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La IA musicale bannata in Australia.


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42 minuti fa, senek65 ha scritto:

Se fai intenso uso della IA la creatività a cosa ti serve? Lei è la creatività.


l'uso del mezzo può prevedere quello che tu ipotizzi
ossia tiro i dadi e magari esce una cosa buona
ma tra i musicisti "veri" non funziona così
si crea un brano come si è sempre fatto

ti metti li con la chitarra o il piano e sviluppi un'idea con una musica e un testo
poi usi la ai per provare che effetto fa con diversi arrangiamenti
se qualcosa ti piace non la puoi usare commercialmente allo stato attuale perché si sente da schifo
devi ricostruirla in modo convenzionale con i mezzi che ci sono sempre stati

al limite salvi qualcosa al livello di tracce, ma il grosso va rifatto in modo canonico
quindi la creatività e la tecnica esecutiva sono ancora necessari

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19 minuti fa, senek65 ha scritto:

Ma la condivisione e l'interazione a distanza cosa c'entra con la IA?

Era ln risposta a @homesick e il suo modo romantico di realizzare dischi con gruppi, sale prove, studi registrazione e via dicendo.

Si possono anche vedere i "germogli" della IA nel sistema a distanza di cui parla Byrne, perché parliamo di vent'anni fa.

L'IA è Byrne che riceveva e assemblava tracce di altri musicisti che probabilmente non conoscevano il contesto del brano quando registravano. Racconta che neanche delle reazioni o indicazioni di Eno teneva conto, tanto era lui che sceglieva, modificava e metteva insieme le tracce.

In mano a un Byrne, Eno o qualsiasi altro musicista o produttore creativo l'IA è uno strumento. 

37 minuti fa, senek65 ha scritto:

Se fai intenso uso della IA la creatività a cosa ti serve? Lei è la creatività.

L'hai provata? Perché non è così se rimani tu il centro creativo. Per esempio puoi usarla per ottenere suoni, loop ritmici e via dicendo tutti partiti da un tuo prompt. Puoi poi utilizzare questi risultati in tutt'altro modo, perché ogni brano nasce in un modo ma può prendere qualsiasi direzione mentre vai avanti.

Poi ho già scritto che non tutta la musica deve essere per forza arte. Che mi importa di 30 secondi di sottofondo a una pubblicità? Di due minuti di trailer cinematografico (li pagano due lire e neanche riconoscono royalties a chi li realizza) o dell'ennesimo brano trap? Molta IA servirà a musica di cui ce ne frega meno di niente.

Noto che a molti interessa quasi più il dietro le quinte di quello che ascolta, il problema è che non possiamo sapere tutto. C'è chi ancora scrive da più di trent'anni "Non mi piace la musica fatta da un computer", ma non sa di cosa parla: è tutto in frasi come questa l'evidenza che non si conoscono le cose.

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26 minuti fa, Dufay ha scritto:

Siamo a posto.

Sei a posto. Il thread l'hai aperto tu e siccome sei parecchio confuso con l'argomento ci rimani male perché non tutti giungono alle tue conclusioni semplicistiche.

Ognuno descrive la sua conoscenza ed esperienza in merito, se non ti piace chiudi l'argomento ma evita per cortesia di scrivere cose come

30 minuti fa, Dufay ha scritto:

Vedo che qualcuno è pure contento del futuro con la musica appiattita per bar sulla spiaggia...

perché scrivi una menzogna se riferito a quelli che stanno partecipando alla discussione.

Altrimenti fai la figura di quell'altro forumer che non capisce la differenza tra multitraccia e master, però continua a volere ragione.

 

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26 minuti fa, djansia ha scritto:

Noto che a molti interessa quasi più il dietro le quinte di quello che ascolta, il problema è che non possiamo sapere tutto.

Sono quasi 50 anni che so quel che accade dietro le quinte, con tutti annessi e connessi. La prima volta che entrai in uno studio di registrazione fu nel lontano 1985: agli Studi Umbi di Modena.

Io però farei un netto distinguo tra tecnologia, ovviamente impiegata da sempre nelle sue forme più svariate ( Pat Metheny usava il Synclavier e non faceva esattamente musica per ascensori) e IA .

Capisco che anche pre IA, tra basi, campioni, loop e compagnia cantante in molte composizioni commercial-pop praticamente non suonava realmente nessuno. Però credo che qui il passo sia più netto e, in certo senso, più "pericoloso".

Ma è un mio personale sentire.

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41 minuti fa, djansia ha scritto:

Sei a posto. Il thread l'hai aperto tu e siccome sei parecchio confuso con l'argomento ci rimani male perché non tutti giungono alle tue conclusioni semplicistiche.

Ognuno descrive la sua conoscenza ed esperienza in merito, se non ti piace chiudi l'argomento ma evita per cortesia di scrivere cose come

perché scrivi una menzogna se riferito a quelli che stanno partecipando alla discussione.

Altrimenti fai la figura di quell'altro forumer che non capisce la differenza tra multitraccia e master, però continua a volere ragione.

 

Invece mi pare che ci sia eccessiva leggerezza nell'approccio al "mondo nuovo'.. molto  da Nerd. 

Infatti credo che oltre all'Australia altri seguiranno.

Mi sa tanto che le infinite scelte, come diceva Umberto Eco porteranno al nulla cosmico anche nella musica.

 

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homesick
2 ore fa, djansia ha scritto:

Certo che è serio, lui conosce la materia perché comunque chi suona, strimpella, compone e via dicendo uno sguardo a questa "tecnologia" l'ha dato.

Può servire a un'infinità di cose.

@homesick Fai un esempio che è un modo antico e superato di fare musica (altro che fino a poco tempo fa) che in ogni caso chi lo desidera può ancora utilizzare. Puoi cercare collaboratori e musicisti anche a distanza se vuoi, oppure li inviti tutti nella tua cameretta.

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Everything That Happens Will Happen Today è del 2008 e Byrne nel suo libro racconta che è stato realizzato interamente a distanza, niente studio di registrazione così come lo abbiamo in testa tutti ma... posta elettronica. Con i musicisti coinvolti e Eno si scambiavano a distanza idee, tracce, esecuzioni e via dicendo. Byrne metteva insieme il tutto, nella sua cameretta o almeno così racconta.

Fresu ha detto che Peter Gabriel non l'ha mai visto o sentito quando gli chiese parti di tromba per l'ultimo disco, eppure si conoscono di persona e piuttosto bene anche. Si  presentò in un piccolo studio e aveva solo una base di riferimento con alcune istruzioni scritte dove era più o meno indicato il "percorso". Circa due anni dopo ha ascoltato dove e come le sue tracce sono state inserite nel disco.

Da anni ormai dischi non ne vendono neanche i giganti, quindi dimentichiamoci soldi a pioggia e tempo perso in studi costosi. 

Tempo fa @lello64 mi fece sentire un brano giocoso (aveva come tema il nostro forum) composto e realizzato con AI, voci incluse: chiaramente era un gioco ma quello era comunque un brano, completo.

Ripeto poi che noi pensiamo solo e unicamente ad album e canzoni ma la musica è ovunque non solo nei dischi e ne serve quantità industriali ogni giorno sempre maggiori e l'intelligenza artificiale diventa utile, fa risparmiare e via dicendo.

Un musicista o un compositore che vive di questo non può ignorare la IA.

Non esiste un solo modo di registrare e fare musica, così come non esiste più un solo modo per venderla.

 

personalmente non mi preoccupa né il fatto che esca o meno buona musica , perchè alla peggio per il resto della mia vita avrò centinaia di migliai di album fatti in epoche passate ancora da scoprire , né che sia sbagliato usare l'IA per migliore il prodotto finale , come oltre 20 anni fa usavamo Cubase per registrare , spendendo molto meno di quello che avrebbe speso un ragazzo negli anni 80 registrando su nastri con risultati nettamente migliori di registrazioni professionali del passato pur facendolo in studi "artigianali".

a me preoccupa la salute mentale dei nostri kids e l'IA non può essere uno stimolo alla crescita di un ragazzo , imho.

 

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1 ora fa, Dufay ha scritto:

Vedo che qualcuno è pure contento del futuro con la musica appiattita per bar sulla spiaggia...

La musica come sottofondo.

Siamo a posto.

Il futuro? È così da mo', non vedo cosa potrebbe cambiare. C'è solo questo nuovo strumento che velocizza un processo già in atto da decenni

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13 minuti fa, simpson ha scritto:

Il futuro? È così da mo', non vedo cosa potrebbe cambiare. C'è solo questo nuovo strumento che velocizza un processo già in atto da decenni

Da decenni non credo .

Tanta musica inutile si fa da tanto tempo ora la spazzatura mi sembra che stia diventando un po' eccessiva. 

Ma dobbiamo essere contenti secondo alcuni.

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@Enrico VIII 

tra un pò, non molto per la verità, con una 50ina di mila euro, anziché un arcaico impianto hifi si compreranno 4-5 umanoidi ed una decina di strumenti tradizionali da mettere in salotto o in taverna a disposizione. Anche a rate visto le consuetudini audiofile sul futile.

”alexa dì a sti quattro mammocci di suonarmi il quartetto per archi n. 12 "Americano", Op. 96 di Dvorak… ah appena finiscono fagli pulire i bagni ed i pavimenti in sala e cucina , io devo uscire e quando torno voglio vedere tutto pulito e gli strumenti al loro posto neh”

😆🤗

 

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