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Melius Club

Ci sarà finalmente una svolta nella sinistra italiana?


Messaggi raccomandati

10 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Bonaccini ha fatto un discorso piu’ complesso, alla Savagal.

Ha detto che analizzando l’ultimo voto e scomponendolo e’ risultato che l’elettorato di dx e’ statisticamente meno diplomato e laureato. Ne parlammo anche qui.

E che sarebbe dovere della sx cercare di capire perche’ essa non sa piu’ parlare ai meno acculturati, spesso anche economicamente piu’ deboli.

La Meloni che come comunicazione sta cento spanne sopra Bonaccini ha preso la palla al balzo e l’ha stoccato

Contro analfa si direbbe.

I calvi con pizzetto fluente tornano utili per spiegare agli studenti in legge la

compensatio lucri cum damno

 

Si ma il percepibile sottotesto che appare è "v'è alta probabilità di presenza di testicoli tra gli elettori di dx, i mejo stanno a sx." Non sarebbe forse più producente abbandonare l'antico cavallo di battaglia della superiorità morale di sx? Dico eh, per cavarne magari qualche voto in più...

  • Melius 1

@Dufay

 

Tuttavia, anziché prestare attenzione a queste rivendicazioni progressiste per un capitalismo più equo, l'umore dell'elettorato delle città industriali in declino si è fatto catturare dalle sirene del populismo e dal nazionalismo dei «conservatori identitari». I cambiamenti economici hanno avuto non poche conseguenze culturali, che sono state intese come altrettante minacce ai modi di vita e alle identità tradizionali. I vincitori erano istruiti, disponevano di una visione del mondo cosmopolita ed erano a proprio agio con il multiculturalismo, i mercati globali aperti e l'immigrazione. I perdenti, al contrario, tendevano a non avere qualifiche formali, erano legati a città industriali in declino con minori prospettive, nonché a disagio con il multiculturalismo e adottavano una visione nativista. Allo stesso modo la classe media ormai “schiacciata”, che un tempo aveva avuto lavori da colletti bianchi sicuri e ben pagati, soffriva l'informatizzazione, la maggiore precarietà del lavoro e la perdita dei diritti pensionistici, tutti elementi che hanno contribuito ad alimentare la nostalgia per un passato socialmente conservatore. Invece, le società finanziarie della City e di Wall Street, i grandi studi legali e le aziende tecnologiche avevano una portata globale, con un personale multiculturale proveniente da ogni parte nel mondo. Ne è scaturita - come ha affermato un commentatore in modo alquanto riduttivo - una divisione tra gli “impegnati” e i “qualunquisti”, ossia tra i “liberali convinti” - dotati di istruzione universitaria e di capacità di apprezzare la diversità – e i “conservatori identitari” - solitamente più anziani, privi di istruzione universitaria e tendenzialmente avvezzi ad atteggiamenti etnocentrici. Le vecchie divisioni di classe tra destra e sinistra, tra lavoro e capitale, stavano via via cedendo il passo a politiche culturali o dell'identità.

La globalizzazione è stata un utile capro espiatorio che ha portato alla svolta protezionistica del presidente Trump e al rifiuto dell’ordine multilaterale del dopoguerra. Nel suo discorso di insediamento del gennaio 2017 Trump ha annunciato che: «Dobbiamo dell'ordine proteggere i nostri confini dagli altri paesi che ci danneggiano producendo i nostri stessi prodotti, che derubano le nostre aziende e distruggono i nostri posti di lavoro. La protezione ci darà forza e prosperità». In realtà il suo “populismo plutocratico” ha offerto una falsa speranza a chi era stato «lasciato indietro» e ha soprattutto avvantaggiato i ricchi. In Gran Bretagna, invece, il capro espiatorio è stato individuato nell'Unione Europea. Molti sostenitori della Brexit hanno abbracciato la globalizzazione sostenendo che questa avrebbe permesso alla Gran Bretagna di tornare a essere un paese globale e dinamico, al di fuori dei confini dell'unione doganale: una visione che ha dunque fatto appello alla nostalgia del Regno Unito come principale potenza industriale e commerciale mondiale. Gli oppositori hanno invece assimilato questa visione a un'ideologia in stile “impero 2.0”, la cui posta in gioco non era solo un ritorno anacronistico all'impero ma anche la creazione di una “Anglosfera” deregolamentata, neoliberale e fondata sul libero mercato.

M. Daunton "Il governo economico del mondo" (p. 969)

[Quali sono le differenze con le parole di Bonaccini?]

 

  • Melius 1
widemediaphotography
54 minuti fa, Felis ha scritto:

Ma dico io, è mai possibile?! Apro il thread e non vedo neanche un commento sull'affaire Bonaccini?

 

Bonaccini: «Chi vota a destra ha studiato poco». Meloni reagisce: «Gli italiani ci votano perché hanno studiato la sinistra sulla loro pelle»

https://www.corriere.it/politica/26_agosto_28/bonaccini-chi-vota-a-destra-ha-studiato-poco-meloni-reagisce-gli-italiani-ci-votano-perche-hanno-studiato-la-sinistra-sulla-loro-61ab8a82-9256-4f8d-9544-25a61078bxlk.shtml

 

 

 

Nelle ultime ore l'intervento di Vincenzo De Luca ha stroncato senza appello l'opposizione, definendo demenziale la sua classe dirigente, a partire dalla gestione delle primarie e dal narcisismo dei candidati, e bocciando le strategie dei progressisti. Non sono mancati affondi sulla deriva del giornalismo d'inchiesta, tirando in ballo Sigfrido e Milena Gabanelli, quest'ultima accompagnata da un gustoso aneddoto di sedici anni fa. (come dargli torto?):classic_laugh:

Questo quadro si salda con il duro j’accuse di Enrico Mentana sul Campo Largo, un progetto smascherato nei suoi vuoti programmatici e segnato dai cortocircuiti interni, incluse le frecciate alle imboscate tese da alcuni conduttori di "La7" agli ospiti fautori delle forze di governo.

La vera questione, morale prima che politica è, sempre la stessa: Perché nei sondaggi a volare è solo Roberto Vannacci, mentre all'orizzonte si profila il potenziale ritorno di Alessandro Di Battista, trasformando lo scenario  in un postumo e  desolante muro del pianto...:classic_biggrin:
Con un governo attuale così scarso perché il PD non decolla  dalle sue quote di gradimento? Non sarà per via di tutte quelle "menate" che tutto fanno tranne che attrarre consensi?

 

 

1 ora fa, mozarteum ha scritto:

La Meloni che come comunicazione sta cento spanne sopra Bonaccini

Se ritieni che Meloni come comunicazione sta sopra Bonaccini come giudichi questa sua frase?

 

quegli italiani, indipendentemente dalle scuole che hanno frequentato, hanno studiato sulla loro pelle le conseguenze delle politiche della sinistra. Hanno visto città meno sicure, confini senza controllo, periferie dimenticate

 

Ti ha convinto? 

Oppure ritieni che possa aver detto quello dimenticando i suoi 5 anni di governo? 

 

 

La doppia crisi del mercato del lavoro, manifattura senza specialisti e profili Stem introvabili

di Redazione Economia

Quasi una posizione su due registra difficoltà di reperimento. E i laureati Stem che escono dalle università italiane o dagli ITS non bastano

La doppia crisi del mercato del lavoro, manifattura senza specialisti e profili Stem introvabili

In questo momento, le imprese manufatturiere stanno vivendo una crisi nuova. Hanno bisogno di coprire il 46,6% delle posizioni disponibili, ma la situazione è particolarmente grave per gli operai specializzati, dove la ricerca riguarda il 61% delle vacanze secondo i dati Unioncamere. Non è un fenomeno isolato. La mappa geografica rivela dove il problema brucia di più. Nel nord-est del Paese, specie in Friuli-Venezia Giulia, alcune categorie professionali sono praticamente introvabili: specialmente meccanici e ingegneri.

Perché accade? L'elemento dominante non è la mancanza di competenze specifiche quanto l'assenza pura di candidati: il 26% delle difficoltà di reperimento dipende dal fatto che non si presenta nessuno. Significa che non serve pubblicare annunci in più posti. Servirebbero persone che siano formate per il mestiere In provincia di Modena, ad esempio, le imprese che vogliono assumere trovano un mercato dove quasi la metà dei profili che cercano non esiste disponibile. E mentre il numero di posizioni aperte rimane stabile, cresce la specializzazione richiesta, spingendo le aziende a chiedere titoli di studio superiori. Il dato aggregato sugli ITS, le scuole tecniche superiori, aggrava il quadro. Nel 2025, i diplomati da questi istituti tecnici si portano dietro già una difficoltà di reperimento del 47%, ma alcuni indirizzi toccano il 66% per costruzione e territorio, il 66% per meccatronica, il 61% per elettronica.

I laureati

Dove sono i giovani che dovrebbero entrare in questi campi? Secondo i dati del 2024, appena uno su quattro tra i giovani laureati ha scelto scienze, tecnologia, ingegneria o matematica. Non è una questione di nomi: è una questione di numero. In Italia, nella fascia 25-34 anni, soltanto tre su dieci ha un titolo terziario di qualunque tipo, contro quattro su dieci in Europa. L'Italia non produce nemmeno abbastanza studenti universitari in generale. Il serbatoio da cui pescano ingegneri, informatici e scienziati è semplicemente troppo piccolo rispetto alla domanda europea.

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Corriere della Sera di oggi.

 

 

2 minuti fa, audio2 ha scritto:

resta sempre inevasa la domanda posta da un paio di forumer tra i quali il sottoscritto sul come mai

l' opposizione non gode di grandi consensi nonostante la pochezza degli attuali governanti.

quale opposizione, quella della slin che inneggia alla corazzata Potiomkin, quella di Bonaccini che ti insulta come ignorante se voti dove non vuole lui, quella di giuseppi, che tende a rubarti le galline dal cortile?




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