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Il coltello e le etnìe


Gaetanoalberto

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14 minuti fa, senek65 ha scritto:

la vedi prosperare

Condivido questa tua parte di analisi, è parziale e la più facile da identificare.

Mi è rimasto l'imprinting di altri ambienti di lavoro, quando ero addetto alle pulizie senior avevo compreso e cercavo di fronte a un qualsiasi problema di fare quanto segue:

a) esiste un problema da risolvere o per lo meno da ridurre ai minimi termini come effetti negativi 

b) prima di decidere come intervenire e di pensare di avere la soluzione migliore in tasca, si devono ricercare le cause, ma non solo quelle più vicine  ovvero primarie, ma si deve procedere fino alle cause originali (esistono sistemi e metodologie consolidate da tempo nel problem solving)

c) poi si analizzano i costi di ogni azione possibile

d) poi si decidono le azioni per azzerare/ridurre/contenere il problema rispetto ai costi necessari per attuare le azioni richieste

e) poi si attuano le azioni migliorative

f) fondamentale alla fine misurare l'efficacia degli interventi ovvero quanto è stato ridotto il problema in termini oggettivi misurabili e con quale efficienza ovvero con quanti/quali costi ancora una volta misurabili, perché una qualsiasi azione non è buona in quanto tale :classic_biggrin:, ma solo per i risultati che ottiene in relazione ai costi necessari per attuarla

 

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maurodg65
23 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

Non c'è niente di nuovo nella violenza giovanile,  tranne per il fatto che è meno di un tempo.

C’è uno studio che afferma il contrario 😁

 

https://www.cnr.it/it/nota-stampa/n-13170/violenza-giovanile-in-aumento-secondo-il-rapporto-espad-italia-2023

 

 

Violenza giovanile in aumento secondo il rapporto ESPAD®ITALIA 2023

09/12/2024

Un nuovo approfondimento sui dati contenuti nel Rapporto ESPAD®Italia 2023 condotto dall'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Ifc) evidenzia una ripresa della violenza giovanile nel nostro Paese.

Il report analizza ogni anno i fenomeni di maggiore impatto sociale tra i giovani di età compresa fra i 15 e i 19 anni, monitorando in particolare dipendenze e comportamenti a rischio tra studenti e studentesse delle scuole superiori di secondo grado.

Diffusione della violenza tra i giovani

Secondo lo studio, quasi il 40% degli studenti delle scuole superiori, di età compresa tra i 15 e i 19 anni, ha partecipato a zuffe o risse nel corso del 2023, pari a circa 990.000 ragazzi. Questo dato rappresenta un aumento di sette punti percentuali rispetto al 2019 (33%). La prevalenza è significativamente maggiore tra i ragazzi (46%) rispetto alle ragazze (34%). Inoltre, il 12% ha preso parte ad episodi di violenza di gruppo, spesso rivolti verso sconosciuti o conoscenti, con il 41% dei casi che ha coinvolto sconosciuti e il 33% conoscenti.

Violenza tra le ragazze

Sebbene la violenza sia sempre stata più diffusa tra i maschi, negli ultimi cinque anni si è osservata una riduzione delle differenze di genere, soprattutto in comportamenti come il danneggiamento di oggetti, che tra le ragazze è aumentato dal 2,3% nel 2018 al 3,9% nel 2023, e negli atti di violenza fisica gravi, passati dall'1,9% al 4%. Oltre all'incremento delle prevalenze femminili, emergono differenze nella tipologia di violenza perpetrata: nel contesto online, ad esempio, le ragazze tendono a preferire forme di violenza indiretta, come l'esclusione di qualcuno da un gruppo, mentre i ragazzi sono più inclini a inviare minacce o insulti. Questi dati evidenziano la necessità di porre maggiore attenzione alle caratteristiche di genere nella violenza, non solo per il crescente coinvolgimento delle ragazze, ma anche per le specifiche forme che la violenza può assumere nel genere femminile.

Comportamenti estremi in aumento

In aumento anche i comportamenti più estremi: il 6,2% degli adolescenti ha danneggiato beni pubblici o privati, mentre il 5,8% ha causato gravi ferite a qualcuno, tanto da richiedere cure mediche. Questi dati sono in crescita rispetto al 2018, quando la percentuale di chi aveva danneggiato beni pubblici era del 5,2%, e di chi aveva fatto seriamente male a qualcuno era del 4,0%. Nel corso degli anni, il trend di questi comportamenti ha mostrato fluttuazioni, ma si osserva un incremento generale a partire dal 2021.

“Assistiamo a un incremento degli episodi di violenza tra i giovani, un fenomeno che rispecchia le tensioni e le difficoltà sociali post-pandemia”, spiega Sabrina Molinaro, dirigente di ricerca Cnr-Ifc e responsabile dello studio ESPAD®Italia. “Il dato più allarmante riguarda l'uso di armi e la violenza verso figure di autorità, con il 4,2% degli studenti che dichiara di aver colpito un insegnante e il 3,7% di aver usato un'arma per ottenere qualcosa. Questi comportamenti mostrano un'impennata a partire dal 2021, suggerendo un disagio crescente tra i giovanissimi”.

Violenza e tecnologia

ESPAD®Italia sottolinea anche come la violenza non si manifesti solo fisicamente, ma sia spesso veicolata anche dall'uso dei dispositivi digitali. Il 10% degli studenti ha assistito a scene di violenza filmate con un cellulare, mentre il 3,6% ha ripreso in prima persona questi episodi.

Nel contesto della violenza online, il 30% degli studenti ha ammesso di aver compiuto atti di cyberbullismo, con una prevalenza maggiore tra i ragazzi. Le forme più comuni di cyberbullismo includono l'invio di insulti in chat di gruppo, l'esclusione o il blocco di persone da gruppi online e l'invio di messaggi offensivi.

Fattori di rischio associati

È importante inoltre notare come i comportamenti violenti siano spesso associati ad altri fattori di rischio, come il consumo di sostanze psicoattive e l'uso problematico di Internet. Gli adolescenti coinvolti in atti di violenza riportano una maggiore tendenza all'abuso di alcol e droghe, con percentuali doppie rispetto a chi non ha messo in atto comportamenti violenti. Inoltre, tra chi ha messo in atto almeno un comportamento violento, l'8% afferma di aver danneggiato beni pubblici o privati dopo aver bevuto troppo, mentre il 4,1% lo ha fatto dopo aver utilizzato droghe.

Questi giovani mostrano anche una relazione più conflittuale con i propri genitori e una minore soddisfazione nei rapporti con amici e familiari, segnalando una condizione di malessere generalizzato. In particolare, i ragazzi coinvolti in comportamenti violenti riferiscono di essere meno soddisfatti del rapporto con i propri familiari, di avere scarso controllo parentale e basso sostegno emotivo. “I comportamenti violenti tra i giovani tendono a creare un circolo vizioso, in cui si intrecciano disagio personale, problemi relazionali e abuso di sostanze. Per questo è fondamentale promuovere campagne di sensibilizzazione e interventi mirati non solo per i ragazzi, ma anche per gli adulti di riferimento”, conclude Molinaro.

Conclusioni

Questi dati ribadiscono l'importanza di monitorare costantemente il fenomeno della violenza giovanile e di intervenire sui fattori che ne alimentano la diffusione, al fine di prevenire le conseguenze negative per la salute e il benessere dei giovani.

Il volume “Navigare il Futuro: dipendenze, comportamenti e stili di vita tra gli studenti italiani”

Questi e altri dati emersi dal Rapporto ESPAD®Italia 2023 sono raccolti nel volume appena pubblicato dal condotto dall'Istituto di fisiologia clinica del Cnr “Navigare il Futuro: dipendenze, comportamenti e stili di vita tra gli studenti italiani” disponibile sul sito web http://www.epid.ifc.cnr.it/.

 

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1 ora fa, LeoCleo ha scritto:

Tre anni chiusi in casa, l’essere umano trasformato e idealizzato come un appestato che se lo tocchi muori, la nonna abbracciata attraverso un telo di plastica… ecco per me tutto questo è stato terreno fertile per far attecchire e prosperare ogni minimo disagio già presente. 
PS: dimenticavo, le etnie non hanno particolari incidenze.

Ti prego no, questa è una immane sciocchezza. 

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extermination

Si dice che passare ore e ore sul web faccia perdere il contatto con la realtà e che tra le altre cose, possa fortemente amplificare la cosiddetta vulnerabilità emotiva - fragilità psicofisica con predisposizione a sentirsi feriti, attaccati o inadeguati. 

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@senek65

Aggiungo un'altra chiave di analisi a me molto cara (ho avuto fortuna come addetto alle pulizie senior :classic_biggrin:) appresa da un grande che in altri ambiti in relazione a come si rapportava quando entrava per la prima volta in una organizzazione affermava quanto segue come sua priorità avendo poi la responsabilità di far migliorare il più possibile tale comunità, dato che il suo focus era sui problemi e come le persone si rapportano ai problemi da risolvere mi pare molto attinente anche a questa situazione, a esser b****** la si può utilizzare anche per profilare tutti i nostri commenti :classic_biggrin:

Il grande uomo affermava quanto segue come sua priorità per comprendere con che risorse umane entrava in contatto, e distingueva tutte le persone rispetto ai problemi purtroppo sempre presenti in ogni organizzazione/comunità/azienda/nazione ecc.

"Per me esistono i seguenti gruppi di persone:

1) nel primo gruppo metto le persone che negano l'esistenza dei problemi da risolvere, facile poi trarre le conseguenze:classic_biggrin: 

2) nel secondo gruppo metto le persone che ammettono l'esistenza dei problemi, ma affermano che è impossibile risolverli (facile poi trarre le conseguenze :classic_laugh:)

3) nel terzo gruppo metto le persone che ammettono l'esistenza dei problemi, provano a risolverli, ma non avendo esperienza e/o capacità non ottengono risultati

4) nel quarto gruppo metto le persone che riconoscono l'esistenza dei problemi, provano in autonomia a risolverli e ottengono dei risultati

5) nel quinto gruppo metto le persone che riconoscono l'esistenza dei problemi, hanno la capacità di risolverli e aiutano tutti gli altri membri dell'organizzazione a individuare problemi e a risolverli con la metodologia più efficace ed efficiente"

Ho già scritto troppo :classic_biggrin:, mi ritiro a leggere solamente perché come scritto in precedenza è fantastico :classic_laugh:

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Gaetanoalberto
2 ore fa, Superfuzz ha scritto:

dell’uso dei coltelli alla minoranza nord africana.

Mah, io ne ho sequestrati a cinesi, rom, italiani. Ancora i nordafricani non m'é capitato, comunque sicuramente li hanno anche loro.

A dire della IA, che si basa sulle statistiche, questa affermazione non é ancora statisticamente rilevata.

Tra un po' faró una ricerca sulle spranghe...

 

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briandinazareth
37 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Violenza giovanile in aumento secondo il rapporto ESPAD®ITALIA 2023

 

io mi ponevo su un orizzonte temporale un po' più ampio, che ci siano percentuali diverse tra il 2019 e il 2023 fa parte della fluttuazione statistica, ma se rappresenta un trend ci dice due cose interessanti:

l'aumento non è legato all'etnia, visto che la popolazione delle presunte etnie col coltello non è cambiata. 

il web c'entra poco dal momento che nel 2019 c'erano le stesse cose.

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1 ora fa, Xabaras ha scritto:

Ti prego no, questa è una immane sciocchezza

Non è mia, è di molti psicologi, ma anche genitori: ovviamente nessuno ha avuto la minima visibilità.

PS: ridete sui tre anni?! Mi fa piacere, significa che vi siete già dimenticati le quarantene. Per i bambini, oggi ragazzi, l’impatto è stato più duro (sempre parole non mie: a me paiono ampiamente condivisibili e le riporto).

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I numeri sono talmente chiari da non consentire una discussione. Sarebbe come discutere se la Terra è piatta. Poi dal punto di vista politico si può pensarla come si crede, ma il dato di fatto oggettivo questo è, ed è innegabile, per esempio poi possiamo dibattere se chi ha deciso di commettere una rapina si porta dietro un coltello o meno. 

 

PS: L'Italia, per quanto riguarda gli omicidi, è uno dei paesi più "tranquilli" del mondo.

 

 

 

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ascoltoebasta
3 ore fa, senek65 ha scritto:

Le cause sono principalmente economiche. Il disagio aumenta esponenzialmente dove la situazione economica è disastrosa.

Certamente le condizioni economiche pesano in ogni circostanza,ancor di più in una società che quasi obbliga a non averne e ancor di più a non mostrarle,io continuo a sostenere che la diminuzione di certi reati non va considerata come a se stante,e se relazionata alle grandi e maggiori possibilità di accesso alla cultura e alle "comodità" odierne,di vario genere,questo scarto rispetto al passato si ridimensiona.

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