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Impianto minimale ma...


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Voglio condividere la mia esperienza recente con un amico in Germania (non lo vedevo da parecchio) che mi ha detto che era riuscito ad  allestire un impiantino al minimo indispensabile dopo parecchio tempo di mega impianti multimilionari, fatti di pre, finali, sorgenti di vario tipo e diffusori mega di marchi diversi.

Premetto: all'ascolto suonava benissimo!! Stanza non grandissima ma dedicata e il tutto fatto da: PC con Audirvana e musica liquida, integrato, e diffusori a torre medie.

A quel punto mi sono chiesto: ma siamo sicuri che serve spendere tanti soldi  in elettroniche e diffusori per ottenere questi risultati??

Lui ha speso 2000,00 euo di ampli e casse(che non sono pochissime) che per qualcuno non è neanche il costo dei cavi ed ha un impianto che suona veramente, ma veramente bene.

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@elulop Tu e il tuo amico, ovviamente,siete sordi.

Ovviamente scherzo,per sentire bene la musica non è obbligatorio spendere cifre a 5 zeri, è molto importante il posizionamento (e qui mi sembra che ci siamo),con un impiantino di medio livello c'è tutto quello che serve, poi si tratta, secondo me,di sfumature o esigenze particolari.

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Considerando che i miei diffusori costano praticamente 7 volte tanto nel nuovo ed io le ho prese usate ma sempre pagandole più di tre volte tanto il suo impianto, è da qui che mi sono venuti tutti i dubbi del mondo...

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@elulop un impianto è sopratutto equilibrio tra ampli sorgenti diffusori e ambiente. Avere un ambiente dedicato aiuta, io perr esempio un PC non lo voglio, ho diverse sorgenti, cdp, rtr, gira, rinunciassi a questi per uno streamer spenderei meno ma mi divertirei meno. 

Per fare un buon impianto non serve spendere tanto, oltre un certo livello di va di sfumature. E assortire un impianto minimale è meno complicato che far sposare enne scatolotti

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Poche cose ma buone,  ben interfacciate tra di loro e l'ambiente, ascolti sereni e meno paranoie. Le soddisfazioni sono assicurate.

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32 minuti fa, cactus_atomo ha scritto:

perr esempio un PC non lo voglio, ho diverse sorgenti, cdp, rtr, gira, rinunciassi a questi per uno streamer spenderei meno ma mi divertirei meno.

👏🏼👏🏼👏🏼

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4 ore fa, elulop ha scritto:

ha un impianto che suona veramente, ma veramente bene

Con una premessa di questo tipo mi è impossibile non chiederti, se lo ricordi e se ce lo puoi dire, di quali pochi componenti si fregia l'impianto del tuo amico :)

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4 ore fa, elulop ha scritto:

Voglio condividere la mia esperienza recente con un amico in Germania (non lo vedevo da parecchio) che mi ha detto che era riuscito ad  allestire un impiantino al minimo indispensabile dopo parecchio tempo di mega impianti multimilionari, fatti di pre, finali, sorgenti di vario tipo e diffusori mega di marchi diversi.

Premetto: all'ascolto suonava benissimo!! Stanza non grandissima ma dedicata e il tutto fatto da: PC con Audirvana e musica liquida, integrato, e diffusori a torre medie.

A quel punto mi sono chiesto: ma siamo sicuri che serve spendere tanti soldi  in elettroniche e diffusori per ottenere questi risultati??

Lui ha speso 2000,00 euo di ampli e casse(che non sono pochissime) che per qualcuno non è neanche il costo dei cavi ed ha un impianto che suona veramente, ma veramente bene.

Sono sicuro che il suono sia ottimo ed allo stesso tempo sono sicuro che un impianto di questo tipo sia più che sufficiente per l'ascolto appagante di musica dentro le nostre case.

Qualche giorno fa ho scoperchiato il vaso di Pandora proponendo un impianto dal costo complessivo di 5000,00 € e sostenendo che ogni aggiunta e qualsivoglia miglioria non sarebbe servita a nulla, nè per aumentare la qualità nè per migliorarne la funzionalità.

Però è risaputo che il mezzo diventa il fine ed il fine stesso diventa il mezzo per spiegare necessità che non esistono, se non nella sfera dell'appagamento personale.

Quindi rispondo completando il topic: "Impianto minimale, ma" "poi con cosa gioco e come passo il tempo?!"

Semplice, godendosi qualche momento di relax, in compagnia dalla propria musica preferita.

Alessandro.

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51 minuti fa, networkcode ha scritto:

Qualche giorno fa ho scoperchiato il vaso di Pandora proponendo un impianto dal costo complessivo di 5000,00 € e sostenendo che ogni aggiunta e qualsivoglia miglioria non sarebbe servita a nulla, nè per aumentare la qualità nè per migliorarne la funzionalità.

Questo non regge, nel modo più assoluto. Un conto è sostenere che con un sistema da poche migliaia di euro si può vivere felici, un altro è affermare che con quel budget si è raggiunta la vetta, e che non sia possibile crescere in qualità. 

E' sufficiente pensare a quanta differenza ci sia tra ascoltare con una coppia di diffusori medi o piccoli, o farlo con una di grandi dimensioni; e i diffusori grandi, se li si vuole di qualità, costano parecchio.

 

  

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Minimale però ha almeno 2 sfaccettature: nei componenti e nel costo, e le due cose non vanno necessariamente insieme. Personalmente adoro il minimale, ossia sorgente, ampli integrato e diffusori (il minimo possibile, 3 pezzi). Però così facendo si possono spendere tranquillamente anche cifre molto importanti. Per cui... 

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2 ore fa, nick ha scritto:

Con una premessa di questo tipo mi è impossibile non chiederti, se lo ricordi e se ce lo puoi dire, di quali pochi componenti si fregia l'impianto del tuo amico 🙂

@nick Se lo dico si scatena il mondo secondo me (sei sordo, non suona, impossibile, fanno schifo, trapani per le orecchie), ma se volete non ho alcun problema a dirlo

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@elulop cos'è che ti ha sorpreso maggiormente? La riuscita di quell'impianto rispetto al costo (e quindi ai modelli di elettroniche usate), o rispetto al fatto che per la completezza della riuscita sono stati sufficienti solo un paio di pezzi? O entrambe? 

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Spesso e nn solo in questo ambito si acquista per avere l’oggetto di nicchia o per raggiungere il nirvana, una volta arrivati in cima poi si scende , si vende tutto e rimetti il compattone degli anni 90.

penso che sia l’evoluzione di ogni passione infatti il gioco sta nel provare e immergersi sempre più nel tema .

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1 minuto fa, cinghio ha scritto:

arrivati in cima poi si scende , si vende tutto e rimetti il compattone degli anni 90.

Non è automatico: per quel che mi riguarda è dagli anni 70 che il mio sistema ''cresce'', stessa cosa per tanti altri appassionati che conosco. Se una volta arrivati in alto si dismette l'impianto per rimettere il vecchio compatto, significa che di vera passione non si trattava. 

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4 ore fa, elulop ha scritto:

Considerando che i miei diffusori costano praticamente 7 volte tanto nel nuovo ed io le ho prese usate ma sempre pagandole più di tre volte tanto il suo impianto, è da qui che mi sono venuti tutti i dubbi del mondo

Dubbi anche leciti, ma pur sempre sfatabili, procurati lo stesso sistema , o scambialo con l' amico per un mese, poi tiri le conclusioni, secondo me ti riprendi il tuo sistema e te lo godi, un conto è fare un ascolto, sporadico, trovarne degli aspetti molto positivi, per alcune ore, altro è conviverci per mesi , spesso i limiti escono solo per confronti e reset di suoni diversi e successivo ritorno al proprio impianto , allora escono i veri valori in campo . . . 

saluti, Dario 

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36 minuti fa, one4seven ha scritto:

La riuscita di quell'impianto rispetto al costo (e quindi ai modelli di elettroniche usate)

@one4seven diciamo di più questo, soprattutto rispetto al costo

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7 ore fa, campaz ha scritto:

É stato detto tante volte: l’esperienza dell’ascolto dipende da una molteplicità di fattori. I componenti dell’impianto, la sinergia fra gli stessi, l’interazione con l’ambiente e - ultima ma non meno importante - la componente psicologica. Io mentre lavoro uso un impianto da 200 euro per ascoltare jazz classico a basso volume: spesso e volentieri mi sembra suonare meglio di quello in sala che costa dieci volte tanto. Non perché suoni meglio, ma perché in quel momento le mie orecchie “ascoltano” meglio. Sapersi accontentare, nella vita, può essere una soluzione. Godere della musica che ci arriva invece di sforzarsi a migliorare il micro contrasto piuttosto che a opacizzare il nero infrastrumentale può regalarci attimi di felicità epicureana (come ha fatto stamattina Oscar Peterson sul mio impiantino poverino)

Commento equilibrato e di enorme buon senso; personalmente mi ritrovo anche nell'impiantino secondario in studio che alle volte pare suonare meglio dell'impianto principale in sala audio e condivido la diagnosi di un fenomeno che credo rientri nell'alveo della psicoacustica.

3 ore fa, networkcode ha scritto:

Qualche giorno fa ho scoperchiato il vaso di Pandora proponendo un impianto dal costo complessivo di 5000,00 € e sostenendo che ogni aggiunta e qualsivoglia miglioria non sarebbe servita a nulla, nè per aumentare la qualità nè per migliorarne la funzionalità

Si può disquisire sul threshold: 5.000, 5.500 o magari 4.500, ma sono d'accordo sul principio e l'ordine di grandezza mi pare largamente condivisibile.

 

2 ore fa, naim ha scritto:

Questo non regge, nel modo più assoluto. Un conto è sostenere che con un sistema da poche migliaia di euro si può vivere felici, un altro è affermare che con quel budget si è raggiunta la vetta, e che non sia possibile crescere in qualità

Il tuo giudizio è troppo tranchant a mio avviso. A onor del vero, @networkcode non ha specificato in questa sede che nel suo scoperchiare il vaso di pandora nel thread originale ha ipotizzato una soglia di riferimento (5.000 euro) per un impianto collocato in una tipica stanza o sala non trattata alla stregua di uno studio di registrazione o di una sala d'ascolto professionale. Diffusori prestigiosi, qualitativi e costosissimi molto probabilmente risultano mortificati in un tipico ambiente domestico non trattato e progettato allo solo scopo di ascoltare musica.

Inoltre, come definisci in modo oggettivo i concetti di "vetta" o "qualità"?. Con 5.000 euro poi senza dubbio metter su un impianto che scende a 30hz con una risposta in frequenza piatta e lineare, cioè il target numerico e oggettivo a cui l'alta fedeltà dovrebbe aspirare. Tutto il resto è percezione soggettiva: timbro, scena, profondità, musicalità.

50 minuti fa, cinghio ha scritto:

Spesso e nn solo in questo ambito si acquista per avere l’oggetto di nicchia o per raggiungere il nirvana, una volta arrivati in cima poi si scende , si vende tutto e rimetti il compattone degli anni 90.

penso che sia l’evoluzione di ogni passione infatti il gioco sta nel provare e immergersi sempre più nel tema .

A mio avviso è stressante. L'ascolto lo concepisco come un percorso: si inizia con un impiantino e si parte alla ricerca di un suono che ci soddisfi, ed è un processo di maturazione. Ma una volta trovato il suono che soddisfa, mi fermo: a quel punto è tempo di ascoltare e non di fare stacca-attacca. Ma questa è solo la mia opinione.

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