Jack Inviato 24 Giugno Inviato 24 Giugno 1 ora fa, Ulmerino ha scritto: @Jack io abito nello Stato Della Chiesa...i Marchigiani erano gli esattori delle tasse (da qui il detto: meglio un ladro in casa che un Marchigiano alla porta), le colline all'orizzonte sono il Regno Di Napoli. (Abruzzo)...😁 dove sono nato io, nei possedimenti dei D’avalos e per poco tempo degli Angioini. Poi fino alla repubblica, tutta roba dei Caracciolo di Santo Bono. Non sapevo questa cosa dei Marchigiani esattori e del detto conseguente 🙏😁 1
wow Inviato 25 Giugno Inviato 25 Giugno 21 ore fa, Enrico VIII ha scritto: aumento delle auto, reti inchiodate. Questi discorsi non li capisco. Si è passati dal motore a vapore a quello a scoppio anche se non esistevano ancora le autostrade. Si investe per potenziare la rete (invece di disperdere risorse in sagre del cotechino) perché non è possibile continuare a bruciare fossili per muoversi.
Enrico VIII Inviato 25 Giugno Inviato 25 Giugno 11 minuti fa, wow ha scritto: Si investe per potenziare la rete Intanto siamo al buio. Le autostrade le ha fatte lo Stato. Chi dovrebbe investire nelle reti di distribuzione locali?
wow Inviato 25 Giugno Inviato 25 Giugno i distributori pianificano, Arera approva l'autorità pubblica finanzia, lo Stato detta le linee strategiche
Enrico VIII Inviato 25 Giugno Inviato 25 Giugno 11 minuti fa, wow ha scritto: Le società concessionarie Non sono concessionarie, sono proprietarie e quindi non puoi obbligarle. Nella mia zona è una società detenuta dal Gruppo A2A, di proprietà del Comune di Milano, Comune di Brescia, altri comuni e investitori vari. Ci pensi tu a convincerli ad investire nell'ammodernamento della rete? Per ora, lavori non se ne vedono, e il problema non è certo una novità di quest'anno.
wow Inviato 25 Giugno Inviato 25 Giugno Allo scopo c'è ARERA che utilizza un meccanismo chiamato Bastone e Carota: lo Stato riconosce al distributore una percentuale di guadagno garantito su ogni euro investito per migliorare la rete. Se il distributore riduce i blackout e ammoderna le linee, riceve dei "premi" economici; se la qualità del servizio peggiora e aumentano le interruzioni, subisce pesanti sanzioni.
wow Inviato 25 Giugno Inviato 25 Giugno Sono stati investiti 3,6 mld di euro per il potenziamento della smart grid e la resilienza climatica delle reti (PNRR), con obbligo di fine lavori entro fine anno: vedremo.
goldrake7 Inviato 25 Giugno Inviato 25 Giugno prepararsi al black out di interi quartieri, prossimamente .... climatizzatori a palla
Jack Inviato 25 Giugno Inviato 25 Giugno @wow Grazie wow, hai sistemato tutto con tre post di poche righe. Io non ci sono riuscito perdendomi in mille rivoli inutili. Ed ora la contumelia è ricominciata di là
widemediaphotography Inviato 25 Giugno Inviato 25 Giugno Ricominciamo da qui: Infatti bisognerebbe smetterla di guardare alla transizione elettrica solo dal lato della produzione energetica nazionale, perché il vero collo di bottiglia in Italia è, come più volte spiegato, è la distribuzione capillare, che nessun PNRR o ARERA può risolevere nell'immediato. Il problema non è quanta energia abbiamo a monte, ma quanta ne possiamo effettivamente consegnare a valle'all'utente finale. Parlo della rete di media e bassa tensione, delle cabine secondarie, dei trasformatori e dei cavi che corrono sotto le nostre strade. Infrastrutture spesso datate e dimensionate per carichi che non prevedevano la ricarica di massa di veicoli elettrici o l'elettrificazione totale del riscaldamento. C’è un equivoco di fondo quando si parla di Smart Grid, perchè molti pensano che l’automazione e il telecontrollo risolvano tutto, ma la digitalizzazione della rete non coincide affatto con il suo rifacimento fisico. Possiamo avere tutti i sensori del mondo, ma se un cavo o un trasformatore sono sottodimensionati, il rischio di sovraccarichi, cadute di tensione e blackout locali resta concreto. Nonostante i 3,6 miliardi del PNRR e i pur validi incentivi di ARERA per ridurre i disservizi, l’adeguamento strutturale della rete locale è un’opera titanica che, nelle stime più realistiche, richiederà dai 15 ai 20 anni per essere omogenea, specialmente nelle aree periferiche o più vecchie del Paese. La narrazione che è stata costruita attorno all'auto elettrica è figlia di una visione truffaldina, se non di un vero e proprio indottrinamento basato su esemplificazioni di comodo. Prendiamo il caso di Polestar, che va lodata per la trasparenza con cui pubblica le analisi LCA (Life Cycle Assessment). Se analizziamo i dati reali, emerge una verità molto diversa dal "senza emissioni". Per un modello come la Polestar 3, utilizzata con il mix elettrico italiano e su percorsi prevalentemente extraurbani, il punto di pareggio climatico, rispetto a un’auto a combustione omologa, si colloca solo tra i 130.000 e i 160.000 km. Questo è un dato pesantissimo, perché coincide quasi perfettamente con il limite della garanzia standard sulle batterie (8 anni o 160.000 km). Non significa che la batteria smetta di funzionare allo scoccare del chilometro successivo, ma significa che entriamo in una zona di incertezza economica e ambientale. Se per uso gravoso, degrado precoce o ricariche rapide costanti il pacco batteria dovesse essere sostituito prima di aver raggiutno quella soglia di percorrenza, il bilancio ambientale dell’intero veicolo diventerebbe molto peggiore di quello di un’auto a benzina. La reale sostenibilità del passaggio all'elettrico, ha una definizione complessa che dipende dalla qualità della produzione, dalla stabilità della rete locale, dal mix energetico reale e dalla durata effettiva del mezzo nel tempo. Continuare a ignorare il peso della rete di distribuzione e l’impatto della produzione delle batterie per vendere l’idea dell’elettrico come panacea immediata a "impatto zero" non è solo tecnicamente errato, è un’ipocrisia intellettuale promossa solamente a suon di slogan. 1
albrt Inviato 26 Giugno Inviato 26 Giugno Eccerto: due tonnellate e mezza di peso e 110 kWh di batteria, ha sto camion... Consiglio confronto con Pandino: sarà più facile affossare le EV. Buon enfisema a tutti. Alberto
Enrico VIII Inviato 26 Giugno Inviato 26 Giugno @widemediaphotography Finalmente, grazie. Mi sentivo proprio solo...
Enrico VIII Inviato 26 Giugno Inviato 26 Giugno A proposito: 18 ore di blackout anche a Roma, causa guasti rete: https://www.romatoday.it/cronaca/blackout-roma-oggi-25-giugno-2026.html
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