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Melius Club

Impresa...umana... antieconomica?


Oste onesto

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Inviato
Adesso, maurodg65 ha scritto:

ma cosa ci sarebbe di innovativo allora? 

In Italia molto, considerando che il modello piú diffuso è quello del padre/padrone...

  • Melius 1
Inviato
1 minuto fa, buranide ha scritto:

In Italia molto, considerando che il modello piú diffuso è quello del padre/padrone...

Non direi, anche e soprattutto perché a quanto mi pare di aver capito il modello di riferimento è la grande azienda e non l’artigiano o il commerciante.

extermination
Inviato
44 minuti fa, buranide ha scritto:

di far star bene i propri dipendenti

Quali sono, a tuo insindacabile giudizio, i principali parametri cui far riferimento  per dererminare con un ragionevole grado di oggettività quanto stanno bene ( o non stanno bene) i dipendenti in un' azienda?

 

Inviato
13 ore fa, ferdydurke ha scritto:

Il 70% del tempo che si passa al lavoro è sprecato per discutere con incompetenti e deficienti, riunioni inutili, dispendiose e stancanti che portano solo a uno spreco di energie fisiche e nervose…se

Ma esattamente,  dov'è che lavorate?

 

Inviato
5 ore fa, maurodg65 ha scritto:

mi pare di aver capito il modello di riferimento è la grande azienda e non l’artigiano o il commerciante.

Il problema in Italia è appunto che il modello del padre padrone è applicato anche in aziende strutturate e non soltanto nelle 'botteghe' artigiane.

Inviato
5 ore fa, extermination ha scritto:

principali parametri cui far riferimento  per dererminare con un ragionevole grado di oggettività quanto stanno bene ( o non stanno bene) i dipendenti in un' azienda?

Ad esempio percentuale di assenteismo? Se sono contento del mio 'ambiente' di lavoro non tendo a restare a casa in malattia al minimo mal di schiena o raffreddore.

Inviato

Ho fatto sia il manager di medio livello che “il padrone” (dove volendo si può licenziare già solo se uno ti guarda storto)
Ci sono tanti modelli organizzativi e comportamentali che hanno un loro “perché”.

Dall’azienda totalmente anarchica in cui non sono assegnati né ruoli, né luoghi e nemmeno stipendi (esistono) all’azienda organizzata su modelli mutuati dalla struttura militare (era famosa Eli Lilly nei case study). 
Ho avuto fortuna, piacere e modo di parlarne più volte con Mimmo De Masi forse massimo sociologo del lavoro italiano
Dipende tutto da cosa si vuole ottenere: i colpi di genialità innovativa tipico dei sistemi anarchici o la costanza di output dei sistemi molto regolati (output di minore qualità ma costante e riproducibile).

Come sempre il meglio sta nel mezzo e l’abilità manageriale di mixare i due estremi secondo condizioni quadro fa la differenza. Io ho sempre tendenzialmente privilegiato il primo tipo per il mio contesto. 
I dipendenti bisogna che stiano comunque in zona confort in ambo gli estremi altrimenti i risultati di ogni tipo organizzazione vanno a ramengo comunque

Inviato
3 minuti fa, ferdydurke ha scritto:

multinazionale farmaceutica

Capisco… 😀




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