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Melius Club

Blind tests


Membro_0015

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Inviato
37 minuti fa, damiano ha scritto:

quale amplificatore controlla meglio il basso; poi si decide la scala 0 il peggiore, 10 il migliore.

Tanto per dirne una...

Un amplificatore meno corposo in gamma bassa darebbe a chiunque la sensazione di controllarlo meglio senza essere necessariamente vero 

Inviato

@alexis Ma tra quelli è forse il punto meno critico 😂

Nulla in confronto agli enormi limiti percettivi che affrontano i soggetti in una condizione di test cieco randomizzato, se le differenze sono anche solo non plateali non riusciranno ad attribuire caratteristiche o etichette mentali corrette, se non sono neanche sicuri se sta suonando A, B o C in quel momento si suggestioneranno per forza.

Un compito improbo quanto il pretendere di farsi ricostruire una poesia sconosciuta presentando verbalmente a random le parole usate per comporla. Ci sarà qualche genio in grado di farlo e almeno uno molto fortunato, ma sti caxxi...

Inviato
10 ore fa, jakob1965 ha scritto:

Ho un classe AB decente che uso ora ma il piacere d'ascolto con in miei 2 classe A non lo ottengo

Quindi? 🤔😄

Inviato

@_Diablo_ @Cano va bene. Mi avete convinto, non è che la cosa mi interessi molto, ho postato da addetto ai lavori (la statistica). Trovo solo strano che si possa testare statisticamente tutto, anche i comportamenti umani (che forse, forse neh, non pigliatelo per oro colato, hanno qualche variabile in più dell'hifi) e non si possa fare con delle apparecchiature.

Ciao 

D.

 

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Inviato

@_Diablo_ non ho nemmeno osato citare il materiale umano.. un maestro elementare, un vigile fischiettante, un addetto alle demolizioni con il martellone, un ornitologo, un pescivendolo, un eremita votato al silenzio, un tecnico di motori avio, una casalinga stirante della stanza accanto, un venditore di akrapovitch, un trapper saltellante, una pescivendola al mercato rionale, un dj del billionaire eccetera eccetera.. eccola qui la nostra giuria significativa 🙂, che rifletta la composizione della società… 😝

Non va bene?

O vogliamo una giuria di…. Audiofili? Scelti a caso tra valvolisti, musicisti generici, tecnici riparatori, controreazionisti, digitalisti efferati, analogisti invetebrati, cavofili generici, adoratori mattutini di spine rodiate, negazionisti assortiti?

Capirete che non andremmo da nessunissima parte, basti uscire da una qualsiasi saletta, anche le migliori a Monaco per assistere a una policacofonia di giudizi… infarcita di impressioni e invettive di segno completamente opposto.

Come se ne esce?

Lasciando che la scienza statistica quella vera di occupi di cose vere più o meno misurabili… o di questioni mediche e sociali importanti.. ove i campioni significativo siano talmente estesi da produrre risultati davvero significativi e utili alla società.

L’audio e la musica riprodotta non saranno mai una scienza esatta, checchè ne dicano gli elettricisti latinisti, i parapsicologhi e micropositivisti del forum (cit).. lasciamo che rimanga l’individuo con le sue scelte, i suoi errori le sue suggestioni e i suoi abbàgli .. il soggetto primo e unico di questa magnifica inebriante ricerca del suono perfetto tra le proprie mura.

( tantochè caccia i denari suoi, non degli altri…. )

Quindi chiosando con Nietzsche….

“lasciamo le finezze ai fini,

e le rarità ai rari,

a coloro che sanno comprendere con il proprio giudizio e le proprie insindacabili impressioni…”

Ps. ora devo scappare.. continuate voi… 

 

  • Melius 1
Inviato

@damiano ma certo, puoi testare quello che vuoi 

Ma visto che se del settore 

Prendiamo il test oggetto del 3ad

Così come fatto è  un test sull'elettronica o è un test sulla persona?

Cioè se la persona sia in grado o no di percepire le differenze tra le due elettroniche? 

Inviato
1 ora fa, damiano ha scritto:

Trovo solo strano che si possa testare statisticamente tutto, anche i comportamenti umani (che forse, forse neh, non pigliatelo per oro colato, hanno qualche variabile in più dell'hifi) e non si possa fare con delle apparecchiature.

 

Lo puoi fare, ma devi progettare dei disegni sperimentali ad hoc partendo dalle teorie, esperimenti ed esperienze precedenti .

La selezione del campione la fai ragionata, il test lo fai mettendo in condizione i soggetti di passarlo e non l'opposto perchè con le premesse che abbiamo sarebbe come sparare alla croce rossa. Chiaramente più elementi di "supporto" introduci e meno hai obiettività assoluta, ma ti avvicini ad una condizione più naturale e vera di ascolto.

E poi bisognerebbe provare e riprovare cambiando metodologia finchè non ne cavi fuori qualcosa.

Inviato
Il 27/6/2021 at 13:03, Cano ha scritto:

pensa che la vista è per noi un senso molto più sviluppato dell'udito 

È risaputo che l' audiofilo guarda lu dito.

Inviato
16 ore fa, jakob1965 ha scritto:

Se la platea di un test è composta da ugualisti convinti  - è inutile fare il test - questi piuttosto che ammettere differenze ....  insomma prudenza

Personalmente agnostico (sento quel che sento, se non lo sento non me ne faccio un cruccio) trovo tuttavia bizzarro il rovesciamento del ragionamento. Siccome non sento differenze la prova non è significativa. Si, direi che la prudenza è d’obbligo. Buona estate!

  • Melius 2
Inviato
3 ore fa, Nerodavola62 ha scritto:

non troverà tuttavia consenso in altri che, apparentemente, derivano un (singolare) piacere dalla convinzione che quella HiFi sia la disciplina in assoluto più misteriosa,

Non c'è niente di misterioso 

Rispondi però a questo quesito...

.

 

Prendiamo il test oggetto del 3ad

Così come fatto è  un test sull'elettronica o è un test sulla persona?

Cioè se la persona sia in grado o no di percepire le differenze tra le due elettroniche? 

 

Nerodavola62
Inviato
18 minuti fa, Cano ha scritto:

Prendiamo il test oggetto del 3ad

Così come fatto è  un test sull'elettronica o è un test sulla persona?

Cioè se la persona sia in grado o no di percepire le differenze tra le due elettroniche? 

La risposta a questo (ed altri quesiti) sta già tutta nel post nr 6 di @scroodge (stiamo in pagina 1 😊), e personalmente non saprei cos'altro aggiungere.
Poi, come sovente accade, dopo qualche pagina il common sense passa in secondo piano ... si filosofeggia, si generalizza, oppure al contrario si estremizzano i concetti e il 3ad perde di interesse.

mauro

Inviato
Il 26/6/2021 at 20:53, _Diablo_ ha scritto:

Quando vedi sei a rischio di influenze pregiudiziali ma almeno non fai confusione

 

Da morire 😂🤣😂😁😂

Inviato

Si però,porca pupazza,mi dovede spiegare perchè sempre,e lo ripeto,sempre,quando si fanno prove di cavi,DAC e ammennicoli vari,tutti sentono differenze,nel momento in cui non sanno più cosa si sta utilizzando,non ci azzeccano più.Per non parlare le volte in cui gli fai credere che hai fatto qualche cosa,ed invece non hai fatto niente,e notano differenze abnormi.Non mi stancherò mai di sostenere che l'aspettativa è cattiva consigliera.Vi racconto quello che mi è capitato.Soffro il freddo ai piedi,e sotto la mia scrivania ho un piccola stufetta che accendo quando d'inverno mi siedo nel mio studio.All'accenzione ho subito dopo la sensazione di tepore che me li riscalda.Beh,un giorno entro,mi siedo,accendo come sempre la stufetta e subito ho la sensazione di calore.........però dopo un po mi accorgo che qualche cosa non andava,controllo e vedo che la spina della suddetta era staccata....(la signora delle pulizie l'aveva staccata).Che cosa voglio dire?All'azione della levetta avevo il caldo che mi scaldava i piedi,azione che ripeto automaticamente ogni giorno e che ha avuto sempre il solito "azione/effetto",anche la volta quando la spina era staccata e la stufa non funzionava.Vi giuro,la sensazione era proprio identica,ma ciò non poteva essere per quello che ho descritto..............

  • Melius 2
Inviato
31 minuti fa, mikefr ha scritto:

Per non parlare le volte in cui gli fai credere che hai fatto qualche cosa,ed invece non hai fatto niente,e notano differenze abnormi

 

Vero, ma si potrebbe (in parte giustamente) obiettare che con questa azione hai condizionato il meccanismo sensoriale, attivando forme di ascolto intenzionale che sono corredo tipico dei bias percettivi. 

L'azione inversa è molto più "onesta" (si fa per dire, è una bastardata bella e buona) e dà esiti più affidabili oltre che spassosi. Fare eccome qualcosa, ma senza farlo sapere. 

Perché se il testato lo sapesse, in automatico "sentirebbe" abomini sonori inenarrabili. 

Non sapendolo al contrario lo si lascia in balia dei bias che già ha a iosa, che è gioco facile falsificare, senza aggiungerne altri. 

Potrei raccontare simpatici esperimenti umani fatti di persona, ma poi passerei per criminale quindi evitiamo. 

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