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Ma i dac sono davvero tutti uguali? (una piccola provocazione)


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37 minuti fa, extermination ha scritto:
50 minuti fa, leonida ha scritto:

univocamente  come tale

Già il "Condiviso univocamente" mi suona male ma in ogni caso come fai a condividere due o più " possibili"  sensazioni diverse ( diverse tra me e te o tra me e altri tester...per intenderci)

L'enorme  variabilità  delle interpretazioni  dei sistemi di riproduzione  porta giustamente  a ritenere impossibile che un x numero  di ascoltatori possa non interpretare soggettivamente  ciascun risultato  e quindi che ne possa esistere uno, universalmente condivisibile, e di fatto oggettivamente condiviso.

Abitualmente viene costantemente rivendicata la propria  individualità,  e   riguardo la variabilità dei risultati, rivendicato il gusto soggettivo e  la conseguente  necessaita'   di una particolare  caratterizzazione del proprio sistema.

 

Davanti a .strumenti reali però,   in teatro o in auditorium, il concetto di individualità sembra xcsnire, non esiste  più il concetto del mio o del  tuo suono, e quell'unico risultato sonoro , a meno di situazioni  particolarmente negative,  verrà  uniformemente condiviso ed abitualmente memorizzato  come riferimento.

Ciò che quindi determina  la variabilita dei risultati nel trasferire una precisa informazione è  la illimitata  presenza di micro e macro errori del sistema, non necessariamente  tecnici,ma pesantemente influenti  sulla potenzialità  percettiva del soggetto.

il mio ed il tuo suono altro non sono,  per quanto mi risulti, la mia o la tua forma di distorsione che dovrò  necessariamente  scegliere su basi puramente  soggettive, non potendo o non sapendo come ottenere quell'unico, idealizzato 

Non essendo questa precisa modalità,  presente in memoria dell'ascoltatore per mancata esperienza, (e fortunatamamente aggiungo),  l'ignoranza della stessa, fin quando non sarà colmata dall'esperienza di um nuovo e più alto livello qualitativo, permetterà il perfetto godimento di quanto si sia riusciti ad ottenere. 

Prova invece  ad immaginare una riproduzione tendente agli stessi requisiti del vivo non amplificato, ed anche maggiormente accentuati, qualcosa che richiami alla memoria dell'ascoltatore il meglio della sua esperienza  pregressa e che vada anche oltre aggiornandolo a nuovi standard qualitativi attraverso la produzione di sensazioni positive  a lui sconosciute in quanto mai sperimentate.

Ammesso succeda, per quale motivazione un simile risultato potrebbe non risultare musicalmente condivisibile?

Sottolineo l'avverbio "musicslmente" perché il risultato, per quanto valido o anche straordinario possa risultare, potrebbe comunque non essere ritenuto valido e condivisibile  , ma per tutt'altre  motivazioni estranee alla qualità dell'ascolto.

 

 

 

 

 

extermination
1 ora fa, leonida ha scritto:

L'enorme  variabilità  delle interpretazioni  dei sistemi di riproduzione  porta giustamente  a ritenere impossibile che un x numero  di ascoltatori possa non interpretare soggettivamente  ciascun risultato  e quindi che ne possa esistere uno, universalmente condivisibile, e di fatto oggettivamente condiviso

 

Percorsi ed esperienze simili, di  norma, portano ad esiti simili.

Percorsi ed esperienze diverse, di norma, portano ad esiti diversi!

Questo non perchè lo dico io ma perché è su tali basi che si formano- si evolvono- si modificano  le risposte percettive.

Tra l'altro non mi risulta che qualcuno abbia" omologato" un sistema di riproduzione 

con prestazioni sonore di livello assoluto ed universalmente riconosciute. 

 

extermination
1 ora fa, leonida ha scritto:

Prova invece  ad immaginare una riproduzione tendente agli stessi requisiti del vivo non amplificato

A tuttoggi, le mie risposte percettive, rilevano un GAP incolmabile tra una riproduzione stereofonica (per quanto possano essere accurati i parametri oggettivi) ed un evento live non amplificato (masse orchestrali non escluse)

  • Melius 2
9 ore fa, pro61 ha scritto:

Il valore di un qualsiasi oggetto è  dato dalla somma del peso dei componenti moltiplicato il prezzo al kilo. Il prezzo, dipende da quanti ne fai, possono essere pochi euro, ma anche milioni

il prezzo è dato dalla cifra massima che l a quirente è disposto a pagare…. e quando si parla di passioni zaaaaaaaac e son dolori!!!

captainsensible
1 ora fa, jakob1965 ha scritto:

Sarà più alto - un SS a 25 mi sembra bassino bassino

Ci sta.

Ha una bobina in serie all'uscita verso l'altoparlante, la cui reistenza si somma a quella di uscita dell'ampli.

 

CS

40 minuti fa, extermination ha scritto:
2 ore fa, leonida ha scritto:

agli stessi requisiti del vivo non amplificato

A tuttoggi, le mie risposte percettive, rilevano un GAP incolmabile tra una riproduzione stereofonica (per quanto possano essere accurati i parametri oggettivi) ed un evento live non amplificato (masse orchestrali non escluse)

Chiaro che si tratti di verosimiglianza evocativa e non di pedissequa replica, ovviamente impossibile per mille oggettive ragioni.

 

Cio che a mio parere distingue maggiormente il vivo dal riprodotto è  l'apparente "pochezza" del suono originale rispetto all'esageranta ridondanza della riproduzione, in particolare nell'esagerata enfasi del registro medio e medio acuto.

L'artificiosa brillantezza , la tendenza all'ingrandimento se non all'ingigantimento , la dilatazione degli strumenti e delle voci nello spazio, la sensazione di eccessiva rumorosità progressivamente maggiore all'incrementare del volume d'ascolto, lo scollamento o la mancata integrazione delle basse col resto della gamna, fanno ormai  talmente parte della normalità  tanto da aver determinato uno stile fi riproduzione definito e percepito  paradossalmente come estremamente rivelatore,  nonché una determinata modalità di valutazione per conseguenza.

Molto facile ottenere un tipo di risultato in tal senso, decisamente  più complesso riprodurre rispettando le dimensioni naturali di voci e strumenti e mantenendo  ordine e coerenza tonale delle informazioni al progressivo variare del volume d'ascolto, ad altrove basso livello

Qualcuno obietterà  che queste informazioni  possano, non esser presenti nella registrazione o essere state mal registrate o mal riversate.

A me risulta che deviazioni prodotte dalle apparecchiature  ed accessori del sistema e  e della situazione ambientale non intesa in senso architettonico, superino di gran lunga le presunte devianze qualitative attribuite al contenuto da riprodurre.

 

  • Melius 2
5 minuti fa, leonida ha scritto:

 

Cio che a mio parere distingue maggiormente il vivo dal riprodotto è  l'apparente "pochezza" del suono originale rispetto all'esageranta ridondanza della riproduzione, in particolare nell'esagerata enfasi del registro medio e medio acuto.

L'artificiosa brillantezza , la tendenza all'ingrandimento se non all'ingigantimento , la dilatazione degli strumenti e delle voci nello spazio, la sensazione di eccessiva rumorosità progressivamente maggiore all'incrementare del volume d'ascolto, lo scollamento o la mancata integrazione delle basse col resto della gamna, fanno ormai  talmente parte della normalità  tanto da aver determinato uno stile fi riproduzione definito e percepito  paradossalmente come estremamente rivelatore,  nonché una determinata modalità di valutazione per conseguenza.

Molto facile ottenere un tipo di risultato in tal senso, decisamente  più complesso riprodurre rispettando le dimensioni naturali di voci e strumenti e mantenendo  ordine e coerenza tonale delle informazioni al progressivo variare del volume d'ascolto, ad altrove basso livello

Riassunto impeccabile. Un riepilogo che suona come una sentenza. Hai toccato elegantemente tutti gli elementi chiave.

 

 

53 minuti fa, extermination ha scritto:
2 ore fa, leonida ha scritto:

agli stessi requisiti del vivo non amplificato

A tuttoggi, le mie risposte percettive, rilevano un GAP incolmabile tra una riproduzione stereofonica (per quanto possano essere accurati i parametri oggettivi) ed un evento live non amplificato (masse orchestrali non escluse

Ascolti ancora al buio totale con solo  un led blu acceso?

Se si, puoi spiegare l'eventuale  differenza percepita  spegnendo o accendendo il led,   ed inoltre  fra stanza illuminata e stanza al buio?

Le apparecchiature sono posizionate al centro fra i diffusori?

Penso di no altrimenti avresti una serie di led accesi di fronte e non uno soltanto  come hai detto.in passato.

extermination
55 minuti fa, leonida ha scritto:

all'esageranta ridondanza della riproduzione, in particolare nell'esagerata enfasi del registro medio e medio acuto.

L'artificiosa brillantezza , la tendenza all'ingrandimento se non all'ingigantimento , la dilatazione degli strumenti e delle voci nello spazio, la sensazione di eccessiva rumorosità progressivamente maggiore all'incrementare del volume d'ascolto, lo scollamento o la mancata integrazione delle basse col resto della gamna

 

Trattasi di attributi percettivi che, a mio avviso,  hanno forti correlazioni con le qualità oggettive ( non qualità nel caso specifico) del sistema elettroacustico ed acustico ovvero attributi percettivi che hanno una forte correlazione con i parametri oggettivi ( misure) del sistema  elettroacustico e del sistema acustico ( stanza di ascolto) in primis.  Nell'altro 3d chiuso, a richiesta di r pezzane, avevo indicato misure e valori di massima per un buon ambiente di ascolto.

  • Melius 1
33 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Essendo però un soggetto indirizzato potrebbe tutto d'un tratto "svegliarsi" e ritornare a percepire la realtà fisica.

Dico, ipotizzo, che questo avvenga irrimediabilmente.

Il sogno svanirà.

Si certo, come no.

 Ricevo telefonate e messaggi in continuazione di una miriade di  appassionati che si svegliano dall'incantesimo e mi chiedono appuntamenti per una nuova seduta ipnotica, ma devono purtroppo  soffrire per qualche  mese avendo l'agenda al completo almeno fino alla fine dell'anno.

 

 

  • Haha 2

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