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Soldi, soldi, soldi


Gaetanoalberto

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Gaetanoalberto
Inviato

@ascoltoebasta  L'econometria é una scienza piuttosto inesatta, dicono.

Inviato
3 minuti fa, ascoltoebasta ha scritto:

se si vive in un mondo in cui tutto è dipendente dal denaro............

..........sei comunque calato in un realtà che ti fa star bene o comunque vivere anche se magari

non con soldi direttamente tuoi ma con sussidi, benefici, bonus, prezzi agevolati, insomma di tutto

il caneuomo è proprio il tipico esempio di questa cosa qua, ergo facile parlare

e torniamo sempre al fatto che ci vogliono i soldi, c'è poco da fare

a parte che negli usa con i 100 mila del 2010 oggi sei quasi alla fame

extermination
Inviato
23 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Ma il non aver raggiunto il massimo della felicità, genera infelicità?

E se uno é felice, come incide sullo stato d'animo la consapevolezza di poter essere più felice?

Non saperi dirti anche perché, la “libertà interiore” - che ha il suo peso- non si può comperare. 

 

extermination
Inviato
18 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Per animare il dibbbattito terzomondista, pubblico qualche foto dei viaggi della mia alunna

Da quello che mi sta raccontando il Fede ( mio figlio) circostanze molto simili da lui toccate in un viaggio che sta concludendo  in India (15gg)  in località disperse ( talvolta due ore a piedi con Guida per raggiungerle) in cui il denaro in tasca non serve quasi ad una sega.

Inviato

La felicitá è uno stato mentale, non ha bisogno in realtà di grandi cose se non di consapevolezza. Dico sempre alle mie ragazze 'non affidate la vostra felicità al desiderio di qualcosa che non avete' seguendo il ragionamento non sono felice perchè non ho quella cosa e se un giorno l'avrò sarò felice. Non funziona così. Non sei felice perchè non sei felice, punto. Perchè non vuoi esserlo, fondamentalmente, o perchè il tuo organismo non lo permette. Ma non sarà il raggiungimento di un obiettivo o di uno status o di un luogo che potrà darti la felicità che non hai. 
Adesso, tra i ragazzi, va di moda legare il concetto di felicità alla fuga dall'Italia. Via, andare via, a qualunque costo, anche per una vita di stenti purchè via di qui. Vista dall'esterno rende chiaro il concetto che voglio esprimere: qua non sei felice perchè non vuoi esserlo, là lo sarai perchè lo vorrai.

 

  • Melius 1
ascoltoebasta
Inviato
10 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

L'econometria é una scienza piuttosto inesatta, dicono.

Si,ma per stabilire che più ricchezza dia un maggior senso di felicità,in una società in cui tutto dipende dal denaro,non mi sembra serva un acume particolare.

10 minuti fa, audio2 ha scritto:

e torniamo sempre al fatto che ci vogliono i soldi, c'è poco da fare

Come già scritto,in un certo tipo società non può essere altrimenti.

Gaetanoalberto
Inviato

Ci vorrebbe uno bravo qui.

Premesso che la soddisfazione dei bisogni primari é primaria, e potremmo definirla il punto di partenza del ragionamento, come definire l'intima soddisfazione del cacciatore che ha sfamato la famiglia ?

L'aspirazione al denaro é naturale, individuale, culturale?

 

extermination
Inviato
1 minuto fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Ci vorrebbe uno bravo qui.

Comincia con il contare tutte le volte che ogni giorno t’incazzi e per quanto tempo resti incazzato! 

Inviato
34 minuti fa, simpson ha scritto:

non affidate la vostra felicità al desiderio di qualcosa che non avete

Un po' la sindrome di Babbo Natale... quando arriverà risolverà tutti i problemi (analisi transazionale)

Inviato

La felicità è alquanto sopravvalutata.

Inviato

Qualcuno affermava che la felicità si può trovare nello spazio di tempo che intercorre tra un desiderio ed un altro 

Inviato
1 ora fa, mozarteum ha scritto:

Questo pero’ presuppone che si ambisca all’altrui considerazione. Cosa che puo’ anche non sussistere per chi viva nella liberta’ il proprio benessere noncurante del giudizio altrui positivo o negativo che sia.

Conoscere i mattoni con cui si costruiscono i giudizi umani su persone e status e’ il miglior modo per fregarsene.

Perfetto.

Però occorre sottolineare che alcuni giudizi possono anche essere ritenuti appaganti perché vengono da persone cui noi stessi diamo valore.

Ma se non si ha stima di sé  stessi, non c'è lusinga che tenga.

Ps

A leggere alcuni interventi si rimane perplessi, ma davvero qualcuno crede che si compri qualcosa o ci comporti in un determinato modo solo per gli altri e non esclusivamente per sé stessi?

Il tutto per sentirsi a proprio agio 

Considerando la media di 60 anni degli appartenenti al forum ci si chiede quanto tempo di vita occorra per superare tali complessi che poi regolarmente si ribaltano sugli altri per sentirsi a posto.

Ma vivere in pace con sé stessi (al proprio livello) e con gli altri non è vivere meglio che coltivare risentimento, astio, invidia e via di seguito?

Inviato
1 ora fa, extermination ha scritto:

Comincia con il contare tutte le volte che ogni giorno t’incazzi e per quanto tempo resti incazzato! 

Tempo perso.

Inviato
1 ora fa, simpson ha scritto:

La felicitá è uno stato mentale

estremamente soggettivo e delicato: non si compra ma non è neppure gratis. Lo si guadagna a poco a poco crescendo anche con tante speranze e delusioni così come si completa un album di figurine. (Che non detto che ci si arrivi a finirlo e che non ci venga rubato!)

 

 

 

Inviato
8 minuti fa, nullo ha scritto:

Ma vivere in pace con sé stessi

Eh ...dici niente

Senza essere troppo radicali, si potrebbe affermare che gran parte della felicità dipenda da noi stessi, dalle reazioni agli accadimenti, l'aggrapparsi strenuamente a situazioni e cose, alla mancanza di accettazione di noi stessi e degli altri con conseguenti frustrazioni e desideri inappagati...soltanto a titolo di esempio




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