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Legge cinese unità etnica e progresso contro il Tibet


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@LUIGI64 Ma che poi fosse una società basata su caste chiuse coi contadini allo stato di servi della gleba

avevano il 'diritto' di essere invasi e massacrati?

Li avevano chiamati loro? E' una giustificazione (senza lenti ideologiche ovviamente) per distruggere

una civiltà?

 

E' questo il problema di quella affermazione: suona inequivocabilmente come una

giustificazione.

  • Thanks 1

C'era una sorta di teocrazia, molto gerarchizzata, comunque dal punto di vista materiale piuttosto poveri

Giustificare o ammorbidire le responsabilità di un mezzo genocidio, ovviamente fa pensare ad altro...che magari con i tibetani non ci azzecca nulla

Gaetanoalberto

Tranquilli, nel mio caso non stavo affatto giustificando.

Legandomi a quanto scritto nel post precedente, ed insistendo sui paradossi possibili in certe "democrazie", qualcuno pensa di potersi arrogare il diritto, in quanto maggioranza, di imporre ad altri stili di vita, credenze religiose o divieti di credo.

In genere si tratta di "democrazie popolari", in cui il sostantivo "popolo", nella sua indefinibilità, viene usato da astute gerarchie per le peggiori limitazioni della libertà.

  • Melius 1

 

Una delegazione del Parlamento tibetano in esilio, guidata dal vicepresidente Khenpo Sonam Tenphel e composta dai membri del Comitato permanente Lopon Thupten Gyaltsen, Lobsang Thupten Pontsang, Choedak Gyatso, Gonpo Dhundup e Gyaltsen Choekye Gagya, ha avviato una campagna di sensibilizzazione parlamentare a Nuova Delhi (27/07/2026).

La delegazione ha sottolineato che la legge sull’Unità Etnica e sul Progresso” (EUPL) fornisce un quadro giuridico volto ad accelerare l’assimilazione di tibetani, uiguri, mongoli del sud e altre nazionalità non Han in un’unica identità definita dallo Stato, a scapito delle loro lingue, religioni, culture e identità storiche distinte. Spiegando che la nuova legge rappresenta una delle minacce più gravi per il popolo tibetano degli ultimi decenni. Poichè, codificando le politiche esistenti in una legislazione nazionale, rafforza le misure che limitano la lingua tibetana, inaspriscono il controllo statale sulle istituzioni religiose, rimodellano i programmi scolastici ed erodono sistematicamente l’identità culturale, religiosa e nazionale unica del Tibet. 

La delegazione ha inoltre sottolineato l’urgenza della situazione attuale richiamando l’attenzione sulla tragica autoimmolazione dell’attivista tibetano Lobga Rangzen, avvenuta il 2 luglio 2026 davanti alla sede delle Nazioni Unite a New York. Prima del suo gesto estremo, Lobga Rangzen aveva lanciato un accorato appello per il ripristino di un Tibet pienamente indipendente, dichiarando che solo quando i tibetani saranno liberi nella loro patria potranno essere pienamente tutelati i loro diritti umani fondamentali, la libertà religiosa e l’identità nazionale.

La delegazione ha inoltre sottolineato che le implicazioni della Legge sull’Unità e il Progresso Etnico si estendono ben oltre i confini della Cina. Ha osservato che la legislazione rafforza gli sforzi del Partito Comunista Cinese per espandere la propria influenza sulle comunità tibetane che vivono all’estero attraverso l’intimidazione, la sorveglianza e la pressione per conformarsi alla narrativa ufficiale del Partito. I tibetani che risiedono pacificamente in India e in altri paesi democratici potrebbero trovarsi sempre più spesso ad affrontare la repressione transnazionale, suscitando preoccupazioni non solo per la diaspora tibetana, ma anche per la sovranità delle nazioni democratiche e le libertà che esse cercano di proteggere.

https://www.arefinternational.org/parlamento-tibetano-in-esilio-campagna-a-new-delhi-contro-la-legge-della-rpc-unita-etnica-e-progresso-28-07/

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Amnesty International ha commentato che l’accanimento nei confronti delle minoranze, in nome della cosiddetta “unità etnica”, non è una novità. Casi come quello del docente universitario uiguro Ilham Tohti, dell’antropologa ed etnologa uigura Rahile Dawut e del leader religioso tibetano Choktrul Dorje Ten Rinpoche illustrano bene come pacifiche attività accademiche, culturali o religiose siano ampiamente criminalizzate.

L’espressione “unità”, dunque, non significa armonia tra comunità diverse in nome di valori comuni: dev’essere correttamente tradotta in allineamento ideologico forzato al Partito comunista.

Un giorno dopo l’entrata in vigore della legge, Lobga Rangzen (noto anche come Lobsang Palden), un tibetano di 52 anni, si è dato fuoco a New York, di fronte al quartier generale delle Nazioni Unite. Fonti d’informazione tibetane hanno riferito che l’uomo era un attivista e che, prima di immolarsi, aveva esposto una bandiera del Tibet e gridato slogan in favore della libertà del popolo tibetano.

https://www.amnesty.it/cina-in-vigore-la-legge-sullunita-etnica/

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Non pensavo che il governo cinese fosse arrivato a questo livello di barbarie... :-(

Complessivamente, nel 2025 le esecuzioni sono cresciute del 78 per cento rispetto alle almeno 1518 del 2024. Il totale dell’anno scorso non tiene conto delle migliaia di esecuzioni che Amnesty International ritiene continuino ad aver luogo in Cina, lo stato che resta pertanto in testa alla classifica mondiale della pena di morte.

https://www.amnesty.it/pena-di-morte-nel-2025-il-piu-alto-numero-di-esecuzioni-dal-1981/

shoegazer_82
19 ore fa, LUIGI64 ha scritto:

Non pensavo che il governo cinese fosse arrivato a questo livello di barbarie... :-(

Complessivamente, nel 2025 le esecuzioni sono cresciute del 78 per cento rispetto alle almeno 1518 del 2024. Il totale dell’anno scorso non tiene conto delle migliaia di esecuzioni che Amnesty International ritiene continuino ad aver luogo in Cina, lo stato che resta pertanto in testa alla classifica mondiale della pena di morte.

https://www.amnesty.it/pena-di-morte-nel-2025-il-piu-alto-numero-di-esecuzioni-dal-1981/

 

pensa che nel medievale e arretrato Tibet ante invasione cinese la pena di morte era già stata abolita da anni ...

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