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Melius Club

La responsabilità del vertice. Il caso Moretti


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gibraltar
Inviato

Ma poi, che catso,sono strapagati proprio per il rischio legato alla loro alta responsabilità e però li vorremmo responsabili e premiati quando le aziende vanno bene e fanno guadagnare i soci e incolpevoli quando invece succede qualche casino?

  • Melius 2
appecundria
Inviato
20 minuti fa, gibraltar ha scritto:

strapagati proprio per il rischio legato alla loro alta responsabilità

Non sembra questo il caso, almeno secondo i giudici di sei tribunali. 

Lui è stato condannato non per la ipotetica responsabilità derivante dall'essere a.d.

Ma proprio per atti compiuti o omessi.

appecundria
Inviato
6 minuti fa, mozarteum ha scritto:

so se e’ stato accertato nel processo se fosse stata veramente fatta la manutenzione

Era stata individuata una cricca ma sottovalutata o riparata alla bell'e meglio. Poi l'assale ha ceduto. 

  • Sad 1
Fabio Cottatellucci
Inviato
6 ore fa, appecundria ha scritto:

Era stata individuata una cricca ma sottovalutata o riparata alla bell'e meglio. Poi l'assale ha ceduto. 

Chi era il fornitore estero dei vagoni?

Inviato
7 ore fa, gibraltar ha scritto:

che catso,sono strapagati proprio per il rischio legato alla loro alta responsabilità e però li vorremmo responsabili e premiati quando le aziende vanno bene e fanno guadagnare i soci e incolpevoli quando invece succede qualche casino?

 

Se nel processo è stato provato che l'AD era a conoscenza della procedura che allegramente saltava le certificazioni e i controlli del caso per una questione di risparmio direi che è sacrosanta la condanna.

Non fa tornare indietro i morti né allevia la sofferenza di chi è rimasto ma per lo meno ribadisce che se c'è colpa cosciente se ne pagano le conseguenze.

Il caso ThyssenKrupp è molto simile.

appecundria
Inviato
12 minuti fa, Fabio Cottatellucci ha scritto:

Chi era il fornitore estero dei vagoni?

Un austriaco, condannato. 

Ho visto meglio, la cricca (crepa) fu occultata in modo da non potersi vedere in una ispezione a occhio nudo. I vagoni italiani venivano controllati invece con strumenti che l'avrebbero rilevata. 

Fabio Cottatellucci
Inviato
6 minuti fa, appecundria ha scritto:

Un austriaco, condannato. 

I soliti simpatici amici dell'area non-latina d'Europa che ci fanno la morale su questo e su quello ma che poi se ne fregano delle vite italiane.

  • Melius 1
Inviato
10 minuti fa, Velvet ha scritto:

Il caso ThyssenKrupp è molto simile.

Credo sia peggiore, la direzione della Thyessenkrupp aveva deciso di non aggiornare i sistemi di sicurezza ed antincendio per motivi strettamente economici accettando il rischio che potessero verificarsi incidenti anche gravi. Quindi si è trattato di una scelta volontaria per ridurre i costi, non di un omesso controllo come nel caso delle ferrovie.

  • Melius 1
Fabio Cottatellucci
Inviato
26 minuti fa, Velvet ha scritto:

Se nel processo è stato provato che l'AD era a conoscenza della procedura che allegramente saltava le certificazioni e i controlli del caso per una questione di risparmio direi che è sacrosanta la condanna.

Non è necessario che conoscesse quella procedura; avrebbe solo dovuto impartire disposizioni affinché una tale procedura potesse andare in vigore.
Queste cose si risolvono con l'A.D. che chiama una preclara società di consulenza che revisiona il modello interno di gestione delle procedure di sicurezza secondo le correnti "best practice".
Il tutto viene formalizzato in normativa interna e il cetriolo scende giù per la catena gerarchica dalle figure apicali fino al basso management; a quel punto, ogni processo che si adotta deve essere corredato di una attestazione del capo dell'ufficio interno competente (immaginiamo, "Divisione controllo materiali rotabili") e, spesso, di un "Ufficio Verifica conformità procedure" i cui titolari rischiano in proprio (ho sintetrizzato molto).
A quel punto, il caposervizio che firma gli avvenuti controlli su un vagone col cavolo che si discosta dalla procedura ufficiale la quale - per parare tutti, azienda, dirigenti e terzi -prevederà la "Acquisizione di certificazione idonea secondo gli standard italiani".
Lo schema adottato è analogo a quello utilizzato per assicurare la conformità alla Legge 231/2001 "Responsabilità amministrativa degli enti"; io ovviamente ho semplificato parecchio.

  • Melius 2
appecundria
Inviato

@Fabio Cottatellucci secondo me la zappata sui piedi se l'è data diversificando l'intensità dei controlli tra italiani e stranieri. Quale ratio ci può essere in una scelta del genere? Ha regalato quote di mercato ai noleggiatori stranieri con parco carri più vecchio.

Se poi col principio della “regola cautelare” si individua la responsabilità laddove per la persona fosse conoscibile e applicabile un comportamento alternativo, il fatto di averlo adottato per gli italiani testimonia che l'alternativa esisteva e lui la conosceva.

  • Melius 2
Fabio Cottatellucci
Inviato
13 minuti fa, appecundria ha scritto:

Quale ratio ci può essere in una scelta del genere?

L'unica lecita che mi viene in mente è che quel materiale disponesse di qualche certificazione straniera che lo rendeva più "accettabile".
E sarebbe stata, comunque, un'imprudenza gravissima (da cui la responsabilità per colpa) dato che un controllo non costa molto e che in azienda avrà avuto sicuramente vecchie volpi del trasporto su rotaia (non so se lo fosse lui stesso) che ben sapevano che la certificazione è una base da cui si parte, non un viatico.
 

  • Melius 1
Fabio Cottatellucci
Inviato
1 ora fa, qzndq3 ha scritto:

Credo sia peggiore, la direzione della Thyessenkrupp aveva deciso di non aggiornare i sistemi di sicurezza ed antincendio per motivi strettamente economici accettando il rischio che potessero verificarsi incidenti anche gravi.

Esattamente come nel disastro di Bhopal del 1984, un incidente che causò migliaia e migliaia di morti e un numero non conoscibile di feriti gravi e di menomati.   

  • Sad 1



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