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Ma i dac sono davvero tutti uguali? (una piccola provocazione)


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extermination

@rpezzane Se è vero che una "risposta" uditiva e percettiva può essere corretta, errata, certa, incerta, adeguata, inadeguata, accurata, inaccurata  e chi più ne ha ne metta ( ed è vero)  anche una misura potrebbe esserlo ( per svariate ragioni)

36 minuti fa, rpezzane ha scritto:

mia moglie non potrebbe ascoltare visto che non è un provetto elettricista/fonico/musicista/tecnico del suono

Basta che gli fai un abbonamento in qualche teatro dove si esibiscono varie orchestre,anche scrause,e diventa subito una audiofila doc a 5 stelle.😉

20 ore fa, Gici HV ha scritto:

 

@Folkman ciò non toglie che, secondo me,non è giusto fare sparire discussioni,anche parecchio lunghe, e quindi interessanti, dall'oggi al domani e chi s’ha visto s'ha visto.

 

Sono d’accordo e l’ho detto , magari avrebbero dovuto bloccare subito chi offendeva .

sandromagni

@Boulder72 Si hai ragione sui diffusori, la distanza tra uno e altro è grande, ma pr glia ltri compoennti molto poco. Se due DAc li senti suonare uguali beh la scelta è facile prendi il meno caro !

Io nel tempo ho passato vari DAC che suonavan diversi ma nessuno soddisfaceva, poi ho preso un DAC più importante e di tecnologia diversa, ho trovato il "nirvana" e da anni resto li.

Quando esistevano il lettori CD unicamente eli comparavano. sostanzialmente comparavamo i diversi DAC dentro ciascuno.

Ora compariamo i DAC, cambia poco. Io piuttosto direi che "comparare il suono" al tempo attuale almeno nel mio caso senza più negozio che ti fa ascoltare i prodotti, comporta un cambio totale di prospettiva. Riuscire a capire leggendo  recensioni, commenti di gente che possiede e indirizzarsi sul prodotto giusto è il problema.

Il 1/8/2021 at 18:18, ilmisuratore ha scritto:

L'audio appartiene ad un sistema di tipo deterministico

Fosse così semplice, attacchi, fai 2 misure, e sai cosa aspettarti ai morsetti dei diffusori !!! 

Purtroppo, o per fortuna, non è così, perchè all' ascolto, c' è un essere umano, che appunto 

Il 1/8/2021 at 18:18, ilmisuratore ha scritto:

l'uomo invece appartiene ad un sistema olistico

Quindi possiamo decidere quali sono le misure importanti, avere un apparecchio, esempio un DAC dalle misure superlative, le migliori mai rilevate, poi lo attacchi nel sistema audio, e fa così così . . . Mai capitato ?? Sei stato fortunato  . . . 

saluti , Dario 

1 minuto fa, sandromagni ha scritto:

Io piuttosto direi che "comparare il suono" al tempo attuale almeno nel mio caso senza più negozio che ti fa ascoltare i prodotti, comporta un cambio totale di prospettiva. Riuscire a capire leggendo  recensioni, commenti di gente che possiede e indirizzarsi sul prodotto giusto è il problema.

 

Gli ultimi pezzi che ho preso li ho voluti ascoltare a casa mia nel mio impianto. Andare alla cieca o sul passaparola lo ritengo molto rischioso. Per fortuna ho trovato negozianti sempre disponibili.

Il 1/8/2021 at 19:05, ilmisuratore ha scritto:

Prova falsata.

Stai guardando a confronto il primo e il secondo DAC.

Potenzialmente influenzabile e scientificamente farlocco.

 

Il 1/8/2021 at 19:07, ilmisuratore ha scritto:

Giusto, ma ti riferisci alle prove da laboratorio NON ai confronti contestuali tra DAC dentro una catena audio.

Qui spezzo una lancia a favore degli appassionati, le misure da laboratorio non dicono quasi nulla di ciò che accadrà nella catena.

Perdonami, ma in 2 post consecutivi stai entrando in conflitto con te stesso . . . 

Nel primo già guardando il case dei DAC sei influenzato, nel secondo dici che le misure non dicono nulla e bisogna ascoltare . . . 

Non è che questi audiofili sono tutti così imbranati, eh , forse qualche decennio di confronti lo abbiamo sulle spalle, in molti, e forse nel mio sistema sono passati più lettori CD e SACD integrati che in alcuni negozi . . . 

Le differenze, se non si sentono, sono l' insieme di un approccio non corretto, di brani non ben conosciuti, di catene che non sono in grado, a certi livelli, di evidenziare come e cosa cambia. . . Se poi guardo ciò che suona, onestamente, nulla mi interessa, io non ho mai comprato o fatto prove sotto pressione, se piace e fa meglio resta, se no torna da dove è arrivato, senza tante complicazioni di forme, colori, pesi e prezzi . . . 

saluti , Dario 

Il 1/8/2021 at 19:52, ilmisuratore ha scritto:
Il 1/8/2021 at 19:47, extermination ha scritto:

Signori miei, se ne facciano una ragione. Esiste la realtà fisica e realtà percepita.

Esatto, basta saperle discernere e scegliere a quale si punta.

Siccome sono io che ascolto, la mia realtà percepita coincide con quella fisica, ovvero con ciò che ritengo, nelle mie condiizoni di ascolto, più verosimili al reale . . . 

Attenzione, reale e riprodotto sono molto lontani, per 1000 motivi che non andrò ad elencare uqi, ma che ritengo essere importanti per stabilire che Ognuno Fa Un Percorso Personale Che Ha Un Valore .

Di converso si potrebbe dire che nulla in Hi Fi e ascolto Musica è oggettivabile, al 100%, ed è così, possiamo solo creare un perimetro più o meno variabile e dai confini labili, diciamo in perenne modificazione, entro il quela rientrano a grandi tratti i parametri e gli elementi solidi e inconfutabili di ascolto, linearità, estensione, correttezza timbrica, microdinamica, informazioni lievi, palcoscenico e senso del ritmo o del tempo, fatto ciò, ma pur sempre a grandi linee, potremmo anche cercare di dare dei voti fittizi ai vari impianti , ma saranno risultati che in un piano cartesiano si distribuiranno in modo molto disperso, proprio perchè ognuno ha un suo modo di asocltare e giudicare peculiare e unico , su una catena audio unica, in un ambiente unico . . .!! 

saluti , Dario 

Nerodavola62
3 ore fa, naim ha scritto:

Non credo che ai dac ladder si possano attribuire, in generale, determinate impostazioni sonore, tali che li possano accomunare tra loro.

Potrai trovare due R2R, che suoneranno in modo totalmente diverso a causa del diverso stadio di uscita analogico, che sicuramente determina più differenze rispetto al tipo di conversione adottata

Mettiamola così: le differenze attribuibili alla pura conversione sono generalmente più rilevanti (e quindi dentificabil) fra un dac r2r ladder e un sigma-delta, piuttosto che fra prodotti diversi che adottano la medesima tecnologia di conversione.

Ripeto, "in generale", perchè di detreministico in hifi c'è quasi nulla.

A parità di tecnologia, concordo con te, sovente conta più tutto il resto: stadio di uscita (opamp, discreti, bilanciato etc...), implementazione del flitro analogico (attivo/passivo), implementazione del convertitore corrente-tensione (se presente) etc etc.

Fra un dac r2r e un sigma-delta il tipo di conversione fornisce un inprinting assai più rilevante e, a mio parere, identificabile.

mauro

Il 1/8/2021 at 20:39, ilmisuratore ha scritto:

Se io vendessi connettori e dicessi che questi apportano una differenza palese nel segnale, devo anche (onestamente) fornire un riscontro oggettivo. (misure)

Questo è possibile farlo nel momento in cui vi è un effettiva differenza.

Diversamente venderei fuffa.

Oppure ci sarebbe una scappatoia del tipo, provate questi connettori e se il vostro cervello elabora qualcosa di diverso teneteveli.

Ogni connettore è fatto di materiali differenti, di parti diverse che entrano in contatto, di maggior o minori superifici di appoggio, di saldature differenti con materiali differenti, hai voglia che ci siano differenze , probabilmente non così misurabili, ma che si riflettono su un modo diverso di preentare la pasta sonora ai diffusori, proprio come i DAC . . . 

Quindi non venderesti fuffa, ma un' alternativa che sarà tanto più universale e valida, quanto migliore il progetto, i materiali, la lavorazione e il prodotto finale . . .  E agli ascolti, se le differenze ci sono, si sentiranno !

saluti , Dario 

8 ore fa, extermination ha scritto:

. Se, cambiando un cavo, la “realtà” strumentale diventa (faccio per dire) 1+1.1=2.1 allora posso giustificare anche una variazione nella percezione soggettiva ma se resta 1+1 devo attribuire la mutata sensazione dell’ascoltatore non alla realtà misurabile ma alle mutate condizioni dell’ascoltatore. Se non concordiamo su questo aspetto c’è poco da discutere. Anche il doppio cieco ABX non garantisce che le condizioni dell’ascoltatore non mutino con il tempo

Nulla da eccepire, perfetta disamina,  sicuramente un punto fermo nell'indagine.

Estendi il concetto  a tutto quanto non produca variazioni tali da poter plausibilmente esser percepite e  progressivamente il campo di indagine sulla realtà  fisica si ridurrà quasi esclusivamente a fenomeni di ordine  macroscopico. 

Se però l'ottimizzazione di questi ultimi non dovesse produrre  i risultati  sperati, l'indagine a quel punto dovrebbe vertere su quanto non riscontrabile strumentalmente, ossia su quanto ritenuto come prodotto delle mutabili condizioni dell'ascoltatore.

Perché  mutabili?

Perché  mutano?

Perché non concordano quasi mai con la misura?

Perché sensazioni spesso condivise fra soggetti diversi, in situazioni  diverse e con sistemi diversi, pur in assenza di riscontro strumentale?

Perché  un così alto numero di elementi  non incidenti sul responso strumentale,

ritenuti comunque sorprendenti generatori di sensibili variazioni all'ascolto?

 

 

 

 

3 minuti fa, meridian ha scritto:
Il 1/8/2021 at 20:39, ilmisuratore ha scritto:

Ogni connettore è fatto di materiali differenti, di parti diverse che entrano in contatto, di maggior o minori superifici di appoggio, di saldature differenti con materiali differenti, hai voglia che ci siano differenze , probabilmente non così misurabili, ma che si riflettono su un modo diverso di preentare la pasta sonora ai diffusori, proprio come i DAC . . . 

Quindi non venderesti fuffa, ma un' alternativa che sarà tanto più universale e valida, quanto migliore il progetto, i materiali, la lavorazione e il prodotto finale . . .

Quanto scrivi è  prodotto della tua esperienza, e nonostante le tue possano anche  risultare  sensazioni oggettivamente  vere e condivisibili, e non sono io certamente a negarle, non possiedi alcuna argomentazione che possa scalfire il responso strumentale che di fatto  non rivela variazioni che possano lontanamente  giustificarle.

Riferirsi a presunti ed indecifrati fenomeni fisici, sminuisce la credibilità  del percettore ed alimenta il discredito dei misuratori.

 

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