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Un sorta di "crossover intelligente" che però separa gli strumenti di una registrazione, e generato con l'AI. Rimarrebbe nella sfera HI-FI? E tra quanto tempo potremmo vederlo?


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appecundria
1 ora fa, checilascialozampino ha scritto:

Resta da vedere cosa si riuscirà a fare in un lontano -o vicino- futuro,

A mio giudizio sarà difficile. La tendenza attuale è verso il minimal, tu prevedi impianti a 24 o 48 canali con muri di altoparlanti e consumo elettrico spropositato 🙂

  • Haha 1
loureediano

Senza l'aiuto della IA è gia possibile quanto richiesto in modo più semplice.

L'uso di tanti altoparlanti diversi per ogni diffusore 

Il problema come sempre è che la coperta è corta e se la tiri da una parte resti scoperto dall'altra 

Il compromesso migliore è un 4 vie, il crossover non è ancora diventato troppo complicato e gli incroci si riescono a gestire ancora bene.

Attualmente il collo di bottiglia è il crossover, porta sempre e comunque ad un degrado 

Forse la soluzione, che nessuno adotta, è il crossover attivo esterno.

Per questo, se non avessimo il bias consolidato e difficile da scalfire, l'ideale sarebbe usare diffusori attivi.

jakob1965

@loureediano  credo che tutto quello che dici tu , è presente in questi diffusori: (Beolab 90)

 

image.png.60e453c33328645a43854c2f436bbe5e.png

 

Qualche forumer li ha anche ascoltati ma non so se hanno avuto successo

  • Moderatori
paolosances

@appecundria Su scala globale,quanti potrebbero permettersi installazioni audio mastodontiche e costose in termini d'acquisto e gestionali,gestionali come manutenzioni e consumi energetici?

Siamo nei tempi del LED piuttosto che delle lampade ad incandescenza,dei classe D piuttosto che delle valvole: in estrema sintesi, nessun brand investirebbe su determinati prodotti. 

Onestamente non sento questa necessità per quello che riguarda  la mia piccola esperienza di ascolto (soprattutto trio Jazz o comunque piccoli gruppi ) .

Trovo che la riproduzione domestica con diffusori a due vie e l’ampli che avevo prima era molte volte nella separazione e dettaglio quasi più precisa dell’evento reale il Jazz era nato in locali quasi mai studiati acusticamente ed ancor oggi molti eventi si tengono in ristoranti e bar la musica nel complesso deve armonizzarsi e focalizzerei la mia attenzione più su un emissione naturale dei vari strumenti.

Ritengo che già l’Hi-Fi di un certo livello abbia superato la realtà di una buona parte degli eventi reali andando verso un iperrealismo che alle volte per me stona comunque la coperta è sempre corta se la tiri troppo da una parte resti con i piedi all’aria 😂😂.

 

 

 

  • Melius 1
3 ore fa, loureediano ha scritto:

 

Il compromesso migliore è un 4 vie, il crossover non è ancora diventato troppo complicato e gli incroci si riescono a gestire ancora bene.

 

 

4 vie si potrebbe fare con 2 sub separati attivi,

e poi un diffusore 3vie passivo, tagliato in basso.

Per semplificare...

 

  • Thanks 1

MAH... più leggo questo thread meno comprendo l'obiettivo finale.

Lo pongo sotto forma di domanda: sto ascoltando un quartetto jazz, vorrei avere un "aggeggio" che mi permette di ascoltare, se voglio, solo il contrabbasso.

E' questo?

checilascialozampino

Diciamo che per l'idea base che ho in mente si potrebbe iniziare con una divisione nei medi, che sono la fascia con più affluenza sonora e che copre voce e vari strumenti..

 

Però ripeto.. il mio è un esperimento mentale ideale.

 

Mettiamola cosi..

Ci sono appunto tante casse con vari woofer medi.

Mettiamola così.. idealmente cosa succederebbe con uno di quei diffusori mostrati sopra da più di 100 Mila euro se dividessi, in un quartetto jazz la voce-la tromba-ed il piano in tre woofer diversi utilizzando una selezione dei toni tramite l'AI?

 

ovvio che servirebbero 2 amplificatori in più o un amplificatore che gestisca più canali contemporaneamente. Cosa che con la tecnologia di oggi è fattibilissimo.

 

Altra cosa ovviamente è che si rimane nel digitale, perché un giradischi ha solamente due canali per necessità.

 

A meno che tra dieci anni non facciano processori che facciano quanto indicato in "tempo reale" o con un minimo di ritardo -e probabilmente, volendo, ci sono già -.

 

La domanda che mi pongo è.. se la tecnologia e la voglia del mercato si tengessero al passo e fossero interessate alla cosa, si parlerebbe ancora di hi-fi?

O sarebbe qualcosa di diverso?

La qualità ne potrebbe guadagnare, o siamo davanti ad un collo di bottiglia insuperabile?

La AI applicata potrà mai accostarsi ad un ascolto realmente hi-fi per un audiofilo?

 

I miei interrogativi sono più filosofici che "reali" dove certo la filosofia si deve cmq incontrare o scordare con la realtà.

Non so se mi sono spiegato meglio.

Cmq tutti i vostri spunti sono interessanti..

 

Condivido cmq le riflessioni sul live.

Ci pensavo anche io stanotte andando con la memoria.

Un'esibizione jazz che non sia in un teatro, ma in un locale, è qualcosa di "sporco" di contaminato, dipende dalla posizione dell'ascoltatore.

Se sono vicino al sax o alla tromba posso forse sentire il rumore dei pistoni o delle chiavi che si muovono.

 

Il cervello poi probabilmente è molto più attivo di qualsiasi microfono o AI se volesse cercare -in live- quei suoni, focalizzarsi su di essi, ed ascoltarli.

Forse entra in gioco anche la suggestione, per carità, ed il mio trasporto emotivo nella musica.

 

Personalmente addirittura mi piace il concetto addirittura di lo-fi, non tanto per il "genere" musicale che se ne è venuto a creare da quel concetto, ma appunto per la musica che si "sporca" per varie influenze diverse.

Aggiunge al mio palato uditivo qualcosa di gustoso! Di inaspettato e sorprendente.

 

Ieri ascoltavo Lester Young che adoro, ed in alcune registrazioni si può immaginare il movimento delle labbra e della lingua, l'aria che trattiene o fa filtrare dal bocchino per cambiarne il suono ed intensità a seconda del momento. Questo ovviamente si avverte nei grandi, ed in buone registrazioni in cui quei piccoli suoni sono udibili.

checilascialozampino
10 minuti fa, scroodge ha scritto:

MAH... più leggo questo thread meno comprendo l'obiettivo finale.

Lo pongo sotto forma di domanda: sto ascoltando un quartetto jazz, vorrei avere un "aggeggio" che mi permette di ascoltare, se voglio, solo il contrabbasso.

E' questo?

Questo diciamo che era nel thread delle "Conga fantasma" nel concerto di Jimi Hendrix a Woodstock.

 

Qui è più che altro..

 

Voglio avere due woofer in cui in uno ci sia la traccia del contrabbasso, ed in uno solo la grancassa.

 

Perché, pur essendo suoni con una banda di frequenza interessata simile, la grancassa ha per lo più suoni secchi e corti, il contrabbasso suoni dolci fluido e più lunghi.

Un woofer normalmente deve gestire entrambe le due tipologie di suoni contemporaneamente e fisicamente lo fa muovendo un'unica membrana.

 

Cosa succede se avessi invece due membrane separate per gestire i due diversi suoni?

E ci sarà mai un'applicazione che mi possa selezionare i due timbri diversi, separarli e mandarli a due amplificazioni distinte?

E, rimarremmo cmq nell'Hi-fi?

Oppure anche presupponendo un'altissima capacità di elaborazione, diciamo da Nasa, la separazione di quelle tracce tramite digitalizzazione rappresenterebbe cmq un collo di bottiglia?

 

Diciamo che sto ponendo un esperimento ideale per interrogami contemporaneamente su vari aspetti:

-un uso (uno dei pochi potenzialmente a mio avviso) dell'Ai applicata alla musica

-l'interrogativo su cosa "un domani" sarà o potrà essere considerato hi-fi

-e come ritorno al presente una ri-riflessione su cosa è l'ascolto oggi e fino a dove si potrà spaziare con l'inevitabile avvicinarsi dell'AI -in tutti i campi-.

 

 

 

checilascialozampino

Per intenderci, da dove è partita la mia riflessione..

Questo è il presente:

 

 

 

L'IA oggi, ovviamente tramite operatore e logaritmi, crea "nuovo" che pare estremamente reale.

Questo sarà un grosso problema per cosa soprattutto nelle generazioni future sarà considerato "realtà".

 

Applicato alla musica secondo me è una rovina. Perché appunto per me la musica è suonata da una o più persone, magari riprodotta, ma suonata.

Quella che invece propongo è una delle poche applicazioni interessanti che mi è venuta in mente.

E mi domando se sarà mai applicabile al concetto di hi-fi..

17 minuti fa, scroodge ha scritto:

E' questo?

boh. mi pare che eri tu l' appassionato di equalizzatori, ci sono delle macchine da studio che ti esaltano

determinate frequenze portandole avanti nel palco virtuale, quindi queste potrebbero fare al caso tuo.

2 minuti fa, audio2 ha scritto:

mi pare che eri tu l' appassionato di equalizzatori,

Ti pare male.
Sperimentazione tanta, su tanti campi.

Appassionato di eq. no.

 

3 minuti fa, audio2 ha scritto:

ci sono delle macchine da studio che ti esaltano

determinate frequenze portandole avanti nel palco virtuale,

Certo, lo so bene, le conosco perfettamete.
 

3 minuti fa, audio2 ha scritto:

quindi queste potrebbero fare al caso tuo.

Mio?

Non ho mica aperto io il thread

checilascialozampino

App7nto

4 minuti fa, audio2 ha scritto:

esaltano

determinate frequenze

Appunto qui starebbe, come abbiamo appurato strada facendo, la differenza tra frequenze (basta un buon crossover o un equalizzatore) e, semplifico così.."timbro".

 

Diciamo, ancora semplificando.. un equalizzatore per timbro

checilascialozampino
14 ore fa, scroodge ha scritto:

@checilascialozampinoMi sembra ci sia un po' di confusione tra concetto di "crossover" e "gamma di frequenze coperta da uno strumento".

Cmq... è senz'altro fattibile isolare strumenti all'interno di una registrazione stereo (anche mono).

E' posssibile da decenni a dire il vero.

l minimo (in grande estrema sintesi) potrebbe essere sufficiente un analizzatore di spettro per visualizzare le frequenze e la durata della esecuzione chessò di un ottavino, poi con un equalizzatore si lavora in sottrazione togliendo tutto quello che c'è sotto e sopra quelle frequenze e si registra il risultato.

Poi si fa lo stesso con un altro strumento.

E via così.

Si otterranno tante tracce quante ci servono e possiamo farle suonare, con idonee macchine, col "volume" che vogliamo.
Oppure senza registrare e si ascolta in rea time, dopo aver equalizzato.


In epoca digitale dove puoi visualizzare in  real time praticamente tutto a partire dalla dorma d'ionda, è quasi, un gioco da ragazzi.

La difficoltà si ha, in ogni caso, quando vuoi "isolare" strumenti con frequenze vicine, come violino e viola, o quando molti strumenti stanno suonando su frequenze simili.

In ogni caso è fattibile.

Il risultato finale va dall'isolare completamente uno strumento al metterlo in evidenza ma non isolarlo completamente.

Dipende dai fattori detti prima, dalla strumentazione a disposizione, e sopratutto dal "manico".

In pratica, a mio modo di vedere la questio andrebbe posta così: a partire da un programma stereo è possibile operare all'indietro e "ricostruire" la registrazione multitraccia  da cui è stato ricavato?

(nel caso che lo sia stato ovviamente)

Diciamo che questo probabilmente è il concetto che più si avvicina a quello che avevo in mente..

Ospite
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