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Discussione intorno allo scientismo


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1 ora fa, LUIGI64 ha scritto:

Non è scienza ma è validata dalla scienza (stress/diminuizione del cortisolo/depressione)

In rete c'è molto materiale

Sennò provate 😊

Ma non é scienza e non si capisce come possa contribuire all'interessantissimo discorso sullo scientismo

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https://melius.club/topic/26264-discussione-intorno-allo-scientismo/page/58/#findComment-1747020
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3 minuti fa, simpson ha scritto:

Ma non é scienza

Non mi ha bacchettato Neanche Brian

Quindi è stata esaminata positivamente dalla scienza

😛

Nessuno è obbligato a partecipare al thread

Vabbè a grande richiesta, visto che sono masochista, posterò un estratto da il un libro di A. Mcgrath

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ascoltoebasta
2 ore fa, wow ha scritto:

La scienza spiega perfettamente cosa succede. Questo senza sminuire lo yoga (che so essere una attività fisica cosa molto seria) a giro in bici.

Esatto,proprio la scienza è stata determinante per dare prova dei benefici e cambiamenti a livello non solo psicologico, di yoga,meditazione etc,che fino a qualche decennio fa si pensavano essere benefici non reali,e sostenuti senza fondamento solo da chi praticava queste abitudini.

Questo per evidenziare quanto la scienza,con la sua ricerca e il suo evolvere,riesca a spiegare col supporto dei metodi adottati,la reale esistenza di certi fenomeni.

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26 minuti fa, Viandante ha scritto:

minuti

Video interessante Anche la correlazione tra essere umano ed universo credo sia innegabile

Io sono più pragmatico

Il libero arbitrio o le scelte che ognuno di noi compie originano in gran parte dalla nostra mente, la quale forgia abitudini e carattere, per poi determinare un certo destino

Da ciò l'importanza nodale della nostra parte mentale

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12 minuti fa, Viandante ha scritto:

lascio continuare tranquilli e mi sgancio dalla discussione.

Vabbè dai che ho detto di tanto grave ...

Immagino tu non sia d'accordo...

Credo sia un po' una mia deformazione nata da un approccio psicologico e meditativo

Ma tutto credo sia facilmente verificabile 

 

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12 minuti fa, appecundria ha scritto:

post di apertura. 

Con tutto il rispetto per Sav, la sua, per lo più è una introduzione a difesa e spiegazione di cosa sia la scienza

Tra l'altro, a dirla tutta questo thread l'ha aperto contestualmente ad una diatriba in cui si discuteva di irrazionalismo, in cui ovviamente ero implicato

Sav ha citato alcuni autori, tipo riassuntino

Non citando la new Age... chissà perché 

Ma il povero Eliade invece si, guarda caso a cui avevo fatto riferimento in altre occasioni

Vabbè tutto normale

Io rimango allineato e felice con l'ottimo prof. Filoramo

Se posso

Sperando di non chiedere il permesso a nessuno

Anche perché i neo ateisti come più volte ricordato sono quelli più vicini al riduzionismo scientista

 

 

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Non mi sono mai pentito della mia scelta. Dai quindici anni in poi mi concentrai sullo studio della fisica, della chimica e della matematica. Vinsi un’importante borsa di studio per frequentare i corsi di chimica all’Università di Oxford, dove mi specializzai in teoria quantistica. In seguito, sempre a Oxford, conseguii il dottorato presso i laboratori del professor George Radda lavorando allo sviluppo di nuove tecniche per lo studio dei sistemi biologici complessi. Conservo ancora quel vecchio microscopio di ottone sulla scrivania nel mio ufficio, in ricordo del ruolo fondamentale che ha avuto nella mia vita.

 

E così avevo abbracciato una forma alquanto dogmatica di ateismo, e mi compiacevo del minimalismo intellettuale e della desolazione esistenziale che lo caratterizzavano. Sì, la vita era priva di senso, ma che problema c’era? Accettare quella dura verità scientifica da parte mia era un atto di audacia intellettuale. La religione era solo un’inutile reliquia di un ingenuo passato la quale offriva un’ingannevole illusione di senso di cui era facile disfarsi. Ero convinto che la scienza fornisse una spiegazione esaustiva e totalizzante del mondo e che, inesorabile, smascherasse il carattere illusorio e menzognero dei propri antagonisti. La scienza smentiva l’esistenza di Dio, e ogni scienziato serio era ateo. La scienza era il bene e la religione era il male.

Si trattava, ovviamente, di un’opposizione binaria e intransigente. Ogni cosa era o bianca o nera, senza alcuna considerazione per le tante sfumature di grigio che esigevano il loro giusto riconoscimento. Allora, però, quell’atteggiamento semplicistico mi si adattava alla perfezione. Senza averne minimamente idea, ero caduto nella trappola di una mentalità di contrapposizione fra in-group e out-group, basata sul rafforzamento del senso privilegiato di appartenenza a un «gruppo dei noi» attraverso la messa in ridicolo, la denigrazione e la demonizzazione degli avversari. (Tradizionalmente questo tipo di atteggiamento è ritenuto una delle più sgradevoli caratteristiche della religione, ma ormai si è capito che si tratta di un’attitudine tipica di ogni fondamentalismo, religioso o antireligioso che sia.) La religione era sbagliata dal punto di vista intellettuale e dannosa sul piano morale. Era contaminante; meglio non averci a che fare.

...

Tuttavia, nel caso dei neo-ateisti il problema va oltre questa sconcertante ossessione verso un Dio che a loro dire non esiste. Come scrive Greg Epstein, cappellano umanista dell’Università di Harvard, l’approccio aspramente aggressivo e i toni sprezzanti del movimento derivano proprio dall’aver adottato l’anti-teismo come caratteristica definitoria.

Anti-teismo significa andare costantemente alla ricerca degli aspetti più deteriori della fede in Dio e raffigurarli come indicativi della religione nel suo complesso. L’approccio anti-teistico mira ad allontanare gli individui dalla religione infondendo in loro un senso di svilimento e vergogna, intimorendoli con l’idea che credere in un dio bellicoso sia una cosa stupida.

L’implacabile ostilità verso ogni forma di religione fa parte dell’abito mentale fortemente dogmatico dei neo-ateisti, e li porta a screditare i propri oppositori con un’arroganza intellettuale che non ha rapporto alcuno con la qualità delle argomentazioni di questi ultimi. Mi fa venire in mente le critiche mosse da Platone alla politica ateniese dei suoi tempi, nella quale si «chiamano buone maniere la prepotenza».  Questo atteggiamento ostile rende inoltre impossibile il dialogo, nel senso che le conversazioni sono impostate in termini di sconfitta o di compromesso – soprattutto là dove il neo-ateismo (diversamente da altre forme più morbide e non dogmatiche di ateismo) ha investito moltissimo nella perpetua verità del conflitto tra scienza e fede come segno principe della propria identità.

...

Scienza e religione rappresentano due forze culturali tra le più importanti del mondo odierno. Se formulato nella maniera giusta, il dialogo reciproco può arricchire ed elevare. Se costruita nel modo giusto, una «più ampia narrazione» della realtà crea spazio intellettuale per il dissenso e la discordanza, affermando nel contempo l’intelligibilità e la coerenza del mondo.

E questo dialogo deve avere luogo. La religione è tornata a occupare la vita pubblica e il dibattito pubblico. Malgrado tutte le previsioni dei filosofi da salotto e dei commentatori mediatici, Dio non è morto, così come non è morto l’interesse per la «spiritualità». Al contrario, è il neo-ateismo a mostrare la corda, ad apparire datato e stagnante. Se pure ha sollevato alcune domande interessanti su Dio e sulla religione, le risposte che ha fornito sono ormai considerate scontate e superficiali. Slogan suadenti come «Dio è un’illusione» o «la fede è una patologia mentale» sono diventati celebri, ma in definitiva non sono riusciti ad appagare né la mente né il cuore di tante persone in cerca di risposte più profonde.

...Invece, dopo la mia immersione nella filosofia della scienza nei primi mesi del 1971, giunsi a capire che la scienza non sarebbe stata in grado di dare risposta a ciò che il filosofo della scienza Karl Popper chiamava le «questioni ultime». Secondo Popper la scienza non era in grado di fare «affermazioni sopra questioni ultime come gli enigmi dell’esistenza o sul dovere dell’uomo in questo mondo». 4 Tuttavia, questa verità – aggiungeva Popper – si prestava a equivoci e false interpretazioni, per esempio nel campo dell’etica. «Ma alcuni grandi scienziati, e molti scienziati minori, hanno malinteso la situazione. Il fatto che non sia compito della scienza pronunciarsi sui principi etici è stato frainteso nel senso che tali principi non esisterebbero»

...

La filosofa Mary Midgley è una delle principali promotrici di questo approccio «multi-mappa» per cogliere le profondità e i particolari della realtà. Midgley sostiene che per rappresentare la complessità del mondo bisogna ricorrere a «molte mappe, molte finestre», le quali sono il riflesso del fatto che «le forme e le fonti di conoscenza sono varie e indipendenti tra loro». Secondo la filosofa britannica può essere utile immaginarsi il mondo come un «enorme acquario»:

Dall’alto lo sguardo non riesce ad abbracciarlo per intero, e così sbirciamo attraverso una serie di finestrelle […]. Alla fine, a forza di mettere insieme pazientemente i dati da diverse angolazioni, ci si può fare anche una buona idea di questo habitat. Se invece si insiste a pensare che l’unica finestra da cui valga la pena di guardare sia la nostra, allora non si andrà molto lontano.

Nessun modo di pensare, preso singolarmente, è sufficiente a spiegare il senso del nostro universo. «Quando si tratta delle domande fondamentali dell’esistenza umana bisogna sempre pescare qua e là da diverse “cassette degli attrezzi” concettuali».  Se ci si affida solo ai metodi della scienza in generale, o a un’unica scienza in particolare (la fisica, per esempio), senza volerlo ci si imprigiona in una «visione di senso straordinariamente riduttiva»

Notevoli riflessioni tratte dal bel libro: La grande domanda di Alister McGrath (laureato in Chimica a Oxford, si è in seguito occupato di Biofisica molecolare presso il Dipartimento di Biochimica della stessa università, dove ha svolto ricerche pubblicate in riviste scientifiche internazionali. Accanto agli studi scientifici, McGrath ha coltivato i suoi interessi religiosi, laureandosi in Teologia a Oxford. Dopo un periodo di docenza in Teologia al St John’s College di Cambridge, e dopo essere stato ordinato sacerdote della Chiesa d’Inghilterra, McGrath è tornato a Oxford, dove è stato docente di Teologia storica, per passare poi alla cattedra di Teologia, ministero e educazione del King’s College di Londra. Attualmente è professore di Scienza e religione a Oxford.)

 

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1 ora fa, ascoltoebasta ha scritto:

fino a qualche decennio fa si pensavano essere benefici non reali,e sostenuti senza fondamento solo da chi praticava queste abitudini.

Vero

Erano ritenuti bislacchi 

Figli dei fiori, o cose del genere

Io iniziai negli anni 90 meditazione, per poi purtroppo interrompere, la mindfulness non esisteva nemmeno...

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Io mi e ti chiedo: ma x chi ci hai preso?? Ognuno degli intervenuti qui ha dato ampia dimostrazione di aver superato da tempo le posizioni puerili descritte in questo passaggio, é l'ateismo dei 9-10 anni, quando ti rendi conto che le cose del catechismo sono perlopiù favole e hai una reazione di rigetto, pensando di essere il più furbo dell'universo, quello che ha capito tutto e svelato l'inganno. Purtroppo con te é inutile parlare, tratti chiunque con la supponenza e la falsa bonomia di chi, come il bambino, ha capito tutto e nei discorsi degli altri vede solo errori, senza accorgersi di aver dimenticato di inforcare gli occhiali. Auguri, stammi bene

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