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Il decreto pro Rogers


appecundria

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2 minuti fa, indifd ha scritto:

Domanda per gli esperti di diritto internazionale

Esperti di diritto internazionale, che non c'entra niente con il caso, ne abbiamo?

Forza, esperti per risposte a domande stupide e inutili?

Esperti di diritto internazionale al servizio di questo forumer?

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appecundria
8 minuti fa, Roberto M ha scritto:

periti hanno escluso l’incapacità di intendere e di volere.

Che e’ una cosa diversa dal “perdere la testa”

Ma quando mai! Informati e poi parli, lascia perdere i tweet di Salvini.

E basta imbottire il sito di propaganda. 

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9 minuti fa, appecundria ha scritto:

È incredibile come un qualsiasi pirla che passa dal bar è convinto di saperne più di giudici, avvocati, periti, testimoni...

È proprio vero che il web ha dato la parola a chiunque.

Non si capisce, però, perché scrivi questo.

Nessuno, e men che meno io, ha scritto che la sentenza e’ “sbagliata”, nessuno ha scritto che Roggero non era colpevole, nessuno ha scritto che la pena e’ sbagliata e che i giudici hanno applicato male la legge.

Quello che si sostiene e’ che la legge e’ sbagliata, se porta a queste interpretazioni, soprattutto sul punto del risarcimento ai rapinatori, e quindi va cambiata, perché chi reagisce d’impeto ad un delitto orribile non può essere trattato come un criminale comune.

E questa e’ una legittima opinione politica, quindi tutti i tuoi argomenti volti a delegittimare, trattandoli da “pirla”, i tuoi interlocutori, non colgono nel segno.

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@Admin Perdonate il disturbo, abbiamo l'esigenza urgente di un parere degli esperti di diritto internazionale. C'è un costo da affrontare o il servizio è gratuito?

Ah, quasi dimenticavo: psichiatri, ci servono psichiatri, farmaci e strutture per ospitare i più problematici tra noi.

Grazie e buon lavoro, Napoleone.

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appecundria

 

11 minuti fa, Roberto M ha scritto:

Nessuno, e men che meno io, ha scritto che la sentenza e’ “sbagliata”, nessuno ha scritto che Roggero non era colpevole, nessuno ha scritto che la pena e’ sbagliata

Non dovresti fare colazione con Nordio.

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Gaetanoalberto
27 minuti fa, indifd ha scritto:

Domanda per gli esperti di diritto internazionale: la medesima fattispecie in oggetto come sarebbe stata giudicata in altri stati europei (che ovviamente riteniamo civili e integrabili con noi italiani NB) e anche negli USA/Canada/Australia/Giappone?

 

Chiedilo alla IA che è americana...
questo il prompt: 1) di fronte al comportamento di Roggiero e considerata la pena cui è stato condannato (circa 15 anni) ti chiedo: a) nei paesi ..... il comportamento sarebbe stato reato ? B) in caso positivo, quale sarebbe stata la presumibile condanna?

Facci sapere

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La Milano degli anni Settanta: Stefano Nazzi parla dei gangster

 

Erano anni cupi. I titoli dei giornali parlavano di omicidi frequenti, attentati, terrorismo, scontri politici. Eppure pare impossibile scalfire il fascino perverso degli anni Settanta in Italia, quelli di Piombo. Quelli, a Milano, di nomi celebri della “mala” come Renato Vallanzasca (il “bel René”), Francis Turatello (noto come “Faccia d’angelo”), Angelo Epaminonda (detto “il Tebano”). Banditi della peggiore specie, gangster spietati, eppure ritenuti ancora “affascinanti”.

 

Stefano Nazzi, cronista dilungo corso per varie testate nazionali, è ospite della Rassegna letteraria a Vigevano. L’incontro a ingresso libero “Indagini sul crimine” presentato da Alessandra Tedesco sarà stasera, giovedì 24 ottobre alle 21 al teatro Cagnoni (prenota QUI il tuo posto). Nazzi è un vero e proprio «esploratore del crimine». Nel podcast “Indagini” (il Post) ogni mese ricostruisce un caso di cronaca nera. Lo fa con rigore, equilibrio e pacatezza. Nel libro “Canti di guerra” (Mondadori) racconta com’era, in quegli anni, la sedicente “capitale morale” d’Italia.

 

«Io negli anni Settanta - anticipa l’ospite - ero un ragazzo. Si respirava un’atmosfera plumbea, si sapeva che la criminalità imperversasse. Ho il ricordo nitido del sequestro della studentessa sedicenne Emanuela Trapani. Non dimentico la sparatoria del 17 novembre 1976 in piazza Vetra. Immaginate l’eco che avrebbe oggi un episodio del genere». Infatti secondo Nazzi un paragone con la Milano attuale non è semplicemente pensabile. La diversità è troppa. Ora le vie della città sono molto più affollate, nessuno per fortuna compie più sequestri di persona e le rapine sono pochissime.

 

«Non dico - prosegue - che la sicurezza sia assoluta, perché si assiste a uno sviluppo dei reati di strada, a un’ascesa della microcriminalità le cui “gesta” trovano ampia cassa di risonanza sui social. Quindi il senso di instabilità collettiva dilagante è giustificato».

 

E se, per assurdo, negli anni Settanta ci fossero già stati Facebook e Instagram, come sarebbe andata?

 

«Credo che Vallanzasca li avrebbe usati e, anzi, si sarebbe esposto, visto l’ego. Sarebbe probabilmente aumentata la paura, che già c’era. Ma ripeto: si parla di due realtà troppo differenti. Bande criminali pronte a tutto si contendevano il territorio, in tanti si drogavano alla luce del sole. C’erano molti più morti nelle strade. La gente di sera usciva meno anche perché le offerte erano inferiori. Adesso c’è un ristorante ogni tre metri. La città era ricca, ma in modo diverso».

 

E soprattutto nella lucida analisi che Nuzzi proporrà al pubblico del Cagnoni non c’è spazio per gli eroi. I criminali erano tali, e stop. Sarà interessante rendersi conto di come fosse tutto connesso. Non malviventi solitari, ma un grande sistema nel quale ha poi fatto capolino anche la mafia.

 

....

«a me piacevano le banche con la porta girevole, un calcio e il mondo cominciava a girare. Uscivo per primo, facevo fuori un caricatore intero e davo il via al far west. Ci chiamavano il mucchio selvaggio.» è questa la milano degli anni settanta. Oscura, plumbea, e irriconoscibile rispetto a quella di oggi. Per le strade si calpestano i bossoli di pistola, la media di omicidi è di 150 all'anno, nei locali notturni si mescolano delinquenti, imprenditori e personaggi dello spettacolo e le bische sono nascoste dentro a palazzi insospettabili. Qui si incrociano per la prima volta i destini dei tre banditi che cambieranno le sorti della mala milanese, i loro nomi si pronunciano a bassa voce perché si portano dietro una scia di polvere da sparo. Sono tre uomini molto diversi tra loro: francis turatello, noto come «faccia d'angelo», insaziabile di potere, renato vallanzasca, il «bel rené», un rapinatore anarchico che ama essere sempre al centro dell'attenzione, e angelo epaminonda, detto «il tebano», un gangster feroce e spietato. Nati senza possedere niente, sono pronti a prendersi tutto, prima sparandosi addosso, poi alleandosi, poi tornando a sparare. Intorno a loro, intanto, si muovono gli affiliati alla banda, i poliziotti e le vittime innocenti. È una storia nera di sangue, tradimenti e morti ma anche di sodalizi, potere e amore. Stefano nazzi la ricostruisce con la sua prosa intensa e incalzante raccontando gli uomini dietro ai criminali e le ombre che li hanno resi tali, perché nonostante siano passati oltre trent'anni dall'ultimo sparo i loro canti di guerra riecheggiano ancora oggi.

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Milano 17 novembre 1976

Il vice brigadiere Giovanni Ripani venne ucciso il 17 Novembre in Piazza della Vetra a Milano nel corso di una violenta sparatoria con alcuni rapinatori della banda Vallanzasca che stavano per assaltare una banca.

Il vice brigadiere Ripani, capo pattuglia della Volante Duomo della Questura, aveva ricevuto la segnalazione della presenza di alcune persone sospette nei pressi della agenzia della CARIPLO in Via Urbano III. Quando Ripani ed il suo equipaggio giunsero sul posto, insieme ad una seconda Volante, i testimoni riferirono loro che i sospetti si erano allontanati da qualche istante. Mentre il secondo equipaggio veniva dirottato dalla radio sul luogo di un altro intervento, Ripani decise di rimanere in zona per cercare i sospetti. Ritornati in via Urbano III qualche minuto dopo, uno dei funzionari della banca indicò loro nella vicina Piazza della Vetra quattro uomini vestiti con impermeabili che si stavano allontanando. Ripani decise di bloccarli, insieme al proprio collega, ma i quattro si voltarono sparando con mitra e pistole contro gli agenti. Ripani venne ferito gravemente ma riuscì a colpire mortalmente uno dei criminali ed a ferire gravemente un secondo, prima di venire nuovamente colpito. Il collega del vicebrigadiere Ripani sparò a sua volta contro i rapinatori, aiutato da un vigile urbano di passaggio, ma i criminali fuggirono facendosi scudo di un bambino di due anni, strappato alle braccia della nonna, e a una automobilista che venne sequestrata. I due ostaggi vennero liberati circa un’ora dopo nel quartiere della Comasina.

Il vicebrigadiere Giovanni Ripani morì durante il trasporto in ospedale. Avrebbe dovuto sposarsi pochi mesi dopo.

La Banda Vallanzasca si rese responsabile, tra l’autunno del 1976 e la primavera del 1977 dell’assassinio di otto persone, tra membri delle Forze dell’Ordine, impiegati e clienti di banca e semplici passanti. Tra le vittime vi furono l’appuntato di PS Bruno Lucchesi (Montecatini – 23 Ottobre 1976) e il brigadiere di PS Luigi D’Andrea e la guardia Renato Barborini (5 Febbraio 1977). Il capo della banda si trova attualmente all’ergastolo.

 

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Gaetanoalberto

 

Il caso a cui ti riferisci è molto probabilmente quello di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo) condannato in primo grado nel dicembre 2023 a 17 anni di reclusione (pena poi rideterminata o discussa nei gradi successivi, ma comunque nell'ordine dei 15-17 anni) per il duplice omicidio dei rapinatori che avevano assalito il suo negozio e il ferimento di un terzo.

La particolarità del caso sta nel fatto che Roggero ha inseguito i rapinatori fuori dal negozio e ha sparato mentre questi stavano fuggendo a bordo di un'auto.

Dato che hai lasciato in sospeso la definizione dei paesi ("nei paesi ....."), analizzeremo la situazione distinguendo tra i paesi europei (con sistemi giuridici simili al nostro) e gli Stati Uniti, che nell'immaginario collettivo vengono spesso considerati la patria della legittima difesa totale.

Scenario A: Nei paesi europei (Francia, Germania, Regno Unito)

In quasi tutta Europa vige lo stesso principio cardine del diritto italiano: la legittima difesa sussiste solo se il pericolo per l'incolumità  fisica è¨ attuale, imminente e non altrimenti evitabile. Una volta che i criminali sono in fuga, il pericolo per la vita è cessato e l'uso della forza letale per difendere unicamente il patrimonio (i beni rubati) non è proporzionato.

a) Sarebbe stato reato?

Si¬, assolutamente.

In Francia (légitime défense), in Germania (Notwehr) e nel Regno Unito (self-defence), inseguire dei rapinatori in strada e sparargli alle spalle mentre fuggono esclude categoricamente la legittima difesa. L'azione viene considerata una reazione punitiva o vendicativa, non difensiva.

b) Quale sarebbe stata la presumibile condanna?

Francia: L'omicidio volontario (meurtre) è punito con pene fino a 30 anni. Anche riconoscendo l'attenuante dello stato di grave turbamento emotivo (provocazione), la condanna difficilmente sarebbe scesa sotto i 10-15 anni.

Germania: Il reato applicabile sarebbe stato l'omicidio non premeditato (Totschlag), che prevede una pena da 5 a 15 anni. In casi del genere, la pena finale si sarebbe aggirata intorno ai 7-10 anni.

Regno Unito: Nel diritto inglese, l'uso della forza letale contro soggetti in fuga configura il reato di Murder (omicidio volontario), che prevede l'ergastolo automatico (mandatory life sentence), con un minimo di anni da scontare prima della condizionale (spesso fissato tra i 15 e i 20 anni in casi simili).

Scenario B: Negli Stati Uniti d'America

Gli USA sono famosi per norme come la Castle Doctrine (difesa della propria dimora/attività) e le leggi Stand Your Ground (nessun dovere di ritirarsi prima di difendersi). Tuttavia, c'è un dettaglio legale cruciale che spesso viene ignorato.

a) Sarebbe stato reato?

Sì, nella stragrande maggioranza degli Stati.

Dentro il negozio: Se Roggero avesse sparato all'interno del locale mentre i rapinatori lo minacciavano armati, negli USA (e in particolare in Stati come il Texas o la Florida) l'uso della forza letale sarebbe stato considerato 100% legittimo e non avrebbe subito alcun processo.

Fuori dal negozio (in strada): Nel momento in cui i rapinatori sono fuggiti all'esterno, la minaccia immediata alla vita del gioielliere è cessata. Nella quasi totalità degli Stati USA, la legge vieta l'uso della forza letale contro un sospetto in fuga (fleeing felon) se questo non rappresenta una minaccia armata immediata per il pubblico.

L'eccezione del Texas: Il codice penale del Texas (Section 9.42) consente l'uso della forza letale per proteggere la proprietà terriera o i beni mobili anche durante la fuga, ma solo di notte e solo se si dimostra che i beni non avrebbero potuto essere recuperati in altro modo. Poiché l'assalto a Grinzane Cavour è avvenuto di giorno, anche in Texas Roggero avrebbe rischiato l'incriminazione.

b) Quale sarebbe stata la presumibile condanna?

Negli Stati Uniti, se un cittadino spara alle spalle a dei rapinatori in fuga in mezzo alla strada, viene solitamente accusato di Second-Degree Murder (omicidio di secondo grado) o Voluntary Manslaughter (omicidio preterintenzionale/volontario attenuato dallo stato d'ira).

Le pene variano da Stato a Stato, ma la condanna media per questi reati oscilla tra i 10 e i 25 anni di prigione.

L'unica reale differenza negli USA sarebbe stata la presenza della giuria popolare: in alcuni Stati particolarmente conservatori, un avvocato abile avrebbe potuto puntare sulla jury nullification (ovvero convincere la giuria a emettere un verdetto di non colpevolezza per pura simpatia verso la vittima della rapina, ignorando la legge scritta). Se giudicato strettamente secondo il diritto scritto, però, la condanna sarebbe stata pesante.

In sintesi: Il comportamento di Roggero (l'inseguimento e lo sparo in strada a rapinatori in fuga) viene considerato un grave reato di omicidio nella quasi totalità dei sistemi giuridici occidentali, compresi gli Stati Uniti. La pena inflittagli in Italia (circa 15-17 anni) è perfettamente in linea con gli standard internazionali per questo tipo di eccedenza difensiva trasformatasi in giustizia privata.

 

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