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Cosa succede ai files audio se estratti con software di ripping diversi?


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@ilmisuratore sulla sovrapponibilta’ dei dati pochi dubbi.

ma secondo me il problema viene dopo.

Nel modo in cui l'hardware (CPU/Buffer) gestisce questi diversi 'contenitori' o padding non credi che possa generare interferenze elettriche o variazioni nel jitter durante il trasporto in tempo reale? Perché alla fine noi ascoltiamo la conversione dinamica, non il file statico su disco.

Ed è lì che sento le differenze.

ilmisuratore
8 minuti fa, antonew ha scritto:

@ilmisuratore sulla sovrapponibilta’ dei dati pochi dubbi.

ma secondo me il problema viene dopo.

Nel modo in cui l'hardware (CPU/Buffer) gestisce questi diversi 'contenitori' o padding non credi che possa generare interferenze elettriche o variazioni nel jitter durante il trasporto in tempo reale? Perché alla fine noi ascoltiamo la conversione dinamica, non il file statico su disco.

Ed è lì che sento le differenze.

Il "contenitore" va via nel momento in cui viene riprodotto il file, e per un PC moderno impegnerebbe la CPU come il soffio di un neonato a confronto di un uragano

Tali interferenze avrebbero un senso (ma che nessuno mai ha documentato) nel caso si passasse alla riproduzione di files Lossless di tipo FLAC dove alla riproduzione è aggiunta anche una decodifica

Qui i files in esame sono tutti WAV con un paio di stringe di padding diverse (totalmente ininfluenti all'ascolto)

 

No ,non mi convince.
Anche se sulla carta la CPU neanche se ne accorge, il punto è un altro.

Anche con i WAV e i PC di oggi, quello che arriva al DAC non è solo un calcolo matematico, è un flusso elettrico continuo.

Se cambia il padding o la struttura del file, cambia comunque (anche se di pochissimo) il lavoro delle interfacce e dei buffer. Non credi che, proprio perché l'audio vive nel dominio del tempo, queste piccole variazioni elettriche possano sporcare il clock o il rumore di fondo del DAC?
Alla fine la scena acustica è la prima cosa che salta quando il segnale non è perfetto, ed è lì che molti di noi avvertono differenze che i bit uguali non spiegano

 

  • Melius 2
ilmisuratore
3 minuti fa, antonew ha scritto:

 

No ,non mi convince.
Anche se sulla carta la CPU neanche se ne accorge, il punto è un altro.

Anche con i WAV e i PC di oggi, quello che arriva al DAC non è solo un calcolo matematico, è un flusso elettrico continuo.

Se cambia il padding o la struttura del file, cambia comunque (anche se di pochissimo) il lavoro delle interfacce e dei buffer. Non credi che, proprio perché l'audio vive nel dominio del tempo, queste piccole variazioni elettriche possano sporcare il clock o il rumore di fondo del DAC?
Alla fine la scena acustica è la prima cosa che salta quando il segnale non è perfetto, ed è lì che molti di noi avvertono differenze che i bit uguali non spiegano

 

Non è come dici, il padding è uno spazio vuoto alla quale CPU e buffer non intacca nulla

Non avrebbe inciso nemmeno se il padding fosse stato riempito

Azz...allora quelli che operano il DSD in real time con oversampling a frequenze altissime si dovrebbero mettere l'anima in pace

Si tratta di un banale file wav a 44.1 e 16 bit...dunque soffio e uragano sono attinenti

ilmisuratore

@antonew ..però voglio spezzare una lancia a tuo favore

Ammettendo che in un determinato contesto uno abbia un riproduttore (PC+Player) scrauso e malfunzionante, il problema non riguarderebbe i files...ma l'hardware scrauso e incapace di gestire "un soffio"

2 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

@antonew ..però voglio spezzare una lancia a tuo favore

Ammettendo che in un determinato contesto uno abbia un riproduttore (PC+Player) scrauso e malfunzionante, il problema non riguarderebbe i files...ma l'hardware scrauso e incapace di gestire "un soffio"

 

E il punto è proprio questo: in Hi-Fi cerchiamo l'ottimizzazione estrema proprio perché sappiamo che anche un hardware 'non scrauso' reagisce diversamente a flussi diversi.

Se accettiamo che un hardware scarso fa sentire differenze, allora dobbiamo accettare che anche in un sistema top il trasporto non è un'operazione neutra al 100%.
Il padding o i metadati non cambiano i bit, ma cambiano il 'lavoro' elettrico della macchina.

Alla fine, se tutto fosse solo un banale calcolo di una CPU moderna, non staremmo qui a parlare di streamer da migliaia di euro o di interfacce USB isolate galvanicamente.

 

ilmisuratore
7 minuti fa, antonew ha scritto:

Il padding o i metadati non cambiano i bit, ma cambiano il 'lavoro' elettrico della macchina.

Per favore non alimentiamo queste dicerie perchè sarebbe come dire di avere una F1 e dubitare che possa andare a 50 km/h

Sono dicerie...ma liberissimo di sostenerle

Ho provato con un normalissimo PC..e pure piuttosto "anemico" in termini di CPU

29 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Per favore non alimentiamo queste dicerie perchè sarebbe come dire di avere una F1 e dubitare che possa andare a 50 km/h

Sono dicerie...ma liberissimo di sostenerle

Ho provato con un normalissimo PC..e pure piuttosto "anemico" in termini di CPU

Il punto non è se il PC ce la fa (ovvio che ce la fa), ma se nel farlo genera disturbi minimi che un DAC sensibile poi si ritrova sul clock o sullo stadio d'uscita.
Se per te il trasporto è un'operazione asettica e ogni PC suona uguale a parità di bit, è la tua esperienza, ma la mia  (e quella di molti altri) dice che la trasparenza e la scena cambiano proprio in base a come l'hardware 'lavora' quel flusso. 
C’è un’intera sezione dedicata a quello: Computer audio.

  • Thanks 1
one4seven
1 ora fa, ilmisuratore ha scritto:

WAVELAB ed EAC

 

Perché wavelab è scarso, cioè il ripping non è il suo focus. È un software che ha tutt'altro obiettivo.

EAC che invece nasce per fare solo il ripping, gestisce in toto le funzionalità del drive di lettura, e il "read offset" è uno di questi. Ogni drive ha il suo.

Da un punto di vista tecnico, il rip corretto è quello di EAC.

Poi sappiamo che alla fine, nella sostanza, il file audio estratto è identico.

Quindi va bene anche lo scarso wavelab.

11 ore fa, antonew ha scritto:

quello che arriva al DAC non è solo un calcolo matematico, è un flusso elettrico continuo.

 

@ilmisuratore : non so se sei l'unico con un certo livello di competenze tecnica, ma mi spieghi (tu od altri) questa affermazione? Ovvero: al dac arriva un flusso di "corrente elettrica" e non un "semplice codice" da tradurre?

Grazie,

Max

Ospite
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