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appecundria

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Krapfen sarebbe il nome giusto!! Il termine "bombolone" nel triveneto minima collocazione geografica naturale di questa prelibatezza lievitata e fritta era sconosciuto!! Forse a Milano conoscono i " bomboloni" o altrove, Krapfen per sempre...chiedete un bombolone ad esempio in Austria o Slovenia....vi indicano la rivendita di gas in bombola ( il classico "bombolone" da 50 lt.).

Aggiungo al Krapfen, anche il Buchteln, stesso impasto, ma non fritto, cotto in forno, tradizionalmente come dolce separabile in più  pezzi!

Ecco il Buchteln

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appecundria
Il 18/08/2026 at 15:19, JureAR ha scritto:

anche perché fa intuire la non autocnonomicita' del dolce!!

1917. Fu in questo clima di smarrimento, assalti alla baionetta e trincee sulle Alpi che viveva il giovanissimo Giovanni Scaturchio, l’ultimo arrivato di una famiglia calabrese originaria di Monteleone (che poi sarebbe diventata Vibo Valentia). La sua famiglia aveva aperto una pasticceria a Napoli.
Al fronte conobbe  Katharina Persolija, che sarebbe poi stata italianizzata in Caterina Persolia, una donna affascinante che gli fece battere il cuore a mille. Un amore che superò barriere linguistiche e un’intera guerra mondiale che separava i popoli e che il napoletano Diaz stava traghettando verso la vittoria dopo disastrose sconfitte.
Il cuore di Scaturchio aveva vissuto la sua Caporetto nel momento in cui conobbe per la prima volta l’avvenente Caterina di Salisburgo, che nel 1917 aveva 19 anni.

Tornò a Napoli tutto intero, con un gran sollievo per la famiglia, e portò con sé anche una moglie austriaca. E questo, invece, cambiò la storia della pasticceria napoletana: Caterina non fu infatti una donna remissiva, come imponeva spesso la morale del tempo, ma si rivelò appassionata e propositiva, affiancando il marito nel lavoro. Ed insegnò al buon Giovanni tutti i trucchi e segreti della pasticceria austriaca.

Strudel e Sacher torte hanno conservato il loro nome, ed era risaputo che quelle della pasticceria Scaturchio fossero fra le migliori di Napoli. Il Danubio, invece, fu una rivisitazione di un altro dolce austriaco, il Buchteln, che è composto da una serie di palline di pasta brioche farcite con crema dolce alla vaniglia o cioccolato.

Era l’anno 1920 e il buon Giovanni mise per la prima volta in vetrina una versione rustica del Buchteln: realizzato sempre con pasta brioche, ma farcito con gustosissimo salame napoletano e cubetti di formaggio irpino. Il contrasto deciso fra il dolce della pasta soffice e il salato del ripieno era Un piatto semplice, economico e divertentissimo da spilluzzicare ai buffet. Fu un successo senza pari e presto passò da specialità locale a dolce della tradizione napoletana.

 

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Verona, pusher fermato dai carabinieri riceve 105 chiamate in un’ora mentre è in caserma: erano clienti che volevano acquistare droga. Per completare il verbale, i militari sono stati costretti a silenziare il telefono -

10:14 PM · Aug 29, 2026

 

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