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Legge cinese unità etnica e progresso contro il Tibet


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Dal 1998 almeno 170 persone si sono date fuoco come forma di protesta contro la Cina, soprattutto in Tibet e meno frequentemente all’estero. È un tipo di protesta molto estremo a cui fanno ricorso i tibetani perché la Cina proibisce ogni forma di dissenso e di protesta in Tibet. Tsering Woeser, un intellettuale tibetano, in un editoriale sul New York Times del 2014 scrisse che «se i tibetani avessero anche solo una briciola di possibilità di organizzare proteste, non sarebbero costretti a fare ricorso al suicidio».

Le proteste delle ultime settimane sono notevoli anche perché da tempo tra i tibetani all’estero (tra le 130mila e le 150mila persone) c’era una certa apatia sulla questione dell’indipendentismo.

In parte questo è dovuto all’esistenza di divisioni interne: il Dalai Lama da anni sostiene che l’obiettivo sia un Tibet autonomo sotto la sovranità della Cina, una teoria nota come “Via di mezzo”. Molte persone però continuano a pensare che il Tibet debba diventare uno stato indipendente.

https://www.ilpost.it/2026/08/06/morte-attivista-proteste-tibet/

 

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Cina, attivista arrestato in Tibet per aver mostrato una foto del Dalai Lama

 

L’arresto è avvenuto il 1° luglio a Lhasa, in Tibet, ma è stato ufficializzato il 28 luglio. La famiglia è stata informata con una telefonata il 30 luglio e ha ricevuto copia dell’incriminazione il 5 agosto.

Questi i fatti. All’inizio del mese scorso Zhang Yi si è recato in visita al monastero di Sera col fratello minore. Ha mostrato a un uomo in preghiera una foto del Dalai Lama, conservata sul suo telefono. La scena è stata osservata da due tipi in abiti borghesi. Di lì a poco, prima che lasciasse il monastero, Zhang Yi è stato arrestato dalla polizia.

Da molto tempo Amnesty International denuncia l’uso arbitrario del reato di “incitamento al separatismo” contro persone tibetane che esprimono pacificamente il loro diritto alla libertà di religione, chiedono l’insegnamento in lingua tibetana ed esprimono opinioni sul Dalai Lama. Questa volta è capitato anche a un non-tibetano e forse per le autorità cinesi è un fatto ancora più grave.

https://lepersoneeladignita.corriere.it/2026/08/06/cina-attivista-arrestato-in-tibet-per-aver-mostrato-una-foto-del-dalai-lama/

 

La Cina sarà anche tecnologicamente ed economicamente avanzata, ma un arresto per aver mostrato una foto del Dalai Lama evidenzia gravi limiti sul piano delle libertà civili e di espressione...

😑

Ormai siamo al teatro dell'assurdo

Semplicemente ridicolo

 

Rischiano di incrinarsi i rapporti con la città ’gemellata’ di Yangzhou dopo la lettera di fuoco del consolato di Pechino alla Farnesina. Bellini: "L’incontro in qualità di docente. Ed è un premio Nobel della pace"

 

Scoppia la ’guerra fredda’ tra Rimini e la Cina. A scatenare le ire del superportenza la visita della vicesindaca riminese Chiara Bellini al Dalai Lama. Nella lettera di fuoco inviata dal Consolato cinese di Milano alla Farnesina, viene definito "un gravissimo errore" il fatto che Bellini abbia voluto incontrare "un pericoloso separatista" come il Dalai Lama nel corso del suo viaggio in Ladakh. Una lettera che rischia di incrinare il legame tra la Cina e Rimini, nonostante i fitti rapporti commerciali e istituzionali di questi anni e lo storico gemellaggio con la città cinese di Yangzhou.

Un gemellaggio che è nato 26 anni fa, e rafforzato dalla recente visita (nell’aprile scorso) di una delegazione della città cinese a Rimini, con tanto di scambio di doni. Ma quando il governo cinese ha saputo che Bellini, studiosa di arte e cultura tibetana che lavora da anni come docente e ricercatrice all’università Ca’ Foscari di Venezia, un mese fa ha fatto visita a Tenzin Gyatso (14esimo Dalai Lama) durante il viaggio in Ladakh per le sue ricerche, non ha voluto sentire ragioni. E attraverso il consolato di Milano le autorità cinesi hanno manifestato tutta la loro contrarietà, considerando quello di Bellini un gesto politico.

"La politica non c’entra nulla – la replica della vicesindaca – Ho voluto salutare il Dalai Lama mentre mi trovavo in Ladakh per un progetto di ricerca finanziato dal Rubin Museum di New York. L’ho fatto nelle vesti di docente e libera cittadina. Non avrei mai immaginato che incontrare il leader spirituale del buddismo, nonché premio Nobel per la pace, potesse venir interpretato come un atto di lesa maestà da parte delle autorità cinesi". Tanto più, ricorda Bellini, che "il Dalai Lama è un cittadino onorario di Rimini, che ha avuto l’onore di ospitarlo in più occasioni". L’ultima risale al 2005, quando una folla si radunò – nel parco Marecchia di Rimini – per l’applauditissimo discorso tenuto dal Dalai Lama.

.... "Ma la libertà di incontro e di ricerca – conclude Bellini – non dovrebbero essere oggetto di pressioni diplomatiche. E nessun governo dovrebbe decidere chi possiamo studiare e incontrare".

Brava Bellini 😊

https://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/la-cina-contro-rimini-un-46ac5a07

 

 

 

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