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L'importanza dell'alimentazione sulle prestazioni del dac


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ascoltoebasta
1 ora fa, Luca44 ha scritto:

Tipo chi ripete che bisogna solo ascoltare

Non che bisogna solo ascoltare,ma che l'ascolto non può che essere l'ultimo giudice,altrimenti saremmo tutti qui a credere che determinati componenti sono inutili e non apportano differenze,avremmo tutti lo stesso DAC,che pare sia il migliore al mondo,e per tutti,ma per fortuna siamo esseri molto più complessi di qualunque strumento di misura,ed è proprio questa caratteristica a smentire assolutismi che non possono essere tali.

38 minuti fa, ildoria76 ha scritto:

andatevi a leggere i Post di 3-4 anni fa.....quanta gente è sparita e non scrive più?

Personalmente, non so dire se la colpa sia del "troppo tecnicismo" o di altro.

 

10 minuti fa, ascoltoebasta ha scritto:

Esattamente come non serve a nulla continuare a ripetere le teorie,molte smentite dagli ascolti.

Ritengo che "ripetere" le teorie sia invece utile, poichè ricordo che è su quelle (sugli aspetti tecnici) che gli ingegneri e i progettisti si basano per creare gli oggetti che amiamo. E' ovvio che non tutti possono avere la formazione per approfondire molto argomenti tecnici: ognuno farà per il suo "livello", com'è giusto che sia, ma che almeno ci sia. Detto questo, è chiaro che si debba ascoltare: è lo scopo che ci spinge :D Mi sembra anche assurdo doverlo ripetere ogni volta.

ascoltoebasta
5 minuti fa, Necro ha scritto:

Ritengo che "ripetere" le teorie sia invece utile,

E' totalmente inutile,anzi dannoso,ripetere teorie vendute per assolute e,alcune,smentite dai fatti,sarebbe sufficiente considerare che siamo tutti differenti nel processo uditivo e sua elaborazione,tanto basta per non vendere questo o quel prodotto come "migliore",ciò che è migliore per ognuno di noi saranno gli ascolti e i confronti a stabilirlo,è un concetto semplice e scientificamente provato.

10 minuti fa, ascoltoebasta ha scritto:

E' totalmente inutile,anzi dannoso,ripetere teorie vendute per assolute e,alcune,smentite dai fatti,

Bisogna vedere quali sono "i fatti" smentiti e come.

10 minuti fa, ascoltoebasta ha scritto:

sarebbe sufficiente considerare che siamo tutti differenti nel processo uditivo e sua elaborazione

Che non è vero. Non nella "quantità" che si vuole "far credere" e non per un aspetto puramente "audiometrico". Semmai lo siamo per aspetti psicologici/sentimentali/umorali che centrano molto relativamente se si vanno a prendere come metro di giudizio per rendere "comune" una opinione.

  • Melius 1
ascoltoebasta
9 minuti fa, Necro ha scritto:

Bisogna vedere quali sono "i fatti" smentiti e come.

i confronti in cieco.

9 minuti fa, Necro ha scritto:

Che non è vero.

E' assolutamente vero e provato di quanto si attivino maggiori o minori parti del cervello all'ascolto della musica.

E abbiam la prova provata che nello stesso ambiente e momento,con lo stesso brano,ci possano essere opinioni diverse,infatti lo stesso accade con il senso del gusto,dell'olfatto e anche per le intensità luminose,finchè non si accetteranno queste realtà,si continueranno a spacciare per assolute teorie che non possono esserlo,se non per parametri diversi da quelli soggettivi,e son loro a determinare cosa riteniamo migliore.E' cosa semplice semplice.

2 minuti fa, ascoltoebasta ha scritto:

E' assolutamente vero e provato di quanto si attivino maggiori o minori parti del cervello all'ascolto della musica.

esattamente quello che ho detto ma con un distinguo un po' meno "semplice semplice".

16 minuti fa, Necro ha scritto:

e non per un aspetto puramente "audiometrico". Semmai lo siamo per aspetti psicologici/sentimentali/umorali che centrano molto relativamente se si vanno a prendere come metro di giudizio per rendere "comune" una opinione.

 

ascoltoebasta
10 minuti fa, Necro ha scritto:

esattamente quello che ho detto ma con un distinguo un po' meno "semplice semplice".

Di semplice semplice c'è l'accettare la realtà che non tutti siamo uguali nel processare il medesimo impulso,sia esso uditivo,olfattivo,gustativo e visivo,e per questo non può esistere un "migliore" in senso assoluto.

ilmisuratore
1 ora fa, ascoltoebasta ha scritto:

Di semplice semplice c'è l'accettare la realtà che non tutti siamo uguali nel processare il medesimo impulso,sia esso uditivo,olfattivo,gustativo e visivo,e per questo non può esistere un "migliore" in senso assoluto.

Soggettivamente non esiste un migliore visto che il valore viene attribuito dalla persona

Oggettivamente invece si...esiste un migliore e un peggiore

Ti faccio l'esempio con la percezione della temperatura: tra vari individui si possono avvertire sensazioni di diversa temperatura, uno potrà stare bene e l'altro potrà sentire caldo...magari un altro sentirà anche freddo

Chi stabilisce tra le 3 diverse temperature percepite l'esatto valore oggettivo ?...semplice: il termometro e se questo segnerà 40° l'unico individuo che ha avvertito una sensazione attinente è quello che sentiva caldo

A questo punto ogni individuo potrà appagarsi soggettivamente con diverse tipologie di qualità, ovvero: spaziando tra quelle oggettivamente migliori, tra quelle oggettivamente peggiori e tra quelle che sono una via di mezzo 

Le misure (vedi termometro) servono a stabilire il riferimento oggettivo

Le misure non hanno "pareri" diametralmente opposti (come le sensazioni percepite dalle persone) sono ripetibili, sono costanti, e ampiamente attendibili...se lo scopo è quello di osservare il dato oggettivo...

 

  • Melius 1
jackreacher

Buongiorno a tutti, caspiterina mi sono assentato 15 ore da questa discussione e si è scatenato un putiferio!!

Ottimo, questo è quello che ci vuole, un confronto serrato con il coltello tra i denti :classic_biggrin:.

.

Se sopra un tavolo c'è una bottiglia di vino già iniziata c'è chi la vedrà mezza piena, chi mezza vuota, chi più piena di chi la vede a metà, ma è utile sapere per esempio che contiene precisamente 383 ml di vino...

Misurando se ne stabilisce l'esatto e preciso reale contenuto oltre ogni "ragionevole" apparenza.

.

A questo serve la misurazione, il metodo scientifico;

È naturale che l'impianto hi-fi sia fatto per ascoltare la musica e trasmettere sensazioni, ma alla base ci sta la scienza (fisica, elettronica, ecc...) per fare un progetto e poi realizzarlo.

Quindi, senza misure --> caos totale

Il nostro sistema percettivo, udito, cervello, stato d'animo, condizioni di salute in un determinato momento --> sono il giudice estremamente di parte, ma va bene così.

W la musica :classic_laugh:

  • Melius 2

@ilmisuratore Non ho più il combo Wadia ( WT3200 & 64.4)....

Da 1 anno ho un 390S Mark Levinson.

Comunque qualche DAC  l' abbiamo anche provato, siamo un gruppetto di amici fra cui qualcuno molto curioso poiché in pensione...

Se si pensa al prezzo, mezzo miracolo sicuramente.

Alla fine il DAC titolare è sempre al suo posto 😉

  • Melius 1

Ho sempre sostenuto che le misure servono per assicurarsi che il progetto non mostri lacune tecniche, ma quelle classiche che noi vediamo esposte nei vari test non ci fanno intendere come suona. Mediamente sono tutte perfette. Specie nei dac.

ilmisuratore
2 ore fa, fabbe ha scritto:

Ho sempre sostenuto che le misure servono per assicurarsi che il progetto non mostri lacune tecniche, ma quelle classiche che noi vediamo esposte nei vari test non ci fanno intendere come suona. Mediamente sono tutte perfette. Specie nei dac.

...e di conseguenza tra i vari DAC che producono misure simili all'ascolto (in cieco) e con i livelli di uscita perfettamente pareggiati... affinché si possano rilevare delle differenze bisogna trattenere il respiro e sforzarsi maledettamente con il rischio di commettere anche errori

Le differenze alla fine si manifesterebbero tra tipologie di conversione le cui misure valicano abbondantemente la nostra soglia di udibilità 

P.s una piccola nota sulle misure pubblicate di cui parli, sul dominio del tempo non c'è un approfondimento completo, spesso le analisi circoscrivono il dominio della frequenza 

Se due DAC producono le medesime misure sul dominio della frequenza e questi suonano palesemente diversi... be'...le cause andrebbero ricercate altrove, e si troverebbero senza il minimo dubbio 

Nel momento in cui una misura non è in grado di rilevare differenze comprovate all'ascolto...la soluzione definitiva finale è il test di cross-correlazione, li non si scappa poiché viene messo a confronto in modo speculare l'inviluppo dello stimolo originale con quello del segnale analogico convertito potendone estrarre tutte le alterazioni di origine lineare e non lineare 

Poi ci sarebbero anche altri metodi basati sempre sullo studio geometrico della forma d'onda

Non esistono fenomeni di natura elettrica avvertibili dal nostro udito che "scappano" alle misure 

ilmisuratore
2 ore fa, goldeye ha scritto:

@ilmisuratore Non ho più il combo Wadia ( WT3200 & 64.4)....

Da 1 anno ho un 390S Mark Levinson.

Comunque qualche DAC  l' abbiamo anche provato, siamo un gruppetto di amici fra cui qualcuno molto curioso poiché in pensione...

Se si pensa al prezzo, mezzo miracolo sicuramente.

Alla fine il DAC titolare è sempre al suo posto 😉

E lo devi lasciare al suo posto poiché il tuo rapporto con l'elettronica in tuo possesso ti fa stare bene e soddisfa tutti i tuoi requisiti che scaturiscono intrinsecamente dal tuo setup e i tuoi gusti 

Questo non intacca minimamente la qualità oggettiva di ciò che hai in possesso, ma non intacca nemmeno la qualità oggettiva di un altro apparecchio... aldilà del fatto che possa piacerti o meno (e quando parlo di piacere non considero soltanto l'aspetto sonoro...ma anche estetico, del brand di appartenenza ect)

ascoltoebasta
10 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

Soggettivamente non esiste un migliore visto che il valore viene attribuito dalla persona

Oggettivamente invece si...esiste un migliore e un peggiore

Ma certamente che esiste un migliore oggettivo,basato però su criteri prestabiliti e il loro rispetto,ma poco importa ai fini di una scelta in base alla propria preferenza.Ma qui pare che alcuni vogliano negare la scienza,che ha dimostrato quante siano le ragioni che fanno si che il medesimo brano,nello stesso ambiente e nello stesso momento,vengano recepiti ed elaborati in modo differente,e quindi con risultati e valutazioni diverse,da più persone,il primo dei motivi può esser già la distanza tra le orecchie,la loro angolazione e forma,e poi una lunga serie di altri motivi,così come è provato che chi suona o canta sollecita una porzione di cervello maggiorre riuscendo,con maggiori probabilità a riconoscere variazioni che altri non percepiscono.Ma questo accade anche nelle valutazioni di piccantezza,acidità, sapidità,citricità etc,così come per l'olfatto,fino ad arrivare alle diverse soglie di dolore di ognuno di noi.Per questa serie di ragioni che non si possono contraddire,non può esistere il "migliore" in assoluto,a determinarlo saremo noi stessi con le nostre diversità,peculiarità o difetti,per questo dicevo che il concetto è facile facile,e non si può far altro che riportare le proprie esperienze,consapevoli,però,che son le nostre.

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