Vai al contenuto
Melius Club

Legge cinese unità etnica e progresso contro il Tibet


Messaggi raccomandati

Dharamshala — Le autorità cinesi hanno espulso monaci e monache tibetani dal Larung Gar, nella contea di Sertar, nel Tibet orientale, a seguito di un'operazione su larga scala per demolire i loro alloggi iniziata il 13 luglio 2026. Inoltre, le autorità stanno imponendo severe restrizioni alla libertà di movimento di monaci e monache, nonché ai pellegrini e ai turisti che visitano il monastero. Le demolizioni hanno avuto luogo in seguito all'entrata in vigore della nuova legge cinese, la cosiddetta “Legge sull'unità etnica e il progresso”

 

Secondo le fonti, le autorità cinesi della contea di Sertar, nel Tibet orientale, hanno recentemente emesso una direttiva che ordina ai monaci e alle monache dell'Accademia buddista delle cinque scienze di Larung, meglio conosciuta come Larung Gar (monastero), i cui alloggi erano stati demoliti dal 13 luglio ad oggi, di tornare alle loro case o ai monasteri originari, vietando loro così di uscire dal monastero e continuare gli studi. Si tratta di uno stratagemma delle autorità cinesi per espellere questi praticanti religiosi dal monastero con il pretesto di demolire le loro abitazioni.

Le autorità cinesi hanno annunciato che la demolizione ha preso di mira almeno 1.060 unità abitative occupate da monaci e monache; di conseguenza, più di 1.060 monaci saranno espulsi dal monastero, segnando un'ulteriore violazione della libertà religiosa dei monaci e delle monache tibetani. Inoltre, le autorità cinesi hanno imposto severe restrizioni alla libertà di movimento di monaci e monache, nonché ai pellegrini e ai turisti che si recano al monastero.

...

Eccellente esempio di progresso, non c'è che dire

🤮https://www.thetibetpost.com/news/tibet/china-expels-tibetan-monks-and-nuns-from-larung-gar-and-demolished-their-dwellings

 

 

Link al commento
https://melius.club/topic/30096-legge-cinese-unit%C3%A0-etnica-e-progresso-contro-il-tibet/
Condividi su altri siti

La battuta può anche essere simpatica, ma considerando la situazione non mi viene proprio da scherzare... 😑

Forse perché ho seguito abbastanza la vicenda del Tibet e la sopraffazione subita da parte della Cina

  • Melius 2

Tutti democratici. Complimenti

1 ora fa, Panurge ha scritto:

spietata teocrazia

Ma dove hai letto questa informazione?

Immagino dalla propaganda cinese che ha definito il Dalai Lama un lupo travestito da agnello

Vabbè

Ma anche se fosse, cosa che non credo, nulla vietava che rimanessero così come volevano

Certamente avevano un governo teocratico, ma la questione non è certamente quella...mi pare evidente

O meglio uccidere un milione e passa di innocenti? O tentare di eliminare una tradizione millenaria (pacifica) come quella tibetana...

Leggete dei libri scritti da monaci tibetani, magari cambiate punto di vista...

Tipo questo:

 

 

IMG_20260801_163311.jpg

In alternativa: Sette anni in Tibet di H. Harrer

4 ore fa, Panurge ha scritto:

Va ricordato che i monaci erano parte di una spietata teocrazia che viveva e meditava sulle spalle di innumerevoli servi della gleba, era medioevo non un paradiso spirituale.

Affermazione piuttosto 'forte', quantomeno.

Avrai le tue ragioni, immagino.

Per Pechino si tratta di consolidare l'unità nazionale, ma questa normativa rappresenta un ulteriore passo verso l'assimilazione forzata delle minoranze e una base giuridica per colpire i dissidenti all'estero

 

«leggi razziali» di Mussolini contro gli ebrei sono considerate giustamente una delle (tante) pagine orribili nella storia del fascismo. Perché non fanno notizia le leggi razziali della Cina che discriminano le sue minoranze etniche?

Da ieri, primo luglio, nella Repubblica Popolare è entrata in vigore una nuova normativa che segna un passaggio importante nella politica etnica di Xi Jinping. Per certi aspetti non è inedita: la sinizzazione delle minoranze era già in corso da decenni, soprattutto in Tibet, Xinjiang e Mongolia Interna, le tre colonie incorporate nell’impero e considerate come provincie amministrative. 

 

Per diverse organizzazioni internazionali, studiosi e difensori dei diritti umani, invece, la legge rappresenta un ulteriore passo verso l'assimilazione forzata delle minoranze e potrebbe perfino offrire una base giuridica per colpire dissidenti e attivisti residenti all'estero.

La nuova normativa, chiamata «Legge per la promozione dell'unità e del progresso etnico», arriva al termine di un percorso iniziato con l'ascesa al potere di Xi Jinping nel 2012. Da allora il presidente cinese ha progressivamente sostituito la tradizionale enfasi sulla pluralità delle minoranze con un concetto diverso: quello di una comunità nazionale unificata, fondata sull'identità cinese e sulla lealtà al Partito comunista.

Per capire la portata concreta di questa legge basta seguire la vicenda di una giovane studentessa cinese raccontata dalla Bbc. Zhang Yadi, conosciuta con il nome tibetano di Tara, avrebbe dovuto proseguire gli studi in una prestigiosa università britannica. Invece si ritiene che sia detenuta in Cina. Mentre studiava in Francia aveva collaborato con una piattaforma in lingua cinese dedicata ai diritti dei tibetani e aveva pubblicato sui social un semplice messaggio di auguri al Dalai Lama per il suo novantesimo compleanno. Durante un viaggio in patria, nella provincia dello Yunnan, sarebbe stata arrestata con l'accusa di aver «incitato alla divisione del Paese e compromesso l'unità nazionale». Il caso ha preceduto formalmente l'entrata in vigore della nuova legge, ma molti osservatori ritengono che essa renderà situazioni analoghe ancora più frequenti.

Le preoccupazioni non riguardano soltanto il futuro. Molte delle politiche oggi formalizzate dalla legge sono già state sperimentate negli ultimi anni. Nel Xinjiang le Nazioni Unite hanno denunciato la detenzione di oltre un milione di uiguri nei cosiddetti centri di rieducazione, accuse sempre respinte dalle autorità cinesi che parlano invece di programmi contro il terrorismo e l'estremismo religioso. In Tibet il controllo sui monasteri è stato rafforzato. I monaci devono seguire corsi di educazione patriottica e il culto del Dalai Lama è represso. In Mongolia Interna, nel 2020, migliaia di genitori protestarono contro la progressiva sostituzione dell'insegnamento in lingua mongola con il mandarino. Le manifestazioni furono soffocate. Secondo una recente ricerca di PEN America e del Southern Mongolian Human Rights Information Center, anche gli spazi digitali dedicati alla cultura mongola sono stati ridotti: gruppi sui social chiusi, contenuti rimossi, account cancellati. La nuova legge potrebbe accelerare questa tendenza.

L’Occidente sembra distratto o indulgente, quando il razzismo viene codificato a Pechino. La celebrazione dei 250 anni di storia degli Stati Uniti viene sempre accompagnata da critiche spietate: a cominciare dal fatto che un bel pezzo di questi 250 anni furono segnati dalla macchia dello schiavismo, che gli Stati del Sud abolirono solo in seguito alla guerra civile, a metà dell’Ottocento. Chi getta uno sguardo critico sulla storia della Repubblica americana sottolinea che elementi di razzismo non sono mai del tutto scomparsi; ogni provvedimento di restrizione dei flussi migratori viene bollato come una forma di xenofobia. Ma si passa sotto silenzio il fatto che la Repubblica Popolare tollera pochissima immigrazione straniera, e infligge un trattamento duro ai suoi «immigrati interni», finché si ostinano a coltivare le proprie culture.

https://www.corriere.it/oriente-occidente-federico-rampini/26_luglio_02/da-ieri-la-cina-ha-le-sue-leggi-razziali-ecco-cosa-dicono-0727aecd-40b2-45aa-a106-7f5cf0fe9xlk.shtml?refresh_ce

 

 

20 ore fa, LUIGI64 ha scritto:

Perché non fanno notizia le leggi razziali della Cina che discriminano le sue minoranze etniche?

 

direi in primis perché la Cina, come molte altre autocrazie anche più vicine a noi, è uno stato di sorveglianza dove le notizie non entrano (the great firewall) e assai difficilmente escono (aggiungiamo pure che nello Xinjiang e in Tibet ai giornalisti stranieri viene negato l'accesso o vengono scortati costantemente). Che siano uiguri o tibetani (o - come si è visto di recente - cittadini di Hong Kong) rimane sempre cronaca da quarta pagina, o oltre, della Cina interessa perlopiù solo l'aspetto mercantilistico. In secondis, mi verrebbe da dire, anche il potere di ricatto economico che un gigante come la Cina ha nei confronti di qualsiasi altro stato (nessuna azienda cinese può permettersi di ignorare il Partito Comunista, quindi quando Pechino decide di punire un paese che critica le sue politiche, le aziende cinesi non hanno scelta e devono obbedire in blocco). 

  • Thanks 1
4 ore fa, LUIGI64 ha scritto:

Certi post si commentano da soli...

Si però, Luigi, visto l'autore del post, era interessante (molto) sentire "un'altra campana".

Era comunque un altro modo di considerare  gli eventi

L' affermazione

così perentoria e opposta alla 'vulgata' comune (presente da 70 anni su tutti i tipi di media), presuppone

delle documentate indagini o ricerche o fonti.

Anzi, bastava anche una, anche piccola, articolazione del concetto (per cominciare).

 

Invece buttata lì così assomiglia ad una 'boutade' di negazionisti della luna o dei vaccini, cosa

che non sarà, suppongo visto l'autore.

 

Insomma non ne capisco il senso, se non quello di fare 'bum'.

 

È vero che il Tibet è stato spesso idealizzato in Occidente e che la sua società tradizionale aveva aspetti discutibili e certamente imperfetti come gli elementi teocratici e gerarchici. Ma ritengo che la motivazione di simili post è che per un ateo convinto la spiritualità, i monaci e la dimensione religiosa possono non avere alcun valore personale

Ciò però non significa che una tradizione spirituale e culturale sia priva di valore in assoluto o da eliminare, quasi giustificando il massacro perpetrato dal governo cinese. Criticare alcuni aspetti della società tibetana, non equivale a negare il significato umano e culturale di una civiltà millenaria come quella

Sembra quasi un post scritto dal governo cinese

😛

Probabilmente, se fosse stata una società senza monasteri, monaci e teocrazia, post così cinici e duri non credo sarebbero stati scritti...

In fondo, è coerente con un certo tipo di pensiero 

 

×
×
  • Crea Nuovo...