bambulotto Inviato 22 Agosto Inviato 22 Agosto 16 ore fa, what ha scritto: Interessante ,ora sarebbe bello sapere dove siano finiti gli altri del catalogo... Nel mio impianto principale ho l'RPH-340
bambulotto Inviato 22 Agosto Inviato 22 Agosto @LaVoceElettrica I modelli top Panta avevano tutti il braccio Spaziale.
Moderatori BEST-GROOVE Inviato 22 Agosto Moderatori Inviato 22 Agosto 44 minuti fa, bambulotto ha scritto: modelli top Panta avevano tutti il braccio Spaziale. Che nome bizzarro...chissà che gli aveva preso all' ufficio marketing in quel periodo.
pserci Inviato 22 Agosto Inviato 22 Agosto E' un gran braccio, molto bello da vedere. Ha attriti molto bassi e si accoppia bene con testine di media cedevolezza. 1
long playing Inviato 22 Agosto Inviato 22 Agosto @pserci 2 ore fa, pserci ha scritto: si accoppia bene con testine di media cedevolezza. Ha una massa equivalente sui 15 grammi circa medi considerando che Audioreview all'epoca alle prove testo' per quel braccio una massa equivalente di 13,6 grammi con testina da 5 gr e di 16,5 grammi con testina da 10 grammi. 1
ediate Inviato 24 Agosto Inviato 24 Agosto Il braccio "Spaziale" assomiglia molto al braccio del Denon SL-7D, sia nel sostegno che nel contrappeso:
Discopersempre2 Inviato 24 Agosto Inviato 24 Agosto 6 ore fa, ediate ha scritto: Il braccio "Spaziale" assomiglia molto al braccio del Denon SL-7D, sia nel sostegno che nel contrappeso: ....Che, a sua volta, mi ricorda (la base del braccio, per forma e materiale usato) un modello Pioneer. Questo, tra l' altro, non ha la classica forma ad "ufo".
Questo è un messaggio popolare. Velvet Inviato 24 Agosto Questo è un messaggio popolare. Inviato 24 Agosto I bracci Panta "spaziale" sono frutto della matita dell'ing. Magnaghi (ex Lesa e Telefunken Italia) e non hanno parentela con bracci giapponesi. Di giapponese nei giradischi Panta c'era il gruppo motore DD (in genere JVC o matsushita), il resto era tutto autarchico. Io ho un RPH 340, l'unica manutenzione che ho dovuto prestargli è stata la sostituzione delle cinghie dei servomeccanismi del braccio. 2 1
Jonas Rainer Inviato 25 Agosto Inviato 25 Agosto Mi avete ricordato che sopra un armadio, a casa dei miei, giace un RPH220 (quello con il braccio dritto). Il mio, oltre alle cinghie andate dei servomeccanismi del braccio. aveva l'avvolgimento dell'eletrocalamita del braccio interrotto. Menomale che era interrotta all'inizio dell'avvolgimento. Prima o poi lo tirerò giù
what Inviato 25 Agosto Autore Inviato 25 Agosto Bene,mi fa piacere il fatto che pian piano si aggiungono contributi tecnici ed una sorta di "censimento"da parte degli amici del Forum.D'altronde dove sei non qui... Una cosa volevo chiedere,almeno nel RPH 400,non c'è la regolazione del Pitch control dei giri.Eccesso di ottimismo,risparmio,concezione tecnica d'avanguardia?
long playing Inviato 25 Agosto Inviato 25 Agosto @Velvet 11 ore fa, Velvet ha scritto: I bracci Panta "spaziale" sono frutto della matita dell'ing. Magnaghi Oltre alla " Matita " ( disegno ) anche realizzazione/costruzione in toto compreso cuscinetti ecc. ? Non ho fonti ma chiedo perche' credo , e' un mio pensiero e posso sbagliarmi , che la realizzazione sia stata poi demandata ad uno degli specializzatissimi costruttori giapponesi data lo loro ineguagliabile perizia , precisione e capacita' nel campo.
what Inviato 25 Agosto Autore Inviato 25 Agosto In effetti la cosa mi fa pensare,non è che in campo Nazionale ci sia stata questa gran tradizione rivolta ai bracci,ma posso sbagliarmi.La Teksonor mi pare montasse Mission.
Velvet Inviato 25 Agosto Inviato 25 Agosto Non è che un braccio sia un dispositivo di chissà quale complessità meccanica. Se in Italia si riescono a fare calibri per orologi, armi, micromeccanica e ottica di precisione esportati in mezzo mondo non vedo perché non si potessero mettere assieme 3 cuscinetti decenti e una canna di metallo sagomata... Da che so io i bracci Panta erano made in Italy (come lo era tutto il ben più complesso Telefunken ps81DD sempre di Magnaghi, che non era esattamente uno sceso con la piena) ma non ho problemi ad essere smentito su base documentale, c'è sempre da imparare. Teksonor era ad altro livello (meno ambizioso dal punto di vista tecnico e soprattutto realizzativo) rispetto alla brillante anche se breve avventura di Panta, giunta fuori tempo massimo.
arturo3358 Inviato 28 Agosto Inviato 28 Agosto @what Il braccio Teksonor era prodotto in casa. Il Team progettuale comprendeva il direttore tecnio Ing. Holstejn, il progettista meccanico sig. Ferracuti e l' architetto Carolla in qualità di designer. Progettato con l'ausilio del calcolatore (Honeywell level 6 principalmente ed Apple 2 per le parti complementari) utilizzava una canna in alluminio-magnesio smorzata con del silicone al suo interno ed un porta testina in fibra di carbonio. I cuscinetti realizzati con tolleranze nell'ordine dei millesimi di millimetro (12 sfere di 2 mm quello orizzontale - 4 sfere di 1.5 in un guscio di acciaio di 0.7 mm di spessore per i 2 verticali) Direi che per l'epoca in progetto non era niente male! 1
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