculiare dell'orecchio umano dovesse eser considerata  un handicap da dover compensare.

Chi invece si occupava e si occupa a tutt'ora di musica , parlato e quant'altro  non amplificato, ha ignorato totalmente il problema conseguente alla scoperta ed alla conseguente formulazione delle curve isofoniche.

.

3) Ne consegue che qualsiasi informazione acustica, in quanto elaborata con curva estremamente deviante dalla linearità, andrebbe considerata di pessima qualità.

Grisulea ha semplicisticamente  osservato, e tu lo stesso con l'esempio del pianoforte sulle basse, che se si ascolta cosi dal vivo necessiti un sistema di riproduzione che replichi esattamente la sensazione originale, identificando il problema semplicemente nell'evitare una ulteriore attenuazione.

.

5) Tu e Grisulea quindi, non vi ponete il problema dell'enorme deviazione attraverso la quale elaborate l'informaziine originale, ma ritenete di fondamentale importanza la risposta in riproduzione in modo da poter elaborare l'informazione originaria con la stessa, identica enorme deviazione originaria, in virtù di una teorica fedeltà alla versione originale.

.

6) Secondo voi, non importa che fisiologiamente si ascolti con curva del tutto alterata, ossia con oscillazioni nell'ordine di decine di db, quella è per voi la versione originaria e non può e qiindi non viene messa  in discussione, considerate invece maniacalmente fondamentale ogni alterazione che possa compromettere e quindi impedire l'esatta riproduzione di elaborazione acustica che, osservata,  non esitereste a definire del tutto inaccettabile in base ai vostri canoni strumentali

 

 

 

.

 

 

 

 

  • Melius 1

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