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Melius Club

L'importanza dell'alimentazione sulle prestazioni del dac


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7 minuti fa, ascoltoebasta ha scritto:

che il concetto è facile facile,e non si può far altro che ripotare le proprie esperienze,consapevoli,però,che son le nostre.

Lo abbiamo capito.

Vogliamo, però, anche cercare di capire quando due oggetti sono veramente uguali oppure diversi nel messaggio che producono? Perché lo sono, se lo sono, sulla base delle tecniche e tecnologie che implementano? Quali parametri alterano una riproduzione musicale in ambito elettroacustico? Quali sono le cause e le soluzioni tecniche da adottare per affrontare problemi comuni di riproduzione (i.e. rimbombi, fastidi in gamma alta etc.)? Ti ricordo che tutte queste cose (e molte altre) permettono di progettare e realizzare quello che poi ti piace o non ti piace. Si può essere interessati a capirne almeno i criteri di base? Ci si deve sempre e solo ridurre al *mi piace* o *non mi piace*?

  • Melius 2
ascoltoebasta
6 minuti fa, Necro ha scritto:

Vogliamo, però, anche cercare di capire quando due oggetti sono veramente uguali oppure diversi nel messaggio che producono? Perché lo sono, se lo sono,

Ma certo,sarebbe opportuno però,in funzione di questi dati,non negare opinioni di ascolto di altri appassionati che contraddicono,anche solo in parte,le certezze sonore e assolute che si vogliono attribuire. E' accaduto spessissim di leggere e contraddire, tacciandoli come "babbioni",appassionati che riportavano valutazioni di ascolto di prodotti di cui,chi muoveva critiche teoriche,neanche conosceva l'esistenza se non dopo aver googlato.

4 ore fa, faber_57 ha scritto:

Però, gradatamente, ho colmato molte lacune.

Approccio sano. Che anche io ho seguito. L'hi fi per me non è solo ascolto di musica, è conoscere come questa viene riprodotta, la tecnologia che c'è dietro, se non capisco niente di tecnica, quando qualcosa non mi piace nell'impianto, come faccio ad individuare dove potrei migliorare? Mi faccio portare un furgone di componenti a casa, e li provo tutti?

Pieno rispetto per chi usa solo le orecchie, ma quelle sono tutte diverse, e non fanno testo. Una misura  sarà oggettivamente quella, senza smentita.

Sembra esseeci una sorta di paura, ad aprire la mente alla parte tecnica del nostro hobby,  come se si avesse paura di metter fine ad una fiaba. 

 

  • Melius 1
ilmisuratore
44 minuti fa, ascoltoebasta ha scritto:

Ma certamente che esiste un migliore oggettivo,basato però su criteri prestabiliti e il loro rispetto,ma poco importa ai fini di una scelta in base alla propria preferenza.Ma qui pare che alcuni vogliano negare la scienza,che ha dimostrato quante siano le ragioni che fanno si che il medesimo brano,nello stesso ambiente e nello stesso momento,vengano recepiti ed elaborati in modo differente,e quindi con risultati e valutazioni diverse,da più persone,il primo dei motivi può esser già la distanza tra le orecchie,la loro angolazione e forma,e poi una lunga serie di altri motivi,così come è provato che chi suona o canta sollecita una porzione di cervello maggiorre riuscendo,con maggiori probabilità a riconoscere variazioni che altri non percepiscono.Ma questo accade anche nelle valutazioni di piccantezza,acidità, sapidità,citricità etc,così come per l'olfatto,fino ad arrivare alle diverse soglie di dolore di ognuno di noi.Per questa serie di ragioni che non si possono contraddire,non può esistere il "migliore" in assoluto,a determinarlo saremo noi stessi con le nostre diversità,peculiarità o difetti,per questo dicevo che il concetto è facile facile,e non si può far altro che riportare le proprie esperienze,consapevoli,però,che son le nostre.

Certamente non sarò io a negare le funzioni olistiche dell'essere umano...sono risapute...ne abbiamo anche discusso, @scroodge ha tentato anche di spiegarlo nei dettagli visto che è argomento di sua spettanza

Questa frase che hai citato "" ha dimostrato quante siano le ragioni che fanno si che il medesimo brano,nello stesso ambiente e nello stesso momento,vengano recepiti ed elaborati in modo differente"" è importante poichè mette a riparo tutta una serie di elementi di contrasto tra la parte soggettiva e la parte oggettiva

ascoltoebasta
34 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Questa frase che hai citato "" ha dimostrato quante siano le ragioni che fanno si che il medesimo brano,nello stesso ambiente e nello stesso momento,vengano recepiti ed elaborati in modo differente"" è importante poichè mette a riparo tutta una serie di elementi di contrasto tra la parte soggettiva e la parte oggettiva

Certamente è importante,direi fondamentale affinchè ci si possa intendere,son due cose ben distinte il valutare secondo criteri stabiliti e valutare secondo l'unico criterio che ci porta,o dovrebbe portare,ad operare le scelte,per noi,migliori.

ascoltoebasta
13 ore fa, widemediaphotography ha scritto:

niente di più ingannevole delle orecchie. 

Non sono affatto ingannevoli,come non lo sono il nostro naso,gli occhi o il tatto,sono il nostro metro di valutazione,questo siamo,non siamo strumenti di misura,quindi ciò che per te o per le misure suona correttamente,lo fa per te e per le misure,per altri può suonar meglio qualcos'altro,non riesco davvero a comprende cosa ci sia di difficoltoso nell'accettare una realta incontrovertibile.

Così come un piatto a te può sembrare perfettamente bilanciato,per me può esser sbilanciato verso un certo ingrediente,e per un altro ancora risultare sbilanciato diversamente,mah,certo che il detto che il mondo è bello perchè è vario ha solide fondamenta.

ascoltoebasta
1 minuto fa, jackreacher ha scritto:

Propongo di regalare un kit di misurazioni ad @ascoltoebasta , così per sfizio lo può posizionare accanto all' impianto.

Esperienza già fatta un paio di volte con esperti del settore,e altre voltre a casa di amici,e ho avuto conferma di non volermi violentare da ciò che dice la teoria,ma assecondare le mie preferenze,originate e dovute a quelle che possono essere mie peculiarità o difetti.

ilmisuratore
5 minuti fa, ascoltoebasta ha scritto:

Non sono affatto ingannevoli,come non lo sono il nostro naso,gli occhi o il tatto,sono il nostro metro di valutazione,questo siamo,non siamo strumenti di misura,quindi ciò che per te o per le misure suona correttamente,lo fa per te e per le misure,per altri può suonar meglio qualcos'altro,non riesco davvero a comprende cosa ci sia di difficoltoso nell'accettare una realta incontrovertibile.

Così come un piatto a te può sembrare perfettamente bilanciato,per me può esser sbilanciato verso un certo ingrediente,e per un altro ancora risultare sbilanciato diversamente,mah,certo che il detto che il mondo è bello perchè è vario ha solide fondamenta.

Le nostre scelte, fortunatamente, poggiano su tutta una serie di elementi che ritengo essere dentro una finestra ottimale

Si sceglie tra diverse sfumature e non tra "il giorno e la notte"

Non ci sono apparecchi che suonano in modo orripilante (al netto dei commenti esagerati e sconsiderati) anche a prezzi molto diversi, in special modo per i DAC

Possono essere diversi, ma non da fare schifo...e l'esempio estremo di qualcuno che usa perfino uno smartphone come DAC inserito in una catena non banale lo conferma...ma per le misure che produce, che non sono da riferimento, ma piuttosto buone

Se lo smartphone avesse prodotto misure molto scarse...be'...non credo affatto che prosciuttone Dufay lo avrebbe gradito, men che meno ascoltarci musica nella sua catena

 

ascoltoebasta
4 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Le nostre scelte, fortunatamente, poggiano su tutta una serie di elementi che ritengo essere dentro una finestra ottimale

Si sceglie tra diverse sfumature e non tra "il giorno e la notte"

Certo,ed esistono vari tipi di sfumature,l'importanza la attribuiamo noi stessi in funzione,anche qui,di diverse ragioni,personalmente alcune sfumature mi conducono a non godere della musica,come vorrei,o come altre sfumature,o la somma di tante sfumature apportate da più accorgimenti, ritenute migliori, sono in grado di fare,credo sia questo lo scopo per godere appieno di una passione,o perlomeno è il mio.

acusticamente
1 ora fa, Ggr ha scritto:

Sembra esseeci una sorta di paura, ad aprire la mente alla parte tecnica del nostro hobby,  come se si avesse paura di metter fine ad una fiaba. 

Non penso sia paura della fine della fiaba (sarebbe anche un po’ riduttivo pensare che molti di noi la vivano come tale) quanto un qualcosa che attiene ad un aspetto molto umano e cioè mettere in discussione la propria esperienza sensoriale, che in definitiva ha il significato di mettere in dubbio se stessi (con questo non sto però avvalorando la tesi che la maggior parte di quello che proviamo sia illusorio…)

Per chi porta nella discussione una misura è molto più semplice dire “sta scritto qui, nero su bianco” (che abbia o non abbia influenza e quanta è tutto poi da vedere). Per chi  invece riferisce una propria esperienza sensoriale si parte già svantaggiati (ovviamente dò sempre per scontata la buona fede), perché si finisce inevitabilmente sotto il troppo facile attacco di chi contesta e scrive “devi dimostrarlo” oppure cataloga tutto sotto la voce bias e illusione.

Chi ha una certa formazione tende a pensare che un intervento ha una sua dignità solo se oggettivo, anche quando viene esposto senza questa pretesa, andando a contrastare due principi; uno la libertà di giudicarlo per il suo reale peso e due l’importanza dell’aspetto più umano che deve avere una sua libertà di espressione e convivenza, perché tanti sono gli elementi che concorrono a quello che ci piace praticare.

faber_57

L'alta età media di questo forum fa sì che la maggior parte dei partecipanti abbia completato la sua "formazione" e stia o di qua o di là: misurista o ascoltatore. Quelli che ancora possono cambiare parzialmente idea sono quelli di mezzo (che infatti in genere hanno toni dialoganti) ed i pochi giovani ancora in fase di apprendistato. Ecco perché il dialogo è molto difficile se non impossibile: sono posizioni che rispecchiano un percorso di vita e la conversione è attività praticata da pochi :classic_biggrin:. E il bello è che nella testa di entrambi i contendenti c'è la stessa frase: "ma come fa a non capire...".

  • Haha 1
Lestratto
17 ore fa, ildoria76 ha scritto:

Eh no tra i tuoi più grandi seguaci c'è gente che ha le testine dei giradischi da 15K e Cavi di alimentazione da 1.000euro...per non parlare dei Dac...sono curioso di chiedere a tutti quelli che ti hanno dato i Melius su questo 3D e su tutti i precedenti che modelli di Dac hanno nei loro impianti....Dai su non vi vergognate e siate coerenti se siete uomini 

Non sono seguace di nessuno ma apprezzo gli interventi di @ilmisuratore; non ho testine da 15K (ho una ortofon jubilee) ne cavi di alimentazione da 1K. A forza di leggere di dacchini e dacconi mi sono incuriosito e, tempo fa, ho preso un Topping d70s su amazon. L'idea era provare e restituire; l'ho fatto, ho restituito il Topping ma ho anche messo in vendita il dac titolare (Accuphase dc901). Alla fine ho preso un rme adi2 usato; molto piu figo l'Accu (ho anche pre e finale) ma, secondo me e nel mio impianto, indistinguibile dal Topping.

  • Melius 2
17 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

Se io fossi moderatore e qualcuno mi dicesse che possiedo un "dacchino cinese da 4 soldi" lo bannerei a vita :classic_biggrin:

Nel complesso è così, sono dacchini, solo che poi il suono è pari a quello di ben più costosi e pesanti ( spesso esteticamente molto curati) dacconi con 10 Kg di sezione di alimentazione. Basta che non si confondano il censo e il peso con la qualità audio.  Oggi nessuno se parlasse di "telefonini" vorrebbe indicare una inferiorità ai telefoni fissi da 5 Kg del passato, prima o poi si accetterà che "dacchino" sia solo un termine per indicare un apparecchio piccolo e modernissimo, o al massimo che sia uno col raffreddore che stia parlando di avicoli d'oltre oceano !  :classic_biggrin:

widemediaphotography
1 ora fa, ascoltoebasta ha scritto:

Non sono affatto ingannevoli,come non lo sono il nostro naso,gli occhi o il tatto,sono il nostro metro di valutazione,questo siamo,non siamo strumenti di misura,quindi ciò che per te o per le misure suona correttamente,lo fa per te e per le misure,per altri può suonar meglio qualcos'altro,non riesco davvero a comprende cosa ci sia di difficoltoso nell'accettare una realta incontrovertibile.

Così come un piatto a te può sembrare perfettamente bilanciato,per me può esser sbilanciato verso un certo ingrediente,e per un altro ancora risultare sbilanciato diversamente,mah,certo che il detto che il mondo è bello perchè è vario ha solide fondamenta.

 

 

I nostri sensi non sono strumenti di misura della realtà fisica, ma sistemi biologici che interpretano stimoli trasformandoli in esperienze. Non registrano passivamente il mondo, ma lo ricostruiscono. Vista ed udito non si sottraggono a questo comportamento e cerco di dimostrarlo, senza la presunzione di convincere qualcuno.

Per la vista, l’esempio più calzante a mio avviso sono gli stereogrammi o le illusioni ottiche (come i pattern che sembrano muoversi o i puntini che appaiono e scompaiono). Su uno schermo esiste solo una matrice 2D di pixel statici, ma il nostro cervello “Crea” profondità e movimento che fisicamente non esistono. Non è un errore di visione, ma è il sistema che lavora piuttosto approssimativamente.

Nell’audio accade lo stesso. La psicoacustica studia proprio queste differenze tra stimolo e percezione. Il fenomeno del mascheramento (su cui si basano algorimti come l'MP3) dimostra che un suono fisicamente presente può diventare totalmente inudibile se il cervello decide di scartarlo. Allo stesso modo, i divertenti casi di “misheard lyrics” ( A me fanno morire...:classic_laugh:) mostrano come il cervello, di fronte a segnali ambigui, “inventi” l’informazione mancante basandosi su aspettative e probabilità.

Questo non significa che i sensi ci “truffino” indistintamente, ma che la percezione è un processo soprattutto predittivo, influenzato da contesto, attenzione e aspettative (il cosiddetto bias). Motivoper cui facciamo anche fatica a comprendere bene un cognome rispetto ad un nome, non riusciamo a predirlo  se mai ascoltato...

I nostri sensi sono  affidabili per ciò per cui si sono evoluti (sopravvivenza, orientamento, comunicazione), ma non sono né lineari né calibrati per fornire misurazioni oggettive. Distinguere tra la valutazione percettiva (soggettiva) e la grandezza fisicaa (oggettiva) non è svilire l'ascotlo, ma un consapevole riconoscimento dei nostri limiti biologici. Quando dopo gli "anta" non si risolvono più di 12Khz, come facciamo ad apprezzare o a riconoscere aspetti fondamentali della timbrica che sappiamo essere costituita dalle armoniche degli  ordini superiori e che si spingono fino agli ultrasuoni? Allo stesso modo potremmo parlare della ricchezza delle informazioni, presenti in certe bande di frequenza, che completamente non udiamo più per limiti biologici acquisiti con l'età. Che dire dei super tweeter?

Alla vista la Luna orbita intorno a noi, mentre per il Sole è l'esatto contrario. Chi ci sta ingannando il Sole, il cervello o la vista? Se contasse solo la vista...:classic_wink:

 

 

 

  • Melius 2

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