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Il capitalismo, la sinistra e le tante/tanti Jasmine Trinca


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briandinazareth
Adesso, Panurge ha scritto:

Ma sto rancorino sempre vibrante è dovuto a mazzate prese da ex mogli e/o fidanzate? Perché comincia ad avere del patologico.

 

Mi  chiedevo una cosa simile, traspare un odio ideologico veramente fuori scala. Si vede la bava alla bocca

 

Certo che però anche queste femministe che parlano di quando le donne hanno cominciato a votare e prendevano le mazzate dai mariti, utelati dalla legge, e mute e sottomesse. 

 

Intollerabile

3 minuti fa, Panurge ha scritto:

Ma sto rancorino sempre vibrante è dovuto a mazzate prese da ex mogli e/o fidanzate? Perché comincia ad avere del patologico.

 

Mi  chiedevo una cosa simile, traspare un odio ideologico veramente fuori scala. Si vede la bava alla bocca

 

Certo che però anche queste femministe che parlano di quando le donne hanno cominciato a votare e prendevano le mazzate dai mariti, utelati dalla legge, e mute e sottomesse. 

 

Intollerabile

13 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Naturalmente no 😀

Mettiamola così ti capisce di cinema è d'accordo con me che non capisce di cinema no

Se però uno capisce di cinema e apprezza il film l'unica spiegazione è che menta obnubilato dal "messaggio".

  • Haha 1

il film non l' ho visto, ma da quello che è intuibile è niente confronto ad una supercazzola

sentita in tv qualche giorno fa.

allora: c'era il patriarcato quindi l' uomo portava la carne a casa ( in illo tempore, magari )

in segno di dominio, quindi alla donna toccava di cucinarla ( però poi se la mangiava pure

lei assieme ad eventuali figli ); qualcosa del genere, ad un certo punto mi si sono chiusi i timpani.

ah, nemmeno una volta nessuno vietava alle donne di procacciarsi cinghiali e caprioli. ite ite

Gaetanoalberto
7 minuti fa, Dufay ha scritto:

ti capisce di cinema è d'accordo con me che non capisce di cinema no

Mettiamola anche così, chi si autoattribuisce con superbia la patente di esperto, come chi si loda (se non ironicamente) di norma è dotato di un'intelligenza molto limitata.

Sta cosa l'ho già sentita con la musica, con gli sterii, con il vino, con il cibo e con l'arte, ma sempre intelligenza molto limitata è.

  • Melius 2
Gaetanoalberto

 

C'era ancora domani: Fenomeno di massa, manifesto politico o furbizia di genere?

Con 5 David di Donatello, un successo travolgente al botteghino e una distribuzione in oltre 100 Paesi, l'esordio alla regia di Paola Cortellesi ha acceso un dibattito critico e culturale vivace sia in Italia che all'estero.

qual è stato il verdetto della critica cinematografica specializzata?
Tra grandi entusiasmi e qualche voce fuori dal coro, ecco come la stampa di settore ha giudicato la pellicola.

I PUNTI DI FORZA: Perché la critica lo ha amato

1. Il "Neorealismo Pop" e la contaminazione dei linguaggi La critica internazionale si è mossa con grande curiosità attorno all'estetica del film. La rivista britannica Sight & Sound (BFI) ha definito il film un'"audace stravaganza", lodando la capacità di Cortellesi di unire l'impianto visivo neorealista in bianco e nero alla satira sociale e all'uso volutamente anacronistico della colonna sonora (dalla musica d'epoca all'hip-hop).

2. La riscrittura espressiva della violenza domestica Su diverse testate e portali di critica (tra cui Rough Cut e NPC Magazine), molti analisti si sono soffermati sulla scelta di coreografare i maltrattamenti in forma di danza drammatica tra Delia e il marito Ivano. Una scelta rischiosa ma elogiata per essere riuscita a mostrare la cupa ritualità e l'alienazione della violenza domestica senza scadere nella morbosità o nel voyeurismo.

3. Il colpo di scena del finale e il valore politico Il climax della pellicola é stato unanime oggetto di plauso. The Guardian e la critica italiana hanno celebrato il ": lo spettatore viene condotto a credere che la protagonista stia per cedere a una fuga d'amore sentimentale, per poi scoprire che la sua vera rivalsa è un atto di libertà civile e democratica é "il primo voto alle donne del 1946.

”´ LE CRITICHE E I PERPLESSI:

Cosa non ha convinto la frangia dissidente

Sebbene le recensioni positive siano state nettamente maggioritarie, diverse voci autorevoli della critica italiana e internazionale hanno sollevato perplessità di fondo:

1. Il rischio "didattico" e la scorciatoia formale Su riviste di analisi come Spietati.it e in diversi interventi della critica di settore, è¨ stato contestato l'uso del bianco e nero, giudicato da alcuni un'operazione patinata o "didascalica", adottata più per ammiccare all'immaginario del dopoguerra che per una reale necessità di ricerca stilistica. Alcuni critici hanno definito l'impianto un po' troppo "scolastico" o da "lezioncina d'impegno sociale".

2. Il cambio di registro e la risoluzione narrativa Tra i detrattori (tra cui alcuni articoli apparsi su Sentieri Selvaggi e recensioni di riviste d'essai), il repentino viraggio del finale, il cosiddetto trick ending, è¨ stato visto come un meccanismo narrativo intelligente ma potenzialmente penalizzante: per alcuni critici, la soluzione ideale sposta il focus dalla complessità  psicologica della protagonista a un messaggio simbolico fin troppo calcolato.

3. La caricatura dei personaggi maschili Alcuni recensori hanno evidenziato come le figure maschili (il marito violento interpretato da Valerio Mastandrea o il suocero) rischino di risultare macchiette grottesche o "mostri monodimensionali", limitando la tridimensionalità  della trama a una schematizzazione tra bene e male.

📊 In sintesi: La griglia della critica

Stile: Promosso per l'audacia di montaggio e colonna sonora; bocciato da chi vi legge un'operazione nostalgica un po' artificiosa.

Tematica: Ammirato per l'approccio non vittimista al tema degli abusi; criticato da chi lo considera didattico.

Finale: Considerato un colpo di genio civile e narrativo dai più, una scorciatoia retorica da una minoranza della critica.

 

 

12 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Mettiamola anche così, chi si autoattribuisce con superbia la patente di esperto, come chi si loda (se non ironicamente) di norma è dotato di un'intelligenza molto limitata.

Sta cosa l'ho già sentita con la musica, con gli sterii, con il vino, con il cibo e con l'arte, ma sempre intelligenza molto limitata è.

Ma quale superbia bastano quattro neuroni e otto sinapsi.

L'hai visto il film?

a proposito di mariti violenti e pazzo pazzo mondo ( tread unificato ):

- processo per violenze familiari, marito e moglie in tribunale

- lui giudicato colpevole, 6 mesi, vabbè sono cose che non si fanno ma non doveva essere poi

così grave e non vai nemmeno dentro

- allora il tipo appena udita la sentenza che fa invece di festeggiare ? con un oggetto appuntito

salta al collo della moglie e cerca di ucciderla, senza riuscirci. due lo placcano e via con la galera.

ecco allora qua dite voi a uno così cosa dovresti fargli. altro che woke.

Gaetanoalberto
9 minuti fa, Dufay ha scritto:

L'hai visto il film?

Certo,

e come tutte le cose della vita, soprattutto nel campo dell'arte e dell'intrattenimento può piacere o meno, ha critica positiva ed altra negativa.

Un film è tante cose,  storia, recitazione, fotografia... si fanno delle scelte.

Di sicuro meglio di mille americanate, ad

esempio.

Si tratta pure di un esordio..

Poi nessuno ha parlato di capolavoro storico, e d'altra parte pure i giudizi su quelli sono spesso orientati.

best_music
9 ore fa, briandinazareth ha scritto:

ma raramente gli artisti sono conservatori e fedeli alla tradizione

Non stiamo parlando di "artisti" ma di establishment culturale della sinistra.

:

Per capirci meglio: se faccio un film con i soldi della RAI e prendo altri finanziamenti pubblici, con il vincolo che il film deve avere un valore sociale / morale (ignoro la dizione ufficiale), non sono più un artista che può inventare ciò che vuole, sono incanalato in una certa direzione.

:

Certo abbiamo nella storia esempi illustri (in fondo casa faceva Michelangelo se non supportare la propaganda clericale del papa?) di opere di valore artistico assoluto nonostante siano prodotte su commissione, ma torniamo al concetto del medio evo: se volevi dipingere potevi scegliere tra santi e madonne o metafore del paradiso, dell' Inferno ecc 

1 ora fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Certo,

e come tutte le cose della vita, soprattutto nel campo dell'arte e dell'intrattenimento può piacere o meno, ha critica positiva ed altra negativa.

Un film è tante cose,  storia, recitazione, fotografia... si fanno delle scelte.

Di sicuro meglio di mille americanate, ad

esempio.

Si tratta pure di un esordio..

Poi nessuno ha parlato di capolavoro storico, e d'altra parte pure i giudizi su quelli sono spesso orientati.

Ma per favore.

Esprimi un tuo parere  senza pippone programmatico.

So che riesci a farlo.




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