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Blind tests


Membro_0015

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Attenzione attenzione:

si dimentica clamorosamente che sono almeno due le deviazioni standard,

quelle dell’ auscultatore kralliano perfetto.

a) immaginarsi delle differenze inesistenti 

(Cavi casse punte sfere brani diversi, o peggio amante cornificante con l’idraulico della moglie eccetera)

b) non riconoscere differenze esistenti,

(tipo la krallona primo o dopo i gargarismi con il listerin)

ditemi voi cos’è peggio…. 
(nella mia scala delle bestialità subumane subito dopo l’imbianchino che valuta un tiepolo con la tabella delle ral)

🤗

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Mighty Quinn
6 minuti fa, alexis ha scritto:

dimentica clamorosamente che sono almeno due le deviazioni standard,

quelle dell’ auscultatore kralliano perfetto.

Pensierino consolante

Ma un pò,  diciamocelo simpaticamente,  da imbianchino 

È per questo che basta qualche test in cieco 

Ma i test ciechi sono banditi da alcuni audiofili 

Preferiscono la cecità dell'ignoranza

De gustibus,  come diceva Tertulliano il giovane (o era il vecchio?.....)

  • Melius 1
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3 ore fa, redhot104 ha scritto:

mi ha portato a pensare che PER ME, a parità di caratteristiche tecniche di potenza, capacità elettrica e tecnologia, i finali di potenza sono praticamente indistinguibili.

Sono prove che potrebbero essere sovveritte con un sistema diverso, diffusori di altra impostazione o caratteristiche, e via dicendo . . . 

Io sono almeno 3-4 anni che cerco di sostituire il mio GamuT D 200i, anche con oggetti meno cari, anche in virtù del fatto che ora ho diffusori di 97 dB, e non ci riesco . . . !! E non è che al GamuT sia così affezionato da pensare di essere suggestionato, l' ultimo che ho in ascolto, lo Swiss Physics 6A, mi piace ma non mi fa gridare al miracolo, e non mi sta stravolgendo gli ascolti, in sostituzione al GamuT, però differenze ci sono, per come la musica arriva ai diffusori . . . 

saluti , Dario 

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1 ora fa, FabioSabbatini ha scritto:

La "fuga" dalla realtà

Di che realtà parliamo ??? Fuga da cosa ??

Di sicuro io quando ascolto musica mi affranco dal mondo esterno e cerco di godermi ciò che sento, ma la realtà è che se mi guardo intorno, sempre in un appartamento alla periferia di Milano abito, non in una mega villa di lusso in California . . . 😃

saluti , Dario 

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2 ore fa, Cano ha scritto:
4 ore fa, meridian ha scritto:

Direi che uno dei presupposti base affinchè la statistica sia affidabile, o almeno utile, è che il campione esaminato sia sufficientemente rappresentatico e significativo

Non solo 

L'altra cosa fondamentale è che l'ipotesi zero sia formulata correttamente e che il test sia eseguito in modo consono 

 

A me hanno insegnato che l'unico requisito fondamentale affinché un test statistico sia valido è che il campione sia casuale. Mi hanno anche insegnato che quando è indicato un "campione rappresentativo" si devono usare le molle.

Ciao 

D.

 

  • Melius 2
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2 ore fa, Cano ha scritto:

L'altra cosa fondamentale è che l'ipotesi zero sia formulata correttamente e che il test sia eseguito in modo consono 

L'ipotesi nulla è ovvia: non vi sono differenze apprezzabili (sostanziale indistinguibilità all'ascolto) tra l'amplificatore A e l'Amplificatore B, ceteris paribus (stessa sorgente, stessi diffusori, stesso cablaggio).

Concentriamoci sulla modalità del test. Aldilà del campione di ascoltatori adeguatamente rappresentativo (orecchio esperto e meno esperto, maschi e femmine, giovani e anziani) mi pare di capire dal tuo intervento successivo (quello del Dan D'Agostino) che uno switch sequenziale tra un ampli e l'altro non ti convince e ritieni più adeguato un certo intervallo temporale durante il quale sottoporre il campione di ascoltatori all'ascolto continuativo e prolungato dello stesso ampli, per poi passare all'altro ampli nel successivo intervallo temporale. Corretto? Parliamone.

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21 minuti fa, damiano ha scritto:

A me hanno insegnato che l'unico requisito fondamentale affinché un test statistico sia valido è che il campione sia casuale

Direi che non è corretto in generale. L'orecchio si allena all'ascolto e ciò avviene in anni di esperienza; non lo dico io, ma un paio di studi in cui un campione di ascoltatori è stato coinvolto per stabilire se fossero in grado di distinguere tracce audio CD dalle stesse tracce Hi-Res. Inoltre vi è il fenomeno della perdita di frequenze nel tempo dell'orecchio umano, che perde in capacità di percezione con l'avanzare dell'età. Già considerando questi due aspetti, nella scelta del campione dovresti ricomprendere giovani e meno giovani e soggetti "educati" all'ascolto e meno educati, affichè sia rappresentativo.

Considerata la specificità dell'ambito, potresti limitare la scelta agli audiofili di fascia 40-60 anni ad esempio: tutte orecchie esperte e con capacità percettiva più o meno pari: a quel punto puoi anche scegliere casualmente all'interno dei limiti imposti.

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