Aniroceppa Inviato 5 ore fa Condividi Inviato 5 ore fa 13 minuti fa, Ulmerino ha scritto: me piacevano molto di più quelle fatte a cappello messicano...Miguel son mi' A memoria erano multiamplificate, e mi pare ci fosse una prova di audioreview in cui erano due spanne sopra praticamente tutto quello provato fino ad allora. 1 Link al commento https://melius.club/topic/29611-il-futuro-prospettato-del-suono-che-ancora-non-c%C3%A8/page/5/#findComment-1775896 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Dufay Inviato 5 ore fa Autore Condividi Inviato 5 ore fa 13 minuti fa, Aniroceppa ha scritto: Mi stupisco anch’io che non abbia scelto un bel seminterrato Dufay style, per ascoltare la musica. I ricchi non hanno buon gusto. Almeno chiudendo gli occhi e ascoltavi bene Link al commento https://melius.club/topic/29611-il-futuro-prospettato-del-suono-che-ancora-non-c%C3%A8/page/5/#findComment-1775902 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Gustavino Inviato 5 ore fa Condividi Inviato 5 ore fa Alla fine sempre 18 driver Scan-Speak.... Link al commento https://melius.club/topic/29611-il-futuro-prospettato-del-suono-che-ancora-non-c%C3%A8/page/5/#findComment-1775903 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Ulmerino Inviato 5 ore fa Condividi Inviato 5 ore fa @Aniroceppa ricordo un suono davvero di alto livello, bilanciatissime con una scena sonora enorme ma precisa Link al commento https://melius.club/topic/29611-il-futuro-prospettato-del-suono-che-ancora-non-c%C3%A8/page/5/#findComment-1775913 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Erik il Rosso Inviato 4 ore fa Condividi Inviato 4 ore fa 51 minuti fa, Ulmerino ha scritto: me piacevano molto di più quelle fatte a cappello messicano...Miguel son mi'🤣 le beolab 5 erano anni luce avanti, le recensì se non erro Andrea G. Ciuffoli, una delle firme storiche di Audio Review. La recensione delle Bang & Olufsen BeoLab 5 risale ai primi anni 2000 e ritenendole eccezionali scrisse qualcosa come “Non scriverò più di diffusori finché non arriverà qualcosa di altrettanto innovativo.” le sto cercando da tempo sull’usato ma tengono prezzi molto alti. 1 Link al commento https://melius.club/topic/29611-il-futuro-prospettato-del-suono-che-ancora-non-c%C3%A8/page/5/#findComment-1775941 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Azoto One Inviato 4 ore fa Condividi Inviato 4 ore fa 53 minuti fa, Ulmerino ha scritto: @Dufay a me piacevano molto di più quelle fatte a cappello messicano...Miguel son mi'🤣 Queste le ha Lenny Kravitz (@dufay vai al minuto 5.20) 1 Link al commento https://melius.club/topic/29611-il-futuro-prospettato-del-suono-che-ancora-non-c%C3%A8/page/5/#findComment-1775942 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Erik il Rosso Inviato 4 ore fa Condividi Inviato 4 ore fa La B&O per me ha progettato e realizzato nei primi anni duemila le beolab5 e più recentemente le 90 come esempio di diffusori totalmente fuori dagli schemi sotto ogni profilo aspetto, dimensioni, costi, potenza, numero altoparlanti si sicuro come immagine e simbolo delle proprie capacità nel campo audio. Non credo per venderne molte, ma ne ha fatto derivare modelli minori. Come tecnologia non la ritengo seconda a nessuno sia in campo elettronico ( pioniera nei ampli digitali con gli Icepower ) sia negli altoparlanti, da sempre attivi e multi via. Il tutto per un mercato suo ed esclusivo di alto e altissimo livello. Link al commento https://melius.club/topic/29611-il-futuro-prospettato-del-suono-che-ancora-non-c%C3%A8/page/5/#findComment-1775950 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
fabbe Inviato 4 ore fa Condividi Inviato 4 ore fa Ascoltati agli inizi degli anni 2000 in un negozio a Stoccolma. Ricordo ancora l'ottimo suono, molto dinamico e veritiero. Link al commento https://melius.club/topic/29611-il-futuro-prospettato-del-suono-che-ancora-non-c%C3%A8/page/5/#findComment-1775960 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Vmorrison Inviato 3 ore fa Condividi Inviato 3 ore fa @Dufay al futuro Franco… Gli strumenti a nostra disposizione per caratterizzare il sistema uditivo sono molto più limitati rispetto al modo in cui vengono utilizzati. Prendiamo ad esempio le curve di mascheramento, un pilastro dell'arsenale degli oggettivisti. Uno studio di mascheramento stabilisce a quale livello un tono ne oscura un altro. L'oggettivista cita il risultato, osserva che il prodotto della distorsione si trova al di sotto della soglia e conclude: impercettibile. Caso chiuso. Ma quelle curve sono state ricavate da stimoli semplici: due toni, condizioni di laboratorio controllate. Come si possono estrapolare a un segnale musicale complesso, con decine di componenti di frequenza simultanee, variazioni temporali e un ascoltatore impegnato in una percezione musicale attiva? La risposta onesta è: non lo sappiamo con certezza. L'estrapolazione è ipotizzata, non dimostrata. Consideriamo ora cosa può effettivamente fare l'orecchio. Il sistema uditivo è in grado di localizzare la direzione del suono a frequenze bassissime, fino a 30 Hz – una lunghezza d'onda di undici metri – utilizzando differenze di tempo interaurali misurate in microsecondi. Da dieci a venti microsecondi. Il nostro udito si è evoluto per rilevare cose che i nostri modelli di elaborazione del segnale non riescono a prevedere. L'orecchio non è un analizzatore di spettro. È un sistema di riconoscimento di pattern con una straordinaria risoluzione temporale, e lo comprendiamo ancora poco. Ecco dove sta l'errore specifico. La risoluzione temporale dell'orecchio non è una nota a piè di pagina, bensì il fondamento dell'udito spaziale. La psicoacustica non l'ha dimenticato. Ha costruito intere teorie sulla percezione binaurale attorno ad essa. Ma quando si è trattato di udibilità della distorsione , il settore si è affidato quasi esclusivamente a strumenti nel dominio della frequenza. Le curve di mascheramento si chiedono: a quale ampiezza un tono ne maschera un altro? Non si chiedono: a quale spostamento temporale un prodotto di distorsione diventa udibile? Questa domanda non è mai stata integrata nel quadro teorico, non perché vi fosse una risposta, ma perché gli esperimenti fattibili non la richiedevano. Un campo sceglieva il proprio sottospazio in base a ciò che poteva misurare. La coordinata eliminata era il tempo. La prova è racchiusa nella nostra cassetta degli attrezzi, ed è quasi divertente. La scansione sinusoidale esponenziale, il metodo standard che utilizziamo per generare i grafici THD, funziona distribuendo le armoniche nel tempo. Le armoniche della scansione arrivano all'orecchio dell'ascoltatore in momenti diversi. Separati temporalmente in quel modo, le persone rilevano regolarmente i prodotti di distorsione anche a -80 decibel. A orecchio e senza alcuno sforzo. E prima che la mente analitica abbia il tempo di formarsi un'opinione. Poi l'oggettivista legge il grafico e il grafico dice: impercettibile. Lo strumento che genera questo verdetto è alimentato proprio dalla sensibilità temporale che ignora. Non è una nota a piè di pagina. È il punto. Un altro possibile fattore è il ritardo di gruppo dovuto ai crossover. Gli esperimenti classici utilizzavano stimoli statici e concludevano che il segnale fosse impercettibile al di sotto di determinate soglie. Tuttavia, il ritardo di gruppo di un crossover agisce sui transienti, smussando temporalmente l'attacco di qualsiasi evento che si trovi a cavallo della frequenza di crossover. Questo non è un fenomeno statico. Non mi sorprenderebbe se la soglia derivata dagli esperimenti in regime stazionario non fosse applicabile al materiale musicale dinamico. Lo schema risulterebbe familiare. Quando si controllano correttamente le risonanze dei bassi eliminando l'oscillazione temporale, la distorsione temporale del crossover dovrebbe diventare più udibile, non meno. La stanza forniva la propria contaminazione temporale. Se ciò è corretto, alcuni dei verdetti di "inudibilità" sul ritardo di gruppo del crossover sono stati ottenuti in stanze che svolgevano parte del lavoro di mascheramento. A mia conoscenza, questo esperimento non è stato condotto in modo pulito. Varrebbe la pena farlo E al di là di tutto questo: quando uno studio riporta un risultato non statisticamente significativo, ciò non significa che l'effetto sia assente. Significa che lo studio non è riuscito a rifiutare l'ipotesi nulla, il che potrebbe significare che l'effetto non è reale, oppure potrebbe semplicemente significare che lo studio non era sufficientemente potente per rilevarlo. La frase "Non è stato dimostrato che sia udibile in questo studio" viene regolarmente tradotta con "non udibile". Questa traduzione è errata. L'assenza di prove non è prova di assenza. Lo diciamo, ma non ci comportiamo di conseguenza. ps. @jakob1965 1 Link al commento https://melius.club/topic/29611-il-futuro-prospettato-del-suono-che-ancora-non-c%C3%A8/page/5/#findComment-1776000 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Ulmerino Inviato 3 ore fa Condividi Inviato 3 ore fa @Erik il Rosso quindi non sono sordo!😁😁😁 Link al commento https://melius.club/topic/29611-il-futuro-prospettato-del-suono-che-ancora-non-c%C3%A8/page/5/#findComment-1776001 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Dufay Inviato 3 ore fa Autore Condividi Inviato 3 ore fa 2 ore fa, Gustavino ha scritto: Alla fine sempre 18 driver Scan-Speak.... be' vabbè neanche i migliori... 1 ora fa, Azoto One ha scritto: Queste le ha Lenny Kravitz (@dufay vai al minuto 5.20) Cacchio pure il Lenny. Ma non è che gliele danno in omaggio col villone e tutti gli ammennicoli? Link al commento https://melius.club/topic/29611-il-futuro-prospettato-del-suono-che-ancora-non-c%C3%A8/page/5/#findComment-1776013 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Dufay Inviato 2 ore fa Autore Condividi Inviato 2 ore fa 1 ora fa, Erik il Rosso ha scritto: La B&O per me ha progettato e realizzato nei primi anni duemila le beolab5 e più recentemente le 90 come esempio di diffusori totalmente fuori dagli schemi sotto ogni profilo aspetto, dimensioni, costi, potenza, numero altoparlanti si sicuro come immagine e simbolo delle proprie capacità nel campo audio. Non credo per venderne molte, ma ne ha fatto derivare modelli minori. Come tecnologia non la ritengo seconda a nessuno sia in campo elettronico ( pioniera nei ampli digitali con gli Icepower ) sia negli altoparlanti, da sempre attivi e multi via. Il tutto per un mercato suo ed esclusivo di alto e altissimo livello. Ma nessuno ha preso spunto. Chissà perché. Link al commento https://melius.club/topic/29611-il-futuro-prospettato-del-suono-che-ancora-non-c%C3%A8/page/5/#findComment-1776014 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Dufay Inviato 2 ore fa Autore Condividi Inviato 2 ore fa 39 minuti fa, Vmorrison ha scritto: @Dufay al futuro Franco… Gli strumenti a nostra disposizione per caratterizzare il sistema uditivo sono molto più limitati rispetto al modo in cui vengono utilizzati. Prendiamo ad esempio le curve di mascheramento, un pilastro dell'arsenale degli oggettivisti. Uno studio di mascheramento stabilisce a quale livello un tono ne oscura un altro. L'oggettivista cita il risultato, osserva che il prodotto della distorsione si trova al di sotto della soglia e conclude: impercettibile. Caso chiuso. Ma quelle curve sono state ricavate da stimoli semplici: due toni, condizioni di laboratorio controllate. Come si possono estrapolare a un segnale musicale complesso, con decine di componenti di frequenza simultanee, variazioni temporali e un ascoltatore impegnato in una percezione musicale attiva? La risposta onesta è: non lo sappiamo con certezza. L'estrapolazione è ipotizzata, non dimostrata. Consideriamo ora cosa può effettivamente fare l'orecchio. Il sistema uditivo è in grado di localizzare la direzione del suono a frequenze bassissime, fino a 30 Hz – una lunghezza d'onda di undici metri – utilizzando differenze di tempo interaurali misurate in microsecondi. Da dieci a venti microsecondi. Il nostro udito si è evoluto per rilevare cose che i nostri modelli di elaborazione del segnale non riescono a prevedere. L'orecchio non è un analizzatore di spettro. È un sistema di riconoscimento di pattern con una straordinaria risoluzione temporale, e lo comprendiamo ancora poco. Ecco dove sta l'errore specifico. La risoluzione temporale dell'orecchio non è una nota a piè di pagina, bensì il fondamento dell'udito spaziale. La psicoacustica non l'ha dimenticato. Ha costruito intere teorie sulla percezione binaurale attorno ad essa. Ma quando si è trattato di udibilità della distorsione , il settore si è affidato quasi esclusivamente a strumenti nel dominio della frequenza. Le curve di mascheramento si chiedono: a quale ampiezza un tono ne maschera un altro? Non si chiedono: a quale spostamento temporale un prodotto di distorsione diventa udibile? Questa domanda non è mai stata integrata nel quadro teorico, non perché vi fosse una risposta, ma perché gli esperimenti fattibili non la richiedevano. Un campo sceglieva il proprio sottospazio in base a ciò che poteva misurare. La coordinata eliminata era il tempo. La prova è racchiusa nella nostra cassetta degli attrezzi, ed è quasi divertente. La scansione sinusoidale esponenziale, il metodo standard che utilizziamo per generare i grafici THD, funziona distribuendo le armoniche nel tempo. Le armoniche della scansione arrivano all'orecchio dell'ascoltatore in momenti diversi. Separati temporalmente in quel modo, le persone rilevano regolarmente i prodotti di distorsione anche a -80 decibel. A orecchio e senza alcuno sforzo. E prima che la mente analitica abbia il tempo di formarsi un'opinione. Poi l'oggettivista legge il grafico e il grafico dice: impercettibile. Lo strumento che genera questo verdetto è alimentato proprio dalla sensibilità temporale che ignora. Non è una nota a piè di pagina. È il punto. Un altro possibile fattore è il ritardo di gruppo dovuto ai crossover. Gli esperimenti classici utilizzavano stimoli statici e concludevano che il segnale fosse impercettibile al di sotto di determinate soglie. Tuttavia, il ritardo di gruppo di un crossover agisce sui transienti, smussando temporalmente l'attacco di qualsiasi evento che si trovi a cavallo della frequenza di crossover. Questo non è un fenomeno statico. Non mi sorprenderebbe se la soglia derivata dagli esperimenti in regime stazionario non fosse applicabile al materiale musicale dinamico. Lo schema risulterebbe familiare. Quando si controllano correttamente le risonanze dei bassi eliminando l'oscillazione temporale, la distorsione temporale del crossover dovrebbe diventare più udibile, non meno. La stanza forniva la propria contaminazione temporale. Se ciò è corretto, alcuni dei verdetti di "inudibilità" sul ritardo di gruppo del crossover sono stati ottenuti in stanze che svolgevano parte del lavoro di mascheramento. A mia conoscenza, questo esperimento non è stato condotto in modo pulito. Varrebbe la pena farlo E al di là di tutto questo: quando uno studio riporta un risultato non statisticamente significativo, ciò non significa che l'effetto sia assente. Significa che lo studio non è riuscito a rifiutare l'ipotesi nulla, il che potrebbe significare che l'effetto non è reale, oppure potrebbe semplicemente significare che lo studio non era sufficientemente potente per rilevarlo. La frase "Non è stato dimostrato che sia udibile in questo studio" viene regolarmente tradotta con "non udibile". Questa traduzione è errata. L'assenza di prove non è prova di assenza. Lo diciamo, ma non ci comportiamo di conseguenza. ps. @jakob1965 L'idea era quella di poterlo fare . Ma se le godono solo lenny Kravitz e Alicia keys. Non lo trovo giusto... Link al commento https://melius.club/topic/29611-il-futuro-prospettato-del-suono-che-ancora-non-c%C3%A8/page/5/#findComment-1776016 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Aniroceppa Inviato 2 ore fa Condividi Inviato 2 ore fa 13 minuti fa, Dufay ha scritto: Ma nessuno ha preso spunto. Chissà perché. Perché l’audiofilo é sordo (per età avanzata sopraggiunta), ed inoltre è convinto che la magggia si ottenga con le rogers ls o gli ampli a triodi da 1 watt e mezzo. E con i giusti cavi in argento trattato criogenicamente. Inoltre ci vuole anche la tecnologia, non basta il cabinet scavato dal pieno o la laccatura piano black. Link al commento https://melius.club/topic/29611-il-futuro-prospettato-del-suono-che-ancora-non-c%C3%A8/page/5/#findComment-1776026 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Dufay Inviato 2 ore fa Autore Condividi Inviato 2 ore fa 24 minuti fa, Aniroceppa ha scritto: Perché l’audiofilo é sordo (per età avanzata sopraggiunta), ed inoltre è convinto che la magggia si ottenga con le rogers ls o gli ampli a triodi da 1 watt e mezzo. E con i giusti cavi in argento trattato criogenicamente. Inoltre ci vuole anche la tecnologia, non basta il cabinet scavato dal pieno o la laccatura piano black. Eccolo qua Sono gli audiofili brutti e cattivi che non capiscono Link al commento https://melius.club/topic/29611-il-futuro-prospettato-del-suono-che-ancora-non-c%C3%A8/page/5/#findComment-1776046 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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