claravox Inviato 6 Agosto Autore Inviato 6 Agosto I gusti son gusti ma imho non è una copia piatta, c'è il marchio di fabbrica degli Stones. Mick Jagger non si limita a cantare, ma si appropria del pezzo personalizzandolo e rispolverando le sue abilità all'armonica. Questo tocco, unito al sound energico della band e alla produzione moderna di Andrew Watt, trasforma un classico del soul contemporaneo in un pezzo rock-blues credibile e potente. 2 ore fa, MAX79 ha scritto: con qualche verso cambiato, il che ha snaturato il pezzo; del resto, come potevano ripetere "upstairs in bed with my ex boy / he's in the place but I can't get joy"? Cambiare i versi era una necessità artistica e di credibilità Certamente non potevano cantare il testo originale. Proprio per questo, adattare il testo al genere maschile e alla prospettiva di un cantante di 82 anni non significa 'snaturare' il pezzo, ma interpretarlo con intelligenza. Ha evitato di scimmiottare pedissequamente le parole di Amy Winehouse. Io trovo sia un tributo sincero non si tratta di un riempitivo commerciale.
MAX79 Inviato 6 Agosto Inviato 6 Agosto @claravox che sia un tributo siamo d'accordo, altrimenti non staremmo a parlarne ;) sul fatto che sia riuscito meno, anzi per me potevano scegliere benissimo un altro pezzo per celebrare, a ragionissima, Amy Winehouse.
claravox Inviato 9 Agosto Autore Inviato 9 Agosto Il 17/07/2026 at 21:56, claravox ha scritto: Giovani per sempre grazie all'AI, ma Jagger avverte: "Il software non può scrivere il vero rock". Il paradosso di Foreign Tongues: la band ha usato l'intelligenza artificiale per apparire giovane nel video di In the Stars, ma Jagger e Richards rifiutano categoricamente di usarla per comporre musica. 😉
Noccio1967 Inviato 27 Agosto Inviato 27 Agosto Il 18/7/2026 at 20:40, zagor333 ha scritto: Oggi ho poi acquistato l’edizione completa di doppio vinile e bluray (ho preso recentemente usato un lettore multiformato e sono curioso di ascoltare / vedere il contenuto di questo supporto, soprattutto la parte audio). La consegna è prevista per il prossimo venerdì. Anche io analoga versione , ma cd e blu ray. In ascolto oggi e devo dire che mi piace molto. Avverto echi degli Stones primi anni 70, il loro miglior periodo 1
Noccio1967 Inviato 25 Settembre Inviato 25 Settembre Si candida come una se non la migliore uscita dell'anno. Un compendio della loro carriera, un po' di Exile, un po' di Some Girls, un po' di Sticky e di Emotional Rescue. Non mi sono pentito di avere scelto versione BRay Audio😊
claravox Inviato Sabato alle 07:23 Autore Inviato Sabato alle 07:23 Video ufficiale di uno dei pezzi più ritmati e particolari di Foreign Tongues: "Mr Charm". Girato nel deserto di Palmdale in California e diretto da Henry Scholfield, il videoclip vede protagonista l'attore svedese Alexander Skarsgård nel ruolo di un irresistibile gigolo che entra in una tavola calda scatenando il caos. il singolo include come B-side il brano Bad Luck Hideaway, un duetto tra Mick e Keith che vede alla batteria l'indimenticabile Charlie Watts. https://www.rollingstone.it/musica/news-musica/i-rolling-stones-hanno-pubblicato-per-tutti-il-duetto-tra-mick-e-keith-bad-luck-hideaway/1041330/
claravox Inviato Lunedì alle 12:24 Autore Inviato Lunedì alle 12:24 Il 31/07/2026 at 19:02, magicaroma ha scritto: a parte la copertina che fa sanguinare gli occhi La cover del nuovo album dei Rolling Stones è stata firmata dall’artista statunitense Nathaniel Mary Quinn, un passato nelle case popolari di Chicago, e la consapevolezza che le storie nascono anche dall’imperfezione. Per raccontare una leggenda, a volte bisogna avere il coraggio di rovinarle il volto. È quello che accade sulla copertina di Foreign Tongues, il nuovo album dei Rolling Stones. Invece di consegnarci l’ennesimo ritratto celebrativo di Mick Jagger, Keith Richards e Ronnie Wood, un pittore americano li smonta e li ricompone in un’unica creatura. Non è una cover. È un’operazione chirurgica sul mito. Quel pittore si chiama Nathaniel Mary Quinn. Nato a Chicago e oggi tra i nomi più interessanti dell’arte contemporanea americana, da anni costruisce ritratti che assomigliano più ai ricordi che alle persone. Volti frammentati, composti come collage impossibili, in cui un occhio appartiene a un’identità, una bocca a un’altra, un profilo sembra uscito dal cubismo e una smorfia dialoga con Francis Bacon. Lui definisce questo linguaggio figurative abstraction: non gli interessa dipingere una faccia così com’è, ma trovare un modo per restituire la personalità e l’essenza di un essere umano. È esattamente ciò che accade con Stones Trinity, l’opera scelta per la copertina di Foreign Tongues. Jagger, Richards e Wood non condividono semplicemente la stessa immagine: diventano un unico organismo. Un volto solo. Una creatura collettiva in cui identità diverse trovano un equilibrio inatteso. Quinn racconta di aver immaginato i membri della band come «un’unica carne», dove punti di forza e fragilità si fondono fino a creare un corpo comune, «come parti che normalmente non combaciano ma che, insieme, trovano il modo di funzionare». https://www.rollingstone.it/cultura/arte/la-storia-imperfetta-di-stones-trinity-la-copertina-di-foreign-tongues/1034405/ 1
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