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A Modena, ieri


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20 minuti fa, Savgal ha scritto:

Sfoghi e silenzi di Matteo Salvini

Gian Antonio Stella | 19 maggio 2026

Io credo che parlare di Salvini sia inchiostro sprecato. Lui dice cose, spesso ad cazzum, perché spera nel megafono. Che serve a scavare ancora più a destra, non perché ci creda, ma per puro tornaconto personale. Personale in senso letterale e non metaforico poiché oramai, nel partito, non lo sopportano più. Se qualcuno gli crede ed, addirittura, gli offre il proprio voto, è impermeabile ad ogni sollecitazione esterna perché assolutamente distaccato dalla realtà delle cose.

Ma sono OT, scusate.

Ciao

D.

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2 ore fa, briandinazareth ha scritto:

come guardare gli italiani d che vivono in certi posti, con alti tassi di criminalità,  in situazioni socioeconomiche difficili, e dire che così sono gli italiani

se li guardi per settore geografico o di etnia queste situazioni ci sono, inutile negarle e altro che razzismo.

ed è sbagliato anche non evidenziarle perchè così facendo ( la media ) i problemi non li risolverai mai.

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2 ore fa, briandinazareth ha scritto:

Qui si parla di un tizio e una famiglia senza problemi con la giustizia

Aggiungo un dettaglio importante al tuo ottimo intervento. Parliamo di una persona nata, cresciuta e scolarizzata in Italia (se non sbaglio ha anche una laurea breve in Economia), integrata così come la sua famiglia. Al momento non è emerso alcun percorso di radicalizzazione, nessuna frequentazione di ambienti vicini al terrorismo islamico e pare non fosse nemmeno un praticante.

Nonostante questo, una certa rappresentazione politica sta cercando di far passare un teorema pericoloso: che una persona di origine araba, ma culturalmente italianissima, non solo non possa essere considerata "italiana al 100%" (come chiarito anche dal caporale in vestaglia), ma che debba essere automaticamente accusata di terrorismo per una sorta di stigma etnico, anche di fronte a un atto di emulazione che nulla ha a che fare con quel retroterra ideologico. Si vuole imporre l'idea che l'etnia prevalga geneticamente sul vissuto reale e culturale, trasformando un reato comune (tragicissimo) in un atto di terrorismo solo in virtù del cognome di chi lo compie.

È lo stesso identico meccanismo per cui, se un calabrese e un milanese passano con il rosso, al primo viene imputato il fatto di essere imbevuto di cultura mafiosa, prepotenza, disprezzo delle regole e bla bla,  il secondo come un "normale" automobilista distratto. 

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@damiano

Il consenso non lo si acquisisce proponendo soluzioni, ma amplificando i problemi e le angosce.

Che vi sia un uso strumentale, che non ha corrispondenza con i numeri reali, lo si osserva studiando i numeri. Gli Stati Uniti hanno un tasso di omicidi di 10 volte superiore all'Italia, ma vi è chi lo considera ancora un modello, in particolare nel voler consentire a tutti di avere armi.

https://www.google.com/url?sa=i&source=web&rct=j&url=https://www.istat.it/it/files/2022/11/REPORT-VITTIME-DI-OMICIDIO_2021.pdf&ved=2ahUKEwihiPess9GUAxVM1wIHHSwjIioQy_kOegoIAggACAEIEhAD&opi=89978449&cd&psig=AOvVaw3C34phYAEtjEG2leaeC1VH&ust=1779694113727000

 

In famiglia quasi la metà degli omicidi, tra questi le vittime sono soprattutto donne
Nel 2021 gli omicidi risultano in lieve calo, ne sono stati commessi 303 (315 nel 2019, 286 nel 2020). In 184 casi le vittime sono uomini e in 119 sono donne. Si arresta il calo degli omicidi di donne e sono in lieve aumento quelli di uomini, che erano invece diminuiti nel 2020 (170).
È straniero il 19,1% delle vittime, dato stabile nel tempo, nella maggior parte dei casi (63,8%) uomini. Tra gli italiani i maschi sono il 60% del totale.
Ancora in diminuzione gli omicidi dovuti alla criminalità organizzata: 23 nel 2021, pari al 7,6% del totale (29 nel 2019 e 19 del 2020).
Le vittime uccise in una relazione di coppia o in famiglia sono 139 (45,9% del totale), 39 uomini e 100 donne. Il 58,8% delle donne è vittima di un partner o ex partner (57,8% nel 2020 e 61,3% nel 2019). I minorenni sono uccisi da persone che conoscono.

Futili motivi e rancori personali le motivazioni per quasi metà degli omicidi
Non è possibile stabilire un movente per tutti gli omicidi. È quello che è accaduto nell’11,6% dei casi
nel 2021. I moventi rimangono indeterminati per il 16,8% delle vittime maschili e solo per il 3,4% di
quelle femminili. Analogamente anche la probabilità di scoprire l’autore dell’omicidio è più alta nel caso
di una vittima donna, proprio per la particolarità di questi delitti - che si verificano per lo più in ambito
familiare e di coppia - e con conseguente restrizione del campo delle indagini a una cerchia ben
delimitata.

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Forte calo nel tempo per gli omicidi di uomini, più lieve per le donne
La diminuzione dei tassi di omicidio volontario nel tempo ha riguardato in maniera preponderante gli
uomini, meno le donne, in un andamento che vede le curve dei tassi di omicidio maschile e femminile,
un tempo assai distanti, molto riavvicinate.
Nei primi anni ’90 vi erano circa cinque uomini uccisi per ogni vittima donna; nel 2002 e nel 2021 tale
rapporto è sceso rispettivamente a 2,6 e 1,6.
Nel 2020 si registra un decremento netto del tasso per gli uomini (da 0,70 del 2019 a 0,59 per 100mila
maschi nel 2020), solo in parte compensato da una ripresa nell’anno successivo (0,64); dall’altro un
lieve aumento per le donne rispetto al minimo storico del 2019 di 0,36 omicidi per 100mila donne
(0,38 nel 2020 e 0,39 nel 2021).
La differenza sostanziale nella struttura per genere ed età si riscontra nelle età anziane. Infatti, per tutte
le altre classi di etàiii le vittime maschili eccedono quelle femminili, con tassi specifici per età che le
superano da un minimo di 1,3 volte per i minorenni a un massimo di 2,8 volte per i giovani di
18-24 anni. Le donne ultra sessantaquattrenni costituiscono il 39,5% delle donne assassinate nel 2021,
corrispondente a un tasso di 0,60 per 100mila donne (0,49 il tasso corrispondente per gli uomini).
Delle 303 vittime di omicidio volontario registrate nell’anno 2021, 184 sono maschi e 119 femmine (il
39,3% del totale) mentre quasi una vittima su cinque è straniera. Il rapporto tra i sessi vede in
proporzione una maggior presenza femminile di vittime tra gli italiani (il 40,0% contro il 36,2% degli
stranieri).
Nel primo semestre del 2021, l’83% di vittime italianeiv è stato ucciso da italiani e il 5% da stranieri (nel
12% dei casi l’autore risulta non individuato). Nel 91% dei casi le vittime straniere sono morte a opera
di stranieri e per il 9% per mano italiana. All’interno della cerchia familiare o affettiva, la percentuale di
donne italiane uccise da connazionali raggiunge il 97% mentre le donne straniere sono state uccise da
altri stranieri nella totalità dei casi.

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Tra i moventi degli omicidi, il primo posto è occupato da “lite, futili motivi, rancori personali” (45,9%),
valore rilevante per le vittime di entrambi i sessi (47,3% per gli uomini e 43,7% per le donne). Al secondo
posto figurano i “motivi passionali” (11,6% degli omicidi), con una netta distinzione per sesso (20,2%
per le donne e solo 6,0% per gli uomini). Seguono i “motivi economici”, inclusi gli omicidi a scopo di
rapina (6,9% del totale) con un’incidenza maggiore tra le vittime maschili rispetto a quelle femminili
(9,2% e 3,4%). Il restante 24,1% (29,4% donne e 20,7% uomini) è imputabile ad altri motivi.
Considerando le sole vittime straniere (58 nel 2021), la motivazione “lite, futili motivi, rancori personali”
è più frequente rispetto all’intera popolazione (63,8%), seguita da quella passionale (13,8%), mentre i
motivi economici rappresentano solo il 3,4% del totale degli omicidi di stranieri.
Il mezzo più utilizzato per l’omicidio è l’arma da taglio (che inevitabilmente è presente nelle case e
quindi a portata di chiunque) con cui sono stati compiuti 119 dei 303 omicidi del 2021 (39,3% del totale),
utilizzata in proporzione maggiore contro le donne (43,7% rispetto a 36,4% delle vittime uomini).
Diffuso è anche l’utilizzo delle armi da fuoco (30,0% dei casi) che invece caratterizza gli omicidi di
uomini (35,9% contro 21,0%). Dei 38 omicidi, tutti di uomini, per i quali non è stato individuato un
responsabile, oltre i tre quarti (76,3%) sono stati commessi con un’arma da fuoco.
L’11,2% degli omicidi è invece stato effettuato con armi improprie o corpi contundenti, mentre il 4,3% è
dovuto a lesioni o percosse. In questi due casi non si osservano particolari differenze di genere. Circa
il 20% degli omicidi di donne è stato compiuto con altre modalità, come ad esempio l’asfissia, lo
strangolamento, il soffocamento (12,0% per gli uomini).
Se si considerano i soli stranieri, l’arma da taglio è quella prevalente (55,2% degli omicidi), mentre le
armi da fuoco sono state utilizzate solo nel 10,3% dei casi.

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In Italia livelli di omicidi più bassi rispetto al resto d’Europa
All’interno dell’Unione europea, quindi in un contesto di maggiore comparabilità, le Repubbliche baltiche
(Lettonia, Lituania ed Estonia) presentano i più elevati tassi di omicidi nel 2020, tra 4,88 e 2,78 omicidi
per 100mila abitanti (valore medioii Ue 0,89) mentre in Italia il valore è pari a 0,48 omicidi, più alto
soltanto rispetto a quello del Lussemburgo (0,32 omicidi per 100mila abitanti).
Anche per gli omicidi di donne i valori italiani sono più bassi e pari a 0,38 omicidi per 100mila donne
(0,66 la media europea). Rispetto a quelli degli uomini i tassi di omicidi di donne sono più elevati in
Austria, Repubblica Ceca e Slovenia mentre in Germania, Ungheria, Slovacchia e Croazia sono
pressoché uguali.
Se però il 2020 rappresentava un anno particolare di netta diminuzione degli omicidi di uomini nei mesi
dei lockdown generali (con picchi negativi a marzo e novembre 2020), che prevedevano misure
restrittive di distanziamento sociale per il contenimento della pandemia da Sars-Covid19, il 2021 ha
visto risalire leggermente il tasso da 0,48 a 0,51 per centomila abitanti.
Sul territorio l’incidenza degli omicidi volontari consumati nel 2021 è più alta nel Mezzogiorno e sotto la
media nazionale sia nel Nord che nel Centro.
Tra le regioni, la Valle d’Aosta-Vallée d'Aoste ha il tasso più alto (1,62 omicidi per 100mila abitanti; due
vittime), seguita dalla Sardegna, con poco più di un omicidio per 100mila abitanti. I valori più contenuti
si registrano nella Provincia autonoma di Trento e in Basilicata (0,18 in entrambi i casi), e nel Friuli-
Venezia Giulia (0,17 omicidi per 100mila residenti). È opportuno considerare che nelle regioni più
piccole dal punto demografico variazioni di una o di pochissime vittime possono determinare consistenti
spostamenti del valore del tasso.

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briandinazareth
42 minuti fa, audio2 ha scritto:

li guardi per settore geografico o di etnia queste situazioni ci sono, inutile negarle e altro che razzismo.

ed è sbagliato anche non evidenziarle perchè così facendo ( la media ) i problemi non li risolverai mai.

 

Esistono anche tra italiani, basta andare in alcune periferie dove il tasso di criminalità è di ordini di grandezza superiori.  

Sono di etnia diversa?

 

Tra l'altro se normalizziamo le statistiche, considerando età e status socioeconomico le differenze fra italiani e le persone di provenienza straniera di queste "etnie", ci accorgiamo che le differenze scompaiono.  

 

quindi conta veramente l'etnia sulla criminalità oppure è una comoda semplificazione che trascura totalmente le condizioni socioeconomiche che sono di gran lunga il principale driver della microcriminalità?

 

considera anche un altro fatto: quando eravamo noi gli emigranti,  anche li sopratutto uomini giovani alla base della catena alimentare,  eravamo noi quelli tenuti e sui quali tante teorie si sono sprecate ad affermare della presunta speciale inclinazione degli italiani.  Tanto da non essere considerati "bianchi" negli usa della segregazione. 

 

Poi c'è il fatto del cambiamento costante dell'obiettivo che dovrebbe far riflettere. 

 

Come mai prima erano i meridionali al nord  naturalmente inclini alla criminalità e dopo poco sono diventati gli albanesi?

 

Poi come si è passati dagli albanesi ai rumeni? 

 

Adesso è il turno di marocchini,  chissà chi arriverà dopo. 

 

Non è strano che la cosa corrisponda sempre agli ultimi per ricchezza,  possibilità e senza famiglie al seguito? 

 

Oppure queste "etnie" non erano naturalmente inclini a qualcosa e c'è un pattern ricorrente?

 

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briandinazareth
7 minuti fa, wow ha scritto:

Parliamo di una persona nata, cresciuta e scolarizzata in Italia (se non sbaglio ha anche una laurea breve in Economia), integrata così come la sua famiglia. Al momento non è emerso alcun percorso di radicalizzazione, nessuna frequentazione di ambienti vicini al terrorismo islamico e pare non fosse nemmeno un praticante.

 

Esatto,  adesso si cerca di spostare il focus sulla criminalità in generale per giustificare il rigurgito razzista che questo assurdo e orribile gesto ha provocato. 

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Per chi vuole davvero studiare la rete mette a disposizione una quantità enorme di dati attendibili, anche se sono consapevole che in un paese in cui la grande maggioranza rifiuta di leggere o non è in grado di comprendere testi e dati con un minimo di complessità è un invito che cade nel vuoto.

https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/14/0900_rapporto_criminalita.pdf&ved=2ahUKEwin7_7UudGUAxV52gIHHSbEDmoQFnoECBcQAQ&usg=AOvVaw1V-LWqGyLgwDcvpNk5g1yZ

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extermination

Però, però, è un dato di fatto che nelle grandi aree urbane a grande densità migratoria, l’intensa concentrazione multietnica è spesso fonte di tensioni sociali e culturali; detto ciò, una approfondita analisi di queste dinamiche è fondamentale per favorire una “reale” integrazione, in modo particolare quando questa concentrazione etnica si unisce ad un disagio economico.

  • Melius 1
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appecundria
12 ore fa, widemediaphotography ha scritto:

Italia esiste un problema legato a specifiche aree di provenienza e di appartenenza religiosa, e ai giá previsti fallimenti dell’integrazione

Cosa c'entra col topic?

Mi pare che si voglia degnamente celebrare l'anniversario di Almirante rinfocolando lo spirito razzista e la propensione all'odio di quella parte di italiani che ormai si nasconde sempre meno.

Per favore, basta seminare odio!

O almeno apri un thread specifico dove si discuta su chi bisogna odiare di più: napoletani, africani, palestinesi, tedeschi... una graduatoria sarebbe utile. 

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