Gaetanoalberto Inviato 9 Gennaio Autore Inviato 9 Gennaio @ascoltoebasta L'econometria é una scienza piuttosto inesatta, dicono.
audio2 Inviato 9 Gennaio Inviato 9 Gennaio 3 minuti fa, ascoltoebasta ha scritto: se si vive in un mondo in cui tutto è dipendente dal denaro............ ..........sei comunque calato in un realtà che ti fa star bene o comunque vivere anche se magari non con soldi direttamente tuoi ma con sussidi, benefici, bonus, prezzi agevolati, insomma di tutto il caneuomo è proprio il tipico esempio di questa cosa qua, ergo facile parlare e torniamo sempre al fatto che ci vogliono i soldi, c'è poco da fare a parte che negli usa con i 100 mila del 2010 oggi sei quasi alla fame
extermination Inviato 9 Gennaio Inviato 9 Gennaio 23 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto: Ma il non aver raggiunto il massimo della felicità, genera infelicità? E se uno é felice, come incide sullo stato d'animo la consapevolezza di poter essere più felice? Non saperi dirti anche perché, la “libertà interiore” - che ha il suo peso- non si può comperare.
extermination Inviato 9 Gennaio Inviato 9 Gennaio 18 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto: Per animare il dibbbattito terzomondista, pubblico qualche foto dei viaggi della mia alunna Da quello che mi sta raccontando il Fede ( mio figlio) circostanze molto simili da lui toccate in un viaggio che sta concludendo in India (15gg) in località disperse ( talvolta due ore a piedi con Guida per raggiungerle) in cui il denaro in tasca non serve quasi ad una sega.
simpson Inviato 9 Gennaio Inviato 9 Gennaio La felicitá è uno stato mentale, non ha bisogno in realtà di grandi cose se non di consapevolezza. Dico sempre alle mie ragazze 'non affidate la vostra felicità al desiderio di qualcosa che non avete' seguendo il ragionamento non sono felice perchè non ho quella cosa e se un giorno l'avrò sarò felice. Non funziona così. Non sei felice perchè non sei felice, punto. Perchè non vuoi esserlo, fondamentalmente, o perchè il tuo organismo non lo permette. Ma non sarà il raggiungimento di un obiettivo o di uno status o di un luogo che potrà darti la felicità che non hai. Adesso, tra i ragazzi, va di moda legare il concetto di felicità alla fuga dall'Italia. Via, andare via, a qualunque costo, anche per una vita di stenti purchè via di qui. Vista dall'esterno rende chiaro il concetto che voglio esprimere: qua non sei felice perchè non vuoi esserlo, là lo sarai perchè lo vorrai. 1
ascoltoebasta Inviato 9 Gennaio Inviato 9 Gennaio 10 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto: L'econometria é una scienza piuttosto inesatta, dicono. Si,ma per stabilire che più ricchezza dia un maggior senso di felicità,in una società in cui tutto dipende dal denaro,non mi sembra serva un acume particolare. 10 minuti fa, audio2 ha scritto: e torniamo sempre al fatto che ci vogliono i soldi, c'è poco da fare Come già scritto,in un certo tipo società non può essere altrimenti.
Gaetanoalberto Inviato 9 Gennaio Autore Inviato 9 Gennaio Ci vorrebbe uno bravo qui. Premesso che la soddisfazione dei bisogni primari é primaria, e potremmo definirla il punto di partenza del ragionamento, come definire l'intima soddisfazione del cacciatore che ha sfamato la famiglia ? L'aspirazione al denaro é naturale, individuale, culturale?
extermination Inviato 9 Gennaio Inviato 9 Gennaio 1 minuto fa, Gaetanoalberto ha scritto: Ci vorrebbe uno bravo qui. Comincia con il contare tutte le volte che ogni giorno t’incazzi e per quanto tempo resti incazzato!
LUIGI64 Inviato 9 Gennaio Inviato 9 Gennaio 34 minuti fa, simpson ha scritto: non affidate la vostra felicità al desiderio di qualcosa che non avete Un po' la sindrome di Babbo Natale... quando arriverà risolverà tutti i problemi (analisi transazionale)
LUIGI64 Inviato 9 Gennaio Inviato 9 Gennaio Qualcuno affermava che la felicità si può trovare nello spazio di tempo che intercorre tra un desiderio ed un altro
nullo Inviato 9 Gennaio Inviato 9 Gennaio 1 ora fa, mozarteum ha scritto: Questo pero’ presuppone che si ambisca all’altrui considerazione. Cosa che puo’ anche non sussistere per chi viva nella liberta’ il proprio benessere noncurante del giudizio altrui positivo o negativo che sia. Conoscere i mattoni con cui si costruiscono i giudizi umani su persone e status e’ il miglior modo per fregarsene. Perfetto. Però occorre sottolineare che alcuni giudizi possono anche essere ritenuti appaganti perché vengono da persone cui noi stessi diamo valore. Ma se non si ha stima di sé stessi, non c'è lusinga che tenga. Ps A leggere alcuni interventi si rimane perplessi, ma davvero qualcuno crede che si compri qualcosa o ci comporti in un determinato modo solo per gli altri e non esclusivamente per sé stessi? Il tutto per sentirsi a proprio agio Considerando la media di 60 anni degli appartenenti al forum ci si chiede quanto tempo di vita occorra per superare tali complessi che poi regolarmente si ribaltano sugli altri per sentirsi a posto. Ma vivere in pace con sé stessi (al proprio livello) e con gli altri non è vivere meglio che coltivare risentimento, astio, invidia e via di seguito?
nullo Inviato 9 Gennaio Inviato 9 Gennaio 1 ora fa, extermination ha scritto: Comincia con il contare tutte le volte che ogni giorno t’incazzi e per quanto tempo resti incazzato! Tempo perso.
mom Inviato 9 Gennaio Inviato 9 Gennaio 1 ora fa, simpson ha scritto: La felicitá è uno stato mentale estremamente soggettivo e delicato: non si compra ma non è neppure gratis. Lo si guadagna a poco a poco crescendo anche con tante speranze e delusioni così come si completa un album di figurine. (Che non detto che ci si arrivi a finirlo e che non ci venga rubato!)
LUIGI64 Inviato 9 Gennaio Inviato 9 Gennaio 8 minuti fa, nullo ha scritto: Ma vivere in pace con sé stessi Eh ...dici niente Senza essere troppo radicali, si potrebbe affermare che gran parte della felicità dipenda da noi stessi, dalle reazioni agli accadimenti, l'aggrapparsi strenuamente a situazioni e cose, alla mancanza di accettazione di noi stessi e degli altri con conseguenti frustrazioni e desideri inappagati...soltanto a titolo di esempio
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