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Si può misurare la qualità sonora? Non credo


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@jakob1965 in realtà grisulea sostiene che tutto ciò che è a monte dei diffusori non conti nulla o quasi. Quindi amplificazione, pre, sorgente e fine tuning sono solo per i grulli e rigiratori di spine. E non si preoccupa neppure di quello che viene dopo i diffusori ovvero come viene percepito il suono dall’ ascoltatore (psicoacustica) tanto si sente più o meno tutti allo stesso modo. Dimenticavo che la differenza la fanno solo le frequenze dai 300hz in giù e sopra basta il suo gatto…

astolfo sulla luna (in conto proprio…)

  • Melius 1
9 ore fa, grisulea ha scritto:

porto avanti un discorso di conoscenze personali, in verità scarse, ma semplicemente di conoscenza di chi la tecnica ed i metodi di correlazione ha fatto e creato. Di tecniche di misura statisticamente incredibilmente correlanti che certo sostengo ma comunque semplicemente riporto

-

Il segreto per tenerli correlati è paradossalmente usarne poche di misure. Guardacaso sono sempre le solite che girano (anche nelle riviste da misuroni). Eppure non ti rendi conto che quei parametri per quanto oggettivi sono in grado di spiegare solo la quantità, ma non dicono molto sulla qualità effettiva del suono percepito.

-

Inoltre non dicono nulla sulle caratteristiche proprie degli impianti, fotografano solo la relazione tra impianto e ambiente. Cambi ambiente, cambiano i risultati.

Sono utili solo per individuare grosse problematiche ambientali, le stesse che un cervello con molta esperienza e un orecchio ben allenato sarebbe in grado di riconoscere senza bisogno di grafici. Anche se nell'ipotesi che si possa sbagliare perchè oggi è molto triste, distratto ecc. è bene che utilizzi come strumento la semplificazione e oggettivizzazione delle sue orecchie/cervello: un microfono. Una volta risolte quelle storture quantitative il problema qualitativo resta invariato in tutta la sua complessità di sfumature.

.

Con le tue misure dimostri solo che l'alta fedeltà ideale non esiste, perchè non esiste nessun impianto che abbia una risposta perfettamente lineare o ideale una volta collocato in ambiente. Puoi correggere la risposta dell'ambiente secondo le tue teorie, ma l'ambiente non è l'impianto, e non è il suono, è solo una variabile del sistema complesso: Suono = funzione di (cervello x orecchio x ambiente x impianto). Di fatto non stai misurando neanche la qualità dei componenti che lo compongono, valuti solo gli "outcome" (di ambiente x impianto) e li aggiusti a posteriori lavorando sull'ambiente, principalmente perchè l'impianto finito è "dato" e sull'orecchio/cervello ci fai poco.
 

42 minuti fa, jakob1965 ha scritto:

Sono 2 approcci differenti 

.

Aggiungiamoci che quando progetti devi usare le misure per forza. Ti servono per centrare l'obiettivo di costruire un componente di alta fedeltà, non una motosega da giardino. (Per quanto ascoltando alcuni impianti vengano dei dubbi 😂)

.

Quando l'impianto è composto ed ascoltato in ambiente diventa invece un sistema complesso con nuove proprietà. A quel punto per "aggiustarlo" verso una direzione che desideri, sia per ragioni o convenzioni tecniche/quantitative o sia per ragioni soggettive/qualitative, non ti resta che agire sull'ambiente (o sull'impianto stesso chiaramente).

.

Comunque la si guardi è una "pezza" che metti (per prove ed errori sia che usi un approccio ascoltone sia con quello misurone) perchè un sistema ideale e perfetto non esiste. Anzi in realtà di per sè non può nemmeno suonare un sistema audio perchè ha bisogno sempre di un ambiente e che qualcuno lo ascolti.

 

 

2 ore fa, _Diablo_ ha scritto:

Quello stesso senso che tendendo l'orecchio sarebbe emergente in modo clamorosamente lampante (con un processo di percezione gestaltica).

Questa è scienza della percezione, l'altra è fede nelle misurazioni.

Interessante notare che la Gestalt fu messa in crisi proprio dal metodo sperimentale! 😁

2 ore fa, _Diablo_ ha scritto:

Per metterla in termini molto semplici, le misure sono come la VAR nel calcio

Ecco, visto che hai fatto un tuo esempio allora prova ad immaginare una var continua che misura in tempo reale tutto ciò che avviene nel campo di gioco, elaborata con il più potente data center che esista e che fornisca una versione perfetta di tutta la partita. Questo fanno le misure per chi le sa fare e interpretare, mentre per chi non le capisce o non le vuole capire serviranno a poco e come al solito tutti resteranno nella propria posizione ma, in questo caso sono contento di restare nella mia.

1 ora fa, c10m ha scritto:

@jakob1965 in realtà grisulea sostiene che tutto ciò che è a monte dei diffusori non conti nulla o quasi. Quindi amplificazione, pre, sorgente e fine tuning sono solo per i grulli e rigiratori di spine

Si è dice anche altro,dato un Badget 

il 50% si spende per l’ambiente il 45% si spende per i diffusori il 5% per il resto ,quindi se io posso spendere 10k 

quello che mi rimane per Ampli , cavi , lettore e varie sono ? ……… 500 euro .

E’ vero che non sono un tecnico ma mi sembra fuori logica .

 

  • Haha 1

@Marvin7 Non è che tutti resteranno della propria convinzione , le certezze si possono anche cambiare , purtroppo bisogna dimostrare , non con la tastiera ma con i fatti , quindi aprire un bello show-room ,mettere su un nell’impianto in una bella sala ,anche solo assemblato , oppure autocostruito , invitare la gente , convincerla che suona bene ,poi cercare di venderne tanti ,pagare le tasse e tutto il contorno ,affitto , personale etc etc e siamo solo all’inizio. 
 

 

 

 


Naturalmente  con spese così suddivise 

il 50% per  ambiente e 45% per i diffusori il restante 5% a caso .

 

 

 

 

A questo punto venderei tutto il mio impianto ai babbei e comprerei quello perfetto .

 

 

 

 

Perché se hai letto tutta la discussione  questo è quello che propone Grisulea oltre a tutte le misure del caso .

 

 

 

 

Oppure andare casa per casa a insegnare ai poveri Audiofili ignari come spendere bene i loro soldi .

 

 

 

 

Geniale c’è da meditare .

Il 13/7/2021 at 08:42, emaspac ha scritto:

no, gli algoritmi di dithering aggiungono un rumore causale e statisticamente non correlato con il segnale in ingresso

 

Anche il rumore di quantizzazione, coi segnali musicali e se la quantizzazione è sufficiente (16bit ad esempio) è statisticamente un rumore non correlato. Praticamente un rumore bianco. 

Solo con segnali spettralmente elementari, tipici più dei test che della musica, l'errore si correla al segnale e dunque diventa distorsione in senso stretto. 

Ad es. un impulso a singola frequenza e livello RMS nell'area del bit meno significativo sparisce letteralmente, viene inghiottito dall'errore di quantizzazione. 

Puff non c'è più. 

Ma se aggiungi un comune, banale dither triangolare (spettro piatto come il comune rumore bianco) l'impulso magicamente riappare. 

Hai aggiunto un paio di dB di irrilevante rumore nell'area del LSB ma hai di nuovo il segnale che era sparito. 

Dunque il dither è un processo per linearizzare il segnale su base matematica (che possa essere udibile o meno) non un trucchetto psicoacustico per migliorare il suono peggiorando il segnale. 

Non sai un h di quello che blateri. 

 

Il 13/7/2021 at 08:42, emaspac ha scritto:

le misure limitate al rumore peggiorano sensibilmente.

 

 Quindi un rumore "buono" a -93,5dBfs è sensibilmente peggiore di un rumore "sospetto" a -96dBfs. 

Siamo alle barzellette? 

Non pretendo neanche che tu abbia sufficienti cognizioni per comprendere quanto rarissime (eufemismo) siano le condizioni reali in cui, tra limiti SPL dell' impianto e rumore di fondo dell'ambiente d'ascolto, tu possa udire sia quello "buono" a -93,5 che zozzo quello a -96. 

Ti sei sparato la spiegoncino da esperto da tastiera nel cortiletto di altri capiscioni da tastiera. 

Applausi a scena aperta. 

@jakob1965 Sono 2 hobby diversi. Io cerco di capire come ascoltare meglio la musica, lui autocostruisce. Lui sperimenta, io sono semplicemente curioso. Gli articoli di Atc e di Nicoletti, hanno confermato le mie intuizioni che tali vanno considerate. Alcuni aspetti del ragionamento di Luc li condivido, su altri è completamente fuori strada. 
invece l’obiettivo è chiaro definito, parlando di alta fedeltà, se poi parliamo di musica riprodotta, amplificata per concerti e altro….

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