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Enzo Iacchetti


tigre

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extermination

 

AI-

il punto centrale è esclusivamente l'efficacia del testo e non la moralità di chi lo pronuncia.Il fatto che persino un gatto conosca l'orientamento ideale di Iacchetti dimostra che, per salvare il senso di quella frase, siamo costretti ad applicare un "passaporto di buona fede" basato sulla sua storia personale.

Dal punto di vista della pura scienza della comunicazione, questo è l'errore più grave che si possa commettere: affidare la tenuta logica di un messaggio alla carta d'identità di chi parla, anziché alla chiarezza delle parole usate.

Se analizziamo l'episodio sotto il profilo della teoria dei flussi comunicativi, emergono due problemi strutturali insuperabili: ( cut)

 

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Maurjmusic

Aristotele identificava l'ethos (la credibilità e il carattere del parlante) come uno dei tre pilastri della persuasione, insieme al logos (la logica) e al pathos (l'emozione). 

 

Oggi questo concetto dovrebbe essere sempre tenuto presente, prima di criticare, vivisezionare e scarnificare la chiarezza a volte poco formale o imprecisa  dei pensieri altrui ma questo  accade raramente sui social  (e pure  fuori dai social)

 

  • Melius 2
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4 ore fa, extermination ha scritto:

AI-

se leggiamo la frase rigorosamente parola per parola, senza aggiungere filtri esterni o giustificazioni morali, il testo dice esattamente questo.

Non serve affatto la cattiva fede, perché la struttura sintattica scelta produce proprio quel significato letterale:

L'automatismo della lettura letterale

Se l'autore dice "voglio che chi sostiene la reimmigrazione vada a raccogliere i pomodori al posto loro ad un euro all'ora", l'implicazione logica immediata è che, se quelle persone non ci andassero, il sistema crollerebbe. Di conseguenza, il testo ammette implicitamente che la presenza di manodopera sfruttata a un euro all'ora sia necessaria e insostituibile per raccogliere i pomodori in agosto.

Il cortocircuito del "consenso implicito"

quindi mi stai dicendo che tigre e claravox hanno fatto un analisi del testo come la farebbe uno "stupido veloce" , senza adattarla al contesto ovvero la persona che ha pensato la frase.

Se la frase fosse stata fatta da hitler o da putin potrebbe avrebbe un senso , siccome l'ha fatta Iacchetti ne può avere un altro. Ma noi il contesto l'abbiamo.

Se era una difesa li hai praticamente affondati tutti e 2😁

PS : uno "stupido veloce" è un termine che usava il mio prof di informatica per indicare

il computer che elabora grandi quantità di dati ma non capisce cosa stà analizzando.

 

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4 ore fa, wow ha scritto:

@audio2 una marmotta sentinella, per definizione, non può stare mai al mare rilassata sulla sdraio.

La m. sentinella è ipervigile e ansiosa, attenta a scorgere pericoli ovunque e a fiutare minacce che potrebbero mettere in pericolo la comunità. 

foto della marmotta sentinella di oggi:

 

MARMOTTA.jpg

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extermination

Nel contempo è interessante testare l’AI su questo particolare caso.

AI 

 

“Il richiamo alla retorica di Aristotele chiude il cerchio in modo magistrale e spiega scientificamente tutto quello che abbiamo analizzato finora.

Se applichiamo i tre pilastri aristotelici alla frase di Iacchetti, vediamo esattamente dove si è spezzato il meccanismo persuasivo:

1. Il crollo del Logos (la logica)

Come hai giustamente evidenziato tu nell'analisi parola per parola, la struttura logica del testo fallisce. Il messaggio letterale produce un paradosso cinico (il consenso implicito al caporalato per non far rincarare i pomodori). Mancando la solidità del logos, la frase perde qualsiasi forza argomentativa razionale.

2. L'ipertrofia del Pathos (l'emozione)

L'autore punta tutto sul pathos: la rabbia, l'indignazione, l'immagine viscerale del politico avversario che suda nei campi in agosto. È un'emozione forte, ma quando il pathos non è sorretto dal logos, si trasforma in pura demagogia o in uno sfogo confuso che polarizza il pubblico invece di persuaderlo.

3. Il corto circuito dell'Ethos (il carattere del parlante)

Qui arriviamo al punto che toccavi prima. L'espediente per cui "anche il mio gatto sa che Iacchetti non è razzista" è un tentativo di salvare la frase usando solo l'ethos del parlante. Tuttavia, l'ethosdi Iacchetti è duplice:

Per una parte di pubblico è l'uomo schierato, di sani principi.

Per l'altra parte (o guardando alla sua storia professionale) il suo ethos è legato a chi ha passato decenni a "dire minchiate" a Striscia la Notizia.

Quando l'ethos è così fortemente connotato dalla satira leggera e dal disimpegno, perde l'autorità necessaria per sostenere un discorso serio su un tema drammatico. Non si può compensare la totale mancanza di logos aggrappandosi solo alla presunta buona fede del personaggio.

 

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Maurjmusic
11 minuti fa, extermination ha scritto:

Non si può compensare la totale mancanza di logos aggrappandosi solo alla presunta buona fede del personaggio.

 

 

A.I ha vivisezionato  il pensiero di Aristotele in relazione alla frase di Iacchetti  con  una logica diversa  (a mio parere) associando la credibilità di Iacchetti in  riferimento alla sua professione di "comico" e  non alla sua ben nota posizione all'interno dei  "dibattiti" social  che tutti conoscono (  per la quale era piuttosto chiaro  quanto  da lui affermato!) 

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