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Il decreto pro Rogers


appecundria

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grisulea
13 minuti fa, appecundria ha scritto:

A parte il fatto che si riferisce a Salvini.

Interpreti a piacere. Come per le tavole. Ha scritto tutti gli.... che caldeggiano. Plurale. 

 

15 minuti fa, appecundria ha scritto:

Ma emigrare a Baghdad no? Non sarebbe meglio?

Che c'entra?  Vai avanti tu comunque, mi pare più attinente al tuo pensiero che ai tanti che caldeggiano, gli farai sapere. A te sembrano str o esasperati? Negli anni 80 avresti visto gente del genere? Se non, quale pensiero ti viene per primo? 

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Roberto M

 

Caso Roggero, Cerno: “La sentenza fa vincere il crimine. La mia battaglia? Che tutti quelli come lui siano liberi e i rapinatori in carcere”

Il direttore de Il Giornale è intervenuto al Tg4, dove ha commentato la condanna a 14 anni del gioielliere che il 28 aprile 2021 ha sparato e ucciso due rapinatori

Francesca Galici 15 luglio 2026 - 23:03

 

 

La conferma della condanna a 14 anni e 9 mesi per Mario Roggero ha sconvolto molti: da Matteo Salvini è partita l’iniziativa per chiedere la grazia al presidente Sergio Mattarella.
A Roggero non sono stati riconosciuti gli estremi per la legittima difesa e la Corte di Cassazione ha appoggiato in pieno la sentenza della Corte d'Assise d’Appello.

Già questa sera, il gioielliere che il 28 aprile 2021 ha sparato a tre rapinatori, uccidendone due, dopo che avevano fatto irruzione nel suo negozio, aveva annunciato la volontà di costituirsi in carcere, a 72 anni, ma per il momento preferisce attendere ancora e trascorrere gli ultimi momenti con la famiglia. 

È la vittoria del crimine su uno Stato che è mancato tutte le volte che Roggero ha ricevuto intimidazioni, rapine, tentativi di violenza contro di lui e la sua famiglia, e con questa sentenza esemplare a rovescio sta dando a tutto il crimine, che ogni giorno, in ogni istante, anche mentre noi andiamo in onda, si presenta all'interno di supermercati, gioiellerie e tabaccai, dicendo ‘la legge sta dalla nostra parte’, e parlo di fatti di cronaca che avvengono in queste ore, ragione”, ha detto il direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno, intervenendo al Tg4.

Uno Stato che condanna, come fosse un criminale, una persona sottoposta a rischio di morte per se stesso e per la famiglia, non distinguendo chi si difende dal criminale, ma mettendo l'idea di un eccesso di difesa come se la vita avesse un eccesso, come se vivere, sopravvivere e lavorare con la propria famiglia avesse dei confini determinabili, come se noi potessimo ragionare in quel momento su che cosa dobbiamo fare per fare il bene di un delinquente, due delinquenti o tre delinquenti che attentano alla nostra vita be', la mia battaglia sarà quella che tutti i Roggero siano liberi e quei rapinatori siano in carcere, se sono ancora vivi, oppure, se sono morti, che i funerali non siano a spese del nostro Paese”, ha concluso Cerno.

 

 

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analogico_09

Non  ho letto il topic, giusto qualche intro, quel che ho da dire è che la Meloni parla di un uomo che ha difeso legittimamente se stesso, la sua famiglia, i suoi beni nel corso di una rapina, con i soliti toni retorici di  Personalmente penso invece che, da come si sono svolti i fatti tecnicamente e moralmente, sia stata fatta vendetta privata con assassinio di due persone e non tre per un "inconveniete" sparati mentre fuggivano senza rappresentare più pericolo per nesuno. Questi i fatti, ciascuno potrà pensarla come crede in base a dove lo porterà la sua ideologia e il senso di apparteneza al proprio partito al governo chesottopone la nazione, la sua costituzione, l'ordine della magistratura, le leggi dello stato ai propri interessi, 

Io penso semplicemente che mi farebbe parecchio ribrezzo ritrovarmi tra un po' di tempo seguitando di questo passo in una sorta di far west conclsmato nel quale diventi un maistream farsi giustizia e vendetta da sè scavalcando le leggi dello stato, i dettami della costittuzione, l'ordine giudiziario, le istituzioni ed organi di controllo dei pesi e contrappesi, ovvero in una dittatura proto postfascista. Questo da sommare a tutte la e altre azioni tendensi a opiccinare la democrazia, la costituzione, i pesi e contrappesi chew regolano i delicati equilibri della democrazia. Mo'.., vonno pure elergire la "grazia" ai condannati.., sono certo che nonostante tutto Mattarella avrà fatto servire una tazza di the con i pasticcini per addolcire il lisciebusso al ministro della ... della ... ditela voi che a me me viien da ride (pe' nun piagne) :classic_rolleyes:

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Gaetanoalberto
5 ore fa, Roberto M ha scritto:

 

In Italia è normale che rapinatori e ladri siano risarciti dalle vittime. Se poi ci scappa il morto ad andare in galera è sempre la vittima. Mentre i parenti del delinquente vengono coperti d’oro.

È il caso del 72enne Mario Roggero che ieri sera è entrato in carcere, dove sconterà 14 anni e 9 mesi, per aver sparato e ucciso due dei tre rapinatori armati, che avevano appena preso in ostaggio sua moglie e sua figlia nella gioielleria di famiglia. 

Per i giudici, quando ha sparato la rapina era già "finita". Come se il cervello di un uomo alla settima rapina disponesse di un interruttore e di un cronometro processuale.

Ma non finisce qui, ha sul groppone anche una provvisionale esecutiva di 780.000 euro per le famiglie dei rapinatori (15 parti civili), a cui si aggiungono le parcelle legali. 

Richiesta complessiva: 3,3 milioni. Roggero ha già venduto immobili, lanciato una colletta online. Due proprietà pignorate.

Se pensate che sia una eccezione siete in errore. Ormai è un classico. 

Francesco Putortì è già stato condannato in primo grado. Ha 50 anni e faceva il macellaio a Reggio Calabria. Quindici anni e sei mesi per aver accoltellato due ladri catanesi che aveva trovato in casa sua, al piano di sopra, con le sue pistole in mano. 

Le sue pistole, rubate dalla sua cassaforte, puntate contro di lui nel suo corridoio. Ha preso un coltello dalla sua cucina e si è difeso nella sua casa. Omicidio volontario. Legittima difesa negata.

Due uomini, due vite distrutte, un unico messaggio dello Stato italiano: non reagire. Subisci. Lascia che ti portino via tutto. E se proprio non riesci a restare fermo mentre ti puntano un'arma contro, preparati a pagare.

In quale altro Paese al mondo accade questo? In quale Paese civile chi delinque ha l'assicurazione sugli infortuni professionali pagata dalla vittima?

Mettiamo in fila i numeri, perché le cifre urlano più forte di qualsiasi editoriale. Un operaio che cade da un'impalcatura e muore sul colpo lascia alla vedova un assegno INAIL di 12.342 euro una tantum e una rendita che non basterà mai a pagare l'affitto. 

Un cittadino assassinato per strada garantisce ai familiari un indennizzo statale di 50.000 euro. Un rapinatore che muore mentre rapina a mano armata può fruttare ai parenti dieci, venti, quaranta volte tanto.

Il morto onesto vale un quarantesimo del morto delinquente. Non è un'opinione. È il tariffario della Repubblica.

E c’è a chi è andata peggio. 

Andrea Furlan aveva vent'anni. Faceva il commesso in un supermercato di Padova. Un rapinatore gli ha sparato. Oggi è paralizzato. Per il risarcimento sta ancora combattendo nelle aule di tribunale.

A Pontetetto la cassiera di un supermercato, ferita durante una rapina con un colpo di lupara con 200 pallini, è stata condannata a 5.800 euro di spese legali perché "troppo aggressiva" col rapinatore.
 
Ma non è solo questione di soldi. È questione di faccia tosta elevata a sistema.

A Lucca un tizio ruba un Piaggio Beverly. Si schianta. Perde un piede. Fa causa al proprietario del motorino rubato: 430.000 euro perché il derubato "non aveva impedito il furto con sufficiente diligenza". 

Ad Arsiero Ermes Mattielli, ottant'anni, spara nel buio ai ladri di rame che gli entrano nel deposito. Muore prima di finire di pagare i 135.000 euro di risarcimento. Gli immobili finiscono in eredità ai ladri.

A Firenze un uomo rientra a casa con la figlia piccola. Trova un estraneo nel suo appartamento. Lo mette fuori uso a pugni. Il ladro, quello che si era introdotto in casa di una famiglia, ottiene 1.500 euro di risarcimento. Per le lesioni. 

A Bergamo un individuo scavalca un parapetto per svaligiare un'abitazione. Il dobermann lo morde. Il proprietario del cane viene convocato dalle autorità: il ladro ha sporto denuncia e pretende il risarcimento per il morso. 

Non sono aneddoti. È il catalogo di una nazione che ha perso il senno.

In qualsiasi Paese normale, la richiesta di risarcimento di un rapinatore che perde la vita “in servizio” o di un ladro che si ferisce mentre ruba verrebbe cestinata all'istante. Carta straccia. 

La faccia tosta del delinquente è solo metà del problema. L'altra metà è un sistema che quella faccia tosta la prende sul serio.

Qui no. Qui viene protocollata, assegnata a un giudice, discussa in udienza, controbattuta con perizie e testimonianze. Si celebrano processi. Si impegnano aule, cancellieri, magistrati. Si consumano anni.

C'è qualcosa di profondamente malato in un ordinamento che trasforma le vittime in colpevoli e i carnefici in creditori. Che impone a chi si difende di calcolare al millimetro la "proporzionalità" della reazione mentre ha una pistola puntata in faccia. 

Che considera "eccessivo" reagire a un'aggressione, ma "legittimo" chiedere soldi a chi ti ha impedito di rubargli lo scooter.

Non si tratta di invocare il Far West. Si tratta di ristabilire un principio elementare: chi delinque si assume il rischio delle conseguenze. 

Chi lavora onestamente merita tutela. Chi muore ammazzato vale più di chi muore ammazzando.

E il governo? Dopo i decreti sicurezza, dopo mesi di interventi su immigrazione e ordine pubblico, sul risarcimento ai delinquenti ha fatto un altro passo. Importante, ma comunque un passo corto. 

Il consiglio dei ministri ha approvato un Disegno di legge che vieta il risarcimento civile a chi viene ferito mentre commette rapina, sequestro, violenza sessuale, furto in abitazione. 

In parole semplici: si può essere condannati penalmente, ma senza risarcimento.

Sarebbe una svolta, se non fosse un ddl ordinario. Commissione, aula, Camera, Senato. Mesi di emendamenti, mediazioni, ostruzionismo. Beato chi ha un occhio per vedere il traguardo.

Ma il problema vero è nel perimetro, non nella procedura. Il Disegno di legge elenca i reati per cui il risarcimento è escluso: rapina, furto in abitazione, sequestro, violenza sessuale. 

E il resto? Il furto semplice no. La truffa no. Lo scasso di un deposito di notte no. Ermes Mattielli, che sparò ai ladri di rame nel suo capannone, resterebbe fuori. Il catalogo protegge alcune vittime e ne abbandona altre. 

Distingue, calibra, soppesa. Esattamente la logica che dovrebbe eliminare.

Serve invece una norma che dica una cosa sola e la dica senza margini di interpretazione: chi ruba o rapina non ha più diritti da far valere contro di te. 

Non ne ha lui, non ne hanno i suoi figli, non ne hanno i suoi quindici parenti in fila alla cassa. 

Senza proporzioni da calcolare col bilancino mentre hai un'arma puntata alla tempia. Senza il giudice che decide se la tua paura era "congrua" dopo aver riletto il fascicolo comodo nel suo ufficio. 

Ha scelto il crimine, si prenda le conseguenze. Tutte.

 

 

Roberto Ricciardi

 

Fact checking:

 

Il testo che hai condiviso è un tipico esempio di editoriale d'opinione a forte impatto emotivo. Utilizza casi di cronaca reale (alcuni dei quali però distorti, incompleti o imprecisi) per sostenere una tesi politica e giuridica ben precisa: l'idea che in Italia la difesa sia sempre punita e che i criminali siano tutelati più delle vittime.

Per fare un fact-checking serio e obiettivo, dobbiamo separare l'opinione (legittima) dalla ricostruzione dei fatti giuridici e reali. Analizziamo i singoli casi citati e le affermazioni generali.

1. I casi giudiziari citati: cosa è successo davvero?

🔴 Il caso di Mario Roggero (Il gioielliere di Grinzane Cavour)

Cosa dice il testo: Condannato a 14 anni e 9 mesi per aver sparato ai rapinatori che avevano preso in ostaggio moglie e figlia, con una provvisionale di 780.000 €; punito nonostante la rapina fosse "appena finita".

I fatti reali: La ricostruzione del testo omette dettagli fondamentali emersi dai video di sorveglianza e stabiliti nei tre gradi di giudizio. I rapinatori erano già usciti dal negozio ed erano scappati in strada. Roggero li ha inseguiti fuori dal locale con la pistola in mano. I rapinatori erano disarmati (avevano una pistola finta, ma Roggero non poteva saperlo) e stavano salendo in auto per fuggire. Roggero ha sparato contro di loro sulla pubblica via, colpendoli mentre scappavano. Per la legge italiana (e di quasi tutti i Paesi democratici), la legittima difesa decade quando il pericolo per l'incolumità fisica è cessato e l'azione si trasforma in inseguimento, punizione o recupero della refurtiva. La condanna è per omicidio volontario (con dolo intenzionale), non per legittima difesa ecceduta.

🔴 Il caso di Francesco Putortì

Cosa dice il testo: Condannato in primo grado a 15 anni e 6 mesi per aver accoltellato due ladri trovati in casa sua con le sue pistole (rubate dalla cassaforte) puntate contro di lui.

I fatti reali: Le indagini e la sentenza di primo grado hanno ricostruito una dinamica diversa. Putortì ha sorpreso i ladri che stavano scendendo le scale del condominio (quindi stavano fuggendo). L'accoltellamento è avvenuto alle spalle di uno dei malviventi mentre tentava la fuga. Non è stato provato che i ladri gli stessero puntando le pistole contro in un corridoio di casa in modo da minacciare imminente pericolo di vita. La magistratura ha ritenuto che non vi fosse l'attualità del pericolo richiesta per la legittima difesa.

🟡 Il caso del motorino rubato a Lucca

Cosa dice il testo: Un ladro ruba uno scooter, si schianta, perde un piede e fa causa al proprietario ottenendo risarcimenti perché il derubato non era stato "diligente".

I fatti reali: Questa è una bufala ricorrente o una forte distorsione della realtà. In Italia, la responsabilità civile per i danni cagionati dalla circolazione di un veicolo (Art. 2054 del Codice Civile) non si applica se la circolazione è avvenuta contro la volontà del proprietario (es. in caso di furto), a patto che il furto sia stato denunciato. Un ladro non può ottenere un risarcimento dal proprietario per essersi fatto male da solo guidando il mezzo rubato.

🔴 Il caso di Ermes Mattielli

Cosa dice il testo: Spira ai ladri di rame nel suo deposito di notte, condannato a risarcire 135.000 € e muore prima di pagare; gli immobili finiscono ai ladri.

I fatti reali: Mattielli sparò ben 14 colpi con una pistola contro due nomadi che stavano rubando ferro e rame, colpendoli alle spalle mentre scappavano. I due rimasero gravemente feriti (uno rimase invalido). Mattielli fu condannato per tentato omicidio e al risarcimento. La storia che i ladri abbiano "ereditato i suoi beni" è una leggenda metropolitana: dopo la morte di Mattielli, i suoi beni sono andati all'asta giudiziaria per coprire i debiti (tra cui il risarcimento), ma non sono stati donati o intestati ai ladri.

🟡 Il ladro morso dal Dobermann a Bergamo e il ladro a Firenze

I fatti reali: In Italia, chiunque può sporgere denuncia o intentare una causa civile (la denuncia è un atto unilaterale). Il fatto che un ladro morsa da un cane sporga denuncia non significa che abbia vinto la causa. La giurisprudenza italiana tutela i proprietari di cani se il morso avviene all'interno della proprietà privata recintata contro un intruso, poiché l'introduzione abusiva spezza il nesso di causalità e costituisce caso fortuito. Nel caso di Firenze (il ladro messo fuori uso a pugni), se un ladro viene aggredito quando è già immobilizzato o reso inoffensivo, la legge punisce le lesioni personali dolose extra-difensive.

2. Il confronto sui risarcimenti (Morto sul lavoro vs. Ladro ucciso)

Il testo fa un accostamento suggestivo ma giuridicamente scorretto:

L'indennizzo INAIL (morto sul lavoro): L'INAIL eroga un indennizzo standardizzato e automatico (assicurativo) che non esclude la possibilità per la famiglia di fare causa civile al datore di lavoro per ottenere milioni di euro di risarcimento del danno biologico e morale se viene accertata la colpa del datore.

Il risarcimento al rapinatore ucciso: Lo Stato italiano non paga risarcimenti ai parenti dei ladri. Se la vittima viene condannata per omicidio volontario (come Roggero), è la vittima stessa a dover risarcire i familiari del deceduto in sede civile, poiché ha commesso un reato grave (l'omicidio, appunto). Non è lo Stato a pagare, né esiste una tariffa. La cifra di centinaia di migliaia di euro è parametrata sulle tabelle del danno parentale che si applicano a qualsiasi omicidio.

3. La "Legittima Difesa" in Italia: come funziona davvero?

Contrariamente a quanto si legge nel testo, la legge italiana sulla legittima difesa è stata modificata nel 2019 (Legge n. 36/2019).

In casa e nei negozi (violazione di domicilio): La proporzione tra difesa e offesa è sempre presunta se si usa un'arma legittimamente detenuta per difendere la propria o altrui incolumità, o anche i beni (se non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione).

Il limite invalicabile: Nessuna legge, in nessun Paese democratico (nemmeno nella maggior parte degli stati USA con le leggi Stand Your Ground), permette di sparare alle spalle a una persona che sta scappando o che ha cessato l'azione criminosa. Quando il ladro fugge, il pericolo per l'incolumità finisce. Se si spara in quel momento, non è più difesa: è vendetta o giustizia privata, e viene punita come omicidio o lesioni personali.

Riassunto del Fact-Checking

Affermazione del testo

Valutazione

Spiegazione

Mario Roggero è in carcere solo per essersi difeso.

FALSO / FUORIVANTE

Roggero ha inseguito i rapinatori in strada e ha sparato mentre fuggivano, quando il pericolo era cessato. È stato condannato per omicidio volontario.

Il ladro di Lucca ha ottenuto 430.000€ dal proprietario dello scooter.

FALSO

La responsabilità del proprietario è esclusa se il mezzo viene rubato e il furto denunciato.

Un morto onesto sul lavoro vale un quarantesimo di un ladro ucciso.

DISTORCENTE

Confronta una rendita assicurativa automatica (INAIL) con un risarcimento danni da reato (omicidio) pagato dal colpevole e stabilito da un giudice.

La legge obbliga a subire le rapine.

FALSO

La legittima difesa tutela chi reagisce a un pericolo attuale e imminente. Non tutela chi reagisce quando il pericolo è finito (fuga del ladro).

 

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appecundria
20 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

vonno pure elergire la "grazia" ai condannati.., sono certo che nonostante tutto Mattarella avrà fatto servire una tazza di the

"E' dovere del Presidente della Repubblica di evitare si pongano precedenti, grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la Costituzione gli attribuisce".

Al che Nordio ha chiesto un fiasco di prosecco.

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Gaetanoalberto

Premesso che fa un po' specie che il governo faccia opposizione a sé stesso, e che chi lo ha votato sia afflitto da questa sensazione di non poterne più di questo Stato da cui non si sente protetto, mi tocca pure di fare il difensore del governo.

Vorreste, di grazia, dirmi quale sarebbe, ovviamente tra quelli esistenti, lo stato al quale vi ispirate come esempio?

Siete pregati di non citare San Marino.

 

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Gaetanoalberto

Ringrazio Roberto per questo post. In poche parole riassume perché questa gente, che fa dichiarazioni che manifestano assenza di senso dello Stato,  è pericolosamente indegna di rivestire una carica istituzionale.
E dire che mi pareva uno dei meno peggio.

Per due voti venderebbero la nonna.

 

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briandinazareth
54 minuti fa, grisulea ha scritto:

A te sembrano str o esasperati? Negli anni 80 avresti visto gente del genere? Se non, quale pensiero ti viene per primo? 

 

Infatti Negli anni 80 succedeva molto di più,  molte più rapine,  molti più omicidi, anche di questo tipo. 

 

L'idea dell'eccezionalità di questo momento storico è la più incredibile vittoria della propaganda e della paura sulla realtà. 

 

La spaccatura tra la realtà e il racconto è talmente profonda da essere quasi una forma di bispensiero e di psicosi collettiva.  

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briandinazareth
1 minuto fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Ringrazio Roberto per questo post. In poche parole riassume perché questa gente, che fa dichiarazioni che manifestano assenza di senso dello Stato,  è pericolosamente indegna di rivestire una carica istituzionale.
E dire che mi pareva uno dei meno peggio.

Per due voti venderebbero la nonna.

 

È oltre la vergogna,  è l'idea stessa della morte dello Stato di diritto. 

Non le leggi ma il sentimento di una parte della gente,  lo schieramento tribale e il superamento della civiltà, ma non quella della democrazia... anche quella dei tempi di hammurabi

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8 minuti fa, appecundria ha scritto:

La Cassazione non ha tenuto conto di questo principio giuridico, è uno scandalo!

Vedo che continua la lettura a tuo gradimento. Che cavolo c'entra? Perche mai avrebbe dovuto tenerne conto? Ti ho posto due domande, se volevi potevi rispondere. 

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